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notizie e articoli interessanti sull' inquinamento dell' aria II

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Vecchio 22-04-2009, 15:21
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predefinito notizie e articoli interessanti sull' inquinamento dell' aria II

In questo thread vengono riportate tutte le notizie più significative inerenti l'inquinamento atmosferico.

La raccolta di queste notizie è realizzata con il solo scopo di informare e formare le persone interessate al problema dell’inquinamento dell’aria. Per questo motivo, la sezione rappresenta una grossa miniera di informazioni per lo svolgimento di ricerche o di approfondimenti sul tema.
Per ogni notizia è indicata la fonte e la data di riferimento, per cui è possibile risalire senza problemi al redattore originale.
Nel caso in cui il legittimo possessore dei diritti di pubblicazione di uno o più articoli riportati non condividesse lo spirito di questa sezione, può chiedere ai gestori del sito l’immediata rimozione delle notizie a sè riconducibili.

N.B. Per facilitare il reperimento degli articoli, consiglio di utilizzare l'apposito thread: "Elenco delle notizie raccolte inerenti l’inquinamento dell’aria".

Ultima modifica di News; 02-05-2009 a 15:07
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Vecchio 29-04-2009, 14:07
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predefinito Il buco dell'ozono sull'Antartide dovrebbe crescere rispetto al 2004, ma restare più piccolo rispetto al 2003

Fonte: Reuters Italia - 23/08/2005

GINEVRA (Reuters) - Il buco dell'ozono sopra l'Antartide sembra essere cresciuto rispetto all'anno scorso ma resta più piccolo rispetto al 2003, quando raggiunse il diametro maggiore. Lo ha detto oggi l'Organizzazione mondiale per la meteorologia.

Ogni inverno ci sono grandi riduzioni dello strato di ozono -- che filtra i raggi ultravioletti dannosi che causano il tumore alla pelle -- a circa 15-30 chilometri sopra la terra, specialmente nella regioni polari, poiché le basse temperature permettono la formazione di nuvole stratosferiche che aiutano le reazioni chimiche che distruggono l'ozono.

L'agenzia dell'Onu ha detto che i dati meteorologici hanno mostrato che l'inverno appena trascorso è stato più caldo del 2003, ma più freddo del 2004.

"A questo punto sembra che il buco dell'ozono di quest'anno sarà abbastanza nella media o forse appena sopra la media," ha detto a una conferenza stampa Geir Braathen, espero di ozono per l'organizzazione.

Gli scienziati dicono che nel settembre del 2003 il buco ha raggiunto il massimo di 29 milioni di chilometri quadrati, esponendo la punta sud dell'America latina.

Oggi l'agenzia ha affermato che l'area dove le temperature sono abbastanza basse da favorire il formarsi delle nuvole -- un segnale per la possibile grandezza del buco -- adesso copre una superficie di 25 milioni di chilometri quadrati.

"Quest'area è vicina alla media del periodo 1995-2004, più alta di quella riscontrata nel 2004 e un po' più bassa di quella del 2003," ha detto.

Gli agenti chimici industriali che contengono cloro e bromo sono stati accusati dell'assottigliamento dello strato perché attaccano le molecole di ozono causando la loro rottura. Molti di questi agenti chimici sono stati vietati.

La concentrazione di queste sostanze che esauriscono l'ozono si sono "stabilizzate" e dovrebbero scendere, ha detto Braathen.

"Ci vorranno diversi decenni prima che le sostanze spariscano dall'atmosfera"

L'organizzazione, con sede a Ginevra e con 181 stati membri, basa la sua analisi su dati ottenuti da satelliti, osservazioni sul campo e palloni lanciati nell'atmosfera.

© Reuters 2005.
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Vecchio 29-04-2009, 14:07
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predefinito Presentata a Venezia imbarcazione elettrica

Fonte: helpconsumatori.it - 20/08/2005

Scafo a catamarano a onde convergenti per eliminare il moto ondoso, motore a propulsione elettrica, alimentato da pannelli solari per ridurre l'inquinamento atmosferico e ambientale. Arriva Imes, che domani circumnavigherà l'Italia fino a Genova.

