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La raccolta di queste notizie è realizzata con il solo scopo di informare e formare le persone interessate al problema dell’inquinamento dell’aria. Per questo motivo, la sezione rappresenta una grossa miniera di informazioni per lo svolgimento di ricerche o di approfondimenti sul tema. Per ogni notizia è indicata la fonte e la data di riferimento, per cui è possibile risalire senza problemi al redattore originale. Nel caso in cui il legittimo possessore dei diritti di pubblicazione di uno o più articoli riportati non condividesse lo spirito di questa sezione, può chiedere ai gestori del sito l’immediata rimozione delle notizie a sè riconducibili. N.B. Per facilitare il reperimento degli articoli, consiglio di utilizzare l'apposito thread: "Elenco delle notizie raccolte inerenti l’inquinamento dell’aria". Ultima modifica di News; 02-05-2009 a 15:04 |
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tratto da www.infonodo.org | Portale di comunicazione e informazione territoriale del 15-10-2004
I medici: troppe morti per lo smog L’allarme dell’Istituto tumori. L’Arpa: a Milano le auto responsabili al 70% dell’inquinamento L’epidemiologo Paolo Crosignani dell’Istituto dei Tumori conferma il responso del satellite: «Milano è la città più inquinata d’Italia.» Con quali effetti sulla salute? «Se Milano, dagli attuali 60 microgrammi per metro cubo di polveri sottili Pm 10, passasse a 30 microgrammi, che è la media delle città dell’Unione Europea, ci sarebbero 1228 morti in meno all’anno causate da un effetto di lungo periodo, cioè dall’aver respirato quest’aria per 15-20 anni. E ogni anno ci sarebbero 300-400 morti in meno per gli effetti immediati dell’inquinamento, e 250 decessi in meno per tumore polmonare. Insomma, se non ci fosse questo smog, ciascun milanese vivrebbe 1 anno e mezzo in più. E inoltre si risparmierebbero 440 ricoveri all’anno per problemi respiratori e 710 ricoveri per problemi cardiaci.» I bambini come stanno messi, in questa Milano? «Male. Ormai c’è la prova che i loro polmoni si sviluppano meno del dovuto, il che li predispone a bronchiti. Ogni anno ci sono 6100 nuovi episodi di bronchite nei bambini, e 5537 nuovi episodi di asma. E gli adulti sono malaticci: ogni anno si perdono a Milano 675.957 ore di lavoro. L’ultima notizia è che lo smog ritarda la guarigione dall’influenza: invece di 4-5 giorni, si passa a 10 giorni.» Come si divide la colpa, tra le fonti d’inquinamento? «I maggiori colpevoli sono due: il traffico per il 70 per cento, il riscaldamento per il 12 per cento.» Traffico: si sta facendo o progettando qualcosa di giusto? «No. Sono tutti palliativi. E il blocco delle auto non catalizzate serve a poco, peché dopo 80 mila chilometri la marmitta è da buttare, e metterne una nuova costa circa 1000 euro. Gli automezzi diesel? Sono tutt’altro che puliti. Emettono polveri finissime, particolarmente dannose per le vie respiratorie. E solo la Peugeot sta pensando a una "trappola" per bloccarle.» E allora, come ci salviamo? «Cambiando il modo di usare la città. Lo stanno facendo a Brescia, che si pone come modello del possibile. Come? Con vere reti di piste ciclabili che confluiscono e rendono possibile girare la città, con linee di mezzi pubblici ad alta mobilità, con carreggiate davvero riservate, con il centro città completamente chiuso.» Il futuro può essere l’auto ecologica? «Soltanto per la salute dei polmoni, ma non per la qualità della vita e la facilità degli spostamenti di lavoro. Anche le auto a idrogeno s’imbottiglierebbero per ore.» Mezzi pubblici il più possibile, quindi? «Sì, tram e metropolitana. Con il biglietto a 20 centesimi. Bisogna arrivare al concetto intelligente di "fiscalità generale": la collettività spende di più per i trasporti, ma risparmia in spese di sanità.» Quali sono le peggiori stupidaggini fatte o da fare? «Una è il progetto di parcheggi a rotazione per la darsena di Porta Ticinese. Per far guadagnare i negozi, si attirerà traffico. L’altra è la costruzione, alla Bicocca, di palazzoni a vetrate. Divoreranno energia per la climatizzazione, e lo smog aumenterà.» Antonella Cremonese |
