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Non può essere la CO2 la causa del riscaldamento. Ecco le prove!

Effetto Serra e Riscaldamento Globale


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Vecchio 19-04-2009, 14:17
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predefinito Non può essere la CO2 la causa del riscaldamento. Ecco le prove!

DA: "PROCESSO ALLA CO2: ASSOLTA PER NON AVER COMMESSO IL FATTO". di Claudio Costa IUCULANO EDITORE (PV)
Questo grafico lo trovate qui: http://www.1ststepfinancial.com/Vostok42k.jpg
Figura 11
In questo grafico Fig. 11 sempre tratto dai dati sui ghiacci antartici, oltre alla linea della CO2, quella più in alto, e la linea della radiazione solare, quella più in basso, ci sono altre 3 linee. Partendo dal basso ci sono gli andamenti della radiazione solare, dell’isotopo dell’ossigeno O180, del metano CH4, della temperatura, ed infine della CO2. La linea del metano è simile a quella della CO2. E’ molto interessante la linea dell’ O180 perché è strettamente correlata a quella della radiazione solare, infatti gli autori ne hanno unito i vertici. Dai dati sul rapporto tra O180 e O160 si ricava la linea delle medie della temperatura, che sta più in alto.
Questo grafico è molto importante, perché evidenzia come l’aumento del O180, avvenga prima dell’aumento della CO2. E’ la dimostrazione che la CO2 ed il metano, aumentano in seguito all’aumento della temperatura, e mai viceversa.(F.Amman)
Il glaciologo K.M.Cuffey nel 1994 studiando i ghiacci della Groenlandia ha dimostrato che il termometro isotopico può sbagliare anche di 10° C, quindi i valori delle temperature dell’emisfero nord erano sottostimate. Questi errori sembrano meno evidenti nelle carote dell’Antartico.
…..

Questo grafico lo travate qui: Pseudoscience on Global Warming
Figura 15
Nel grafico della fig. 15 si vede che nel Paleocene, circa 60 milioni di anni fa, la concentrazione della CO2 schizzò fino a 2050 ppm. Probabilmente la concentrazione raggiunse anche valori superiori, tenendo presente che questo valore è dedotto dalle carote di ghiaccio, quindi sottostimato, e che è una media, quindi mancano i valori massimi assoluti. Questa improvvisa impennata di CO2, durata circa 10 milioni di anni, sembra essere dovuta ad una serie di innumerevoli eruzioni vulcaniche. Quale fu il meccanismo che riportò la concentrazione a valori intorno ai 450 ppm?
Si è ipotizzato un sequestro massiccio da parte di miliardi di conchiglie marine. Il sequestro avvenne fissando il carbonio nei carbonati dei gusci delle conchiglie, che morendo portarono il carbonio sul fondo degli oceani. Un altro sequestro fu da parte delle foreste lussureggianti, favorite nello sviluppo proprio dalle alte concentrazioni di CO2 e dalle alte temperature. Queste enormi masse vegetali coperte da innumerevoli sedimenti, nel corso di milioni di anni, si sono trasformate in carbone, petrolio e gas. I combustibili fossili nel bruciare riemettono in atmosfera la CO2 sequestrate dai vegetali milioni di anni fa.
Inoltre nel grafico, sempre nel periodo del paleocene e dell’eocene, è molto interessante analizzare l’andamento della temperatura, che rimane costante per più di 50 milioni di anni. La temperatura non risente né dell’altissima concentrazione di CO2, né degli sbalzi enormi di concentrazione, si passa da 300 ppm, a 2050 ppm, con un innalzamento di 1650 ppm per poi tornare a 400 ppm. Sembrerebbe quindi che la CO2 non abbia nessuna influenza sulla temperatura, non aumenti l’effetto serra e nemmeno lo diminuisca. In modo particolare non sembra credibile l’ipotesi dell’IPCC, che l’aumento della CO2 fino a 500 ppm, comporti un innalzamento di temperatura di 2° C. Gli scienziati dell’IPCC sostengono che la completa indipendenza della temperatura dalla CO2, nel paleocene, è dovuta all’azione schermante delle ceneri vulcaniche. Miliardi di GT di ceneri in aerosol, molto probabilmente hanno impedito alle radiazioni solari ad onda corta, di giungere sulla terra. Ma le polveri e le ceneri vulcaniche, hanno anche un azione di rifrazione molto importante sulle radiazioni calore, ad onda lunga, in salita dalla terra. Questa capacità delle ceneri di trattenere il calore, sommata al presunto effetto serra della CO2, alle alte concentrazioni di 2050 ppm, avrebbe dovuto determinare un rialzo termico molto consistente Se fossero vere le teorie sui gas serra, non sarebbe giustificabile una linea della temperatura perfettamente orizzontale, cioè costante, per 50 milioni di anni, come dal paleocene al pliocene.
Inoltre nell’eocene la CO2 cala drasticamente, di circa 1500 ppm mentre la temperatura rimane invariata, per milioni di anni. Questa è un’altra prova che la riduzione del 8% delle emissioni voluta dal protocollo di Kyoto, non ha alcun fondamento scientifico, è solo un accordo politico commerciale.
La paleontologa G. Keller al congresso 2007 della società geologica americana, ha ipotizzato che l’estinzione dei dinosauri sia da imputare alle polveri vulcaniche, della fine cretaceo inizio olocene.
La concentrazione della CO2 dipende da equilibri fisici, chimici, astronomici, e biologici, che ancora non si conoscono. Di fatto nella storia del pianeta la concentrazione di CO2 è salita e scesa, senza l’intervento dell’uomo, e senza influenzare la temperatura.


Questo grafico lo trovate qui:http://biocab.org/GWMA-002_op_987x740.jpg
Figura 8
Nel grafico in fig. 8 fatto da M.L. Khandekar la linea più in alto è quella delle variazioni di temperatura, parte a circa 0 e finisce a 0,18, si vedono i picchi medioevali: i più alti, e il picco del 1998. E’ un errore scientifico sostenere che il pianeta abbia in questo periodo le temperature più alte degli ultimi milleni. E’ molto interessante seguire la linea della CO2 in questo grafico, perché evidenzia che non c’è nessuna correlazione causa effetto, tra aumento della CO2 e crescita della temperatura. Tra il 900 dc. e il 1000 dc. la temperatura salì senza nessuna influenza della CO2. Negli ultimi 200 anni, sicuramente le attività umane hanno determinato una perturbazione nell’equilibrio del ciclo del carbonio, come successe nel paleocene, quando la perturbazione fu dovuta alle eruzioni, ma queste variazioni di concentrazione della CO2 non hanno nessuna influenza sulla temperatura.
Sempre sul riscaldamento, non tutti gli scienziati concordano sull’impennata anomala delle temperature degli ultimi anni. La crescita delle temperature per molti studiosi è graduale e sovrapponibile ai periodi di riscaldamento globale, che caratterizzano le ere interglaciali. Per molti scienziati la situazione climatica, se pur in cambiamento, non è preoccupante, perché rientra nelle medie del passato.
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Vecchio 19-04-2009, 14:18
L'avatar di Davide
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Facciamo chiarezza

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, non si può fare un’affermazione sconclusionata interpretando malamente dei dati scientifici manipolati ad arte e scopiazzati a caso.

Vediamo quali sono i fatti:
1) E’ dimostrato scientificamente che i gas serra agiscono sulla temperatura terrestre. Tanto più elevata è la loro concentrazione, tanto più alto sarà l’aumento della temperatura che provocheranno.
2) È dimostrato scientificamente che la concentrazione dei gas serra sta aumentando ad un ritmo mai visto ed ha raggiunto la concentrazione più alta degli ultimi 650mila anni (come minimo).
3) E’ dimostrato scientificamente che è l’uomo la causa dell’aumento in atmosfera dei gas serra: utilizzo dei combustibili fossili, deforestazione, allevamento intensivo, utilizzo di fertilizzanti, ecc. ecc.
4) E’ dimostrato scientificamente che la temperatura media della Terra sta progressivamente aumentando nel corso degli anni.
5) Non vi sono prove scientifiche che stiano a dimostrare che l’aumento della temperatura sia dovuto ad altre cause: al momento non vi è una variazione nell’attività vulcanica terrestre; non vi è un aumento rilevante dell’attività solare (tra l’altro in quaesto momento il sole si trova ad un minimo del suo ciclo undecennale); non vi è un aumento dei raggi cosmici; non vi è stata una variazione dell’orbita terrestre, ecc.

Gli scienziati che si occupano di climatologia, e quindi non i giornalisti (che non si intendono della cosa), affermano che la probabilità che sia l’attività umana a causare l’aumento della temperatura terrestre è del 95%.
Tanto per chiarire ancora di più, è come se tu andassi da 20 medici diversi e 19 di questi ti dicono che ti devi operare sennò morirai, mentre 1 dice che puoi aspettare. Tu cosa fai?

Il fatto che la temperatura e che la concentrazione dei gas serra fosse diversa molti milioni di anni fa è dimostrato, ma può essere ricondotto a tutta una serie di fattori difficili da valutare: variazioni nell'attività solare, le periodiche variazioni di orbita della terra, sconvolgimenti terrestri, eruzioni vulcaniche, ecc. Di sicuro non è stata l’azione dell’uomo a provocarne la variazione.

Al contrario, nell’era moderna i vari fattori che intervengono nella determinazione della temperatura media terrestre possono essere valutati, ed è questo che fanno le migliaia di scienziati che hanno lanciato l’allarme relativo ai cambiamenti climatici in atto. L’azione dell’uomo è preponderante e sta modificando il clima come lo conosciamo oggi.
Nel lungo periodo, questi sconvolgimenti climatici non sono preoccupanti per la vita sulla terra, anche se la temperatura cresce di 5 gradi o se scende di 10 la vita continuerà ad esistere. Il problema è che la civiltà umana e gli ecosistemi attuali poggiano su delicati equilibri, bastano delle piccole variazioni di temperatura per provocare danni estremamente gravi, da carestie, a migrazioni di massa, a guerre per le risorse idriche, alla scomparsa di specie, ecc.
Per capire meglio la situazione ti consiglio di leggerti i rapporti degli scienziati dell’IPCC che lavorano sul campo, questi rapporti si basano su solide basi e su dati certi. E’ ora di smettere di leggere le fandonie giornalistiche che raccolgono qua e là dati scopiazzati ad arte e manipolati a fini propagandistici.