"Per una mobilità nautica sostenibile" il titolo del progetto presentato dal Comune di Venezia a Ca' Farsetti e che ha realizzato il prototipo Imes, Imbarcazione per Mobilità Elettrica Sostenibile, per il trasposto persone, che salperà venerdì da Venezia e toccherà ventiquattro porti delle coste italiane fino a Genova.

Il progetto ha visto la collaborazione di Laguna Trasporti e Manutenzioni, che opera nel settore dei trasporti acquei a Venezia, di Paea (Progettazione Applicazione Energie Alternative) che elabora progetti finalizzati al raggiungimento di una mobilità acquea sostenibile, e de Il Sestante, che si occupa di educazione alla sostenibilità.

Alla conferenza hanno partecipato il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, il vice sindaco e assessore al Traffico acqueo, Michele Vianello, gli assessori alla Mobilit, Enrico Mingardi, allo Sport, Sandro Simionato, alla Prevenzione e tutela contro il moto ondoso, Augusto Salvadori, l'armatore e ideatore del progetto, Pietro Tosi, titolare di Laguna Trasporti e Manutenzioni, Fabio Cavaletto, direttore della cooperativa Il Sestante di Venezia, Alessandra Tosi, coordinatrice dei progetti di sensibilizzazione ambientale de Il Sestante.

Durante la presentazione, i partecipanti hanno sperimentato di persona l'imbarcazione prototipo, con scafo a catamarano a onde convergenti che elimina quasi completamente il moto ondoso: su Imes è stato montato un motore a propulsione elettrica, asincrono e trifasico, alimentato da pannelli solari, che riduce l'inquinamento atmosferico e ambientale.

Il motore di Imes permette, inoltre, grazie all'eliminazione della sala macchine, di aumentare di circa il 30% la possibilità di carico e non richiede nessuna manutenzione. Punto di forza di questo tipo di imbarcazione la gestione dei costi che, su scala annuale, risulterebbero essere circa 1/5 rispetto a quelle alimentate a gasolio o benzina.
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Vecchio 29-04-2009, 14:08
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predefinito Influenza degli alberi sulla qualità dell'aria in città

Fonte: Cordis - 25/08/2005


Un gruppo di scienziati britannici dell'Università di Lancaster ha elaborato un metodo di valutazione dell'impatto di diverse specie di alberi sulla qualità dell'aria in città.

Il metodo, che funziona su un normale PC, è adattabile alle diverse zone di media latitudine a clima temperato. Tale classificazione è intesa ad aiutare gli urbanisti a scegliere le specie da piantare per ottenere una qualità dell'aria urbana sostenibile.

Nick Hewitt, del dipartimento di scienze ambientali dell'Università di Lancaster (Regno Unito), spiega: "Se si piantano gli alberi giusti, l'aria ne trae vantaggio. Le specie di alberi autoctone latifoglie come la quercia, l'olmo e l'acero tendono a essere le peggiori secondo il nostro sistema di valutazione".

Gli alberi sono parte integrante dell'ambiente urbano e la loro presenza influenza le comunità umane dal punto di vista ecologico, sociale, economico e fisico. Normalmente si pensa che gli alberi possano solo migliorare la qualità dell'aria; gli scienziati, invece, sanno ormai da quasi vent'anni che le emissioni biogeniche di determinati alberi possono aumentare il livello di alcuni inquinanti nell'aria urbana, in particolare l'ozono.

La capacità degli alberi di eliminare dall'aria inquinanti come l'ozono e i NOx durante il giorno è un effetto collaterale del fatto che hanno gli stomi aperti durante la fotosintesi. Quando gli stomi sono aperti e vi è un più alto livello di ozono all'esterno che all'interno della foglia, le sostanze inquinanti passano nella foglia per il gradiente di diffusione. Nella foglia reagiscono e vengono eliminati dall'atmosfera. È stato dimostrato, tuttavia, che i composti organici volatili (COV) prodotti dagli alberi, in particolare l'isoprene emesso dagli alberi decidui, che perdono le foglie ogni anno, aumentano i valori di ozono a livello del suolo nelle aree urbane.