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Fonte: Adnkronos Salute
L'allarme dei pneumologi Salute: Smog Uccide 12 Mila Italiani Ogni Anno Milano, 7 ott. - Lo smog uccide almeno 12 mila italiani ogni anno, di cui 1.500 tra Milano, Roma e Torino. Vite che si potrebbero salvare riducendo l'inquinamento da polveri sottili (Pm10 e particelle ultrafini) di soli 5 microgrammi per metro cubo d'aria. A lanciare l'allarme traffico 'killer' sono gli esperti dell'Unione italiana per la pneumologia (Uip), riuniti fino a sabato alla Fiera di Milano per il V Congresso nazionale della societa'. ''Troppe auto nelle nostre citta' e troppi stili di vita errati, come l'abitudine al fumo, fanno delle malattie respiratorie l'epidemia del Terzo millennio'', denunciano gli specialisti. Bastino alcuni dati: 10 milioni di italiani soffrono di malattie polmonari, con 40 mila morti l'anno, cui vanno aggiunti 30 mila decessi l'anno per cancro del polmone; l'asma affligge 3 milioni di connazionali, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) causa 50-60 morti al giorno e 65 mila cittadini hanno bisogno della bombola di ossigeno per respirare. ''Un quadro grave, ma sottostimato''. L'inquinamento da polveri sottili e' responsabile di circa 100 mila morti l'anno e di 725 mila anni di vita persi nella sola Europa, hanno spiegato i medici. ''In Italia almeno 12 mila vittime ogni anno'', hanno calcolato, estrapolando il dato da uno studio condotto su 32 milioni di abitanti in 26 citta' europee tra cui Milano, Roma e Torino. ''L'indagine Apheis (Air pollution and health: a european information system) - ha commentato il professor Giuseppe Girbino, presidente della Societa' italiana di medicina respiratoria (Simer) che organizza l'edizione 2004 del convegno dell'Uip - ha dimostrato che basta un minimo sforzo, vale a dire ridurre i livelli di Pm10 nell'aria di soli 5 microgrammi a metro cubo, per risparmiare un totale di 5 mila vita l'anno, 1.500 tra Milano, Roma e Torino''. ''Ad allarmare non sono solo le polveri sottili - ha pero' aggiunto Girbino - Nell'aria esiste infatti un 'cocktail' di inquinanti i cui effetti sul nostro organismo non si sommano, ma si moltilplicano''. Con il risultato che ''entro il 2015 - ha riferito il professor Vincenzo Fogliani, presidente dell'Uip - per colpa di smog e fumo la Bpco aumentera' del 50% negli uomini e del 130% nelle donne, passando nel 2020 dal quarto al primo posto nella classifica mondiale delle principali cause di morte. Si pensi infatti che, mentre dal 1966 al 1996 i decessi per malattie cardiache nel pianeta sono diminuiti del 45% e quelli per malattie cerebrovascolari del 58%, le morti per Bpco hanno segnato un +71%: in Italia se ne stimano 30 mila all'anno, ma sappiamo bene che e' un dato ampiamente sottostimato''. Ma non e' tutto. Sono destinati ad aumentare anche i numeri del tumore al polmone. ''Nel mondo e' la prima causa di morte per cancro - ha ricordato Annamaria Moretti, presidente dell'Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) - In Europa e' responsabile del 29% dei decessi per tumore, e in Italia del 35% delle morti oncologiche tra gli uomini e del 19% tra le donne, sempre piu' vulnerabili dato l'aumento delle fumatrici''. Ma se il legame tra malattia e sigaretta e' ormai provato, ''quello con lo smog e' piu' che un sospetto, se si considera che il 58% dei