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Chi osa criticare la teoria dell'agw?

Effetto Serra e Riscaldamento Globale


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Vecchio 07-03-2010, 08:05
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predefinito Chi osa criticare la teoria dell'agw?

CHI OSA CRITICARE L’AGW?

Climatemonitor ha scritto un commento sulla vicenda che riguarda il direttore di “Le Scienze” un periodico del gruppo De Benedetti. Qui

Il Clima? Uno Scambio di Amorosi Sensi | Climate Monitor

L’editoriale del prof Bellone pone dei dubbi sulla teoria dell'agw.
A questo ha fatto seguito una severa critica da parte di un folto e autorevole gruppo di scienziati tra i quali ci sono molti redattori di Climalteranti di cui troverete i link

Ma c'è stata anche una lettera di aprezzamento nei confronti del prof Bellone, molto bella e ricca di spunti tecnici che trovate qui:

http://www.climatemonitor.it/wp-cont...or-Bellone.pdf



"C'è chi nasconde i fatti perchè altrimenti poi la gente capisce tutto
C'è chi nasconde i fatti perchè se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace
C'è chi nasconde i fatti perchè altrimenti non lo invitano più in certi salotti
C'è chi nasconde i fatti perchè quelli che li raccontano se la passano male
C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso perchè ha paura di dover cambiare opinione
...Sapere di non sapere . O magari sapere che quel poco che si sa è falso, o manipolato, o parziale, o superfluo, o fuorviante, o narcotizzante. E questa consapevolezza può venire soltanto dal confronto costante di diverse informazioni, di diversi canali di approvvigionamento, dei diversi punti di vista degli informatori. E' un problema di quantità ma anche di qualità. Di abbondanza ma anche di pluralismo. "

Marco Travaglio

Nell'ottica descritta da Travaglio, la lettera di critica al Prof Bellone presenta per me dei punti di criticità che ho riassunto qui

Chi osa criticare l'AGW...

e sui cui vi invito a discutere, in quetso forum
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Vecchio 08-03-2010, 10:08
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Originariamente inviata da Claudio Costa Visualizza il messaggio
L’editoriale del prof Bellone pone dei dubbi sulla teoria dell'agw.
A questo ha fatto seguito una severa critica da parte di un folto e autorevole gruppo di scienziati tra i quali ci sono molti redattori di Climalteranti di cui troverete i link
Per onestà intellettuale bisognava postare anche il link della lettera degli scienziati, che riporto in toto da qui e che condivido in pieno:

Climalteranti - Diritto di dissentire, o di insinuare e offendere?

Diritto di dissentire, o di insinuare e offendere?
Su “Le Scienze” Enrico Bellone paragona le preoccupazioni per il riscaldamento globale alle “paure sollevate dagli untori o dalle donne possedute dal demonio”, e porta a supporto delle sue tesi tre “verità” prese da un sito internet. Gli rispondono 49 studiosi italiani, in una lettera in seguito riportata. La replica di Bellone è debole e confonde la libertà di opinione con la propaganda di insinuazioni offensive e senza fondamento.

La pubblicazione, nel numero di febbraio 2010 de “Le Scienze”, di un articolo sul tema del cambiamenti climatici disinformato e pieno di palesi errori, facilmente documentabili come illustrato di seguito, costituisce un motivo di preoccupazione per quanti sperano in un dibattito sereno e di alto livello su questa grande questione.
Pur se firmato dal Prof. Enrico Bellone, di cui non possiamo non riconoscere l’importante attività di divulgazione scientifica svolta in passato, l’articolo contiene toni inaccettabili e ignora completamente il lavoro rigoroso e appassionato di migliaia di studiosi in tutto il mondo – e centinaia anche qui in Italia - documentato da innumerevoli pubblicazioni scientifiche sulle più prestigiose riviste internazionali sottoposte all’attento vaglio della comunità scientifica.
Nel merito, le tre “verità sull’anidride carbonica” proposte dal prof. Bellone sono argomenti inconsistenti, e rispondono ai ricorrenti miti e alle leggende metropolitane continuamente proposte, come una catena di S.Antonio, su riviste generaliste e siti internet di nessuna credibilità scientifica.
Infatti:
1) Secondo Bellone “la CO2 è uno dei costituenti fondamentali della vita, perché consente quei processi di fotosintesi che fanno crescere i vegetali”. Dal punto di vista biologico, la cosa è ovvia già agli studenti delle scuole medie. Dal punto di vista climatologico, invece, l’attuale variazione di concentrazione atmosferica in un arco di tempo così breve non è mai stata osservata negli ultimi 800.000 anni, ossia ben prima della comparsa di Homo sapiens. Oltre alle eventuali variazioni dell’irradianza solare, l’incremento del 38 % registrato negli ultimi 250 anni è in grado di alterare il bilancio energetico del pianeta, come spiegato da una teoria pubblicata più di 100 anni or sono.
2) Secondo Bellone, “durante il Medioevo si realizzarono temperature superiori a quelle odierne, ma le percentuali di CO2 erano assai inferiori alle nostre”; questa affermazione non trova fondamento nella letteratura scientifica, che invece ha mostrato, mediante l’analisi di molteplici indicatori climatici indiretti (proxy), come la cosiddetta anomalia climatica medioevale sia stata un fenomeno limitato ed eterogeneo dal punto di vista geografico, e le attuali temperature a scala globale e nord emisferica, pur tenendo conto delle incertezze di queste analisi, siano le più alte almeno degli ultimi 1500 anni (vedi qui e qui).
3) Il fatto che “la crescita [della temperatura] non è stata lineare…” è ampiamente spiegato nella letteratura scientifica, e anche in molti libri a carattere divulgativo. La crescita della temperatura non è stata, e non sarà, lineare, sia per le notevoli fluttuazioni interannuali causate dalla variabilità naturale che per la presenza di altre sostanze interagenti con il sistema climatico (ad esempio le emissioni di particolato atmosferico che hanno “nascosto” la crescita delle temperature nel dopoguerra), con meccanismi di retroazione che svolgono un ruolo sì complesso, ma comprensibile nei suoi tratti fondamentali non solo agli esperti del settore, ma a chiunque abbia l’umiltà di studiare la fisica e la termodinamica del sistema climatico.
L’infondatezza delle tesi di Bellone è spiegabile con la debolezza della fonte su cui si basano, ossia un articolo pubblicato sul quotidiano “Avvenire” del 13 dicembre 2009, ripreso dal sito internet “Svipop”. Questo sito, incredibilmente scambiato da Bellone per un “buon canale europeo di informazione”, è conosciuto per ospitare le più strampalate teorie negazioniste sui cambiamenti climatici, spesso accomunate solo da una paranoia antiambientalista.