Ti saluto e buona lettura
Davide Compagnin
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  #3 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 14:20
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ti prometto che ti rispondo punto per punto, purtroppo ora non ho tempo, ma la teoria dei gas serra è una teoria mai dimostrata, che nasce da una interpretazione errata degli studi di paleoglaciologia: negli anni 80, si pensava che ogni aumento di CO2 causasse un aumento della temperatura. Invece è il contrario, come dimostrato dal primo grafico.
Intanto ti mando al sito del CNR esattamente qui: h2.ipcf.cnr.it/luciano/clima.pdf (link non più attivo NdR)
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  #4 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 14:21
L'avatar di Davide
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Probabilmente non hai letto quello che ho scritto e per questo stai ripetendo di nuovo le argomentazioni di prima.
In quanto all’articolo di cui hai posto il link, devo dire che trovo sconcertanti già le prime frasi di incipit del documento.
Parole testuali: “Le misure per la riduzione dei gas serra (protocollo di Kyoto) inizieranno a partire dal 2008 e costeranno lacrime e sangue ai paesi industrializzati.”
Qua veramente siamo fuori dal mondo!
Cosa propone l’IPCC per combattere il riscaldamento globale? Tutta una serie di azioni basate sul buon senso. Cito le principali:
1) In primo luogo e fondamentalmente il progressivo abbandono dell’utilizzo dei combustibili fossili e cioè, in pratica, quello che si dovrà fare per forza dato che i combustibili fossili sono in via di esaurimento in tutto il mondo. L’Arabia Saudita non ha mai voluto dire quali siano le sue reali disponibilità di petrolio, ma si può stimare che, con l’aumento continuo del fabbisogno energetico dell’Occidente e soprattutto delle nazioni in via di sviluppo, fra meno di 20 anni il petrolio sarà quasi esaurito e avrà un costo impressionante.
2) Il passaggio a fonti energetiche meno inquinanti e possibilmente rinnovabili, cosa di per sè logica e consequenziale.
3) La riduzione degli sprechi energetici.
4) La riforestazione di aree in via di desertificazione.
5) Attività agricole più rispettose della natura.

Queste sono tutte cose che già si dovrebbero fare!
Il prendere a pretesto il costo necessario ad attuarle per attaccare il Protocollo di Kyoto è pretestuoso, anzi, direi addirittura stupido.

Sul resto del documento stendo un velo pietoso, c’è una serie di inesattezze e le conclusioni a cui giunge sono completamente campate in aria. C'è da dire comunque che è stato scritto prima della stesura dei nuovi Rapporti dell'IPCC e fa riferimento a documentazione superata.
Come minimo dovrebbe essere riscritto per essere preso in considerazione.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 19-04-2009, 14:22
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Sulle scelte politiche si può discutere fino alla noia, l’opportunità di mitigare il riscaldamento è pure una scelta politica, ma non tutti sono d’accordo: ci sono tra i 427 modelli climatici previsionali, ipotesi di tropicalizzazione del pianeta che gioverebbero alle popolazioni e alla vegetazione.Perché opporsi al clima, e pagare per avere più freddo, se il caldo dà dei vantaggi? Cosa fare per mitigare il riscaldamento è pure una scelta politica, cosa mitiga il riscaldamento? Riforestazione, lotta alla desertificazione, lotta all’inquinamento termico, lotta allo smog (aerosol da carbonio) irrigazione, ecc. Sono tutte pratiche che sicuramente mitigano, per dire che ridurre le emissioni antropogeniche dell’8% mitiga il riscaldamento bisogna dimostrarlo scientificamente.
Perché la politica si discute la scienza si dimostra.

Dunque tu scrivi: ” non si può fare un’affermazione sconclusionata interpretando malamente dei dati scientifici manipolati ad arte e scopiazzati a caso.” Era riferito al mio intervento? Dimostrami che sono dati manipolati!

Dunque tu scrivi: “ E’ dimostrato scientificamente che i gas serra agiscono sulla temperatura terrestre. Tanto più elevata è la loro concentrazione, tanto più alto sarà l’aumento della temperatura che provocheranno.” Se parli di CO2, CH4, N2O, come gas serra ti invito a dimostrarmi che 100 ppm di aumento di CO2 incidono sulla temperatura come affermato dall’IPPC. Nell’ultimo rapporto Ippc 2007 si stima in 1,6w/mq l’incremento di radiazione (radiation forcing) per i cambiamenti degli ultimi 200 anni.Questi sono imputati al 95% alla CO2, si dichiara inoltre che l’aumento è solo di origine antropogenica, che oltre ad essere un errore è anche una contraddizione perché quest’anno per la prima volta l’IPCC ammette un aumento della radiazione solare, Bene ogni aumento della radiazione determina un aumento naturale della CO2, non calcolarlo è un errore scientifico.Ma lo è anche dire che 100 ppm di aumento di CO2 sono tutti antropogenici, quando vari autori danno la produzione di CO2 antropogenica dall’8% (lo steso IPCC, contraddicendosi) al 3,5% della totalità della produzione di CO2.
Secondo l’equazione Boltzman 1,6wmq corrispondono a 1.2°C (anche se a me i conti non tornano, secondo me, servono 2,8w/mq per dare 1,2°C) che è l’incremento termico degli ultimi 200 anni, per l’ippc questo aumento è al 95% dato da 100 ppm di CO2. Su questo si basano tutte le scelte politiche del nostro futuro! Dov’è la dimostrazione scientifica di questo dato?
Se ce le hai, mi servono!
Io invece ho trovato dimostrazioni che scagionano completamente i 100 ppm della CO2 dall’accusa di essere la causa del riscaldamento complessivo.

-Dimostrazione storica: Mai nella storia della terra un aumento della CO2 anche massiccio1550 ppm ha dato un aumento della temperatura, come dimostrato nel mio primo intervento. Al Gore finanziato da greenpeace nel suo doc. ha affermato che ogni aumento di CO2 determina un aumento della temperatura, è uno dei 9 errori scientifici significativi che hanno causato la bocciatura da parte dell’alta corte di Londra come doc sconsigliato all’uso didattico dalle elementari in poi.

-Dimostrazione statistica: qual è la probabilità statistica che una radiazione calore in salita dalla terra, venga captata da 100 ppm di CO2. un ppm è un millesimo di millilitro nebulizzato in un metro cubo, una concentrazione microscopica.Io dico che la probabilità è molto bassa ed è cioè lo 0,01%. Mi sai dimostrare che è più alta?
E’ statisticamente improbabile che 100 ppm captino il 95%del radiation forcing

-Dimostrazione fisica: Il potere di rifrazione è più alto nelle molecole con un numero di atomi dispari e quindi asimmetriche. Ad esempio hanno un indice di rifrazione molto marcato: i CFC e i HLC, il metano CH4 e l’ammoniaca NH4 che hanno 5 atomi, e le molecole triatomiche di vapore acqueo H2O, ozono O3, protossido d’azoto N2O, e anidride carbonica CO2. Ma anche le molecole biatomiche come ossigeno e azoto, riflettono le radiazioni, meno degli altri gas, ma essendo enormemente più concentrati nell’atmosfera sono rilevanti nell’effetto serra. Infatti l’indice di rifrazione dell’azoto N2 è 1,000297, dell’ossigeno O2 è di 1,000272, mentre della CO2 pura è di 1,00045. Le differenze sono minime, mentre il vapore ha un indice molto più alto 1,33. L’aria secca con lo 0,03% di CO2, ha un indice appena più basso dell’azoto 1,000294 quindi la CO2 totale, essendo in tracce, 384 ppm, ha un’influenza infinitesimale sull’indice di rifrazione dell’atmosfera. L’aumento di 100 ppm di CO2 varia l’indice di rifrazione solo di un miliardesimo. E’ improbabile che un miliardesimo di variazione dia una variazione di temperatura di 1,2°C.

- Mentre l’affermazione dell’IPCC è netta e si può semplificare con: il riscaldamento globale è causato soprattutto dalla CO2 antropogenica, ed è di 1,2°C, i vertici del centro nazionale ricerche italiano CNR, hanno una posizione molto diversa, diciamo scettica nel quantificare l’azione della CO2. Infatti, affermano: ” .. hanno sbagliato a leggere i dati. Hanno dato per scontato e misurato il contributo antropico all’aumento della temperatura. Ma non è così: è assai probabile che ci sia il contributo dell’uomo nell’aumento di temperatura. Ma quantificarlo è, invece, il problema di questo secolo…”

Altri ricercatori invece, affermano: ad un raddoppio della concentrazione della CO2, non corrisponde un aumento di 5°C come sostenuto dall’IPCC, ma un insignificante aumento di 0,01°C. (L.F.Khilyuk-G.V.Chilingar)
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Vecchio 19-04-2009, 14:36
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Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Sulle scelte politiche si può discutere fino alla noia, l’opportunità di mitigare il riscaldamento è pure una scelta politica, ma non tutti sono d’accordo: ci sono tra i 427 modelli climatici previsionali, ipotesi di tropicalizzazione del pianeta che gioverebbero alle popolazioni e alla vegetazione.
Mi pare che ancora non riesci a capire: è inutile attaccare l’IPCC sulle politiche di intervento per combattere l’aumento della temperatura. Sostanzialmente semplificando, quello che propone l’IPCC è in primo luogo l’abbandono progressivo dei combustibili fossili e questo si deve necessariamente fare a prescindere dalla tesi del riscaldamento globale. Ti ripeto che la base della nostra economia, e cioè il petrolio, è in via di esaurimento e quindi non è solo una scelta politica motivata dall’aumento delle temperature della Terra, ma è una scelta di natura economica più che obbligatoria. E relativamente al fatto che alcune popolazioni e territori trarrebbero dei benefici, facendo il bilancio dei vantaggi e degli svantaggi risulta che sono molto maggiori i danni dei benefici. Tra l’altro questi danni sarebbero soprattutto a carico delle popolazioni più svantaggiate e cioè quelle dei Paesi in via di Sviluppo; tutto questo aumenterebbe ulteriormente le crisi economiche e sociali locali ed enormi sarebbero anche le ricadute sui Paesi occidentali che risentirebbero di un maggior flusso migratorio di diseredati.
A questo proposito ti invito a leggere le centinaia di pubblicazioni scientifiche che sono riportate nella bibliografia degli ultimi rapporti dell’IPCC.
IPCC Fourth Assessment Report: Working Group II Report "Impacts, Adaptation and Vulnerability"


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Dunque tu scrivi: ” non si può fare un’affermazione sconclusionata interpretando malamente dei dati scientifici manipolati ad arte e scopiazzati a caso.” Era riferito al mio intervento? Dimostrami che sono dati manipolati!
Sono manipolati perché interpretati sulla base delle tue considerazioni alle quali arrivi senza prove scientifiche e con gravi errori metodologici.


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Se parli di CO2, CH4, N2O, come gas serra ti invito a dimostrarmi che 100 ppm di aumento di CO2 incidono sulla temperatura come affermato dall’IPPC.
Cos’è che devo fare? Devo dimostrare le pubblicazioni scientifiche degli appartenenti all’IPCC?
Ma ti rendi conto di quel che stai dicendo?
Se devi smentire le loro pubblicazioni non devi dire numeri a caso. Devi fare una pubblicazione scientifica che sia in grado di smentire i loro lavori.
E se proprio hai intenzione di farlo ti riporto il link da cui puoi trarre le pubblicazioni alla base del capitolo relativo alla variazione dei componenti dell’atmosfera e dei forzanti radiativi:
http://www.ipcc.ch/pdf/assessment-re...1-chapter2.pdf
Sono circa 700 pubblicazioni scientifiche realizzate da gente del settore, buon lavoro.