nuovi casi di carcinoma polmonare riguarda i Paesi industrializzati''. Insomma, ha osservato il professor Mario De Palma, presidente della Federazione italiana contro le malattie polmonari e sociali e la tubercolosi (Fimpst), ''e' necessario lanciare un appello a istituzioni e opinione pubblica'' perche' promuovano campagne rivolte soprattutto ai giovani. ''Vanno educati fin dalla scuola elementare'', e' l'opinione degli esperti. Specialmente sugli effetti del fumo, un vizio che oggi riguarda 14 milioni di italiani e ne uccide 80 mila l'anno. (Opa/Adnkronos Salute) |
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Fonte: ANSA
(ANSA) - ROMA, 16 OTT - Da oggi via libera il bonus che manda in pensione le vecchie auto inquinanti. E' stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale oggi in edicola, il piano degli eco-incentivi del Ministero dell'Ambiente da 90 milioni di euro per far cambiare marcia alla mobilita' nella pubblica amministrazione e nei servizi ad essa connessi. Oltre a Regioni ed Enti Locali, coinvolti per i servizi di pubblica utilita' i comuni di oltre 25mila abitanti, quelli delle isole minori che ospitano riserve marine e quelli che ricadono in aree protette naturali. Il bonus per la eco-rivoluzione delle flotte pubbliche e di servizi servira' a sostituire i veicoli a trazione tradizionale e a spianare la strada all'acquisto di veicoli elettrici, ibridi, a metano, a gpl e bifuel. Si tratta di una seconda tranche di incentivi. La precedente ammontava complessivamente a 57,8 milioni di euro ed è stata interamente esaurita. ''Una strategia vincente questa del rinnovo del parco circolante delle pubbliche amministrazioni e dei servizi - ha detto il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli - per combattere lo smog. Un piano che portera' a indiscussi vantaggi per l'aria delle citta'''. I veicoli interessati dal provvedimento sono biciclette a pedalata assistita; ciclomotori e motoveicoli a due, tre e quattro ruote; auto; autoveicoli per il trasporto di cose o promiscuo e macchine operatrici (compattatrici di rifiuti, macchine per la pulizia delle strade ecc). Gli incentivi, che possono raggiungere fino al 65% del prezzo del veicolo, per un importo massimo di 41.316 euro per le macchine operatrici e un minimo di 309 euro per le biciclette - spiega il ministero - saranno distribuiti per il 60% ai veicoli elettrici/ibridi e per il 40% ai veicoli a metano, Gpl, bifuel. I finanziamenti, stabilisce il decreto, vengono concessi a Regioni, Enti locali, alle loro aziende, alle societa' per azioni esercenti servizi di pubblica utilita' a carattere nazionale, ad altre persone giuridiche di diritto privato gestori di servizio pubblico sulla base di specifico contratto di servizio con sede legale o operativa nel territorio di comuni con popolazione superiore a 25 mila abitanti. Coinvolte anche le flotte auto dei comuni delle isole minori dove sono presenti aree marine protette e in quelli che ricadono nelle aree protette naturali. I contributi verranno concessi attraverso l'erogazione di somme in conto capitale. (ANSA). GU 16/10/2004 15:17 |
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tratto da: Portale di salute e di medicina, Italiasalute.it per il tuo benessere - 19/10/2004
