Fonte:
Rinnovabili.it - 10/01/2011
Buone nuove per i cieli europei. Quella che i cittadini comunitari si trovano oggi a respirare è un’aria per certi versi migliore rispetto quella del 1990. Lo rivela l’European Environment Agency (EEA) in uno studio dedicato in cui analizza e quantifica gli effetti che specifiche misure politiche attuate nel settore dei trasporti e della combustione industriale hanno avuto sulla crescita degli inquinati atmosferici e sulla qualità dell’aria in Europa. Si tratta, infatti, di due ambiti che da soli rappresentano circa il 50-66% delle emissioni totali di particolato, inquinanti acidificanti e dei gas precursori dell’Ozono. Il rapporto,
Impact of selected policy measures on Europe’s air quality, trae le sue conclusioni a partire dai risultati ottenuti con una serie di strumenti legislativi introdotti a livello comunitario per controllare le emissioni inquinanti, quali gli Euro-standard per le emissioni dei veicoli su strada e le direttive in materia di Prevenzione e riduzione integrata dell’Inquinamento (
Directive IPCC) e sui Grandi Impianti di Combustione (
Directive LCP).
Trasporto su strada
Nonostante il maggiore uso di carburante tra il 1990 e il 2005 (+26%), sono state raggiunte significative riduzioni delle emissioni grazie all’introduzione della normativa europea a partire dai primi anni 1990. Questo è particolarmente vero per il monossido di carbonio (CO) e i composti organici volatili non metanici (COVNM), in decrescita costante nel periodo di studio. Dati interessanti anche per gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato fine (PM 2,5) diminuiti rispettivamente del 40% e del 60%.
Combustione industriale
Il settore della combustione industriale (compresi il comparto energetico e manifatturiero) ha dimostrato un cambiamento marginale nel proprio impiego di carburante nel periodo in questione, riuscendo però a tagliare la quota complessiva di NOx e SOx. In questo caso è la riduzione delle emissioni di particolato fine ad essere più significativa soprattutto se raffrontata a quella stimata nel settore dei trasporti su strada, ed è più alta nelle principali aree industrializzate come la Germania, l’Italia del nord, Paesi Bassi e Polonia. Per quanto riguarda l’acidificazione, le politiche hanno ridotto nelle stesse zone anche la concentrazione del biossido di zolfo (SO2).
N.B. Per maggiori informazioni leggere direttamente il Rapporto alla pagina web:
Impact of selected policy measures on Europe’s air quality