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Inquinamento da attività produttive


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  #11 (permalink)  
Vecchio 09-11-2011, 16:01
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Sarò ben felice di collaborare in maniera proficua.
Non vorrei sembrare colui che nega le evidenze, ovviamente, e ciascun caso va valutato oggettivamente, dati alla mano. Quando dico che, a mia sensazione, il 99% delle fonderie opera in piena legalità ambientale, tralascio forse di prendere in considerazione le piccole realtà artigianali, dove spesso e volentieri, in effetti, le regole sono più aleatorie, la vigilanza più difficoltosa, la sensibilità stessa del fonditore è meno marcata.
Ma le fonderie di una certa dimensione, che rientrano in direttiva IPPC (quindi soggette ad autorizzazione integrata ambientale), che il più delle volte adottano un sistema di gestione tipo ISO14001 o EMAS, se non per sensibilità al tema ambientale almeno per la consapevolezza di non potersi permettere fermi produttivi dovuti all'ARPA o al NOE che sigilla un impianto non a norma, è ben difficile che corrano rischi e mettano consapevolmente a rischio la salute pubblica.
La stessa associazione di categoria (-- Assofond -- associazione fonderie) ha un comitato tecnico ambiente/sicurezza attivissimo, ed il tema del rispetto ambientale è sempre vivo e oggetto di studio.
Rimane il fatto che gli impatti ambientali di una fonderia sono tangibili, e faccio un esempio pratico: una fonderia di ghisa di media grandezza (diciamo 150 tonnellate/giorno) raggiunge senza fatica, dalla somma delle portate dei suoi impianti di abbattimento delle emissioni in atmosfera, una portata complessiva di 500.000Nm³/ora. Posta una concentrazione di inquinanti massima autorizzata di 10mg/Nm³ (valore abbastanza tipico, riconosciuto dalla legge come coerente con le best available techniques), fa la bellezza di 5Kg/ora, ovvero 120Kg/giorno, di inquinanti immessi -legittimamente- in atmosfera dallo stabilimento nel suo complesso. Facile immaginare che l'insalata di chi coltiva un orto nei pressi della fonderia sarà alquanto impolverata... Ora la domanda è: quanto questo impatto ambientale è fastidioso ed incute timore? Molto, è comprensibile. Quanto è effettivamente pericoloso? Ben poco, stando a quanto dice la legge (che si basa a sua volta sulle direttive di comitati tecnici e scientifici internazionali in genere super-partes, ed estremamente rigorosi), sicuramente non più di quanto lo sia abitare in una via trafficata, convivere con un fumatore, pulire tutti i giorni il bagno col Viakal, o fare l'imbianchino di mestiere. Gli inquinanti prodotti da ciascun processo sono noti, il loro effetto sull'organismo anche, le concentrazioni ammissibili in funzione del tempo di esposizione (infinito, nel caso di chi abita accanto ad una fonderia) idem. Se quelle concentrazioni sono sotto soglia, il pericolo non c'è. Anche se si avverte cattivo odore, anche se si trova polvere nera sul davanzale della finestra ogni mattina.
Queste sono in genere le conclusioni a cui arrivano gli organismi di controllo quando intervengono su esposto. Poi, magari, durante i controlli trovano qualcos'altro che non va (un fusto non etichettato, un ricambio aria di un WC che sbuca orizzontale anzichè verticale, un filtro di modello diverso da quello autorizzato, magari migliorativo, ma comunque diverso), ed il fascicolo finisce comunque in Procura. Che il più delle volte però archivia.

Con tutto ciò, non intendo sostenere l'inutilità di approfondire, di segnalare o di denunciare quando un'attività produttiva ha impatti ambientali sospetti e preoccupanti; tutt'altro. Suggerisco solo prudenza ed obiettività... anche perché, in mezzo ad una grande maggioranza di professionisti seri (e mi pare che in questo forum ve ne siano molti), c'è anche il rischio di trovare qualche avvocato o consulente ambientale con pochi scrupoli, che ben volentieri alimenta lucrose (per lui) battaglie contro i mulini a vento.

Per concludere con un contributo concreto che spero possa essere utile a molti, suggerisco a chi ha voglia di cimentarsi di visitare questo link dell'European Integrated Pollution Prevention and Control Bureau:

The European IPPC Bureau

relativo ai documenti prodotti dai comitati tecnico-scientifici dell'Unione Europea per ciascun settore produttivo. Una volta individuato il settore produttivo dell'azienda che interessa, è possibile capirne i processi tipici e gli impatti ambientali ad essi associati. Molto utile nel caso in cui si vogliano commissionare in proprio analisi e rilievi ambientali (ad esempio se si ha il sospetto che la fonderia vicino a casa attenti alla nostra salute), perché consente di concentrarsi sugli inquinanti effettivamente presenti e potenzialmente fuori limite di sicurezza, facilitando il compito al laboratorio che esegue i controlli e riducendo i costi.