La casa, ed in particolare la cucina, come è noto, sono i luoghi più pericolosi, ma di solito si fa riferimento a traumi e non a malattie causate dall'inquinamento domestico. Circa 1,6 milioni di persone, soprattutto bambini, muoiono ogni anno a causa dei cosiddetti ''killer della cucina'', malattie causate dalla inalazione di fumi e vapori di cottura provenienti dai fuochi e dagli altri apparecchi presenti nelle cucine. A denunciarlo è l'Organizzazione Mondiale della Sanità congiuntamente al Development Program delle Nazioni Unite. Mentre i milioni di morti causati dalle malattie infettive fanno notizia sui mass-media, l'inquinamento domestico è un assassino silenzioso, e si tratta di un argomento di cui poco si parla. Quasi la metà delle cucine del mondo utilizzano combustibili come legna, residui agricoli e carbone, che emanano un cocktail di sostanze tossiche che raddoppia le malattie respiratorie quali la bronchite e la polmonite. Tra le persone più a rischio ci sono le donne ed i bambini che vivono nelle zone rurali dei paesi in via di sviluppo, che cucinano con camini o stufe alimentate a legna e che quindi sono soggetti a livelli di monossido di carbonio e di altri vapori nocivi da sette a 500 volte più alti di quelli internazionalmente considerati come limite sicuro. La quantità di fumi e vapori inalati equivale a fumare due pacchetti di sigarette al giorno: una vita persa ogni 20 secondi. I bambini sotto i 5 anni sono in particolar modo a rischio di contrarre la polmonite, con circa 900.000 morti ogni anno causati dall'inalazione dei fumi. La bronchite è il killer più pericoloso per le donne. Anche se nel lungo termine la soluzione è quella di sostituire i combustibili solidi, sono altre le misure poco costose e più rapide che i paesi in via di sviluppo e le comunità rurali potrebbero prendere nel frattempo. Mantenere i bambini fuori dalle zone dove si sviluppano i fumi, usare legna secca e coperchi sulle pentole per ridurre il tempo di cottura sono semplici gesti che ridurrebbero di molto il tributo in termini di vite. |
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fonte: Adnkronos
Roma, 19 ott. 2004 (Adnkronos Salute) - Un giorno a passeggio per Milano, Palermo o Trieste equivale a fumare 15 sigarette. Tra le 9 e le 11 'bionde' si respirano a Napoli, dove il benzene nell'aria ha raggiunto concentrazioni allarmanti. Seguono Firenze, Genova, Torino e Verona, dove si assorbono 7-8 sigarette. Va un po' meglio nella caotica Roma, forse per merito del ponentino che aiuta a spazzare via lo smog, e a Bari, Catania, Foggia e Livorno (5-6 bionde). Chiudono la classifica dell'inquinamento Bologna, Brescia, Parma, Taranto, Padova e Venezia con 4-5 sigarette al di'. E' la sconfortante fotografia delle citta' italiane presentata al convegno sulle nuove terapie ecologiche anti-asma, promosso oggi a Parma dall'universita' della capoluogo emiliano. I dati sono stati elaborati dal dipartimento di Medicina del lavoro dell'ospedale Civile di Sesto S.Giovanni. Per tutte le citta' tranne Milano, si basano sulle rilevazioni di concentrazione del benzene pubblicate dal ministero dell'Ambiente sul suo sito internet e relative al 2000. Sono dati da maneggiare con cautela, precisa Piermario Biava, direttore del dipartimento, ''perche' potrebbero essere falsati da una serie di parametri imprevedibili''. Rimane il fatto che le elevate concentrazioni di benzene trasformano le nostre citta' in 'camere a gas'. I livelli di quest'inquinante a Milano sono stati misurati nei vigili urbani, che hanno una concentrazione di benzene nell'urina maggiore di altre categorie di lavoratori. Secondo l'Oms, l'esposizione al benzene aumenta il rischio di leucemia. Non solo. ''Sulla base dei dati epidemiologici - spiega Biava - si stima che l'inquinamento atmosferico nelle aree urbane e' responsabile di 5-10 casi di cancro del polmone per 100.000 abitanti. Cioe', da 120 a 240 nuovi casi ogni anno in una provincia come Milano''. A casa o in ufficio non si respira aria piu' pulita. Studi dell'Ue dimostrano che tra cosmetici, detersivi, sigarette, contenitori alimentari, abiti ritirati dalla lavanderia, esalazioni di colle usate per mobili e parquet, un cittadino e' esposto ogni giorno a 300 composti chimici diversi. Sostanze