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Non può essere la CO2 la causa del riscaldamento. Ecco le prove!

Effetto Serra e Riscaldamento Globale


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Vecchio 19-04-2009, 15:23
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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
mi sembra strano che tutte quelle persone siano state ingannate, da un istituto così importante
ma quale istituto? la Petizione Oregon è stata redatta da 4 persone, delle quali una era il figlio di 21 anni di una di queste.
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  #22 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 15:26
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...non ho letto le centinaia di pagine del rapporto IPCC perchè...

...Non trovo i valori nelle centinaia di pagine dell’ipcc...
E per forza che non li trovi e continui a dire le solite inesattezze!
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  #23 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 15:30
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Il forum è fatto apposta per dicutere, la dicussione mi sembra buona, spero di capire qualcosa di più sulle proprietà della CO2.

Clayco :ma come me 18000 scienziati oism.org esprimono il parere che la CO2 sia ininfluente sul clima.

Danvin:Ma sai di cosa stai parlando? Si tratta della Petizione Oregon, lanciata nel 1998. Di fatto si trattava di una pagliacciata che chiedeva di firmare un documento che si opponeva alla riduzione americana delle emissioni di gas serra perché non vi erano prove scientifiche che l’aumento dei gas serra liberati dall’uomo avrebbero causato “un riscaldamento catastrofico dell’atmosfera terrestre e la distruzione del clima della Terra” (parole testuali)!!! Ma quando mai l’IPCC ha parlato di riscaldamento catastrofico e di distruzione del clima terrestre? L’IPCC parla tuttora di Riscaldamento Globale e di modificazioni climatiche!
Tra l’altro ti racconto alcune altre cose su questa Petizione:
1) Per appoggiare la petizione vi era allegata una lettera presentata come articolo scientifico, ma in realtà questo lavoro non era mai stato pubblicato da nessuna parte.
2) Questa lettera allegata era nel formato dell’Accademia Nazionale delle Scienze (americana), l’organizzazione più prestigiosa del mondo in campo
scientifico. Eppure di questa cosa l’Accademia delle Scienze non sapeva proprio niente e infatti si è affrettata subito a sconfessare la lettera. Purtroppo molte persone avevano già firmato la petizione ingannati dal formato.
3) Questo falso articolo presentava dati clamorosamente errati relativi alle misurazioni da satellite e da sonde meteorologiche.
4) La verifica effettiva dei firmatari non c’è mai stata.
5) Fra i firmatari c’erano dozzine di nomi falsi, qualche Perry Mason, vari Michael J. Fox, scrittori vari e persino una della Spice Girls.



Clayco:mi sembra strano che tutte quelle persone siano state ingannate, da un istituto così importante,

Danvin:ma quale istituto? la Petizione Oregon è stata redatta da 4 persone, delle quali una era il figlio di 21 anni di una di queste.

Commento : non mi risulta! La petizione è proprio dell'oregon institute, Le mando la petizione originale, caso mai vorrà aderire un giorno…. Non si sa mai! All’interno del sito oism.org troverà i moduli per l’iscrizione e tutti i requisiti necessari per aderire, e le adesioni continuano, non mi sembra una truffa, nemmeno un inganno, dice... in the foreseeable future, cause catastrophic heating of the Earth's atmosphere and disruption of the Earth's climate. Che sono esattamente le parole dell’IPCC


Global Warming Petition Project


We urge the United States government to reject the global warming agreement that was written in Kyoto, Japan in December, 1997, and any other similar proposals. The proposed limits on greenhouse gases would harm the environment, hinder the advance of science and technology, and damage the health and welfare of mankind.
There is no convincing scientific evidence that human release of carbon dioxide, methane, or other greenhouse gasses is causing or will, in the foreseeable future, cause catastrophic heating of the Earth's atmosphere and disruption of the Earth's climate. Moreover, there is substantial scientific evidence that increases in atmospheric carbon dioxide produce many beneficial effects upon the natural plant and animal environments of the Earth.
This petition has been signed by over 19,000 American scientists.

Clayco:La ringrazio di tutte le informazioni, purtroppo a una prima letta i dubbi rimangno anche se mi è molto più chiaro il quadro generale: quindi sul radiation forcing, replicherò più avanti, ma mi permetta una precisazione, non ho letto le cantinaia di pagine del rapporto IPCC perchè mi sono fidato degli scritti del professor Ferrara climatologo dell'IPPC,

Danvin (Davide) : Guarda, se c'è qualcuno convinto che è l'azione dell'uomo la prima imputata nell'aumento della temperatura della Terra, stai sicuro che quello è Ferrara. Il continuare a citarlo per sostenere delle tesi negazioniste in merito, sta fuori da ogni logica.
Ti invito a contattarlo direttamente se non ti fidi di quello che dico.


