Da un mese ho cambiato casa e risiedo in zona Ripamonti a Milano, in un edificio che confina con un'azienda che produce molle in acciaio, denominata Mollificio Milanese. Il mio appartamento è sito al primo piano e la mia terrazza confina direttamente con i muri della ditta. Dalle finestre che affacciano sulle terrazza, due o tre volte la settimana, proviene una puzza molto forte di prodotti chimici e olii bruciati, che suppongo si debbano ai procedimenti di raffreddamento dell'acciaio. Dopo essermi arrampicata su una scala per guardare oltre il muro e verificare la fonte di tale odore ripugnante, ho scoperto che queste esalazioni provengono da un grosso tubo di scarico posto sul tetto catramato della ditta a meno di 10 metri di altezza e 20 metri di distanza dalle mie finestre, da cui fuoriesce un denso fumo grigio che sfoga sulla mia terrazza. Dopo essermi documentata, sono venuta a sapere che tali esalazioni possono essere nocive oltre che fastidiose. Ho anche dato un'occhiata al sito di tale azienda,
MOLLIFICIO MILANESE SRL e nella pagina riservata ai marchi di qualità, ho trovato un certificato CISQ scaduto da 5 anni. Ora, io mi chiedo se gli impianti di questa azienda siano a norma di legge e se è normale che in una zona anche residenziale possano esistere aziende che sfogano fumi pericolosi in faccia agli abitanti della zona. Oltre al danno di non potere utilizzare la terrazza, sono preoccupata per la salute mia e di mio figlio. Ovviamente, anche gli altri condomini sono d'accordo con me sul fatto che si debba fare qualche cosa per risolvere il problema.
Ho provato a parlare con il titolare dell'azienda, il quale, ovviamente, mi ha detto che nei loro processi di lavorazione non c'è assolutamente nulla di pericoloso, e che sono in regola con tutti i permessi e gli impianti. Glio ho chiesto di vedere la documentazione, ma per il momento non mi ha ancora fornitoalcuna prova che ciò che dice sia vero. Ho anche chiamato più volte la Polizia Locale per chiedere di fare un sopralluogo e ho scritto una mail all'Arpa per esporre il problema, ma anche da questi ultimi soggetti non ho ancora ottenuto risposta. Che fare?