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Vecchio 30-04-2009, 10:29
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predefinito Effetto Serra: La Commissione Ue lancia la campagna "Il cambiamento climatico: potete controllarlo"

Fonte: Help Consumatori - 29/05/2006

Modificare leggermente le proprie abitudini quotidiane per contribuire a una sensibile riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. E' l'invito della Commissione europea che ha oggi lanciato la campagna di sensibilizzazione dal titolo "Il cambiamento climatico: potete controllarlo", con un bilancio assegnato di 4,7 milioni di euro. "Per la Commissione, la lotta contro il cambiamento climatico costituisce una priorità. Questa campagna viene a completare e a rafforzare i nostri sforzi politici e legislativi in materia. Essa mostra in che misura ognuno di noi sia responsabile del cambiamento climatico e ciò che ciascuno può e deve fare per eliminare questa minaccia", ha dichiarato il presidente dell'esecutivo Ue, José Manuel Barroso.

La campagna offre tutta una serie di consigli pratici sul modo di ridurre le emissioni di gas: ad esempio, abbassare il riscaldamento di 1ºC (fino al 10% di risparmio energetico), evitare di lasciare in modalità "stand-by" televisori, impianti stereo e computer (risparmio energetico del 10%) o anche stampare la carta recto-verso (fino al 50% di risparmio). Una "calcolatrice del carbonio" misura la quantità di biossido di carbonio (CO2) risparmiata per ogni azione, e i visitatori possono anche scaricare un salva-schermo a risparmio energetico per il proprio computer.

Per dare visibilità all'iniziativa la campagna farà ricorso a messaggi pubblicitari televisivi e a mezzo stampa e all'utilizzo di una serie di strumenti di comunicazione informatica per attirare l'attenzione del pubblico. In particolare, informazioni complete figurano sul sito web accessibile in modo permanente, mentre la campagna si svolgerà in tre ondate, concentrate nei mesi di giugno, settembre e novembre 2006. L'iniziativa della Commissione si rivolge anche agli allievi delle scuole secondarie, che saranno invitati a firmare una dichiarazione in cui si impegnano a ridurre le emissioni di CO2 ed a proseguire i loro sforzi. In molti casi i governi nazionali sostengono la campagna tramite varie iniziative.

2006 - redattore: SB
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  #22 (permalink)  
Vecchio 30-04-2009, 10:30
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predefinito Cambiamenti climatici: ampliamento della fascia intertropicale

Fonte: Villaggio Globale - 30/05/2006

Clima – Il riscaldamento globale ha fatto spostare la corrente a getto subtropicale

Ricercatori americani dell'Università di Washington e dell'Università dell'Utah, hanno trovato che, tra i 15 e i 45° di latitudine sia nord sia sud, la troposfera si è riscaldata di circa 0,8°C e la stratosfera si è raffreddata in modo analogo

In base alle misure da satellite condotte tra il 1979 ed il 2005 sia a livello troposferico (tra il suolo e circa12 km di quota), sia a livello stratosferico (tra circa 12 km di quota e circa 50 km di quota), ricercatori americani dell'Università di Washington e dell'Università dell'Utah, hanno trovato che, tra i 15 e i 45° di latitudine sia nord sia sud, la troposfera si è riscaldata di circa 0,8°C e la stratosfera si è raffreddata in modo analogo. L'ampliamento della fascia intertropicale è di circa 1° di latitudine sia verso nord sia verso sud. Questo indica che le caratteristiche climatiche della fascia intertropicale si sono ampliate complessivamente di circa 250 km fino alle medie latitudini.

La conferma di questo ampliamento viene anche dallo spostamento verso nord che ha subito in questi ultimi 25 anni la corrente a getto subtropicale (una grossa corrente d'aria che scorre all'altezza della tropopausa a circa 12 km di quota e che separa le masse d'aria subtropicali calde, dalle masse d'aria temperata a più alte latitudini).

L'ampliamento osservato della zona climatica intertropicale spiegherebbe la crescente siccità che si osserva sull'area Mediterranea e sull'area meridionale degli Usa meridionali prospicienti il mar dei Caraibi. Ma spiegherebbe anche l'aumento del rischio di desertificazione della Cina settentrionale e della Mongolia meridionale dove è aumentata anche la frequenza e l'intensità delle tempeste di sabbia.

La causa di tutto ciò è legata ai cambiamenti del clima, ma concorre in modo non trascurabile anche la diminuzione della fascia di ozono che ha le maggiori responsabilità per il raffreddamento stratosferico.
I dati su cui sono state svolte 26 anni di analisi provengono dai satelliti meteorologici Tiros-N e Noaa 6,7,8,9,10,11,12 e 14.