Commento: tutti documenti visionati finora sui siti dell’IPCC non fanno altro che confermare gli scritti di Vincenzo Ferrara, come c’era da aspettarsi, comunque mi sto leggendo tutte le indicazioni che mi ha dato ( e la ringrazio ancora per questo)Intanto le invio un articolo datato di Ferrara, non è una provocazione, ma un invito alla discussione.

VINCENZO FERRARA: IL CLIMATOLOGO MACHIAVELLICO


Chi sono in Italia i climatologi che sostengono l’operato dell’IPCC?
Uno di questi è il professor V.Ferrara. Nella puntata di “Porta a porta” del 03/05/07 rivolgendosi al professor F. Battaglia che contestava la teoria dei gas serra, disse: “lei è un chimico e non un climatologo, quindi non può parlare”. L’espressione ricorda il ventennio: lei non è allineato quindi non può parlare. Perché mai un professore universitario non dovrebbe esprimere dei dubbi sulla chimica-fisica dell’atmosfera? Non dovrebbe riferire nemmeno le ricerche fatte da altri? Eppure la CO2 è in equilibrio chimico-fisico tra acido carbonico dell’acqua e anidride carbonica nell’aria. Quindi nemmeno i giornalisti ne potrebbero parlare? Non sono climatologi!
Il professore V.Ferrara è il climatologo che ha tentato di giustificare la tabella dell’IPCC sul radiative forcing, che analizzerò in seguito, nello scritto “Energia ed effetto serra” e “effetto serra antropico” del 2007. Nell’occasione di “Porta a porta” il climatologo V.Ferrara come prova imprescindibile dell’aumento dell’effetto serra, affermò che l’aumento era di 2,4 ws/mq! Questo non è coretto scientificamente, lui stesso ha scritto in “Energia ed effetto serra” che il valore va da 0,6 a 2,4 ws/mq, o si riporta il margine di errore esatto, che tra l’altro è molto alto, o si riporta la media che è di 1,6 ws/mq, che è quasi la metà di 2,4. Riportare il valore più alto non è corretto. Come vedrete in seguito questo valore non è una misura reale , ma è un ipotesi dedotta da un modello climatico, molto contestato dagli scienziati scettici.


Scritto da: Giorgio Prinzi su ''Opinione on line” edizione 204 del 22-09-2007

Come si diventa climatologi famosi? Lo spiegava nel 1982, in questo articolo che ripubblichiamo, Vincenzo Ferrara, ovvero il climatologo di fiducia che il ministro A. Pecoraro Scanio ha voluto per coordinare la Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici svoltasi la settimana scorsa. L'articolo è stato pubblicato sulla "Rivista di Meteorologia Aeronautica" (Volume XLII n. 1, Gen-Mar 1982). E' un documento eccezionale perché l'allora giovane scienziato Vincenzo Ferrara spiegava perfettamente - contestandolo - il meccanismo che porta gli scienziati del clima alla fama. Ancora pochi anni e anche per Ferrara è iniziata la scalata al successo, evidentemente seguendo la strada disprezzata solo pochi anni prima: all'inizio degli anni '90 è stato inserito nella delegazione italiana che ha partecipato ai negoziati internazionali sul clima; poi dal 1992 al 2006 è stato il Focal Point nazionale dell'Ipcc, l'organismo dell'Onu che monitora i cambiamenti climatici. Entrato all'Enea, è diventato direttore del Progetto speciale sul clima globale, e fa anche parte del Comitato scientifico del Wwf.
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  #24 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 15:31
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Scritto da: V.Ferrara su "Rivista di Meteorologia Aeronautica" 1982.