La ricerca in questo settore è importante perché in tutto il mondo, a livello nazionale e a livello locale, si comincia a valutare l'opportunità di piantare alberi per affrontare determinate questioni ambientali, fra cui la qualità dell'aria. Il Protocollo di Kyoto contempla la possibilità, per consentire ai paesi di raggiungere i limiti prefissati di emissioni di carbonio, di piantare foreste che assorbano il carbonio invece di ridurre le emissioni.

Sulla base di una precedente ricerca svolta ad Atlanta negli Stati Uniti, il dottor Hewitt e il suo collega Robert MacKenzie hanno scelto per lo studio il caso di Birmingham, una città industriale con livelli di inquinamento dell'aria analoghi a quelli di altre grandi città del Regno Unito. Hanno prima inventariato la popolazione di alberi dell'area metropolitana di Birmingham, per poi inserirne i dati in un noto modello di chimica atmosferica sviluppato all'Università di Cambridge (Regno Unito), il CiTTyCAT, ampiamente usato in tutto il paese per ricerche sulla qualità dell'aria.

L'Urban Tree Air Quality Score (UTAQS) è uno strumento per aiutare gli urbanisti nelle aree in cui l'inquinamento dell'aria impone la migliore scelta possibile a proposito delle specie di alberi da piantare. La classificazione UTAQS è valida per tutte le aree urbane del Regno Unito e di altre zone di media latitudine a clima temperato con le stesse specie di alberi presenti nelle aree urbane del Regno Unito. Inserendo dati appropriati, il modello potrebbe essere applicato direttamente a tutte le aree del mondo, e costituire così uno strumento in grado di contribuire a ottenere in futuro una qualità dell'aria urbana sostenibile. L'UTAQS misura gli effetti sulla qualità dell'aria urbana delle singole specie di alberi presenti in un bosco cittadino. Il punteggio valuta l'impatto di ciascuna specie su diversi inquinanti, mettendo a confronto i cambiamenti provocati dagli alberi nelle concentrazioni di sostanze inquinanti del modello rispetto agli standard di qualità dell'aria.

I risultati dello studio dovrebbero essere validi per ogni città di media latitudine a clima temperato e la procedura può essere adattata in modo da fornire raccomandazioni adatte alle città dei diversi ecosistemi.


Documento di riferimento: "Development and Application of an Urban Tree Air Quality Score for Photochemical Pollution Episodes Using Birmingham, United Kingdom, Area as a Case Study", Rossa G. Donovan, Hope E. Stewart, Susan M. Owen, A. Robert MacKenzie e C. Nicholas Hewitt. Environ. Sci. Technol.; 2005; ASAP Web Release, 27 luglio 2005.
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Vecchio 29-04-2009, 14:09
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predefinito 2 Agenzie Federali americane sotto processo per effetto serra

Fonte: Corriere della Sera - 26/08/2005

NEW YORK (Stati Uniti) - La magistratura americana mettera' sotto processo il governo degli Stati Uniti per gli effetti negativi sull'ambiente delle politiche sul clima dell'amministrazione Bush. Il giudice di San Francisco, Jeffrey White, ha autorizzato a citare per danni due agenzie federali che finanziano impianti che emettono i gas responsabili dell'effetto serra e gasdotti per il trasferimento del petrolio. ''E' la prima volta che un tribunale americano imposta una causa sulla base esclusivamente dell'effetto serra'', ha dichiarato l'avvocato Geoff Hand. ''Ora spetta al governo dimostrare che l'effetto serra non esiste. Devono portare le prove''. (Agr)
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Vecchio 29-04-2009, 14:09
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predefinito Nove Stati americani si impegnano a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra

Nove Stati USA, nonostante la politica anti-Kyoto di Bush, si sono impegnati a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra. Gli Stati aderenti sono: New Jersey, New York, Massachusetts, Connecticut, New Hampshire, Maine, Vermont, Rhode Island and Delaware. (Questi 9, da soli, hanno le stesse emissioni della Germania).
C'è la possibilità che a questi Stati presto se ne aggiungano altri.

Inizialmente verranno ridotte le emissioni dei soli impianti di produzione di energia con potenze superiori ai 25megawatts.

Fonte: Reuters - 24/08/2005

WASHINGTON - Officials in nine northeastern U.S. states have reached a preliminary agreement to freeze power plant emissions at their current levels and then reduce them by 10 percent by 2020, the New York Times reported on Wednesday, citing a confidential draft proposal.

