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Filtri antiparticolato per autovetture

Inquinamento Veicolare


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Vecchio 15-04-2009, 13:12
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Messaggi: 1
predefinito Filtri antiparticolato per autovetture

Salve,

Visto l’annoso problema dell’inquinamento atmosferico causato dai motori a combustione delle autovetture e dagli impianti di riscaldamento domestici vorrei sapere se esistono sul mercato, o esistono studi o progetti in merito, dei filtri antinquinamento che possano risolvere nell’immediato almeno in parte il problema.Non parlo dei filtri antiparticolato a secco montati oggi su alcune vettura di ultima generazione ma di kit in grado di ridurre le emissione inquinanti di veicoli non di recente fabbricazione e quindi non Euro 4. Per esempio, perché si utilizzano filtri a secco che vanno sostituiti spesso, non sono riciclabili e causano anche problemi di funzionamento alle autovetture mentre invece non si utilizza una sostanza come l’acqua che ha una proprietà filtrante notevole e potrebbe essere cambiata nel filtro e forse anche poi dissociata dai prodotti inquinanti?
Non vi sono studi o progetti in questa direzione?
Ho letto sul Vostro sito i sistemi di abbattimento ad umido per impianti industriali. Non esiste qualcosa di simile applicabile alle autovetture?
Nel caso sapreste qualche indirizzo di aziende a cui rivolgermi?

Ringraziandovi anticipatamente porgo distinti saluti.
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Vecchio 15-04-2009, 13:13
L'avatar di Davide
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Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 808
predefinito

ciao Guido,
per quanto riguarda i mezzi di trasporto, teoricamente dei filtri del genere sono realizzabili, ma il loro costo, la scarsa praticità e la loro influenza negativa sulle prestazioni del motore hanno fatto sì che venissero soppiantati dai filtri attualmente in circolazione.
Devo dire che hai toccato un tasto dolente.
I filtri antiparticolato a secco installati nelle auto vengono da molti criticati perché sembra che presentino dei grossi limiti di utilizzo e di performance. Raramente raggiungono nei centri abitati la temperatura più idonea al loro utilizzo e la loro stessa utilità è abbastanza controversa. Di per sé, non fanno altro che raccogliere il particolato prodotto dal motore, per poi bruciarlo in un momento successivo, dopo averne accumulato una quantità critica, in una sorta di post-combustione. Ma questa combustione non è completa, anzi… si liberano nell’aria delle polveri fini con dimensioni notevolmente inferiori al comune PM10, che è quello che viene monitorato per legge. Purtroppo queste polveri sono ancora più tossiche del PM10 in quanto sono in grado di penetrare all’interno dell’albero respiratorio con molta più facilità. Quindi, anche se per legge le emissioni risultano minori, per quanto riguarda la salute non ci troviamo proprio in una botte di ferro.
Personalmente, non ho mai visto dei diagrammi con la granulometria quantitativa del particolato emesso da vetture prima e dopo l’installazione di questi filtri, simulando in laboratorio un percorso urbano con dei cicli di funzionamento simili a quelli reali, in un percorso fittizio di almeno 2mila chilometri. Quindi, pur presupponendo un effettivo abbattimento nelle emissioni del particolato, non saprei ben quantificarlo o valutarlo più o meno positivamente sulla base delle possibili ricadute sulla salute pubblica.
Per dovere di cronaca ti ho riportato le critiche.
Da questo punto di vista, se le critiche sono valide, l’utilizzo di un tipo di filtri antiparticolato di nuova concezione sarebbe auspicabile, ma difficilmente applicabile per i motivi già accennati.
Comunque, affrontando il problema alla radice, si può ovviare al problema della produzione del particolato cambiando il tipo di carburante e quindi passando a qualcosa di più pulito, come il GPL o il metano, questo almeno finchè non prenderanno piede definitivamente i motori elettrici o ad idrogeno.
Ti saluto
Davide Compagnin
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