Come prevedere il clima del secolo prossimo? Se io fossi un climatologo a contatto con il pubblico, mi comporterei esattamente come il medico di fronte ad un malato più o meno immaginario. Questi malati, infatti, sanno tutto di medicina dai più remoti sintomi alle più catastrofiche prognosi perché seguono freneticamente tutte le rubriche televisive del tipo: “Curatevi da soli con lo zabaglione”, comprano puntualmente tutte le grandi enciclopedie illustrate a fascicoli settimanali della serie: "Tutta la salute minuto per minuto”, leggono insaziabilmente libri e riviste di medicina della collana: “Tutto quello che dovete sapere dalla cefalea al cancro fulminante” e, infine, tanto per sgranchirsi il cervello, imparano a memoria il nome di qualche migliaio di medicine al giorno, dal prontuario in 78 volumi delle “Specialità medicinali nazionali ed internazionali”. Un tipo di questo genere, quando sta male e va dal medico, già sa la diagnosi e prevede le possibili cure, compreso il nome di qualche centinaio di medicine adatte al caso. Ebbene, se il medico con il solito linguaggio incomprensibile gli sciorina, traducendo in termini terra-terra, la stessa diagnosi che lui aveva formulato, proponendogli una parte delle medicine che lui stesso
aveva pensato, quel medico diventa subito il più grande scienziato di tutti i tempi, un nobel della medicina. Ma se, viceversa, il medico dice qualcosa di diverso da quello che lui pensava, quel medico diventa subito antipatico, incapace e presuntuoso, le sue cure risultano inefficaci, anzi nocive, finché alla fine quel medico viene senza mezzi termini classificato come uno che ha preso la laurea in medicina solo per far soldi perché in realtà non capisce un beneamato tubo di medicina. Ebbene, per il climatologo succede la stessa cosa.
La gente ormai sa tutto sul clima e sul tempo (clima e tempo sono spesso sinonimi),perché ha già letto qualche decina di manuali sul tempo (atmosferico) del passato, presente e futuro, a partire dal big bang iniziale e fino alla fine dell'espansione dell'universo (se ci sarà una fine); conosce a memoria l'enciclopedia a fumetti del "Fatti da solo il tempo che vuoi”, anzi si è già costruito in casa un bel temporale in miniatura con relativi fulmini e trombe d'aria, e poi, cosa più importante di tutte, ha divorato avidamente migliaia di pagine scientifiche dai quotidiani e periodici vari ove si parla addirittura dell'utilità della meteorologia nelle danze della pioggia in Patagonia. Pertanto appena il tempo fa le bizze e le temperature appena un po' più fredde del normale, coloro che tutto sanno si agitano furiosamente come morsi dalla tarantola, chiedono notizie e informazioni, telefonano al Servizio Meteorologico e perfino alla Protezione Civile, i giornali e la televisione ne parlano, le interviste si sprecano e la ricerca del “freddo che più freddo non si può” dilaga. In queste condizioni anche i più ignoranti e trogloditi sanno farsi una diagnosi e una prognosi sul clima e sulla lampante variazione climatica, e,come nel caso del malato di cui sopra, si interpella l'esperto climatologo con la frase di rito: “Il clima sta cambiando”?.
Orbene, se voi siete climatologo e contemporaneamente desiderate sopravvivere come un climatologo, accrescendo magari la vostra fama, non avete che da comportarvi come il medico, fornendo proprio la diagnosi e la prognosi che la gente si aspetta. Guai a rispondere: “Ma no, è tutto normale”, oppure: “Sono tutte balle montate dai giornali e dalla televisione” o peggio ancora: “Ogni volta che il tempo cambia ci state a rompere le scatole con queste variazioni climatiche”, perché la gente vi guarda prima sbigottita, poi con antipatia e infine conclude all'unanimità che voi meritate il confino in Siberia perché non capite un accidente né di tempo, né di clima. Sarebbe la fine della vostra carriera e vi converrebbe mettervi in pensione prima che vi buttino fuori a calci nel sedere. L'unica risposta sensata alla domanda: “Il clima sta cambiando?” è: “Ma certo che sta cambiando! È ormai una cosa nota, scientificamente accertata e fuori discussione”. A questo punto prevedete per il futuro e per il prossimo secolo un clima esattamente uguale al tempo atmosferico presente, esaltando magari il fenomeno fino alle estreme conseguenze. Così, se fa freddo prevedete “glaciazioni”, se fa caldo prevedete una “era torrida”, e se vi sono condizioni di forte variabilità prevedete “estremi climatici” a breve termine e clima più o meno immutato a lungo termine (secolare).