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Nell’ultimo rapporto Ippc 2007 si stima in 1,6w/mq l’incremento di radiazione (radiation forcing) per i cambiamenti degli ultimi 200 anni.Questi sono imputati al 95% alla CO2,
Cerchiamo di chiarire la situazione: l’incremento dell’Effetto Serra è imputato principalmente all’aumento della concentrazione dei gas serra in atmosfera, non della sola CO2. Non è che la CO2 contribuisce per il 95% al riscaldamento globale. Il prendere in esame la sola CO2 è fuorviante e riduttivo e ti porta a sbagliare le supposizioni su cui basi i tuoi calcoli.
Per l’IPCC:
la CO2 ha un forzante radiativo di circa 1,66;
il metano di 0,48 circa;
il protossido di azoto all’incirca 0,16;
gli alocarburi di 0,34 circa.
Fonte: http://www.ipcc.ch/pdf/assessment-re...ar4-wg1-ts.pdf
Quindi è assurdo discutere di effetto serra prendendo in considerazione la sola CO2 perché l’apporto dato dagli altri gas è rilevante.
A questo punto mi chiedo se hai veramente letto i Rapporti dell’IPCC o se stai riportando dati a caso e copiati da qualche parte.


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
si dichiara inoltre che l’aumento è solo di origine antropogenica,
Questa è un'affermazione, riportata da te, falsa e tendenziosa: i fattori che determinano l’aumento della temperatura sono diversi dei quali il contributo antropogenico è il principale. E a tal proposito riporto un altro documento dell’IPCC:


In pratica tutti i calcoli che ti sei messo a fare sono basati su delle supposizioni completamente errate, e quindi non vale neanche la pena di leggerli.


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Io invece ho trovato dimostrazioni che scagionano completamente i 100 ppm della CO2 dall’accusa di essere la causa del riscaldamento complessivo.

-Dimostrazione storica: Mai nella storia della terra un aumento della CO2 anche massiccio1550 ppm ha dato un aumento della temperatura, come dimostrato nel mio primo intervento.
Innanzitutto questa sicumera sulla storia della Terra mi pare fuori luogo. Le ricostruzioni della temperatura di milioni di anni fa sono quanto mai lacunose, imprecise e approssimate.
Inoltre il grafico che hai riportato rappresenta solo la concentrazione della CO2 relazionata alla temperatura e quindi è estremamente semplicistico in quanto non prende in considerazione i vari fattori implicati nella determinazione della temperatura terrestre, dei quali ne cito qualcuno in un elenco non esaustivo:
1) la concentrazione degli altri gas serra, ad es. metano, vapor d’acqua, ozono, protossido, ecc.
2) l’attività solare
3) eventuali variazioni dell’orbita terrestre
4) albedo della terra
5) concentrazione della CO2 nelle acque
6) attività vulcanica
7) caduta di meteoriti
8) forestazione
9) morfologia dei continenti
10) tipologia dei terreni

Al contrario, la situazione di questi fattori negli ultimi millenni è molto conosciuta, ed è principalmente su questa che bisogna focalizzare l’attenzione.


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
-Dimostrazione statistica: qual è la probabilità statistica che una radiazione calore in salita dalla terra, venga captata da 100 ppm di CO2. un ppm è un millesimo di millilitro nebulizzato in un metro cubo, una concentrazione microscopica.Io dico che la probabilità è molto bassa ed è cioè lo 0,01%. Mi sai dimostrare che è più alta?
Ma cosa stai dicendo? 1 ppm è una parte per milione (da qui l’abbreviazione p.p.m.). Quindi 1 ppm di metro cubo è la milionesima parte di un metro cubo e cioè 1 millilitro, visto che 1 metrocubo è dato da 1 milione di millilitri. Quindi 1 millilitro e non un millesimo di millilitro come erroneamente affermi.
In definitiva 100 ppm in un metro cubo sono 100 millilitri, più o meno il contenuto di un bicchiere per tornare all’esempio del metro cubo e quindi tutto fuorchè una quantità microscopica.

Vabbè, allora parliamo per assurdo. Tu vai in autostrada a 130 km/h, però in questa autostrada lo 0,01% dell’asfalto è coperto da chiodi. Percentuale bassa, dirai. Però tu di questa autostrada devi percorrere 600 Km, quante gomme di scorta ti porti dietro?


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
E’ statisticamente improbabile che 100 ppm captino il 95%del radiation forcing
E qua ritorni di nuovo a citare un dato erroneo sul quale basi tutti i tuoi calcoli e congetture


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
-Dimostrazione fisica...
Solite considerazioni basate su supposizioni di base errate e sulle quali concludi dicendo “improbabile”. Se hai delle osservazioni serie da fare, devi fare una pubblicazione scientifica. Però prima almeno leggiti le pubblicazioni che ti ho indicato, così non scrivi panzane.


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
- Mentre l’affermazione dell’IPCC è netta e si può semplificare con: il riscaldamento globale è causato soprattutto dalla CO2 antropogenica, ed è di 1,2°C,
Questa è un’altra affermazione falsa e tendenziosa che dimostra che non hai letto le pubblicazioni dell’IPCC. Quando l’IPCC dà delle temperature, cita sempre anche i margini di incertezza individuati sulla base degli studi scientifici indicando il termine ± xC°


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Altri ricercatori invece, affermano: ad un raddoppio della concentrazione della CO2, non corrisponde un aumento di 5°C come sostenuto dall’IPCC, ma un insignificante aumento di 0,01°C. (L.F.Khilyuk-G.V.Chilingar)
Questa è bella. Adesso mi chiedo se hai veramente letto quella pubblicazione che citi o se hai semplicemente copiato il link.
Khilyuk e Chilingar hanno preso tante di quelle cantonate che sono stati ridicolizzati da una pubblicazione immediatamente successiva:
Rebuttal of “On global forces of nature driving the Earth's climate. Are humans involved?” by L. F. Khilyuk and G. V. Chilingar - Environmental Geology - Volume 52, Number 5 / May, 2007

Ti basti pensare che Khilyuk e Chilingar hanno affermato che il Riscaldamento Globale causato dall’uomo si limita alla sola produzione di energia da parte degli esseri umani, senza minimamente rendersi conto che la principale causa in gioco è l’azione dei gas serra che intrappolano l’energia irradiata dal sole. In pratica non sanno nemmeno la base della Teoria del Riscaldamento globale.

Dicono anche che la produzione della CO2 da parte degli esseri umani è solo lo 0.00022% della CO2 prodotta dalla degassificazione del mantello della Terra e che quindi questo fattore è irrilevante. Però si dimenticano incredibilmente del fattore tempo! La CO2 che si è liberata dal mantello l’ha fatto nel corso di 4,5 miliardi di anni!!! Mentre quella liberata dall’uomo è concentrata negli ultimi 200 anni! Attualmente la CO2 nell’atmosfera è di 3 x 10 alla 18 grammi e la CO2 totale prodotta dall’uomo è pari a 1 x 10 alla 18 grammi, questo valore risulta quindi significativo e sicuramente non irrilevante.

Per il resto degli errori guarda al rebuttal.


Ti saluto
Davide compagnin

P.S. Ti consiglio di leggere seriamente le pubblicazioni dell’IPCC prima di criticarle a caso.
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Vecchio 19-04-2009, 14:41
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Che bella questa discussione, finalmente qualcuno che mi chiarisce i dubbi e mi corregge gli errori!

Davnin scrive:Mi pare che ancora non riesci a capire: è inutile attaccare l’IPCC sulle politiche di intervento per combattere l’aumento della temperatura

Commento:Mi sarò spiegato male, intendevo ridurre le emissioni: cioè il Protocollo di Kyoto. il vice presidente dell’IPCC Izrael ha dichiarato che il protocollo di Kyoto non ha alcuna valenza scientifica perché si basa su modelli che nel tempo si sono rivelati errati: Il Prof. Stagnaro ha affermato in “ Kyoto costa molto e non serve a niente” : anche accettando tutte le teorie sui gas serra, aderire a Kyoto comporterà un abbassamento della temperatura di soli 0,06°C, entro il 2050.Inoltre i paesi come Brasile, Cina, India, Russia e Indonesia che producono più del 50% delle emissioni antropogeniche non hanno alcuna limitazione né nelle emissioni,né nella deforestazione, e nemmeno nell’inquinamento da smog almeno fino al 2012

Davnin scrive: Sono manipolati perché interpretati sulla base delle tue considerazioni alle quali arrivi senza prove scientifiche e con gravi errori metodologici.

Commento:Non sono un ricercatore, riprendo altre pubblicazioni scientifiche, in questo caso: sugli studi di paleoglaciologia dei professori, Gerelli, e Amman e dei glaciologi Cuffey e Jaworowsky. In questa veste sono solo un giornalista che vorrebbe capire di più.Mi sembra di aver trovato il forum giusto!

Davnin scrive:Cos’è che devo fare? Devo dimostrare le pubblicazioni scientifiche degli appartenenti all’IPCC?riferito a me che scrivevo:Se parli di CO2, CH4, N2O, come gas serra ti invito a dimostrarmi che 100 ppm di aumento di CO2 incidono sulla temperatura come affermato dall’IPPC