Negli ultimi mesi molti sono stati gli attacchi alla ricerca sul cambiamento climatico e alle persone che se ne occupano. Questi attacchi non si sono basati su critiche dei dati e delle teorie, sempre legittime, ma su attacchi personali ai ricercatori e alle organizzazioni impegnate nella scienza del clima, con l’accusa di aver ordito una cospirazione per lucrare sul concetto di riscaldamento globale causato dall’uomo. Le accuse si sono rivelate inconsistenti ma hanno avuto successo nel disorientare l’opinione pubblica, non solo nel campo del cambiamento climatico, ma mettendo in dubbio l’integrità degli scienziati e delle organizzazioni scientifiche in tutti i campi.
La letteratura scientifica internazionale, al di là del lavoro di sintesi che fa l’IPCC, è pressoché unanime nel ritenere che l’evidenza sperimentale per il cambiamento climatico in atto sia ampia e incontrovertibile e che non ci siano elementi di nessun tipo che possano giustificare l’abbandono dell’interpretazione che lo vuole causato, negli ultimi decenni, principalmente dall’attività umana e, in particolare, dall’uso dei combustibili fossili.
Prepararsi al cambiamento, decarbonizzare l’economia mondiale per limitare i danni e limitare la nostra dipendenza dai combustibili fossili, rappresenta oggi una delle più grandi sfide che la società attuale si trova ad affrontare. Negare ideologicamente i rischi legati ai cambiamenti climatici e non riconoscerne le opportunità che da esso scaturiscono significa fare un pessimo servizio alla nostra società e alle generazioni future.

Questo testo è stato pubblicato su Le Scienze del marzo 2010, e firmato da 49 studiosi italiani dei cambiamenti climatici.
Fabrizio Antonioli (ENEA, Roma), Vincenzo Artale (ENEA, Roma), Carlo Barbante (Università Ca’Foscari Venezia), Ugo Bardi (Università di Firenze) , Guido Barone (Università di Napoli), Francesco Bignami (ISAC-CNR, Roma), Marco Bindi (Università di Firenze), Michele Brunetti (CNR, Bologna) , Carlo Cacciamani (ARPA Emilia Romagna), Stefano Caserini (Politecnico di Milano), Claudio Cassardo (Università di Torino), Sergio Castellari (CMCC, INGV, Bologna), Orietta Cazzuli (Arpa Lombardia, Milano), Luca Chiari (Università di Trento), Susanna Corti (ISAC-CNR, Bologna), Giulio De Leo (Università di Parma, Stanford University), Claudio Della Volpe (Università di Trento), Guido Di Donfrancesco (ENEA, Roma), Federico Fierli (ISAC-CNR, Bologna), Massimo Frezzotti (ENEA, Roma), Sandro Fuzzi (ISAC-CNR, Bologna), Paolo Gabrielli (The Ohio State University), Marino Gatto (Politecnico di Milano), Domenico Gaudioso (ISPRA, Roma), Mario Grosso (Politecnico di Milano), Silvio Gualdi (CMCC, INGV, Bologna), Piero Lionello (Università del Salento, Lecce), Valerio Lucarini (Università di Bologna, Università di Reading), Valter Maggi (Università Milano-Bicocca), Elisa Manzini (CMCC, INGV, Bologna), Vittorio Marletto (ARPA Emilia Romagna), Simona Masina (CMCC, INGV, Bologna), Maria Luisa Moriconi (ISAC-CNR, Roma), Elisabetta Mutto Accordi (Climalteranti.it), Teresa Nanni (ISAC-CNR, Bologna), Antonello Pasini (CNR, Roma), Daniele Pernigotti (Università Ca’ Foscari, Venezia), Antonello Provenzale (ISAC-CNR, Torino), Maurizio Ribera d’Alcala’ (Stazione Zoologica Anton Dohrn, Napoli), Volfango Rupolo (ENEA, Roma), Paolo Ruti (ENEA, Roma), Maurizio Sciortino (ENEA, Roma), Barbara Stenni (Università di Trieste), Orazio Sturniolo (ISAC-CNR, Bologna), Stefano Tibaldi (Università di Bologna), Francesco N. Tubiello (JRC, Ispra), Marcello Vichi (CMCC, INGV, Bologna), Marina Vitullo (ISPRA, Roma), Antonio Zecca (Università di Trento).
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Vecchio 08-03-2010, 10:15
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Originariamente inviata da Claudio Costa Visualizza il messaggio