Ma, direte voi, come fa un climatologo serio a fornire previsioni climatiche, attualmente impossibili, e per giunta previsioni, o meglio predizioni, così opposte senza sentirsi un buffone? Non temete c'è la scienza che vi sorregge, perché la scienza in questo campo ha pensato a tutto e fornisce la soluzione per ogni caso, anche per quelli più disperati. Perciò, se fa freddo, il discorso scientifico da fare è il seguente: “Il clima sta cambiando e ci avviamo verso una nuova glaciazione. Questo fatto è già stato accertato perché a partire dal 1940, la temperatura media dell'emisfero nord è diminuita di circa 0,4°C, a causa probabilmente della minor trasparenza dell'atmosfera intorbidita dal sempre maggior inquinamento dell'aria. Il raffreddamento dell'aria provoca una maggiore estensione dei ghiacciai e dei mantelli nevosi, i quali essendo altamente riflettenti (albedo elevata) per la radiazione solare provocano a loro volta un successivo raffreddamento e quindi nuovi e più vasti ghiacciai, e così via in una spirale che porterà ad una nuova glaciazione nel giro di un secolo e forse meno”. Già, ma se fa caldo come si fa a giustificare una previsione di era torrida con questi dati di fatto sul raffreddamento? State calmi. Basta affrontare il problema da un altro punto di vista altrettanto scientifico.
In questo caso il discorso è: “Il clima sta cambiando e ci avviamo verso un'era torrida. Tutto ciò è stato già scientificamente accertato perché a partire dal 1850 il contenuto di anidride carbonica nell'atmosfera è andato progressivamente aumentando e solo in questi ultimi venti anni si è passati da 315 a 334 parti per milione. Ciò significa che nel 2020 l'accumulo di anidride carbonica sarà più che raddoppiato se si tiene anche conto dei sempre crescenti consumi di energia e di utilizzo dei combustibili fossili. L'aumento di anidride carbonica riduce le perdite di radiazione ad onda lunga dalla terra verso lo spazio (effetto serra) e nel giro di meno di mezzo secolo la temperatura media dell'aria aumenterà di circa 2 o 3°C; ci sarà scioglimento dei ghiacci polari ed un aumento medio del livello del mare che sommergerà parecchie località costiere”.Tutto ciò sarà bello e scientifico, ma se a voi climatologi non va di essere così drastici oppure se le oscillazioni del tempo non sono tali da far presupporre che l'opinione pubblica preveda ere torride o glaciazioni come comportarsi?
Anche in questo caso la soluzione è semplice. Basta impostare il discorso in quest'altro modo: “Il clima sta cambiando, ma con rapide fluttuazioni e su periodi brevi. È vero che la temperatura è diminuita dal 1940 ad oggi, ma è anche vero che dal 1880 al 1940 è aumentata in media di 0,6°C. È vero che l'anidride carbonica aumenta, ma è anche vero che buona parte della radiazione solare ad onda lunga viene assorbita dagli oceani riducendo l'effetto serra e la rimanente parte viene perduta verso lo spazio a causa di contemporanee variazioni dell'ozono stratosferico. Insomma, episodi a breve termine di insolito clima sono soltanto fluttuazioni di un sistema che già di per se stesso è fortemente variabile. Se si considera il clima su periodi secolari o plurisecolari, si nota che è rimasto del tutto invariato e non vi sono attualmente indizi tali da giustificare una variazione climatica a lungo termine e quindi nel prossimo secolo”. E con ciò è sistemata anche questa previsione.

In definitiva queste ricette sono uguali a quelle del medico di cui sopra: curano tutti i malati autodidatti del tempo e li rendono felici, accrescendo contemporaneamente la vostra bravura di scienziato, perché se vi chiedono: “Il clima sta cambiando?” in fondo già credono che il clima è cambiato e aspettano solo la conferma dell'esperto per sentirsi in pace, appagati dal proprio infallibile genio e della propria ineccepibile diagnosi, anche se frutto dei dotti consigli propinati al pubblico mediante “fascicoli settimanali”, con omaggio di un altro fascicolo e della copertina del dizionario del “So tutto io”.

Vincenzo Ferrara.


Commento : L’articolo è da prendere molto seriamente, perché in pratica il professore ci dimostra che i climatologi possono sostenere qualsiasi tesi, senza tema di smentita. Vado a lavorare e la lascio, con una domanda che non vuole essere una provocazione, ma un invito alla discussione. Se l’IPCC cambiasse uno qualunque dei valori in watt s/ mq del radiative forcing, o aggiungesse altri fattori riscaldanti, lei li potrebbe contestare? O verificare?
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Vecchio 19-04-2009, 15:32
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Commento : non mi risulta! ...
Confermo tutto quello che ho scritto.
La petizione è stata presentata nel 1998 e recentemente è stata ripresa di nuovo.
E’ stata presentata su carta intestata dell’Accademia Nazionale delle Scienze per far credere che fosse un documento ufficiale, ma non lo era ed è stata disconosciuta. E’ stata presentata con dati falsi ed è stata scritta da 4 persone, e una di queste aveva 21 anni (chissà che curriculum scientifico!). Le firme non sono mai state controllate e c’erano numerose firme false. Tutto questo è stato provato! E ci sono le stesse ammissioni di colpevolezza dei firmatari!
http://sciencepolicy.colorado.edu/ad...92-2005.50.pdf
While Washington Slept | vanityfair.com
Science/AAAS | Science Magazine: Sign In
Business | Jokers Add Fake Names To Warming Petition | Seattle Times Newspaper
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  #26 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 15:36
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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Scritto da: V.Ferrara su "Rivista di Meteorologia Aeronautica" 1982.
Trovo semplicemente vergognoso citare un articolo di Ferrara scritto nel 1982, e cioè ben 25 anni fa, come se Ferrara avesse cambiato idea sul riscaldamento globale solo l’altro ieri.
Stiamo parlando di 8 anni prima che venisse pubblicato il primo rapporto dell’IPCC e addirittura di 6 anni prima che venisse costituito l’IPCC stesso. A quel tempo non c’erano a disposizione nemmeno lontanamente le conoscenze scientifiche che ci sono adesso.