Commento:Ti ho chiesto se intendevi proprio quelle molecole perché il ruolo e l’importanza del vapore cambia da autore ad autore, per l’IPCC è l 70% del effetto serra totale, per Jaworowsky è il 96%. Siccome la teoria che le emissioni diano il riscaldamento globale, influenza la scelta energetica, se si rivelerà sbagliata saranno sbagliate le scelte energetiche, questo pùò portare sviluppo o crisi! Quindi sbagliato scegliere il nucleare perché non dà emissioni, sbagliato scartare il carbone pulito perché dà troppe emissioni, sbagliato scegliere il solare voltaico o il termodinamico perché il costo Kw è superiore di 10 o 20 volte il carbone pulito o il nucleare di 4 volte il gas. (il termico lo metterei obbligatorio, come risparmio sicuro) Quindi non devi dimostrare niente, però sei tu che credi nel valore scientifico dell’IPCC e nella teoria dei gas serra. Io le dimostrazioni che la CO2 è responsabile del riscaldamento non le ho trovate, ma come me 18000 scienziati ww.oism.org esprimono il parere che la CO2 sia ininfluente sul clima.Ho sbagliato nel calcolo dei ppm, la CO2 è cresciuta dello 0,01% resta comunque una piccola percentuale, che per molti non giustifica i calcoli del radiation forcing. Che conosco e che ho cercato di capire nel testo “ il bilancio energetico dell’effetto serra” di Vincenzo Ferrrara dell’IPCC.
Ecco tutti i miei dubbi:
Tabella sull’aumento dell’effetto serra, radiative forcing, dal 4° rapp. IPCC 2007,
la tabella originale della fig. 19 è tradotta qui sotto.
Media ws/mq Errore RAFFREDDANTI RISCALDANTI Media ws/mq Errore
CO2 1.66 1,49/1,83
Metano 0,48 0,43/0,53
Protossido di azoto 0,16 0,14/0,18
CFC e altri Hcb 0,34 0,31/0,37
Ozono troposferico 0,35 0,25/0,65
-0,05 -0,15/-0,05 Ozono stratosferico
acqua e metano 0,07 0,02/0,12
Smog da carbonio 0,1 0,01/0,20
-0,2 -0,4/-0,01 Smog da carbonio
-0,5 -0,9/-0,10 Polveri diretto
-0,7 -1,8/-0,30 Polveri albedo Scie condensazione 0,01 0,003/0,0003
Radiazione solare O,12 0,06/0,30
Totaleantropogenico 1,6 0,6/2,4
Questo schema è preso dall’ultimo rapporto IPCC del 2007, è un modello climatico, dove si stima l’aumento dell’effetto serra. Più esattamente si stima il valore della perturbazione energetica rispetto ad un punto di equilibrio. L’IPCC ha ipotizzato il punto d’equilibrio a 5000 mt. d’altezza, dove la temperatura è di –19°C. Questo perché -19°C sarebbe la temperatura della terra senza l’atmosfera. Tutti i valori che si discostano da questo equilibrio, sono il radiative forcing o forzante radioattivo, in pratica l’aumento dell’effetto serra.
Non sono dati realmente misurati, ma ipotesi, modelli, calcoli, che hanno però suscitato molte critiche del mondo scientifico, sia per i risultati sia per il metodo.
Nella tabella si fa la differenza tra i fattori raffreddanti e quelli riscaldanti, il totale è di 1,6 ws/mq, che è la stima dell’aumento dell’effetto serra.
Tutti i fattori sono imputati all’azione umana, tranne la radiazione solare e una parte delle polveri in aerosol.
La radiazione solare considerata aggiuntiva nei valori riscaldanti, è quella dovuta alle macchie solari ed è pari all’8 per mille dell’irraggiamento solare. ( V.Ferrara, Bilancio energetico ed effetto serra 2007).
E’ di 0,12 ws/mq, circa il 7,5% dell’ 1,6 ws/mq di effetto totale. Ma non siamo in un era glaciale, il pianeta si sta scaldando dal 1650 secondo i cicli solari di M.Milankovitch, siamo in un era interglaciale con un riscaldamento sovrapponibile alle ere interglaciali precedenti. Considerare solo l’aumento dovuto alle macchie solari e considerare nullo l’aumento della radiazione solare dei cicli solari è scientificamente scorretto, anche di molto! Perchè probabilmente da questo deriva la maggior parte del cambiamento climatico.
Non calcolare che l’aumento dovuto all’insolazione comporti un aumento dei gas serra, non è corretto come metodo scientifico. E’ dimostrato che all’aumento della temperatura, salgono le concentrazioni di gas serra.
Inoltre l’IPCC, non considera l’aumento del vapore, sia quello antropogenico, sia quello inevitabilmente creato dal riscaldamento, anche questo non è corretto scientificamente.
Tutti gli aumenti dei gas serra sono imputati all’azione dell’uomo, ma perché? Eppure lo stesso IPCC ammette che la CO2 antropogenica è solo l’8% di quella totale. Calcolare che 100 ppm siano la somma delle emissioni umane dall’800 ad oggi non è corretto scientificamente, perché il 92% dell’aumento dei gas serra è dovuto a fenomeni naturali.
Perché l’ozono stratosferico cioè quello a 35000 mt. è raffreddante e non riscaldante? Eppure le radiazioni calore vanno ben oltre l’atmosfera, se l’IPCC calcola che ne esca il 6%. E viceversa, perché l’ozono troposferico a 5000 mt è solo riscaldante?, e di molto anche, considerato che è presente in tracce infinitesimali. Gli u.v. non arrivano fino a 5000 mt.? Ma se giungono fino sulla nostra pelle, abbronzandoci.
Le polveri in aerosol costituite da silice, fuliggine, polveri vulcaniche, hanno un effetto sia riscaldante che raffreddante. Gli stessi scienziati dell’IPCC ammettono che è difficile stimarne l’entità e l’azione. ( V.Ferrara)
Si presuppone che abbiano un effetto raffreddante perchè nell’ultima eruzione del vulcano Pinantubo, nel 1991 le ceneri schermando la radiazione solare, abbassarono la temperatura media della terra di 0,4°C. Ma è scientificamente scorretto calcolare un valore energetico, anche se con un escursione molto alta, senza conoscere esattamente il fenomeno.
Secondo una legge della fisica detta Stefan Boltzman, ad una perturbazione energetica di + 2,5 ws/mq corrisponde una variazione termica di +1°C. Anche in questo caso i conti non tornano, perché l’aumento di temperatura è stato di 1,2°C e la variazione solo di +1,6 w/mq, e invece avrebbe dovuto essere di 2,8 w/mq. In effetti citando il professor A. Zichichi qualcosa non torna: “Incominciamo con l'anidride carbonica. Le misure dicono che è aumentata e su questo non c'è nulla da discutere. Ma i modelli dell'Ipcc prevedono che, con questo aumento, la temperatura avrebbe dovuto aumentare tre volte più di ciò che si misura. Gli scienziati della scuola di Lindzen sostengono che il mancante «tre volte più» è la prova di quanto siano poco credibili i modelli matematici dell'Ipcc. Gli scienziati dell'Ipcc rispondono dicendo che il motivo del mancante «tre volte più» risiede in «effetti» non ancora conosciuti, non in errori dei loro modelli.”( Da: “Il Giornale”2007)
Nel costruire questo schema, gli scienziati dell’IPCC hanno considerato ininfluenti le azioni dell’ uomo, come deforestazione, inquinamento termico, agricoltura, prelievo dell’acqua, urbanizzazione, illuminazione, ecc,. ( V.Ferrara)
Questi fenomeni, sono locali e non planetari, ma i valori sono molto più alti, dell’aumento dell’effetto serra stimato in 1,6 ws/mq.
Deforestazione Variabile fino a 30 ws/mq
Urbanizzazione Variabile fino a 30 ws/mq
Inquinamento termico Variabile fino a 20 ws/mq
Agricoltura Approssimato a 15 ws/mq
Prelievo di acqua Approssimato a 10 ws/mq
Queste radiazioni calore, vanno ad aggiungersi alle radiazioni da rifrazione in atmosfera. Non è corretto scientificamente considerarle nulle nel calcolo dell’aumento dell’effetto serra, anche perché le isole di calore si vedono dai satelliti ad infrarossi.
Il professor A. Zichichi a commento dei dati dell’IPCC si è posto questa domanda < La massa liquida della terra, detta oceano globale, il suolo e le piante, iniettano nel polmone della terra, cioè nell’atmosfera, la stragrande maggioranza di CO2: il 96,5 %. L’attività umana è responsabile solo del restante 3,5%, di cui 1% dovuto alla deforestazione. Ed ecco il quesito che vale miliardi di dollari: perché dev’essere quel restante 3,5% la causa delle variazioni climatiche?> (da “Effetto serra i dilemmi della casa bianca”)
Mentre l’affermazione dell’IPCC è netta e si può semplificare con: il riscaldamento globale è causato soprattutto dalla CO2 antropogenica, ed è di 1,2°C, i vertici del centro nazionale ricerche italiano CNR, hanno una posizione molto diversa, diciamo scettica nel quantificare l’azione della CO2. Infatti affermano: “Hanno dato per scontato e misurato il contributo antropico all’aumento della temperatura. Ma non è così: è assai probabile che ci sia il contributo dell’uomo nell’aumento di temperatura. Ma quantificarlo è, invece, il problema di questo secolo…” dalla lettera di Franco Prodi direttore del CNR, al ministro della ricerca.
Altri ricercatori invece, affermano: ad un raddoppio della concentrazione della CO2, non corrisponde un aumento di 5°C come sostenuto dall’IPCC, ma un insignificante aumento di 0,01°C. (L.F.Khilyuk-G.V.Chilingar)Negli anni 70 la CO2 fu accusata di essere la causa del raffreddamento del pianeta, e alcuni scienziati ipotizzarono un’imminente glaciazione dovuta all’aumento delle emissioni; negli anni 80 e 90 la CO2 fu accusata di essere la causa della siccità e della desertificazione, gli scienziati dell’IPCC ipotizzarono aumenti della temperatura e del livello dei mari mai avverati; negli ultimi 2 anni dopo l’aumento di alluvioni, di tifoni, e di inondazioni la CO2 è ritenuta responsabile dell’aumento di intensità piovosa.
Nel 1971 l’americano Stephen Schneider sosteneva che la CO2 avrebbe abbassato la temperatura di 3,5°C entro il 2000, nel suo ultimo rapporto, l’IPCC conferma uno studio fatto dallo stesso scienziato S.Schneider, secondo cui nel 2100 le temperature a causa della CO2 saliranno di 4,2°C mediamente e di 12°C ai poli.
Ma queste tracce di CO2 nell’atmosfera, non vi sembrano un capro espiatorio, buone per ogni stagione?
“Dobbiamo presentare scenari temibili, rilasciare dichiarazioni semplificate e drammatiche e dare poco spazio ai dubbi che possiamo nutrire. Ognuno di noi deve decidere il giusto mezzo tra l’efficacia e l’onestà” Stephen Schneider (non è un omonimo, è proprio lo stesso scienziato)

Danvin: Non è che la CO2 contribuisce per il 95% al riscaldamento globale…e poi… la CO2 ha un forzante radiativo di circa 1,66;

Commento:Lo so che il radiative forcing che è di 1,66wmq, è una somma algebrica tra riscaldanti e raffreddanti, ma se togli 1,66 w/mq della CO2 il radiative risulta praticamente nullo ecco perché Hertzberg si chiede come sia possibile che la Co2 da sola dia il 95% del radiative forcing



Danvin scrive:Questa è un'affermazione, riportata da te, falsa e tendenziosa. Riferito a me che scrivevo: si dichiara inoltre che l’aumento è solo di origine antropogenica.


Commento: E’ riportato nel anche nel tuo quadrante, sul radiation forcing che la CO2 è antropogenic, e da sola dà 1,66w/mq la quasi totalità del radiative forcing.Lo dice anche V.Ferrara che è tutta CO2 è antropogenica. Poi si procede al calcolo algebrico ma di fatto l’aumento della CO2 naturale non viene considerato
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Vecchio 19-04-2009, 14:42
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Danvin scive: . Le ricostruzioni della temperatura di milioni di anni fa sono quanto mai lacunose, imprecise e approssimate.

Commento:Concordo soprattutto se si confrontano dati atmosferi con dati dedoti dalle ice core, o dati assoluti come quelli degli ultimi anni con medie di secoli o di migliaia di anni.Errori che fanno spesso i mass media.

Danvin scrive: Inoltre il grafico che hai riportato rappresenta solo la concentrazione della CO2 relazionata alla temperatura e quindi è estremamente semplicistico in quanto non prende in considerazione i vari fattori implicati nella determinazione della temperatura terrestre, dei quali ne cito qualcuno in un elenco non esaustivo:
1) la concentrazione degli altri gas serra, ad es. metano, vapor d’acqua, ozono, protossido, ecc.
2) l’attività solare
3) eventuali variazioni dell’orbita terrestre
4) albedo della terra

5) concentrazione della CO2 nelle acque
6) attività vulcanica
7) caduta di meteoriti
8) forestazione
9) morfologia dei continenti
10) tipologia dei terreni
Al contrario, la situazione di questi fattori negli ultimi millenni è molto conosciuta, ed è principalmente su questa che bisogna focalizzare l’attenzione.