The paper said the agreement is the first of its kind in the nation and follows a Bush administration decision not to join more than 150 countries in signing the Kyoto Protocols, the treaty to reduce greenhouse gases that contribute to global warming.

Once a final agreement is reached, the legislatures of the nine states - Connecticut, Delaware, Maine, Massachusetts, New Hampshire, New Jersey, New York, Rhode Island and Vermont - will have to enact it, which is considered likely, the Times said.

Enforcement of emission controls could potentially result in higher energy prices in the nine states, which officials hope can be offset by subsidies and support for the development of new technology that would be paid for with the proceeds from the sale of emission allowances to the utility companies, the paper said.

The regional initiative would set up a market-driven system to control emissions of carbon dioxide, the main greenhouse gas, from more than 600 electric generators in the nine states, the Times said.

Emissions would be capped at 150 million tons of carbon dioxide a year, a figure that is about equal to the average emissions in the highest three years between 2000 and 2004. That cap would be sustained through 2015, when reductions would be required, reaching 10 percent in 2020, the paper said.

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Vecchio 29-04-2009, 14:10
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predefinito Biocarburanti

Fonte: Motori - Repubblica.it - 26/08/2005

"Con un prezzo del barile di petrolio che segna un nuovo record storico diventa competitiva la scelta di produrre carburanti come il bioetanolo e il biodiesel ottenuti a partire dai cereali o dalle barbabietole e dalla colza o dal girasole". E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che i settanta dollari al barile sono considerati da molti esperti internazionali come il valore soglia oltre il quale l'energia verde dei campi diventa competitiva con il petrolio, senza considerare i positivi effetti sull'inquinamento atmosferico dovuti alla riduzione di combustibili fossili.

E in Italia secondo un recente studio del Ceta (Centro di Ecologia teorica ed Applicata) dalla riconversione a colture energetiche di 700.000 ettari di terreno attualmente coltivati a seminativo è possibile produrre combustibili che consentono di risparmiare 2,2 milioni di tonnellate di petrolio/anno mentre - precisa la Coldiretti - dalla semplice utilizzazione dei residui delle colture agricole tradizionali sono disponibili ulteriori economie di 2,3 milioni di tonnellate.

L'Italia deve dunque percorrere con più decisione la strada delle energie pulite poichè l'attuale obiettivo nazionale di produrre 350.000 tonnellate di bioetanolo e 200.000 tonnellate di biodiesel resta molto lontano dal target fissato dall'Unione Europea che prevede di sostituire entro il 2005 il 2% dei consumi totali di benzina e gasolio da autotrazione con biocarburanti, per poi salire al 5,75% entro il 2010.

Il ritardo nazionale - sostiene la Coldiretti - è particolarmente grave non solo in riferimento agli Stati Uniti dove le recenti norme sull'energia prevedono di raddoppiare la produzione statunitense di biocarburanti fino a 28,43 miliardi di litri, ma anche rispetto ai principali paesi europei. In Germania - riferisce la Coldiretti - sono ormai 1900 le stazioni distributrici di biodiesel ottenuto dalle coltivazioni agricole in Francia un proprietario di auto diesel su due viaggia utilizzando miscele con energia verde, sette raffinerie su tredici incorporano il biodiesel nel gasolio in percentuale del 5%, oltre trenta gruppi industriali utilizzano veicoli con biodiesel al 30% e nei prossimi tre anni verrà triplicato il contingente defiscalizzato.

Per questo - continua la Coldiretti - serve la messa a punto di un programma di alimentazione delle autovetture con miscele di biocarburanti anche attraverso l'impegno delle amministrazioni locali e un piano di defiscalizzazione che incentivi accordi per l'utilizzazione e lo sviluppo delle coltivazioni nazionali tra imprese agricole, trasformatori industriali e distributori commerciali.