(N.B. Da quel che ho scoperto in seguito, l'articolo faceva parte di una sezione umoristica NdR)
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  #27 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 15:38
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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Se l’IPCC cambiasse uno qualunque dei valori in watt s/ mq del radiative forcing, o aggiungesse altri fattori riscaldanti, lei li potrebbe contestare? O verificare?
Ma cosa stai dicendo? Ma lo sai cos’è la scienza? E’ la base dell’evoluzione verso la conoscenza. Col tempo sicuramente le conoscenze sul tema verranno approfondite e precisate. L’importante è dimostrare le cose con delle pubblicazioni scientifiche.
Al contrario, tu dimostri chiaramente che non hai nessuna base scientifica per affrontare un simile argomento, in quanto cerchi disperatamente di smentire i rapporti dell’IPCC (che non hai letto per tua stessa amissione) presentando dati errati, errori metodologici e riferimenti a pubblicazioni che non hai mai letto in vita tua.

Aspetto con trepidazione il momento in cui ti metterai a discutere di equazioni di chimica fisica atmosferica, pur sapendo benissimo che se ti metto un foglio davanti con un integrale ed una equazione differenziale non sai nemmeno da che parte girare il foglio.
Per finire, dato che non hai visto la necessità di leggere i rapporti dell’IPCC prima di scrivere un libro per criticarli, ti chiedo di leggere almeno questo lavoro di Jacob, è una delle pubblicazioni scientifiche citate dall’IPCC. Non devi nemmeno comprarlo perché puoi visionare la pubblicazione gratuitamente: Radiative Forcing of Climate Change: Expanding the Concept and Addressing Uncertainties
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  #28 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 15:40
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Danvin:anche la diossina la puoi trovare in piccole quantità, magari allo 0,00000001% ma che effetto fa sull'uomo?
Tu non devi concentrarti sulle quantità, ma sugli effetti!


Commenti: ma quella è un'altra scienza e si chiama tossicologia, e io ne so qualcosa, è una scienza esatta, nessuno la può discutere, c’è la dl, la dl50, la dinamica di assorbimento, il catabolismo, la persistenza in ambiente ecc.
Sugli inquinanti, non solo dell’aria, sono stato drastico, bisogna limitarli subito e tutti! E plaudo lei e tutti quelli di questo sito che si impegnano in questo senso.
Ma l’ippc afferma che una perturbazione aggiuntiva di una minuscola quantità di CH4, ed esattamente l’ aumento di concentrazione di 260 ppb, da solo sia stato responsabile negli ultimi 250 anni di un radiative forcing, di +0,48 watt/mq, che equivale a qualche decimo di grado di riscaldamento, planetario! Un aumento di 260 ppb? Non è un valore reale, misurabile, un’azione certa, è una stima fatta con un meccanismo complicatissimo, che nessuno può verificare,( chi lo ha fatto come il prof. Visconti dichiara che i modelli climatici per questi calcoli non sono attendibili, perché i modelli sono sbagliati, e non sono applicabili al pianeta terra, che è un sistema molto più complesso ed imprevedibile e del tutto sconosciuto, Da “ Clima : una roulette con troppi bari” lei a chi pensa si riferisca con il termine di bari?)ma io le chiedo come è possibile che statisticamente le radiazioni incontrino delle molecole di un gas a concentrazioni di 260 ppb, concentrazioni che tra l’altro, crescono gradatamente.? Quante molecole di metano incontrano le radiazioni calore in salita? Quanto effetto energetico potranno mai avere sul pianeta?

Danvin:Trovo semplicemente vergognoso citare un articolo di Ferrara scritto nel 1982, e cioè ben 25 anni fa, come se Ferrara avesse cambiato idea sul riscaldamento globale solo l’altro ieri.
Stiamo parlando di 8 anni prima che venisse pubblicato il primo rapporto dell’IPCC e addirittura di 6 anni prima che venisse costituito l’IPCC stesso. A quel tempo non c’erano a disposizione nemmeno lontanamente le conoscenze scientifiche che ci sono adesso.
Danvin: Al contrario, tu dimostri chiaramente che non hai nessuna base scientifica per affrontare un simile argomento, in quanto cerchi disperatamente di smentire i rapporti dell’IPCC (che non hai letto per tua stessa amissione) presentando dati errati, errori metodologici e riferimenti a pubblicazioni che non hai mai letto in vita tua.