Spero di aver dato un input utile!
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  #12 (permalink)  
Vecchio 10-11-2011, 10:42
L'avatar di Davide
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Hai fatto delle ottime precisazioni in un intervento molto equilibrato ed obbiettivo.
In effetti l’evoluzione che hanno avuto le fonderie nell’ambito della sicurezza e della protezione ambientale è stata enorme, nel senso che fino a pochi anni fa la situazione era veramente disastrosa; e te lo dico io che avevo 2 zii operai in fonderia, dei quali uno è morto nello stabilimento, mentre l’altro si è fatto 6 mesi di ospedale in un altro incidente di lavoro. La stessa fonderia di cui parlo, ubicata a meno di un chilometro da casa mia, è stata poi chiusa e successivamente si è scoperto che negli anni ha inquinato l’area in modo impressionante (tra l’altro si devono ancora fare le dovute bonifiche). Gli ex-titolari sono sotto processo.

Logicamente nelle moderne fonderie c’è un approccio diverso e più attento alle varie problematiche, anche se ancora si riscontrano diversi problemi e si scontano gli enormi danni pregressi dovuti ad anni di mala gestione.
In quanto responsabile ambientale, sei ben al corrente di tutto ciò, comunque mi sento di darti un consiglio: punta molto sulla formazione e sulla responsabilizzazione degli operai e dei tecnici. Molto spesso gli eventi straordinari che portano all’inquinamento ambientale (indoor oppure outdoor) sfuggono ai responsabili ambientali, a meno che non siano veramente macroscopici. Tralasciando le vere e proprie attività criminali che la magistratura ha individuato nel corso degli anni, mi soffermo su un aspetto molto più pratico e banale: solitamente il personale tende a nascondere eventi inquinanti perché teme per il proprio posto di lavoro o per la perdita dei premi produttivi; in questo senso si possono trovare delle situazioni eclatanti con ricadute anche sulla salute degli stessi operai, tutte situazioni che vengono tenute a tacere per motivi di natura prettamente economica. Tralascio di riportare alcune storie che ho sentito, perché sennò il discorso si fa troppo lungo, comunque quel che voglio sottolineare è che spesso la popolazione che si trova nelle vicinanze delle fonderie (o di altre realtà produttive) si trova alle prese con avvenimenti che sfuggono all’attenzione dei responsabili ambientali, a situazioni che non vengono riportate nei registri e ad eventi che possono portare all’individuazione di fenomeni di inquinamento solo perché c’è l’intervento diretto della popolazione tramite le varie forme di protesta.
Quindi, mi raccomando, lavora a braccetto con il responsabile alla sicurezza, tieni gli occhi ben aperti raccogliendo tutti gli imput e lavora molto di formazione.
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  #13 (permalink)  
Vecchio 10-11-2011, 11:21
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Grazie per i consigli, che condivido pienamente; sono sempre stato dell'idea che la gestione ambientale si faccia poco in ufficio e molto sul campo, girando continuamente per reparti, piazzali, magazzini, prendendo il caffè con gli operai e andando a trovare il vicinato... Non hai idea di quante informazioni utili, ad esempio, traggo ogni giorno chiacchierando con il personale delle imprese che ci effettuano le pulizie civili e tecnologiche, con i manutentori, o con gli autisti.
Fortunatamente, a poco a poco la mentalità (che comunque nasce storicamente proprio come dici tu, ovvero "zitto e nascondi tutto prima che arrivi qualcuno") sta cambiando, almeno per quanto riguarda la mia realtà, che negli ultimi 15 anni ho visto mutare considerevolmente. Fondamentale è la formazione di chi lavora, certo, ma anche instillare la consapevolezza che in genere, rivolgendosi al gestore ambientale in caso di "pasticcio", si trova perlopiù un appoggio e non un nemico, la cosa si risolve più rapidamente e con meno mal di pancia...
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  #14 (permalink)  
Vecchio 11-07-2016, 11:40
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Buongiorno, potreste linkarmi la normativa che obbliga le fonderie a stare a 15 km dal centro abitato???
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  #15 (permalink)  
Vecchio 12-07-2016, 13:48
L'avatar di Davide
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Registrato dal: Apr 2009
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Se effettivamente le fonderie fossero obbligate a stare a 15 Km dai centri abitati allora mi sa che bisognerebbe chiuderle tutte.
Presumo che il riferimento fosse ad un'indicazione o un'ordinanza provinciale emanata in merito alla realizzazione di un nuovo impianto ad emissioni elevate: nel caso in cui le emissioni siano troppo alte o l'impatto ambientale sia troppo alto per un territorio già "provato" allora si può imporre la costruzione ad una certa distanza minima dai centri urbani o dagli impianti già esistenti.
Attualmente con deroghe varie esistono pure le fonderie che operano proprio all'interno dei centri abitati.
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