Potenziando le coltivazioni dedicate alla produzione di biocarburanti (biodiesel e bioetanolo), ma anche attraverso l'utilizzazione di residui agricoli, forestali e dell'allevamento e l'installazione di pannelli solari nella aziende agricole - precisa la Coldiretti - è possibile arrivare a coprire entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico nazionale, risparmiare oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti e ridurre le emissioni di anidride carbonica di origine fossile di 30 milioni di tonnellate.

ll bioetanolo - spiega la Coldiretti - viene prodotto tramite processi di fermentazione e distillazione di materiali zuccherini, amidacei o sottoprodotti come cereali, barbabietola da zucchero e prodotti della distillazione del vino, mentre il biodiesel deriva dall'esterificazione degli oli vegetali ottenuti da colture come il colza e il girasole. Con il biodiesel - conclude la Coldiretti - è possibile ridurre dell'80 per cento le emissioni di idrocarburi e policiclici aromatici e del 50 per cento quelli di particolato e polveri sottili mentre con il bioetanolo si riducono le emissioni di idrocarburi aromatici come il benzene del 50% e di oltre il 70% anidride solforosa mentre cali più contenuti si hanno anche per il particolato e per le polveri sottili.
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Vecchio 29-04-2009, 14:10
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predefinito Gigantesco inquinamento da biossido di azoto in Cina

Fonte: Corriere della Sera - 02/09/2005

La più grande nube di biossido di azoto mai scoperta al mondo staziona in permanenza sul nord-est della Cina, in particolare sopra Pechino. Non è una buona notizia per gli atleti che parteciperanno alle olimpiadi del 2008, ma è paradossalmente un'ottima notizia per gli economisti cinesi. La presenza della nube del composto chimico inquinante (NO2) è la conferma del «grande balzo in avanti» (parafrasando Mao) compiuto dall'economia cinese negli ultimi dieci anni (e anche dell'assenza di sistemi anti-inquinamento minimamente accettabili).

La scoperta è stata fatta con le foto dal satellite Envisat dell'Ente spaziale europeo (Esa). L'NO2 è infatti prodotto quasi solo da attività umane, in gran parte dalle centrali elettriche, dalle industrie pesanti e dai trasporti su strada. Il biossido d'azoto, insieme all'ossido di azoto, svolge un ruolo importante nella chimica dell'atmosfera, in quanto favorisce la creazione di ozono nella troposfera (lo strato inferiore dell'atmosfera da 8 a 16 km di altezza). Una prolungata esposizione al biossido d'azoto causa lesioni polmonari e problemi respiratori.

Ricercatori cinesi ed europei del programma comune chiamato «Drago» lavorano insieme sulle rilevazioni dei satelliti dell'Esa per sorvegliare la qualità dell'aria in Cina. I loro lavori, che riguardano gli anni 1996-2002, sono stati pubblicati giovedì sulla rivista britannica «Nature» e pongono all'attenzione mondiale i cambiamenti spettacolari avvenuti nei cieli della Cina, la quale dipende per il 75% dal carbone per le proprie necessità energetiche. «Mentre le colonne di biossido d'azoto che si alzano dall'Europa centro-occidentale e dalla costa est degli Usa sono diminuite di intensità», afferma John Burrows, dell'Istituto di fisica dell'ambiente di Brema (Germania) e responsabile dello strumento che a bordo dell'Envisat osserva i raggi ultravioletti, infrarossi e visibili rifratti dall'atmosfera, «in Cina c'è stato un aumento netto e significativo di oltre il 50% dal '96».

DIMINUZIONE PRIMA DI NATALE - Burrows inoltre specifica che appena prima di Natale si verifica una diminuzione della nube sopra la Cina. È dovuta ai venti che spirano da ovest verso est e portano la nube sull'oceano Pacifico

Paolo Virtuani
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Vecchio 29-04-2009, 14:11
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predefinito Soluzione incredibile per abbattere l'inquinamento dei motori dei veicoli

Fonte: swissinfo - Swiss news and information platform about Switzerland, business, culture, sport, weather - 06/09/2005

Ambiente: sostanza a base di urina contro inquinamento motori

ROMA - Contro l'inquinamento da ossido di azoto e da motori a diesel è in arrivo un nuovo composto a base di urina, messo a punto da alcuni ricercatori dell'università di Lund in Svezia, in collaborazione con alcune case automobilistiche.