Commento: No, adesso li ho letti, e dicono le stese cose di Ferrara, e i conti non tornano, adesso sto sfogliando tutte le 600 pg del rapporto perché non riesco a capire se ci sono dei valori integrativi a quelli del radiative forcing, ad esempio sulle perturbazioni aggiuntive naturali ( Forcing da CO2, CH4, e N2O naturali e insolation naturale che non è la radiazione solare calcolata nel rf)
Secondo me nelle traduzioni dall’inglese ci sono molti errori ecco perché preferisco affidarmi ai trattati di professori e ricercatori italiani, ( giornalisti mai!) perché i concetti sono molto complicati, e vanno spiegati da un esperto, e basta un piccolo errore di traduzione, che tutto cambia significato, ad esempio nella famosa petizione Oregon secondo me è un errore( che ha fatto lepori per primo, che è un ricercatore del cnr, non dia ancora la colpa sempre a me) tradurre american scientist con scienziati. Secondo me possono aderire alla petizione i laureati in materie scientifiche, non solo gli scienziati cioè i dottorati con più di 3 pubblicazioni scientifiche. Anche nelle dichiarazioni di Hertzberg traducono ( testate nazionali) radiation forcing con radiazione e l’errore porta a valutazioni completamente sbagliate lo stesso vale per coupling ecc ecc.
Sulle fonti ha perfettamente ragione ma c’è una differenza sostanziale tra un ricercatore e un giornalista, il primo deve (per legge)andare alle fonti, il secondo potrebbe sbagliare enormemente l’interpretazione dei rapporti scientifici, ecco perché io ho preferito i saggi, gli atti dei convegni, gli articoli dei professori, li ho raccolti , sono centinaia di pg., e li ho spediti ad un editore! Il saggio è in correzione,ma è in realtà una tesi compilativi che raccoglie le dichiarazioni,(senz’alto di parte, degli scienziati scettici) e l’editore è stato categorico, ad ogni affermazione ci vuole la fonte. Ma del saggio ci sono solo poche righe in questa discussione. Il saggio giornalistico non è un trattato scientifico che io non avrei potuto fare, non ne ho né le capacità né le conoscenze e nemmeno i titoli, ma una raccolta di dichiarazioni e dubbi espressi da altri,( sempre citati)ed esprimere dei dubbi è lecito, anzi legittimo visti l'inconsistenza delle prove, chiamarlo disinformazione, è una calunnia, non mi sembra corretto.

Sull’articolo datato ha perfettamente ragione ma adesso le faccio una carrellata di valori e di dichiarazioni di Ferrara proprio del 2007, riguardano la famosa stefan boltzman che io non mi permetto di criticare, ma di cui riferisco solo i dati che ci hanno fornito i climatologi. Allora: nel 1995 il radiative forcing per l’ippc era di 2,3w/mq ( Romer), poi nel 2007 cala misteriosamente a 1,66w/mq, ma Ferrara scrive :” di alcuni sintomi di una malattia del pianeta che è la crescita dell'effetto serra, ovvero del sommarsi di un effetto serra non naturale provocato dalle attività umane, all'effetto serra naturale dovuto alla composizione naturale dell'atmosfera. Questo effetto serra aggiuntivo, e non naturale, è stato ricostruito a partire dal 1860 e di recente, valutato anche quantitativamente in termini di flusso aggiuntivo di energia in atmosfera, flusso che è pari a circa 2,6 watt/m2,” in “Il clima che cambia e le strategie internazionali dell'ONU” salvo calarlo un pelo a 2,4W/mq a porta a porta nella discussione con Battaglia.
Dunque a quanti gradi corrispondono questi valori?, è logico che io non posso farli questi conti, l’equazione boltzman sono 2 pg di calcoli, ma le riferisco sempre il professor Ferrara da doc. ufficiali dell’Enea. “ Con i dati illustrati precedentemente e cioè alla temperatura media del nostro pianeta di 15 °C e con un effetto serra naturale medio pari a 182 watt/m2, questo significa che il rapporto, tra variazione di flussi energetici e variazioni di temperatura è circa 0.4 watt/m2/ per grado centigrado (°C), ovvero che, per ogni perturbazione pari a 2.5 watt/m2, vi è una corrispondente variazione di temperatura di 1°C” e ancora…” Con i dati illustrati precedentemente e cioè alla temperatura media del nostro pianeta di 15 °C e con un effetto serra naturale medio pari a 182 watt/m2, questo significa che il rapporto, tra variazione di flussi energetici e variazioni di temperatur,a è circa 0.4 watt/m2/ per grado centigrado (°C), ovvero che, per ogni perturbazione pari a 2.5 watt/m2, vi è una corrispondente variazione di temperatura di 1°C.” ma il valore del radiative forcing è di 1,6w/mq e quindi sempre Ferrara “Le valutazioni sopra riportate mostrano che l'effetto serra aggiuntivo complessivamente introdotto nel sistema climatico a partire dal 1800 si aggira tra 1,5 e 1.6 watt/m2. Questo effetto serra aggiuntivo è il risultato del bilancio tra un effetto riscaldante (prodotto direttamente o indirettamente dai gas serra di origine antropica e dall'attività solare), ed un effetto raffreddante (prodotto da inquinanti atmosferici ed aerosol di vario tipo e di varia origine, sia naturale che antropica).” Infine "ad un valore di + 1,6wmq corrisponde un aumento di temperatura di 0,6°C."