Commento:Concordo, ma non cambia il fatto storico gli aumenti o le diminuizioni della CO2, nella storia del pianeta abbiano dato alterazioni della temperatura ( Gerelli Amman Jaworowsky) mentre questo fu sostenuto da Keeling e Schneider negli anni 80 dopo la spedizione di vostok, e ultimamente da Al Gore, ed è un errore.

Danvin scrive:1 metrocubo è dato da 1 milione di millilitri. Quindi 1 millilitro e non un millesimo di millilitro come erroneamente affermi.

Commento(amaro):Ho sbagliato mi sono confuso con il ppb parti su un bilion o meglio su un miliardo, questa si che è microscopica ed è la concentrazione degli altri gas serra: metano, protossido d’azoto, ammoniaca ecc. la CO2 non è in concentrazioni microscopiche ma resta sempre in percentuali decimali 0,04% dell’atmosfera
Scusate ho sbagliato!

Danvin scrive: Vabbè, allora parliamo per assurdo. Tu vai in autostrada a 130 km/h, però in questa autostrada lo 0,01% dell’asfalto è coperto da chiodi. Percentuale bassa, dirai. Però tu di questa autostrada devi percorrere 600 Km, quante gomme di scorta ti porti dietro? riferito alla dimostrazione statistica

Commento:Quindi l’autostrada sarebbe la troposfera, che però è di 10 km, alla concentrazione di 0,01% poi la CO2 si dirada.Ma su un milione di radiazione in salita per 10000 mt ,10000 radiazioni vengono captate e per la legge della rifrazione, assorbono energia fino all’equilibrio, per poi riemetterla a 360°, tutte le altre dovrebbero passare. O la captazione è più alta? E poi la domanda alla quale non riesco a trovare una valida risposta: tutta la radiazione che colpisce la CO2 viene rifratta? in toto? O in parte, secondo gli indici di rifrazione?Di quella rifratta, semplificando, metà va verso l'esterno e metà verso la terra, ma incontrerà altre molecole, non si disperde a sua volta, come viene ipotizzato che disperda pare della radiazione entrante( quella solare soto i 4micron)

Danvin scrive su dimostrazione fisica: Solite considerazioni basate su supposizioni di base errate e sulle quali concludi dicendo “improbabile

Commento:Perché? ho ricontrollati e gli indici di rifrazione non mi sembrano sbagliati! Ad es.Il N2O ha un indice molto alto rispetto alla CO2 ma è in ppb cioè concentrazioni microscopiche, come è possibile che abbia un ruolo sul pianeta?

Danvin scrive su dimostrazione fisica: Solite considerazioni basate su supposizioni di base errate e sulle quali concludi dicendo “improbabile”. Se hai delle osservazioni serie da fare, devi fare una pubblicazione scientifica. Però prima almeno leggiti le pubblicazioni che ti ho indicato, così non scrivi panzane.

Commento:L’ unico dubbio riguarda le particolari proprietà fisiche della CO2 nel fenomeno della rifrazione se colpita da onde sopra i 4 micron, queste sembrano siano diverse dall’O2 e dall’N2, ma sembra altresi che il vapore riesca a captare più della CO2 le radiazioni ad onda lunga cioè sopra i 4 micron. Conosci indici di rifrazione specifici su radiazioni ad onde lunghe che mi giustifichino l’affermazione dell’IPPC che il vapore, è il responsabile solo del 70% dell’effetto serra mentre la CO2 del 15%?


Danvin scrive: Questa è un’altra affermazione falsa e tendenziosa che dimostra che non hai letto le pubblicazioni dell’IPCC. Quando l’IPCC dà delle temperature, cita sempre anche i margini di incertezza individuati sulla base degli studi scientifici indicando il termine ± xC°

Commento:Semplificavo nel discorso, in effetti l’IPCC fornisce un range molto ampio, da 0,6w/mq a 2,4wmq che secondo la boltzman sono da 0,3°C a 1°C. Ecco questi dati non tornano. Ma se il calcolo è stato fatto su un aumento di 100 ppm di CO2 cioè gli ultimi 200 anni, e in questo lasso la temperatura media è aumentata di 1,2°C il radiation forcing dovrebbe dare 2,8w/mq che secondo la boltzman sono 1,2°C. Non solo saranno anche a pprossimati ma è comunque un'affermazione netta: l riscaldamento è stato di circa 1,2°C ed è attribuito per la stragrande responsabilità ai gas serra, che vengo inequivocabilmente imputati alle attività umane. Questo non qudra e contrasta con il CNR che dice che quantificare l'aumento dell'effetto serra dando per scontato che sia di origine antropogenico è sbagliato, e quantificarlo come valore è atulmente impossibile.

Danvin scrive:Ti basti pensare che Khilyuk e Chilingar hanno affermato che il Riscaldamento Globale causato dall’uomo si limita alla sola produzione di energia da parte degli esseri umani, senza minimamente rendersi conto che la principale causa in gioco è l’azione dei gas serra che intrappolano l’energia irradiata dal sole.

Commento:Non ho letto né le pubblicazioni né le critiche a Khilyuk e Chilingar ma non sono solo loro, ma 18000, gli scienziati che affermano come ininfluente sul riscaldamento, la crescita della CO2. Quindi sostengono che il tentativo di mitigare il riscaldamento riducendo le emissioni ( cioè Kyoto, non fraintendermi) non ha fondamenti scientifici. Ci sono critiche all’opera dell’IPCC da tutta la comunità scientifica in fondo ti mando una lista di pubblicazioni che evidenziano le contraddizioni dell’ippc o ne contestano i metodi o i dati, o le conclusioni. Tra queste il più eclatante è quella di Von Storch su scince che definisce spazzatura alcuni grafici inseriti nei rapporti IPCC.Ma non hai il dubbio che le critiche mosse anche dall’interno dell’IPPC da personaggi molto autorevoli, come da Chrsti, Landsea, Lindzen, Yzrael , siano fondate?

Davnin scrive riferito a questo doc.:h2.ipcf.cnr.it/luciano/clima.pdf (link non più attivo perchè documento eliminato, NdR) Sul resto del documento stendo un velo pietoso, c’è una serie di inesattezze e le conclusioni a cui giunge sono completamente campate in aria. C'è da dire comunque che è stato scritto prima della stesura dei nuovi Rapporti dell'IPCC e fa riferimento a documentazione superata.
Come minimo dovrebbe essere riscritto per essere preso in considerazione.


Commento: Campate in aria perché?Solo perché si riferiscono a vecchi rapporti IPCC probabilmente contemporanei al doc.? In effetti l’IPCC corregge e di molto le sue previsioni, facendole diventare post visioni.
Scritto da: Antonino Zichichi, su: “Il messaggero” 08/06/01
“Con l’anidride carbonica e con l’effetto serra siamo lungi da tali certezze. Gli esperti sanno produrre "modelli" la cui proprietà è quella di fare post-visioni non pre-visioni. Quei modelli prevedevano siccità. Essendo occorse le alluvioni, adesso tutti i modelli post-vedono anche le alluvioni.”

Danvin scrive: ) In primo luogo e fondamentalmente il progressivo abbandono dell’utilizzo dei combustibili fossili e cioè, in pratica, quello che si dovrà fare per forza dato che i combustibili fossili sono in via di esaurimento in tutto il mondo.

Commento:Vale per il petrolio dal quale l’Italia deve sganciarsi per forza, non vale per gas 200 anni e per carbone 300 anni. La Germania infatti ha impostato il piano energetico per i prossimi 100 anni proprio sul carbone pulito e sul carbone oxyfuel.le scelte energetiche attuali saranno fondamental per il nostro futuro, già adesso il costo Kw italiano è il doppio di quello dei paesi europei industrializzati che si basano su carbone e nucleare.Fare le scelte sull’emissione della CO2 in base alle poco convicenti dimostrazioni dell’IPCC è un errore! Che ci può costare molto caro.Lo stesso Kyoto all’Italia costa molto più che agli paesi industriali (3,5 miliardi di euro, la stima eni enel,) perché l’Italia è l’unico paese industrializzato a non avere il nucleare.
Lindzen parla senza mezzi termini di scopi politici dell’IPCC e non di scopi scientifici.
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Vecchio 19-04-2009, 14:44
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PUBBLICAZIONI

Questa è una lista di pubblicazioni fatte su riviste internazionali autorevoli, di lavori scientifici che criticano e smentiscono i dati e le previsioni dell’IPCC, e le scelte del protocollo di Kyoto. Che non si affermi che la maggior parte degli scienziati accettano le teorie dell’IPCC.

1. Temperature reconstruction using proxy data: The Hockey-Stick Graph
The following studies demonstrate conclusively that the highly publicized Hockeystick graph was based on several erroneous calculations and assumptions.

a. “Corrections to Mann et al (1998) proxy data base and northern hemisphere average temperature series” S McIntyre & R McKitrick Energy & Environment Vol. 14 (2003) p. 751-777

b. b. “Reconstructing past climate from noisy data” H von Storch et al Science Vol. 306 (2004) p. 679-682

c. c. “Hockey sticks, principal components and spurious significance” S McIntyre & R McKitrick Geophysical Research Letters, Vol. 32 (2005) L03710

d. d. “Highly variable northern hemisphere temperatures reconstructed from low- and high-resolution proxy data” A Moberg et al Nature Vol. 433 (2005) p. 613-617

e. e. Wegman Edward, Scott D W and Said Yasmin H 2006: Ad Hoc Committee Report to Chairman of the House Committee on Energy & Commerce and to the Chairman of the House sub-committee on
Oversight & Investigations on the Hockey-stick global climate reconstructions. US House of Representatives, Washington USA. Available for download from ITTP://energycommerce.house.gov/108/home/07142006 Wegman Report.pdf

f. f. “Reconstruction of temperature in the central Alps during the past 2000 yr from a delta18O stalagmite record” A Mangini, C Spotl & P Verdes Earth & Planetary Science Letters, 235 (2005)p.
741-751

2. Impact of solar variability on the earth’s climate

a. “Solar variability and the earth’s climate: introduction and overview” George Reid Space Science Reviews 94 (2000) p.1-11
Provides a general overview of the sun’s impact on the earth’s climate through the Little Ice Age as well as through geological times and the complexity in establishing the solar/climate link.

b. b. “Low cloud properties influenced by cosmic rays” N D Marsh & H Svensmark Physical Review Letters 85 (2000) p. 5004-5007
Documents how galactic cosmic rays can influence the earth’s low cloud cover and how this in turn would impact the mean temperature.

c. c. “Global temperature forced by solar irradiation and greenhouse gases?” Wibjorn Karlen Ambio,Vol. 30 (2001)p. 349-350
Argues that the present interglacial has been cooler by about 2°C than the previous ones during the last 400,000 thousand years when the atmospheric concentration of CO2 was 100 ppmv less than at present.