irritanti per occhi e bronchi e spesso tossiche. Per ridurre l'inquinamento il ministero dell'Ambiente ha investito nel biennio 2002-2003 oltre 115 milioni di euro. Intanto, le conseguenze di questi 'veleni' sulla salute sono evidenti. Quattro milioni di italiani soffrono di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), causa di 17.862 morti nel 2000, la meta' (47%) dei decessi per malattie respiratorie. Dati sottostimati, perche' il 75% dei pazienti non riceve una diagnosi. L'Italia paga un conto salato, in media 1.307 euro l'anno per paziente, che arrivano a 7.000 euro nei casi piu' gravi. Un bimbo su 10 soffre di disturbi asmatici, ben 815.000 piccoli italiani fino a 14 anni d'eta'. Nel 2000 si sono registrati 1.063 decessi per asma. |
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Tratto da La nuova Ecologia, 20 ottobre 2004
L'aria dei paesi europei è ben più inquinata di quanto dicano gli strumenti di controllo, soprattutto a causa delle auto, le cui emissioni pericolose sono misurate in maniera inadeguata. Lo afferma l'Agenzia europea per l'ambiente (Aea) che in un report dal titolo Ten key transport and environment issues for policy-makers (Ambiente e trasporti: dieci questioni chiave per i politici) lancia l'allarme sull'impatto eccessivo dei trasporti sulle emissioni dei gas a effetto serra nell'Ue. Secondo gli esperti di Copenaghen, «test non abbastanza accurati portano a sottovalutare le emissioni pericolose delle nuove auto». A causa delle errate misurazioni, l'obiettivo stabilito dal Protocollo di Kyoto per i paesi dell'Unione europea (ridurre di un quarto i gas a effetto serra dovuti al trasporto entro il 2008) sembra compromesso. Gli effetti più devastanti dei reali livelli di emissioni, spiega l'Agenzia in un comunicato http://org.eea.eu.int/documents/news...es/TERM2004-en , si fanno sentire soprattutto nei centri urbani, dove «l'inquinamento dovuto ai trasporti causa decine di migliaia di morti premature». Nel mirino dell'Agenzia ci sono soprattutto i gas emessi dagli impianti di aria condizionata delle nuove auto, che non sono contabilizzati nelle attuali misurazioni, e i motori diesel super potenti, che aumentano sensibilmente le emissioni di sostanze dannose ad effetto serra. I volumi crescenti di trasporto stanno provocando un aumento della pressione sull'ambiente, in particolare rispetto al cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità. Gli sforzi attuali per neutralizzare queste tendenze nel migliore dei casi stanno soltanto rallentando il tasso di aumento. E se è vero che i progressi tecnologici stanno ridimensionando l'inquinamento atmosferico da trasporto su strada malgrado l'aumento dei volumi di traffico, diventa quanto mai necessario risolvere il problema dell'inquinamento atmosferico urbano. "Accertarsi che i veicoli rientrino negli standard di emissioni dovrebbe essere una priorità" ha commentato Jacqueline McGlade, direttore esecutivo di EEA. |
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Fonte: Adnkronos
20 ott. 2004 - L'aria di montagna non e' piu' salubre come un tempo. A denunciarlo un rapporto realizzato da Legambiente a seguito di una campagna di monitoraggio condotta nell'agosto del 2004 in 11 localita' turistiche dell'arco alpino con la collaborazione tecnica di Fondazione Lombardia per l'Ambiente. I campionamenti dell'aria sono stati effettuati nell'ambito della campagna itinerante ''La Carovana delle Alpi'', quest'anno giunta alla terza edizione grazie al contributo del ministero dell'Ambiente. Dal dossier, in particolare, emerge che nel corso della stagione estiva in alcune localita' affollate da turisti motorizzati, spesso si respira un'aria piu' inquinata che nella stessa citta' di Milano. A Bormio (So), per esempio, sono