Commento: ma l’aumento nello stesso periodo di tempo è stato di 1,2°C , e il resto? È in un'altra tabella? Anche il valore di 2,4w/mq non dà 1,2°C e nemmeno 2,6w/mq…. Io spero che lei abbia compreso questi dati e me li spieghi perché a me non tornano.Lei ritiene questa giostra di numeri: scienza?Ecco Lindzen dice che tutto questo non ha null di scientifico.
Non si pensi che siano questioni di madrigali accademici, su questi numeri si fonda tutta la teoria della mitigazione, fatta attraverso la riduzione delle emissioni antropogeniche. ( sugli altri sistemi di mitigazione sono d’accordo sulle riduzioni no, perché non ne è dimostrata l’efficacia, e le dimostrazioni molti scienziati,le ritengono aleatorie e soggettive)

La saluto ringrazioandola ancora della sua pazienza, voglio andare fino in fondo su questa faccenda, dopo le feste andrò all’istituto di fisica a Pavia, ho già telefonato, appena ho tempo vado, per chiarire la valutazione dell’opacità agli infrarossi di vapore, nuvole, CO2, CH4, e N2O.
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  #29 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 15:47
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Clayco: Lo so che il radiative forcing che è di 1,66wmq, è una somma algebrica tra riscaldanti e raffreddanti, ma se togli 1,66 w/mq della CO2 il radiative risulta praticamente nullo ecco perché Hertzberg si chiede come sia possibile che la CO2 da sola dia il 95% del radiative forcing


Danvin:Ma questo è un incredibile errore metodologico!!!!!
Il Riscaldamento Globale non è dato per il 95% dalla CO2 e il presentare un dato del genere è una completa mistificazione della realtà. E’ un dato errato sul quale si costruiscono castelli campati in aria.

Danvin: commette gravi errori metodologici sistematici e non fa niente per correggersi
Clayco: casomai l’errore è di Hertzberg, o di traduzione, ma in questo caso ho l’originale, cioè l’intervista di Cocburn. Nella traduzione si confondono tra radiazione e radiation forcing che è sempre una radiazione ma è un concetto molto più complesso.Non capisco dov’è l’errore metodologico: Hertzberg ( a mio giudizio) esprime un dubbio statistico sulla valutazione dell’effetto dell’aumento di 100 ppm di CO2 nell’atmosfera. E si chiede ( secondo me) come sia possibile che la CO2 abbia dato in 250 anni, un valore aggiuntivo cioè un forcing tra riscaldanti di 1,6ws/mq, che in pratica equivale al 95% del valore finale del forcing dato dalla somma algebrica e cioè di 1,66 w/mq. Se non ci fosse stato l’aumento della CO2 il valore finale del r forcing di sarebbe stato zero, qualcosa

Clayco:Considerare solo l’aumento dovuto alle macchie solari e considerare nullo l’aumento della radiazione solare dei cicli solari è scientificamente scorretto, anche di molto! Perchè probabilmente da questo deriva la maggior parte del cambiamento climatico.


Danvin: Ma chi l’ha detto che gli esperti dell’IPCC non hanno tenuto in conto l’attività solare? Questo lo dici solo tu e quelli che fanno disinformazione in questo campo.
Leggiti il Cap 2.7 e le relative fonti bibliografiche:
http://www.ipcc.ch/pdf/assessment-re...1-chapter2.pdf


Commento: Letto e dice le stesse cose che ha detto Ferrara che cito: ” Infine, per quanto riguarda l'attività solare, le oscillazioni del numero delle macchie solari, e dei relativi fenomeni magnetici, hanno avuto un andamento crescente sul lungo periodo che ha portato ad un aumento, attorno allo 0,8 per mille, dell'irraggiamento solare (ad onda corta). Pertanto, la perturbazione energetica aggiuntiva introdotta dall'aumento dell'attività solare nell'arco degli ultimi 200 anni è pari a circa 0,12 watt/m2.”

Anche in questo caso si, secondo me, rischia di fare errori nella traduzione, quanto parlo di radiazone solare dovuta ai cicli solari intendo la insolation, cioè la variazione orbitale, non la solar radiation che invece affermo che è stata calcolata
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  #30 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 15:48
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Clayco:ancora bisogna dimostrare che una molecola a queste concentrazioni dia influenza sul clima, perché dagli studi di paleoglaciologia non risulta.

Danvin: ma hai letto quello che ho scritto o fai finta?l'hai capito o no che è riduttivo rapportare tutto alla CO2?l'hai capito che si conosce bene la situazione attuale e non si conoscono i fattori che intervenivano sul clima milioni di anni fa?l'hai capito, non ci arrivi o fai finta di non capire?