Fonte originaria:
Qiang Fu, Celeste M. Johanson, John M. Wallace, and Thomas Reichler
Science 26 May 2006: 1179.
Enhanced Mid-Latitude Tropospheric Warming in Satellite Measurements




i dati dai satelliti dimostrano che nella zona subtropicale c'è un riscaldamento della troposfera ed un concomitante raffreddamento della stratosfera
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  #23 (permalink)  
Vecchio 30-04-2009, 10:31
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predefinito Il fumo residuo

Fonte: ADN Kronos - 31/05/2006

Milano - Aria pulita nei bar e nei ristoranti italiani? Si, almeno finchè non vi mette piede un fumatore che ha appena spento la sua bionda. Se, infatti, la legge Sirchia ha praticamente azzerato le concentrazioni dei veleni nell'aria dei locali divenuti smoke-free, basta che una persona entri dopo aver appena finito una sigaretta per vedere impennare i livelli di polveri sottili. Particelle che si insinuano nei polmoni altrui, con un effetto fumo passivo che resta alto anche per 2-3 minuti. Lo rivela uno studio italiano, firmato dai ricercatori dellIstituto Tumori di Milano e presentato oggi all'Int, in occasione delle manifestazioni per la Giornata Mondiale contro il tabacco.

La ricerca, condotta da Roberto Boffi, Giovanni Invernizzi e Ario Ruprecht dell'Istituto Tumori, sarà pubblicata su Tobacco Control, e propone un nome per questo insidioso e fino a oggi sottovalutato tipo di fumo: il fumo residuo (Residual Tobacco Smoke). Qualcosa che tutti percepiscono grazie all'olfatto, non appena una persona sale sul bus o entra nei locali dopo aver appena fumato - sottolinea Boffi - ma che non era mai stata misurata. I ricercatori hanno monitorato, attraverso una sorta di naso elettronico (l'analizzatore di polveri sottili), l'aria di quattro tra pub e ristoranti milanesi prima e dopo la legge Sirchia. Scoprendo che l'inquinamento indoor dopo il divieto di fumo è sceso anche del 96-98%, ma che c'era un inquinamento di ritorno legato proprio all'ingresso dei fumatori - precisa Invernizzi all'ADNKRONOS SALUTE - In pratica, i polmoni di un fumatore trattengono le polveri sottili appena aspirate, e continuano a emettere aria inquinata per 2-3 minuti dopo l'ultima boccata.

I polmoni funzionano come un filtro - hanno spiegato gli esperti - e trattengono circa il 50% delle sostanze presenti nell'aria, tanto che in genere quella emessa è più pulita rispetto all'aria inspirata. I fumatori, così, per qualche minuto dopo l'ultima boccata, continuano a liberare aria avvelenata. Con livelli di particolato elevati, come hanno dimostrato i ricercatori oggi in diretta a Milano, grazie alla collaborazione di una fumatrice. La donna, che si è detta intenzionata a smettere, ha fumato una sigaretta e poi ha respirato per qualche minuto, attaccata al bocchettone del naso elettronico. Così i 350 ragazzi delle scuole medie e superiori e gli ospiti intervenuti alla manifestazione hanno visto i livelli di particolato nell'aria impennarsi, e restare alti a lungo.

Nella stessa direzione, le rilevazioni effettuate dai tre studiosi nel corso di un recente congresso di pneumologia a Copenhagen. Qui l'aria in strada, e perfino nei parcheggi, è risultata pulitissima, perchè la gente tende a muoversi in bici. Ma è pessima nei ristoranti - sottolinea Boffi - dove ancora si fuma. E lo era anche sotto una pensilina all'esterno del Centro Congressi, usata dai colleghi pneumologi per fumare. Ma come difendersi dai residui di fumo? Basterebbe che i fumatori aspettassero qualche minuto, prima di entrare nei locali chiusi, dopo la pausa sigaretta. Un accorgimento - conclude l'esperto - particolarmente importante quando in casa c'è un bimbo e la mamma o il papà vanno a fumare in terrazzo. Meglio attendere un pò prima di rientrare, per non compromettere l'efficacia di questo accorgimento a tutela della salute altrui.
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  #24 (permalink)  
Vecchio 30-04-2009, 10:31
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predefinito Fondato un nuovo gruppo di lavoro europeo per combattere l'inquinamento da traffico

02/06/2006

Su proposta della Regione Emilia-Romagna, è nato a a Bruxelles, un gruppo di lavoro transnazionale per combattere meglio l'inquinamento da traffico.
Del gruppo fanno parte la Regione di Stoccarda, le citta' di Colonia e Utrecht e a breve, probabilmente altre aree fortemente soggette ad inquinamento, come quelle di Parigi, Madrid, Atene e Val Padana.
I soggetti che collaboreranno saranno sia responsabili della mobilita' che dell'ambiente. Il fine è quello di gestire il problema affrontandolo su ampie aree, piuttosto che nelle singole città, data la particolare natura ubiquitaria di questo inquinamento.
La prima fase del programma di lavoro consiste nell'esame degli studi esistenti in ogni area riguardanti l'inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto con la valutazione delle misure di contrasto adottate (svecchiamento del parco veicoli pubblici e privati, installazione di filtri antiparticolato, uso di carburanti meno inquinanti, ecc.).
La seconda fase del progetto si basa sulla valutazione dell'efficacia delle iniziative in corso e nell'attuazione di nuovi progetti per la riduzione del traffico, limitazione della velocita', sostituzione dei veicoli più vecchi; passaggio a carburanti meno inquinanti (tra cui anche l'idrogeno); la messa in opera di sistemi alternativi di mobilita'.
La task force ha avviato i contatti con le istituzioni comunitarie, ed entro un mese proporra' un documento condiviso, per ottenere fondi per progetti condivisi.
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  #25 (permalink)  
Vecchio 30-04-2009, 10:32
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predefinito Le ripercussioni dei cambiamenti climatici e dei fenomeni estremi sulle società assicurative ed energetiche

