Riporto un link di un servizio della CNN, organo ufficiale di informazione, pertanto poco attendibile; secondo il servizio televisivo il riscaldamento ambientale sarebbe una bufala colossale; in realta' dimostra attraverso la conferma della regola, l' inattendibilita' dell'informazione ufficiale. Secondo il modello propaganda di Chomsky, i media fanno sempre gli interessi dei loro investitori, mai quelli dell'opinione pubblica; infatti il servizio sponsorizza l'aumento di Co2 negando qualsiasi collegamento col riscaldamento ambientale antropogenico; dunque favorisce le lobby industriali che sarebbero penalizzate a seguito di una diminuzione di Co2. Il ruolo dei media sul riscaldamento ambientale ha funzione diverse: tenere incollato lo spettatore in un tempo sufficientemente lungo da far passare lo spot pubblicitario di turno; tutelare gli interessi degli investitori (lobby industriali in questo caso), alterare la percezione del pericolo per creare omologazione e terrore sociale per rendere la massa piu' facilmente condizionabile. IL governo USA e' uno dei pochi paesi che non ha firmato il protocollo di Kyoto, per tutelare la produzione industriale, dunque per mantenere livelli di PIL e dunque di "benessere" economico sufficientemente alti. Infatti l'emissione di Co2 e' in gran parte condizionato dalla produzione industriale; una diminuzione di Co2 a seguito della firma del trattato di Kyoto, significherebbe dunque diminuzione della produzione industriale e dunque abbassamento del PIL. Ma siamo sicuri che l'assenza dell'America al firma del protocollo di Kyoto tuteli i suoi interessi e garantisca un PIL sufficientemente elevato? Il realta' l'esasperazione dello scenario attuale del surriscaldamento climatico, porta a condizioni climatiche in cui addirittura la vita sara' impossibile. Senza arrivare pero' a questa esasperazione catastrofica ma possibile, potremo sicuramente affermare che il surriscaldamento ambientale porta a cambiamenti climatici, quali aumento dei monsoni e della temperatura; quindi un clima con temperature piu' elevate e molto piu' instabile di quello attuale, con escursione termiche da paese a paese anche notevoli; si prevede infatti addirittura una diminuzione della temperatura del Nord Europa; la principale istituzione a risentire di questa situazione e' il sistema bancario che assieme all'agricoltura e' piu' sensibile alle variazioni climatiche; a seguito del cambiamento climatico mancherebbero inoltre quegli investtiori che si assumessero la responsabilità di investire in un territorio afflitto da notevoli problematiche ambientali; questo porterebbe a un crollo della produzione industriale e dunque del PIL;
La morale dunque e' questa: siamo sicuri che la mancanza di regole per il surriscaldamento ambientale tuteli i profitti di multinazionali e sistema bancario e un PIL sufficientemente elevato? La risposta e' assolutamente no, in quanto il peggioramento delle condizioni climatiche che scaturisce dalla mancanza di regole per l'ambiente, provocherebbe abbassamento della produzione industriale e del PIL.
Ad ogni modo la problematica del riscaldamento ambientale va ben oltre il livello di produzione industriale e va affrontata con urgenza, pena arriveremo ad un punto di non ritorno.
Riporta la bufala, una fra le tante che girano nel web
Ho dato un’occhiata al video. Nei primi 10 secondi parla uno scettico del riscaldamento globale antropogenico. Dimostra chiaramente di non sapere niente del feedback positivo e del fatto che è dimostrato scientificamente che la CO2 è un gas ad effetto serra (o meglio, fa finta di non saperlo).
Poi viene presentato il più autorevole esponente dei negazionisti sulla base delle sue cariche e senza entrare nel merito delle sue posizioni, aspramente criticate dalla stragrande maggioranza della comunità scientifica internazionale che lavora nel campo (compresi scienziati molto più qualificati ed emeriti di lui). Quindi, dopo questi 50 secondi, si passa ad uno spottone a favore del nucleare ed infine si parla dell’auto elettrica Tesla, un’ottima innovazione che non ha niente a che fare col nucleare.
Insomma… il servizio non è altro che un pastrocchio messo in piedi alla bell’è meglio. Una sorta di zapping pseudoscientifico corredato da musichette ridicole e segnali sonori da cartoni animati. Non si capisce se è la pubblicità che ha sconfinato nell’informazione, o se sono i servizi giornalistici che vengono impostati come delle pubblicità.
Non vale nemmeno la pena di commentare questo degrado del giornalismo.
ciao