d. d. “The sun’s role in climate variations” D Rind Science Vol. 296 (2002) p. 673-677
Provides a general overview of the sun’s impact on the earth’s climate through the Little Ice Age, as well as through geological times, and the complexity in establishing the solar/climate link.

e. e. “Solar influence on the spatial structure of the NAO during the winter 1900-1999” Kunihiko Kodera Geophysical Research Letters, Vol. 30 (2003) 1175 doi:10.1029/2002GL016584
North Atlantic oscillation is shown to be strongly modulated by high & low solar activity as identified through sunspot cycles.

f. f. “Can slow variations in solar luminosity provide missing link between the sun and the climate?”Peter Fokul EOS, Vol. 84, No. 22 (2003)p.205&208
Presents additional evidence of recent changes in solar irradiance and make a case for solar impact on the earth’s climate.

g. . “Celestial driver of phanerozoic climate?” N Shaviv & J Veizer Geological Society of America 13 (2003) p.4-10
Documents, using a “sea-shell thermometer”, how the earth’s temperature over last 500 million years is decoupled with atmospheric CO2 levels, while showing strong correlation with variations in the cosmic ray flux.


h. h. “Variable solar irradiance as a plausible agent for multidecadal variations in the Arctic-wide surface air temperature record for the past 130 years” Willie W-H Soon Geophysical Research Letters Vol.
32 (2005) L16712
Demonstrates a strong link between total solar irradiance and Arctic-wide surface temperature over a long period from 1875-2000.


i. i. “Solar forcing of the polar atmosphere” P A Mayewski et al Annals of Glaciology Vol. 41 (2005) p.147-154
Analyzes high-resolution calibrated proxies for atmospheric circulation from several Antarctic ice cores, which reveal decadal-scale association with solar variability over the last 600 years.


j. j. “The influence of the 11-yr solar cycle on the interannual-centennial climate variability” Hengyi Weng J of Atmosphere and solar-terrestrial physics Vol. 67 (2005) p. 793-805
Re-confirms the solar variability impact on earth’s climate by analyzing monthly sunspot numbers in conjunction with global and regional sea surface temperatures.


k. k. “Living with a variable sun” Judith Lean Physics Today (2005) Vol 58, No. 6 p. 32-37 American Inst.Of Physics USA
Presents additional evidence of recent changes in solar irradiance and makes a case forsolar impact on the earth’s climate.


l. l. “Phenomenological solar contribution to the 1900-2000 global surface warming” N Scafetta & B J West Geophysical Research Letters Vol. 33 (2006) L05708
Constructs a phenomenological model to include solar forcing and demonstrates its linkage to the earth’s temperature change over last 400 years.


m. m. “Phenomenological solar signature in 400 years of reconstructed northern hemisphere temperature record” N Scafetta & B J West Geophysical Research Letters Vol. 33 (2006) L17718
Constructs a phenomenological model to include solar forcing and demonstrates its linkage to the earth’s temperature change over last 400 years.


n. n. “Empirical evidence for a nonlinear effect of galactic cosmic rays on clouds” R G Harrison & D B Stephenson Proceedings of the Royal Society A (UK): 10.1098/rspa.2005.1628 (2006)
Documents how galactic cosmic rays can influence the earth’s low cloud cover and how this in turn would impact the mean temperature.


3. Sea-level rise, ocean surface warming/cooling etc.Sea-level Rise


a. “New perspectives for the future of the Maldives” N-A Morner M Tooley & G Possnert Global and Planetary Change 40 (2004) p. 177-182
In the region of Maldives a general fall in sea-level rise occurred some 30 years ago.

b. b. “Estimates of the regional distribution of sea-level rise over the 1950-2000 period” J A Church et al J. of Climate 17 (2004) p. 2609-2625
Analyzes patterns of regional sea level rise over the period 1950-2000 and concludes that it is not possible to detect a significant sea level rise over this period anywhere.

c. c. “Low sea-level rise projections from mountain glaciers and icecaps under global warming” Sarah Raper & Roger Braithwaite Nature V. 439 (2006) p. 311-313
Projects sea level rise from mountain glacier and icecaps (outside of Greenland & Antarctic Ice Sheets) as only about 5.1 cm by 2100, half of previous projections.


d. d. “Nonlinear trends and multiyear cycles in sea-level records” S Jevrejeva et al J of Geophysical Research V.111(2006) C09012
Obtains global sea level rise trend of 2.4 mm per year for the period 1993-2000

e. e. “On the decadal rates of sea level changes during the twentieth century” S J Holgate Geophysical Research Letters 34 (2007) doi:10.1029/2006GL028492
Analyses nine long and continuous records of sea level changes from 1904 through 2003.Sea level change of ~2.03 +/-.35 mm/yr from 1904-1953. 1954-2003, sea-level change is found to be lower ~1.45 +/-.34 mm/yr.

4. Ocean Surface Warming/Cooling

a. “The sustained North American warming of 1997 and 1998” A Kumar et al J of Climate 14(2001)p.345-353
Shows how the sustained North American land warming was primarily due to the intense El Nino event of 1997/98, which produced and maintained high sea surface temperature values over the Pacific basin, as well as other ocean basins through the middle of 1998.

b. b. “Recent cooling of the upper ocean” J Lyman J Willis & G Johnson Geophysical Research Letters 33 (2006) L18604
Documented cooling of the upper oceans and in particular of the southern north Atlantic.

c. c. “Anomaly of heat content in the northern Atlantic in the last 7 years: Is the ocean warming or cooling?” V Ivchenko N Wells & D Aleynik Geophysical Research Letters 33 (2006) L22606
Data from the Argo profiling buoys are analyzed for the North Atlantic, and found that the southern north Atlantic has cooled in the last seven years.

d. d. “How much is the ocean really warming?” V Gouretski & K P Koltermann Geophysical Research Letters 34 (2007) L01610
Studies global hydrographic data, as provided by bathythermographs, and found a warming bias when the bathythermographs data are compared against bottle and current temperature density data



5. Arctic & Antarctic temperatures: from Holocene to present

a. “First survey of Antarctic sub-ice shelf sediment reveals mid-Holocene ice shelf retreat” C J Pudsey & J Evans Geology 29 (2001) p.787-790
Documents that the Larsen A & B ice shelves in the northeastern Antarctic Peninsula were probably altogether absent about two thousand years ago.

b. b. “Antarctic climate cooling and terrestrial ecosystem response” P Doran et al Nature online 13 January 2002 (DOI:10.1038/nature 710)
Documents a cooling trend in the Antarctica using recent temperature data.

c. c. “Variability and trends of air temperature and pressure in the maritime Arctic, 1875-2000” I V Polyakov et al Journal of Climate 16 (2003) p. 2067-2077
Presents a long series of temperature and pressure data (1875-2000) over the Arctic basin, and documents strong multi-decadal variability on a time scale of 50-80 years.

d. d. “Holocene climate variability” P A Mayewski et al Quaternary Research 62 (2004) p. 243-255
Identifies Rapid Climate Change throughout the Holocene, involving cool polar regions and wet (or dry) tropical regions.

e. e. Global warming & the Greenland ice sheets” P Chylek, J E Box & G Lesins Climatic Change (2004)63 p. 201-221
Shows that a rapid warming over all of coastal Greenland occurred in the 1920s. Average annual temperature rose between 2° and 4°C in less than ten years.

f. f. “A multi-proxy lacustrine record of Holocene climate change on northeast Baffin Island, Arctic Canada” Quaternary Research (2006) 65 p. 431-442
Shows a pronounced Holocene temperature maximum, about 5°C warmer than present.


g. g. “Greenland warming of 1920-1930 and 1990-2005” P. Chylek, M K Dubey & G Lesins Geophysical Research Letters 33 (2006) L11707
Shows that a rapid warming over all of coastal Greenland occurred in the 1920s. Average annual temperature rose between 2° and 4°C in less than ten years.

h. h. “Extending Greenland temperature records into the late eighteenth century” B M Winter et al J of Geophysical Research 111 (2006) D11105
Extends Greenland temperature records back to the year 1784. The 1930s and the 1940s were the warmest decades, with 1941 as the warmest year.

i. i. “Ice shelf history from petrographic and foraminiferal evidence, Northeast Antarctic Peninsula” C J Pudsey et al Quaternary Science Reviews 25 (2006) p. 2357-2379
Documents that the Larsen A & B ice shelves in the northeastern Antarctic Peninsula were probably altogether absent about two thousand years ago. Further concludes that the CO2 concentration was about 100 ppm lower than at present.

6. Impact of large-scale circulation patterns

a. “A study of NAO variability and its possible non-linear influences on European surface temperatures” D Pozo-Vazquez et al Climate Dynamics, Vol. 17 (2001) p. 701-715
Shows that a positive value of the north Atlantic oscillation index can produce winter season warming in Europe.

b. b. “Impacts of low frequency variability modes on Canadian winter temperature” B Bonsal, A Shabbar & K Higuchi Int’l journal of Climatology, Vol. 21 (2001) p. 95-108
Shows how an El Nino event, together with positive values of the Pacific decadal oscillation index, can provide strong positive winter temperature anomalies over most of Canada.

c. c. “Are stronger North-Atlantic southwesterlies the forcing to the late-winter warming in Europe?” J Ottermann et al Int’l J of Climatology, Vol. 22 (2002) p. 743-750
Suggests that stronger south-westerlies in the North Atlantic may be producing early spring-like conditions in parts of Europe.

d. d. “Variability of extreme temperature events in south-central Europe during the twentieth century and its relationship with large-scale circulation” P Domonkos et al Int’l J of Climatology, Vol. 23 (2003) p.
987-1010
Shows that a positive value of the north Atlantic oscillation index can produce winter season warming in Europe.

e. e. “January Northern Hemisphere circumpolar vortex variability and its relationship with hemispheric temperature and regional teleconnection” R Rohli, K Wrona & M McHugh Int’l J of Climatology, Vol. 25 (2005) p. 1421-1436
Discusses the circumpolar vortex and its linkage to both the Atlantic oscillation variability, and the Pacific North American pattern.