Le emissioni di ossido di azoto dagli autocarri rappresentano il 40% di quelle totali del traffico. Anche se grazie alle marmitte catalitiche il tubo di scappamento delle macchine a benzina è relativamente pulito, quello dei veicoli a diesel rimane più difficile da pulire. Un problema ancora più stringente, soprattutto in vista degli obblighi Ue di riduzione delle emissioni di ossido di azoto del 30% per gli autocarri, dal prossimo ottobre, e del 50% per le macchine a diesel. Limiti che diverranno più stretti dal 2008.

Per risolvere il problema, i ricercatori svedesi hanno dunque messo a punto il 'Metodo Urinà, che consiste nell'iniettare una sostanza a base di urina nel convertitore catalitico del tubo di scappamento. La sostanza a base di urina, spiega Ingemar Odenbrand, professore di ingegneria chimica, "si converte in ammoniaca, che riduce l'ossido di azoto in un innocuo gas di azoto, che si trova naturalmente nell'aria. E riduce anche la quantità di particelle residue del diesel, più piccole ma ugualmente dannose, come fuliggine, carbonio e idrocarburi".

I ricercatori stanno lavorando anche a un metodo per la conservazione dell'ossido di azoto con ripetute iniezioni di idrocarburi, ogni 60-90 secondi, nel convertitore catalitico. In questo modo gli idrocarburi vengono spezzati in idrocarburi più piccoli e monossido di carbonio: "Nei nostri ultimi esperimenti - conclude Odenbrand - siamo riusciti a ridurre le emissioni di ossido di azoto da 7 a 3 grammi per KWh".
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predefinito Effetto Serra: Allarme metano per lo scioglimento del permafrost siberiano

Fonte: newton.corriere.it - 07/09/2005

Una grossa area ghiacciata della Siberia Occidentale si sta sciogliendo facendo scattare un pericoloso processo che peggiorerà drasticamente l'effetto serra.
Ad annunciarlo è stato un gruppo di scienziati dopo aver rilevato che il permafrost di un'area grande quanto la Francia e la Germania messe insieme si sta sciogliendo e nei prossimi anni libererà nell'atmosfera miliardi di tonnellate di gas metano, un gas 20 volte più nocivo dell'anidride carbonica per quanto riguarda il suo contributo all'effetto serra.
Il permafrost - in via di scioglimento per la prima volta negli ultimi 11 mila anni - copre infatti la più grande torbiera ghiacciata al mondo in grado di produrre circa 70 miliardi di tonnellate di gas metano, un quarto di tutto il metano del mondo.
Gli studiosi - Segei Kirpotin della Tomsk State University della Siberia Occidentale e Judith Marquand della Oxford University - hanno pubblicato la loro ricerca sulla rivista scientifica britannica New Scientist.
Gli esperti di clima hanno reagito con estrema preoccupazione ai risultati dello studio ed hanno avvertito che alla luce degli ultimi dati sarà necessario aggiornare le previsioni circa l'aumento delle temperature nei prossimi anni.
Secondo le ultime stime realizzate nel 2001 dal comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, le temperature potrebbero aumentare tra 1,4 ed 5,8 gradi centigradi tra il 1990 ed il 2100.
Tali calcoli tengono però soltanto conto dell'effetto serra causato dalle attività umane. Secondo Stephen Sitch, climatologo del centro meteorologico di Exeter, il processo di scioglimento del permafrost durerà diversi decenni ed il gas metano non verrà dunque liberato nell'atmosfera tutto d'un colpo.
Secondo i suoi calcoli tuttavia, anche se il metano filtrasse attraverso il permafrost durante i prossimi 100 anni, libererrebbe comunque ogni anno 700 milioni di tonnellate di gas nell'atmosfera.
Un contributo devastante all'effetto serra in grado di far aumentare del 10- 25% il surriscaldamento globale.
Secondo David Viner del centro di ricerca sul clima dell'università dell'East Anglia, si tratta di un processo gravissimo anche perché irreversibile. ''Quando si comincia a turbare l'equilibrio dei sistemi naturali, si dà inizio ad un processo impossibile da fermare. Non si può mettere freno a questo. La causa di questo sono le attività umane, ma questo processo farà aumentare le temperature molto più di quanto lo fanno le nostre emissioni", ha detto.
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Tag
effetto serra, inquinamento, notizie, riscaldamento globale, smog

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