state rilevate concentrazioni di benzene pari a 3,2 microgrammi al metro cubo, piu' del doppio dei 1,3 di Milano. Idem per il biossido di azoto (63 microgrammi/metro cubo a Bormio, 37 a Milano). L'inquinamento da traffico inoltre e' tale da provocare danni tangibili alla flora e alle colture, soprattutto per quanto riguarda l'ozono, potente ossidante che anche in concentrazioni minime e' capace di bruciare le foglie, diminuendo la loro capacita' fotosintetica. Le soglie di sicurezza per la vegetazione fissate dall'Organizzazione Mondiale per la Sanita' in 65 microgrammi per metro cubo vengono superate in 7 stazioni di rilevamento su 11. |
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tratto da "LA Gazzetta del Mezzogiorno" del 22/10/2004
La Russia ha ratificato il Protocollo sulla limitazione delle emissioni. Con il «sì» di Mosca raggiunta la soglia minima di Paesi necessari (i responsabili di almeno il 55 per cento) alla partenza delle misure. Entusiasmo nel mondo degli ambientalisti. Diminuzione prevista, - 5% rispetto ai valori del 1990 MOSCA - La Russia ha ratificato il Protocollo di Kyoto sulla limitazione delle emissioni dei gas a effetto serra. A votare in favore dell’accordo internazionale è stata la Duma di Stato. Con la ratifica della Russia, e quindi con il raggiungimento della soglia minima di Paesi necessari (i responsabili di almeno il 55 per cento delle emissioni) può così entrare in vigore il protocollo steso nel 1997. La Duma di Stato russa ha approvato il documento con 334 voti favorevoli, 73 contrari e due astensioni. Ora dovrà passare all’esame del Consiglio della Federazione e poi essere firmato dal Presidente Putin, ma si tratta di formalità dopo la decisione annunciata dal Cremlino di aderire al protocollo. Il “via libera” è stato accolto con entusiasmo dal mondo ambientalista: «Faremo un brindisi alla Duma con la vodka stasera», ha detto Steve Sawyer, responsabile per le politiche del clima di Greenpeace; e salutando il voto come «il momento in cui l’umanità ha approntato le sue responsabilità», Sawyer ha aggiunto che la comunità internazionale adesso andare avanti per giungere a una sempre maggiore riduzione delle emissioni. Klaus Toepfer, direttore esecutuivo dell’Unep (il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) ha aggiunto che la decisione è una pietra miliare che «concentrerà gli sforzi dei governi, delle imprese e dell’industria nel raggiungere gli obiettivi di Kyoto e ottenere maggiori tagli» delle emissioni inquinanti. Il protocollo sui cambiamenti climatici obbliga i Paesi industrializzati a ridurre le emissioni del 5% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2010. Per l’applicazione, il protocollo richiede l’adesione di un minimo di 55 Paesi (121 lo hanno già ratificato) che producano il 44,2 per cento dei gas che provocano l’effetto serra e l’aumento della temperatura in tutto il pianeta. Con l’adesoine della Russia, che emette il 17,4 per cento di questi gas, è superato il tetto minimo richiesto perché il trattato entri in vigore. Il protocollo non è stato ratificato da Paesi come gli Stati Uniti e l’Australia, i cui governi sono convinti che nel lungo periodo esso pregiudica la crescita economica. |
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Tratto da “Il Resto del Carlino”