7. Extraneous influence on mean temperature trends: urbanization, landuse change etc.

a. “The influence of land-use change and landscape dynamics on the climate system: relevance to climate-change policy beyond the radiative effect of greenhouse gases” R A Pielke sr et al Phil.Trans. R soc. London UK (2002)360 p.1705-1719
Considered a landmark paper in the present global warming debate. This paper brings out an important aspect of land-use change and its dominating impact.

b. b. “Impact of urbanization and land-use change on climate” E. Kalnay & M Cai, Nature, Vol. 423, 29 May 2003, p. 528-531
Using the National Centre for Atmospheric Research, USA, re-analyses upper-air data and an extrapolation to the surface, obtaining the urbanization impact on mean temperature trend to be about 0.280C over 100 years and about 0.180C over the recent 30 years.

c. c. “The urban heat island in winter at Barrow, Alaska” K Hinkel et al International J of Climatology, Vol.23, 2003, p. 1889-1905
Obtains the urban-rural temperature difference of over 20C during the winter months at Barrow, Alaska.

d. d. “Impacts of anthropogenic heat on regional climate patterns” A Block, K Keuler & E Schaller Geophysical Research Letters, Vol 31, L12211, 2004
Shows how anthropogenic heat released from highly industrialized and populated areas can produce a permanent warming from 0.15° to 0.5°C.

e. e. “A test of correction for extraneous signals in gridded surface temperature data” R McKitrick & P Michaels, Climate Research, Vol. 26, 2004, p. 159-173
Documents a definite warm bias in the temperature trend, as a result of non-climatic impact of local (and regional) economic activity.

f. f. “Evidence for a significant urbanization effect on climate in China” L Zhou et al Proc. National Academy of Science(USA) V. 101 (2004) p.9540-9544
Obtains urbanization impact over China to be more than the estimated 0.27°C in the USA during the 20th century.

g. g. “Evidence for influence of anthropogenic surface processes on lower tropospheric and surface temperature trends” A T J De Laat & A N Maurellis, International J of Climatology, 26, 2006, p. 897-
913
Studies the influence of anthropogenic surface processes on mean temperature trends, estimated using green house gas emission world-wide database as proxy for industrial activity. The mean temperature trends at highly industrial regions and locations were
found to be higher than elsewhere.

h. h. “Urban heat island effect analysis for San Juan, Puerto Rico” A Velazquez-Lozada, J E Gonzalez & A Winter, Atmospheric Environment, 40, 2006, p. 1731-1741
Documents a strong urban heat island effect at San Juan, Puerto Rico. It is estimated that the urban-rural temperature difference could increase to about 8°C by the year 2050.

8. Uncertainties in climate model simulations of regional & global features

a. “Potential role of solar variability as an agent for climate change” C Bertrand & J Van Ypersele Climatic Change V 43 (1999) p.387-411
It is shown that, although total solar irradiance reconstruction is insufficient to reproduce observed warming of the 20th century, the model response suggests that the Gleissberg cycle (~88 yr) solar forcing should not be neglected in explaining the century-scale time variations.

b. b. “Simulated impacts of historical land-cover changes on global climate in northern winter” T N Chase et al Climate Dynamics V 16 (2000) p. 93-10
The simulations suggest that anthropogenic land cover changes can produce teleconnection patterns affecting global temperature and precipitation distributions.

c. c. “Monsoon prediction-why yet another failure?” S Gadgil M Rajeevan & R Nanjundiah Current Science(India) V 88 (2005) P.1389-1400
Examines prediction of the Indian monsoon for 2004 and conclude that the skill in forecasting the Indian summer monsoon variability has not improved in the last fifty years

d. d. “Detection and attribution of twentieth-century northern & southern African rainfall change” M Hoerling et al J of Climate V 19 (2006) p. 3989-4008
Finds that the Sahel region drought of 1950-2000, was not influenced by the green house gas forcing, indicating that the Sahel drought conditions were likely of natural origin.

e. e. “ENSO evolution and teleconnections in IPCC’s twentieth-century climate simulations: realistic representation?” R Joseph & S Nigam J of Climate V 19 (2006) p.4360-4377
Concludes that climate models are still unable to simulate many features of El Nino southern oscillation variability, its circulation and hydro-climatic tele-connections. Further the climate system models are not quite ready for making projections of regional-tocontinental
scale hydro-climatic variability and change.

f. f. “Precipitation characteristics in eighteen coupled climate models” Aiguo Dai J of Climate V 19 (2006) p.4605
Concludes that considerable improvements in precipitation simulations are still desirable for the latest generation of the world’s coupled climate models.

g. g. “Is the thermohaline circulation changing?” M Latif et al J of Climate V 19 (2006) p.4631-4637
Examines the thermohaline circulation in the North Atlantic, which is responsible for large amounts of heat and freshwater transport by the Gulf Stream. Suggests the changes in the thermohaline circulation during the 20th century are likely to be the result of natural multidecadal climate variability.


9. Miscellaneous Studies

a. “Reconciling observations of global temperature change” Richard Lindzen & Constantine Giannitsis Geophysical Research Letters V 29 (2002) No 12 10.1029/2001GL014074
Analyzes the discrepancy between global mean temperature trends, obtained by satellite microwave data, and surface temperature measurements.

b. b. “Compilation and discussion of trends in severe storms in the United States: Popular perception vs climate reality” Robert Balling Jr & Randall Cerveny Natural Hazards V 29 (2003) p. 103-112
Documents the mismatch between popular perceptions, as created by media reports, and climate reality, which does not show extreme weather as increasing in the USA.

c. c. “On destructive Canadian Prairie windstorms and severe winters: A climatological assessment in the context of global warming” Keith Hage Natural Hazards V 29 (2003) p. 207-228
Documents a temporal frequency peak in severe windstorms and associated tornadoes during the 1920s and 1930s, then a steady decline since 1940 through 1980s. A steep rise in tornado frequency since 1970 is attributed to increasing awareness and reporting of tornado activity in recent years, and NOT due to change in tornado climatology.

d. d. “Shifting economic impacts from weather extremes in the Unites States: a result of societal changes, not global warming” Stanley Changnon Natural Hazards V 29 (2003) p. 273-290
Documents that increasing economic impacts of extreme weather events in the USA is a result of societal change and NOT global warming.

e. e. “The global warming debate: A review of the present state of science” M L Khandekar T S Murty & P Chittibabu Pure & Applied Geophysics V 162 (2005) p. 1557-1586
Concludes that the recent warming of the earth’s surface is primarily due to urbanization, land-use change, etc. and not due to increasing green house gas in the atmosphere.

f. f. “Extreme weather trends vs dangerous climate change: A need for a critical reassessment” M L Khandekar Energy & Environment V 16 (2005) p.327-331
Shows that extreme weather events like heat waves, winter blizzards, rainstorms, droughts etc are not increasing anywhere in Canada, USA or elsewhere, where sufficient data are available for adequate analysis.

g. g. “The interaction of climate change and the carbon dioxide cycle” A Rorsch R S Courtney & D Thoenes Energy & Environment V 16 (2005) p. 217-238
Argues the relatively large rise of CO2 in the 20th century, was caused by the increase in the mean temperature which preceded it.

h. h. “Can we detect trends in extreme tropical cyclones?” Christopher Landsea et al Science V 313 (2006)p.452-454
Suggests the Dvorak technique, developed to estimate hurricane strength, was not available in the late 1960s and early 1970s or before, when some of the hurricanes and tropical cyclones may have been stronger than estimated.

i. i. “Trends in western North Pacific tropical cyclone intensity” M- C Wu K-H Yeung & W-L Chang EOS Transactions AGU V 87 (2006) No 48 28 November 2006
Suggests that the western North Pacific tropical cyclone climatology does not reveal increasing strength for typhoon records from 1965 to 2004.

j. j. “On global forces of nature driving the earth’s climate: Are humans involved?” L F Khilyuk & G V Chilinger Environmental Geology V 50 (2006) p. 899-910
Presents a comprehensive review of the global forces driving the earth’s climate over geological times. The present warming of the last 150 years is a short warming episode in the earth’s geologic history. Human activity (anthropogenic green house gas emission)
may be responsible for only 0.01°C of the approximately 0.56°C warming of the 20th
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Vecchio 19-04-2009, 14:50
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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
il vice presidente dell’IPCC Izrael ha dichiarato che il protocollo di Kyoto non ha alcuna valenza scientifica perché si basa su modelli che nel tempo si sono rivelati errati
I modelli vengono perfezionati di continuo, non esistono modelli perfetti e tutti sono soggetti ad errore, questo non toglie che le previsioni fatte tramite i modelli precedenti dell’IPCC si siano rivelate grossomodo esatte: le temperature del pianeta sono in crescita. Per quanto riguarda Izrael, ricopre quella carica perché ha avuto un grosso appoggio politico da parte della Russia. E’ nota la sua posizione: come da lui stesso dichiarato il trattato darebbe grossi problemi economici al suo paese e quindi non va attuato. In definitiva Izrael rappresenta il braccio politico del governo russo all’interno dell’IPCC. Purtroppo la Russia ha aderito al Protocollo solo per motivi politici, per ostacolare la politica internazionale americana di matrice repubblicana.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Il Prof. Stagnaro ha affermato in “ Kyoto costa molto e non serve a niente” : anche accettando tutte le teorie sui gas serra, aderire a Kyoto comporterà un abbassamento della CO2 di 0,06°C.Inoltre i paesi come brasile cina india russia e Indonesia che producono più del 50% delle emissioni antropogeniche non hanno alcuna limitazione né nelle emissioni,né nella deforestazione né nell’inquinamento da smog almeno fino al 2012
Solita stupida polemica. L’abbandono dei combustibili fossili è necessario, come sono necessarie le altre azioni esortate dall’IPCC: passaggio a fonti energetiche alternative, riduzione degli sprechi, maggiore efficienza energetica, migliore utilizzo dei suoli, riforestazione delle aree in via di desertificazione, ecc. Il fatto che il Protocollo attuale sia inficiato dalla mancanza della riduzione delle emissione dei paesi in via di sviluppo non toglie il fatto che si debba fare qualcosa per risolvere questo problema. Se non si riesce ad attuare il protocollo di Kyoto non si riuscirà nemmeno ad attuare il prossimo protocollo, che sarà ancora più incisivo.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Commento:Non sono un ricercatore, riprendo altre pubblicazioni scientifiche, in questo caso: sugli studi di paleoglaciologia dei professori, Gerelli, e Amman e dei glaciologi Cuffey e Jaworowsky. In questa veste sono solo un giornalista che vorrebbe capire di più.Mi sembra di aver trovato il forum giusto!
Purtroppo per te non si può fare il giornalista scientifico utilizzando solo delle fonti di parte e senza leggersi le pubblicazioni riportate nella bibliografia dell’IPCC.
Per migliorare la tua deontologia professionale ti consiglio di leggerti l’articolo che ho riportato in questo stesso forum nella sezione “approfondimenti sull'inquinamento atmosferico e sulla sicurezza ambientale” e intitolato “l'equilibrio professionale dei giornalisti e la distorsione delle informazioni scientifiche”. Va da sé che questa cosa andava fatta prima che tu pubblicassi quel libro che hai pubblicizzato nel primo post di questo thread.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
il ruolo e l’importanza del vapore cambia da autore ad autore, per l’IPCC è l 70% del effetto serra totale, per Jaworowsky è il 96%.
Non puoi porre sullo stesso piano l’IPCC e Jaworowsky. E’ come dire che la Carta Costituzionale Italiana ha lo stesso valore di un divieto di pesca fatto da un assessore provinciale, se riesci a cogliere il nesso del paragone.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Siccome la teoria che le emissioni diano il riscaldamento globale, influenza la scelta energetica, se si rivelerà sbagliata saranno sbagliate le scelte energetiche, questo pùò portare sviluppo o crisi!
Solito errore, la scelta energetica è obbligata: si devono abbandonare le fonti fossili a prescindere dall’andamento della temperatura.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
ma come me 18000 scienziati (oism.org) esprimono il parere che la CO2 sia ininfluente sul clima.
Ma sai di cosa stai parlando? Si tratta della Petizione Oregon, lanciata nel 1998. Di fatto si trattava di una pagliacciata che chiedeva di firmare un documento che si opponeva alla riduzione americana delle emissioni di gas serra perché non vi erano prove scientifiche che l’aumento dei gas serra liberati dall’uomo avrebbero causato “un riscaldamento catastrofico dell’atmosfera terrestre e la distruzione del clima della Terra” (parole testuali)!!! Ma quando mai l’IPCC ha parlato di riscaldamento catastrofico e di distruzione del clima terrestre? L’IPCC parla tuttora di Riscaldamento Globale e di modificazioni climatiche!
Tra l’altro ti racconto alcune altre cose su questa Petizione:
1) Per appoggiare la petizione vi era allegata una lettera presentata come articolo scientifico, ma in realtà questo lavoro non era mai stato pubblicato da nessuna parte.
2) Questa lettera allegata era nel formato dell’Accademia Nazionale delle Scienze (americana), l’organizzazione più prestigiosa del mondo in campo scientifico. Eppure di questa cosa l’Accademia delle Scienze non sapeva proprio niente e infatti si è affrettata subito a sconfessare la lettera. Purtroppo molte persone avevano già firmato la petizione ingannati dal formato.
3) Questo falso articolo presentava dati clamorosamente errati relativi alle misurazioni da satellite e da sonde meteorologiche.
4) La verifica effettiva dei firmatari non c’è mai stata.
5) Fra i firmatari c’erano dozzine di nomi falsi, qualche Perry Mason, vari Michael J. Fox, scrittori vari e persino una della Spice Girls.
Vedi a tal proposito Business | Jokers Add Fake Names To Warming Petition | Seattle Times Newspaper