Commento: E'evidente che mi sono spiegato male e che la cosa va ripresa e approfondita. La riporto al mio primo intervento e al grafico sugli isotopi qui http://www.1ststepfinancial.com/Vostok42k.jpg
Non può essere un grafico manipolato, è inserito nel rapporto 2007 dell’IPCC!
E’ molto interessante la linea dell’ O180 perché è strettamente correlata a quella della radiazione dovuta ai cicli solari, infatti gli autori ne hanno unito i vertici. Dai dati sul rapporto tra O180 e O160 si ricava la linea delle medie della temperatura, che sta più in alto. La sfasatura tra le i picchi della temperatura e quelli della CO2 e del metano, è di centinaia di anni.
Questo grafico è molto importante, perché evidenzia come l’aumento del O180, avvenga prima dell’aumento della CO2. E’ la dimostrazione che la CO2 ed il metano, aumentano in seguito all’aumento della temperatura, e mai viceversa. (F.Amman)
Quando le temperature iniziano a calare, perché viene meno l’effetto de cicli solari, la CO2 ed il metano continuano a salire nelle concentrazioni dell’atmosfera ancora per centinaia di anni. Quindi l’aumento della CO2 e del metano è ininfluente sull’aumento delle temperature, secondo gli studi di paleoglaciologia, prendendo in considerazione le medie di migliaia di anni. Questo secondo chi? Praticamente secondo tutti glaciologi del mondo, dagli studi di Lorius e Merlivat del 77. Sulla non influenza della CO2 e del Metano sugli aumenti della temperatura si sono espressi Jaworowsky nel 92 e Cuffey nel 94. le date sono importanti perché in seguito le riporterò quello che hanno detto : l’IPPC nel 95, al Gore nel 2005 e Ferrara nel 2007
I dati del paleocene sono approssimativi e solo indicativi, ma quelli delle ice core fino a 400000 anni fa sono indicativi, anche s e mi sono già espresso sugli errori fatti confrontando valori atmosferici e assoluti con i valori derivati dalle ice core di medie di secoli o millenni.
Dunque l’IPCC nel 95 inserisce il rapporto Romer, che dichiara che l’aumento di 70 ppm di CO2 innesca il disgelo perché determina il rialzo della temperatura, si entra nella fase calda, si sviluppa la biomasse, che sequestra 70 ppm di CO2 , che fa abbassare la temperatura, e si entra nella fase glaciale, durante la quale la biomasse fermenta, per questo aumenta la CO2 e quando è a 280 determina il disgelo.
Mentre Visconti è chiaro sulla cause del disgelo e delle glaciazioni, l’insolation innesca i meccanismi complessi qui descritti
La glaciazione e lo scioglimento dei poli segue il flusso delle correnti con variazioni cicliche chiamate oscillazioni di Dansgaard-Oeschger, dal nome degli scopritori. I due glaciologi, studiando le carote di ghiaccio, dimostrarono un certo grado di sincronismo tra la variazione dei flussi oceanici, e i cambiamenti sia nella circolazione atmosferica, sia nell’albedo della superficie terrestre. Quindi ad un aumento di temperatura dovuto ai cicli solari (insolation) corrisponde un aumento di frequenza nei cambiamenti delle correnti oceaniche, questi determinano lo scioglimento dei ghiacci e la successiva variazione di albedo. L’effetto dei cicli solari è amplificato da questi fenomeni e determina il repentino aumento di temperature.
E’ stato dimostrato che il rallentamento del flusso della pompa termoalina ha determinato il fenomeno chiamato piccola glaciazione durante il 1600, nell’emisfero nord. Altre alterazione dei flussi danno origine nel pacifico ai fenomeni denominati: el nino e la nina.
Commento:
Un errore dell’ippc,anche se io lo definirei un piano politico, perché sapevano già che prima sale la temperatura poi salgono i gas serra. Su questi presupposti sbagliati si scrisse il protocollo di Kyoto nel 97
Al Gore: ne vogliamo parlare? Ancora nel 2005 nel doc. finanziato da greenpeace mostra i grafici di vostok dicendo che ad aumenti di CO2 corrispondono aumenti della temperatura. Ed è sbagliato. Chi lo dice? L’alta corte di Londra!
Il professor Ferrara: dichiara nell’articolo “ Il rischio clima “ del 2007 : “Il problema della crescita sempre maggiore della concentrazione di anidride carbonica, pone il problema di un possibile rischio di cambio di clima. Infatti sulla base, delle evidenze sperimentali ricavate dagli studi del clima del passato, si è trovato in generale che: se aumenta o diminuisce l’anidride carbonica, aumenta o diminuisce parimenti la temperatura. In altre parole i due procedimenti sono profondamente intrecciati e spesso causa ed effetto si scambiano tra loro, ma non sappiamo quando e perché.”
Commento: Questa dichiarazione è scientificamente scorretta, gli effetti non si scambiano mai tra loro: prima sale la temperatura e poi la CO2 ed il metano, e il professore lo sa benissimo, era machiavellico nel 1982 ma lo è anche nel 2007.I climatologi ci raccontano quello che vogliono.
Dunque sarei io a fare disinformazione?
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effetto serra, riscaldamento globale

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