ROMA, 22 OTTOBRE 2004 - La discarica di Baricella, accanto a Bologna, e' responsabile del 22% delle emissioni europee di metano , uno dei piu' potenti gas serra. Dai camini della sola Ilva di taranto escono il 10% dell'ossido di carbonio, il 9% di piombo, il 9% di diossina, l'8% di idrocarburi policiclici aromatici che si diffondono nell'atmosfera del nostro continente: un cocktail che non e' difficile definire mortale. La fabbrica Magnesium Products of Italy di Verres (Val d'Aosta) produce in perfetta solitudine oltre un quarto (25,2%) del fluoruro di zolfo che si disperde in aria in tutta l'europa, provocando danni ai polmoni come ai monumenti piu' antichi, mentre a Porto Torres, lo stabilimento Syndial emette il 14% del totale di diossine e furani di tutta la vecchia europa a 15: il rischio di contrarre tumori indotti dalle diossine e' quindi enormemente piu' alto che altrove, in Italia, e nel resto d'Europa. E sempre per quanto riguarda il solo inquinamento atmosferico, la centrale termoelettrica di S. Filippo del Mela, in provincia di Messina e in zona di dissesto idrogeologico, da sola conta l'8,8% delle emissioni totali di nickel, un metallo dannoso quando si combina con il sangue. L'italia e' una delle cinque bombe ecologiche europee, assieme a Gran Bretagna, Francia, Danimarca e Spagna), nella lista redatta dal rapporto Eper, il registro europeo sulle emissioni inquinanti, nato da una decisione della commissione Ue nel 2000, che ha il compito di produrre un rapporto ogni tre anni sulle emissioni di 50 sostanze inquinanti sia in aria che acqua per oltre 9.000 impianti industriali di 17 paesi europei (i 15 della vecchia ue piu' la polonia e l'ungheria). "Gran parte parte della lista delle emissioni per specifici inquinanti (sia in aria che in acqua) e' dominata da 5 grandi paesi: Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania e Spagna. Ciascuno di loro e' frequentemente ai primi tre posti" per emissioni di inquinanti pericolosi. Non solo industria per industria, ma anche quel che esce, di dannoso per la salute e per l'ambiente, impianto per impianto. Secondo la lista Eper, che riguarda 9.256 impianti europei, a emettere la maggior parte dell'inquinamento in atmosfera e in acqua, l'industria siderurgica, ma dove manca, fanno la loro parte per l'inquinamento europeo anche le raffinerie, le discariche, le industrie chimiche e i grandi allevamenti industriali di polli e maiali. Cosi', per l'italia, il record piu' impressionante e' quello della discarica bolognese di Baricella che da sola emette quasi un quarto dell'inquinamento totale europeo da metano: non un inquinamento che minaccia da vicino la salute, ma soprattutto un contributo altissimo alle emissioni di gas serra italiane ed europee. Impressionante anche il contributo dell'Ilva di taranto, attiva in quasi tutti i settori dell'inquinamento atmosferico, cosi' come la presenza di tutte le maggiori bombe industriali italiane: porto torres, ma anche (nel settore delle acque) Porto Marghera e l'Enipower di Brindisi. Infatti, la lista nera dell'industria italiana fornita dall'Eper, il registro europeo delle emissioni inquinanti, non si limita all'inquinamento che esce dai camini delle industrie o che si diffonde in aria dalle decine di enormi discariche che costellano il territorio italiano. continua con quello che viene sversato in acqua, direttamente e indirettamente, e qui la fanno da padrone le discariche di rifiuti: latina, dove si produce il 10,4% del fosforo che finisce nelle acque. Poi il depuratore di Lugo (Ravenna) che sforna il 12% dell'azoto; e ancora quello di Olbia (Sassari) che scarica in acqua il 10% di fosforo e il 18% toc (total organic carbon, inquinamento organico); il centro ecologico di Ravenna da cui esce il 14% del totale di dicloretano. e via elencando le industrie: porto marghera, naturalmente, con il 25% dell'hcbd (hexaclorobutadiene, un composto organico volatile della fammiglia del benzene), lo stabilimento Enipower di Brindisi, che da solo sforna quasi il 14% degli sversamenti di zinco. |
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| effetto serra, inquinamento, notizie, riscaldamento globale, smog |
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