"C'è chi nasconde i fatti perchè altrimenti poi la gente capisce tutto
C'è chi nasconde i fatti perchè se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace
C'è chi nasconde i fatti perchè altrimenti non lo invitano più in certi salotti
C'è chi nasconde i fatti perchè quelli che li raccontano se la passano male
C'è chi nasconde i fatti anche a se stesso perchè ha paura di dover cambiare opinione
...Sapere di non sapere . O magari sapere che quel poco che si sa è falso, o manipolato, o parziale, o superfluo, o fuorviante, o narcotizzante. E questa consapevolezza può venire soltanto dal confronto costante di diverse informazioni, di diversi canali di approvvigionamento, dei diversi punti di vista degli informatori. E' un problema di quantità ma anche di qualità. Di abbondanza ma anche di pluralismo. "

Marco Travaglio
Trovo abbastanza patetico stralciare delle frasi di Marco Travaglio per adattarle ad un contesto di critica alla Teoria del Riscaldamento Globale, facendolo passare per un "campione" ideologico dei negazionisti.
Chiunque sia minimamente informato, sa benissimo che quelle frasi sono in realtà un'accusa politica e si riferiscono alla manipolazione dell'informazione attuata dalla stampa mediatica controllata dall'attuale capo del Governo, Berlusconi.
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Vecchio 08-03-2010, 13:36
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Originariamente inviata da Davide Visualizza il messaggio
Trovo abbastanza patetico stralciare delle frasi di Marco Travaglio per adattarle ad un contesto di critica alla Teoria del Riscaldamento Globale, facendolo passare per un "campione" ideologico dei negazionisti.
Chiunque sia minimamente informato, sa benissimo che quelle frasi sono in realtà un'accusa politica e si riferiscono alla manipolazione dell'informazione attuata dalla stampa mediatica controllata dall'attuale capo del Governo, Berlusconi.
no riguarda tutto il giornalismo! Infatti Travaglio cita anche le omissioni del PD vedi vicenda de Luca.
Patetico è non accorgersi che la frase è un invito a all'equità nell'informazione, cosa che non avviene nel dibattito sul clima.

Per la cronaca i link alla lettera che io ho criticato e che tu hai postato, ci sono sia sul link di climatemonitor sia in quello su wpsmeteo
sono due le possibilità:
- o non lo hai letto
- o non te e sei accorto.
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Vecchio 08-03-2010, 15:49
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Originariamente inviata da Claudio Costa Visualizza il messaggio
no riguarda tutto il giornalismo! Infatti Travaglio cita anche le omissioni del PD vedi vicenda de Luca.
Patetico è non accorgersi che la frase è un invito a all'equità nell'informazione, cosa che non avviene nel dibattito sul clima.
Bravo, allora cita anche Gesù Cristo e Papa Giovanni dicendo che bisogna rasserenare gli animi.
Continua così e vedrai le querele che ti arriveranno.
Non puoi strumentalizzare le frasi di qualcuno inserendole in un contesto totalmente avulso dal discorso in cui erano. E' mistificazione. Dal post che hai fatto sembra che Travaglio sia un negazionista, è questo non è vero.


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Originariamente inviata da Claudio Costa Visualizza il messaggio
Per la cronaca i link alla lettera che io ho criticato e che tu hai postato, ci sono sia sul link di climatemonitor sia in quello su wpsmeteo
sono due le possibilità:
- o non lo hai letto
- o non te e sei accorto.
Infatti! I link sono in due altri forum!
Un comportamento corretto presuppone che quei link vengano inseriti anche nel forum dove si inizia l'argomento di discussione. Ma d'altronde hai già dimostrato più volte che la correttezza non è il tuo forte.
Mettendo solo i link attivi dei commenti che appoggiano le tue idee balzane, fai solo disinformazione.
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