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Ho sbagliato nel calcolo dei ppm, la CO2 è cresciuta dello 0,01% resta comunque una piccola percentuale, che per molti non giustifica i calcoli del radiation forcing.
E continui a sbagliare!!! Come puoi dire che la CO2 è cresciuta dello 0,01% se è passata da circa 280 ppm a circa 380 ppm in meno di due secoli?


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Considerare solo l’aumento dovuto alle macchie solari e considerare nullo l’aumento della radiazione solare dei cicli solari è scientificamente scorretto, anche di molto! Perchè probabilmente da questo deriva la maggior parte del cambiamento climatico.
Ma chi l’ha detto che gli esperti dell’IPCC non hanno tenuto in conto l’attività solare? Questo lo dici solo tu e quelli che fanno disinformazione in questo campo.
Leggiti il Cap 2.7 e le relative fonti bibliografiche:
http://www.ipcc.ch/pdf/assessment-re...1-chapter2.pdf


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Inoltre l’IPCC, non considera l’aumento del vapore, sia quello antropogenico, sia quello inevitabilmente creato dal riscaldamento, anche questo non è corretto scientificamente.
Altra falsità: capitolo 2.5. E come prima ti invito a leggerlo con le relative fonti bibliografiche.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Eppure lo stesso IPCC ammette che la CO2 antropogenica è solo l’8% di quella totale. Calcolare che 100 ppm siano la somma delle emissioni umane dall’800 ad oggi non è corretto scientificamente, perché il 92% dell’aumento dei gas serra è dovuto a fenomeni naturali.
E da dove salta fuori questo valore? Hai fatto 100-8? Ma come fai a confondere le quantità con gli aumenti?
Ti faccio un esempio per vedere se capisci:
Il 92% delle tue entrate attuali è dovuto allo stipendio, mentre il resto è dovuto a soldi guadagnati con la pubblicità sul web. Dato che quest’anno guadagni 100 euro più dell’anno scorso allora tu concludi dicendo che questo guadagno è dovuto al 92% dal tuo stipendio! Ma dove sta scritto? Lo stipendio non può essere lo stesso dell’anno scorso e tutto l’aumento è generato dalla pubblicità che è passata dallo 0% all’8%?
Non puoi tirare in ballo la correttezza scientifica su cose che non conosci.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Gli stessi scienziati dell’IPCC ammettono che è difficile stimarne l’entità e l’azione. ( V.Ferrara)
Il fatto che sia difficile non vuol dire che sia impossibile, infatti la cosa si fa indicando i dovuti margini di incertezza, non per niente sono scienziati.


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Ma è scientificamente scorretto calcolare un valore energetico, anche se con un escursione molto alta, senza conoscere esattamente il fenomeno.
Ma cosa stai dicendo? Stai accusando di scorrettezza gli autori delle pubblicazioni scientifiche che non hai letto? Ma se non conosci nemmeno i margini di incertezza ipotizzati cosa ti metti a fare accuse fuori luogo?

Quote:
Secondo una legge della fisica detta Stefan Boltzman, ad una perturbazione energetica di + 2,5 ws/mq corrisponde una variazione termica di +1°C. Anche in questo caso i conti non tornano, perché l’aumento di temperatura è stato di 1,2°C e la variazione solo di +1,6 w/mq, e invece avrebbe dovuto essere di 2,8 w/mq.
Stai applicando leggi che non conosci a situazioni che non conosci.
Leggi il cap. 2 e le relativa pubblicazioni sui forzanti radiativi.
http://www.ipcc.ch/pdf/assessment-re...1-chapter2.pdf

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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
In effetti citando il professor A. Zichichi qualcosa non torna
Stai citando uno scienziato che è famoso per le sue posizioni eccentriche. Tanto per fare un esempio, lui non crede nell’evoluzione delle specie e questa non mi sembra una posizione molto scientifica.

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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Gli scienziati dell'Ipcc rispondono dicendo che il motivo del mancante «tre volte più» risiede in «effetti» non ancora conosciuti, non in errori dei loro modelli.”( Da: “Il Giornale”2007)
Questo scommetto che l’ha scritto Battaglia …e a tal proposito ti rimando alla mia discussione con lui in questo forum:
“Lettera dell'Associazione Galileo 2001 relativa al rispetto degli obblighi del Protocollo di Kyoto”.
Ha preso tante di quelle cantonate dicendo mezze verità e cose chiaramente errate che il suo intervento gli si è nettamente ritorto contro.

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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Nel costruire questo schema, gli scienziati dell’IPCC hanno considerato ininfluenti le azioni dell’ uomo…
Questo non è vero, i vari fattori sono stati considerati, solo che tu non hai letto il Rapporto “Changes in Atmospheric Constituents and in Radiative Forcing” e parli per sentito dire.
http://www.ipcc.ch/pdf/assessment-re...1-chapter2.pdf

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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Il professor A. Zichichi a commento dei dati dell’IPCC si è posto questa domanda < La massa liquida della terra, detta oceano globale, il suolo e le piante, iniettano nel polmone della terra, cioè nell’atmosfera, la stragrande maggioranza di CO2: il 96,5 %. L’attività umana è responsabile solo del restante 3,5%, di cui 1% dovuto alla deforestazione. Ed ecco il quesito che vale miliardi di dollari: perché dev’essere quel restante 3,5% la causa delle variazioni climatiche?> (da “Effetto serra i dilemmi della casa bianca”)
Semplicemente perché varia gli equilibri che c’erano. E sottolineo ancora una volta che la CO2 è solo uno dei gas serra responsabili del fenomeno.


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Negli anni 70 la CO2 fu accusata di essere la causa del raffreddamento del pianeta...
Ti rimando di nuovo alla mia discussione con Battaglia.


Quote:
Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Commento:Lo so che il radiative forcing che è di 1,66wmq, è una somma algebrica tra riscaldanti e raffreddanti, ma se togli 1,66 w/mq della CO2 il radiative risulta praticamente nullo ecco perché Hertzberg si chiede come sia possibile che la Co2 da sola dia il 95% del radiative forcing
Ma questo è un incredibile errore metodologico!!!!!
Il Riscaldamento Globale non è dato per il 95% dalla CO2 e il presentare un dato del genere è una completa mistificazione della realtà. E’ un dato errato sul quale si costruiscono castelli campati in aria.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Ho sbagliato mi sono confuso con il ppb parti su un bilion o meglio su un miliardo, questa si che è microscopica ed è la concentrazione degli altri gas serra: metano, protossido d’azoto, ammoniaca ecc. la CO2 non è in concentrazioni microscopiche ma resta sempre in percentuali decimali 0,04% dell’atmosfera
Scusate ho sbagliato!
Ma per fortuna che è a quella concentrazione, se fosse anche ad alta concentrazione avremmo l’atmosfera di Venere!

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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Commento:Quindi l’autostrada sarebbe la troposfera, che però è di 10 km, alla concentrazione di 0,01% poi la CO2 si dirada.Ma su un milione di radiazione in salita per 10000 mt ,100 radiazioni vengono captate e per la legge della rifrazione, assorbono energia fino all’equilibrio, per poi riemetterla a 360°, tutte le altre dovrebbero passare. O la captazione è più alta?
Guarda che ti ho fatto un esempio per semplificare e per farti capire che non puoi prendere in considerazione solo la concentrazione in un metro cubo. La fisica atmosferica è molto più complessa.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
ho ricontrollati e gli indici di rifrazione non mi sembrano sbagliati! Ad es.Il N2O ha un indice molto alto rispetto alla CO2 ma è in ppb cioè concentrazioni microscopiche, come è possibile che abbia un ruolo sul pianeta?
Per vedere i potenziali di riscaldamento globale e come sono calcolati leggiti il cap. 2.10
http://www.ipcc.ch/pdf/assessment-re...1-chapter2.pdf


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il CNR che dice che quantificare l'aumento dell'effetto serra dando per scontato che sia di origine antropogenico è sbagliato,
infatti non è solo di origine antropogenica


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Non ho letto né le pubblicazioni né le critiche a Khilyuk e Chilingar
Ecco qua il tuo errore più grosso… non la sbagliata interpretazione dei dati o gli errori con le unità di misura.
Questo è un errore metodologico: non puoi citare pubblicazioni scientifiche altrui senza nemmeno averle lette e basandosi esclusivamente su quello che dice chi (forse) le ha lette.


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Tra queste il più eclatante è quella di Von Storch…
Vuoi che ti citi Von Storch?
“Based on the scientific evidence, I am convinced that we are facing anthropogenic climate change brought about by the emission of greenhouse gases into the atmosphere”.
http://sciencepolicy.colorado.edu/pr...ommercehvs.pdf


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Originariamente inviata da claudiocosta Visualizza il messaggio
Commento:Vale per il petrolio dal quale l’Italia deve sganciarsi per forza, non vale per gas 200 anni e per carbone 300 anni.
Perché, secondo te il carbone è la fonte energetica del futuro? Guarda… io lavoro da anni nel campo dell’inquinamento dell’aria e tralasciando per il momento la questione dell’Effetto Serra, ti posso tranquillamente dire che il carbone è la peggiore fonte energetica che si possa utilizzare su grande scala. Provoca solo danni e a livello di inquinamento dell’aria è peggio del petrolio.

Ti saluto
(e leggiti quei benedetti Rapporti dell’IPCC)

Davide Compagnin
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Tag
effetto serra, riscaldamento globale

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