Fonte: La Repubblica.it » Homepage - 05/06/2006

- MILANO - Assicurativi e utilities potrebbe essere i due comparti di borsa più esposti ai mutamenti atmosferici. Secondo un rapporto pubblicato oggi dall’Agenzia federale per l’atmosfera e gli oceani (Nooa), potrebbe essere in arrivo un’intensa stagione di cicloni: da 13 a 16 tempeste tropicali, di cui 8-10 si evolveranno in uragani e, di questi, 4-6 saranno violenti. Se le previsioni dovessero rivelarsi fondate, gli effetti sul prezzo del greggio potrebbero essere devastanti, non diversamente da quanto avvenuto nell’agosto dell’anno scorso quando il petrolio toccò il record storico toccando per la prima volta i 75 dollari al barile.

Per le assicurazioni, i Llyod’s hanno lanciato l’allarme in un rapporto pubblicato oggi: gli assicuratori sono invitati a condurre le operazioni tenendo conto dei rilevanti fenomeni meteorologici a livello planetario. Oltre all'effetto serra, si segnala l'aumento del livello dei mari dovuto al cambiamento climatico che si sta verificando più velocemente del previsto e nei cui confronti il settore si sta muovendo troppo lentamente.

"Sebbene il cambiamento climatico costituisca una minaccia disastrosa per la terra da oltre un ventennio, è chiaro che l'industria assicurativa non ha considerato i trend delle catastrofi in maniera adeguata", sottolinea Rolf Tolle, director dei Lloyd's, ricordando che "il cambiamento climatico è un problema dei nostri giorni e non del futuro. Se non interveniamo ora per capire la natura in evoluzione del pianeta e il conseguente impatto, andremo incontro all'estinzione".

Riguardo alle utilities, i cambiamenti climatici obbligheranno Edf ed e.On s a sostenere maggiori costi per la manutenzione e la gestione della rete elettrica. “Le attività e i mercati dell’industria energetica sono fortemente influenzati dalle condizioni climatiche” dice a Bloomberg Paul Golby, responsabile della filiale inglese della tedesca e.On, sottolineando che l’aumento delle temperature costringerà le utilities europee ad aumentare i costi di 800 miliardi di dollari per sostituire i gruppi elettrogeni nei prossimi 24 anni. Secondo Barry Grommet, portavoce dell'ufficio britannico per le previsioni del tempo, le temperature più alte rallentano infatti l'attività delle turbine del gas a ciclo combinato e questo rende necessaria una più alta produzione di energia.

Secondo Bloomberg, le tre maggiori compagnie europee (edf, e.On ed rwe) dovranno aumentare la capacità produttiva di 766.000 megawatts per sostituire entro il 2030 gli attuali impianti elettrici. Il gas naturale è il combustibile più usato per alimentare queste stazioni e, attualmente, le maggiori utilities europee stanno già costruendo 27 nuovi impianti per un quantitativo di energia pari a 20.000 megawatts.

In Germania, le maggiori compagnie energetiche si sono accordate con il governo del cancelliere Angela Merkel per una spesa pari all’incirca a 38 miliardi di euro per il rinnovo della rete e degli impianti elettrici. Grande attesa per la conferenza europea “Power 2006” che si terrà a Cannes la prossima settimana, dove si cercherà di stabilire in che modo l’industria energetica possa affrontare lo scoglio delle rigide normative europee tese a contrastare il riscaldamento globale del pianeta.
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  #26 (permalink)  
Vecchio 30-04-2009, 10:32
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predefinito Da tre fisici di Ferrara un nuovo software per monitorare le polveri sottili utilizzando i dati satellitari

Fonte: ANSA - 06/06/2006

FERRARA - Arriva in Italia un nuovo sistema per il monitoraggio delle polveri sottili, che potrebbe soppiantare le centraline di rilevamento ambientale a terra. A portare nel nostro paese il nuovo sistema (basato sui dati satellitari e usato dalla Nasa) sono tre giovani di trent'anni, laureati in fisica all'Universita' di Ferrara. I tre colleghi con il pallino dei satelliti, hanno messo a punto un software innovativo che utilizza i dati satellitari per calcolare la concentrazione delle micro-polveri nell'aria. Per commercializzarlo e' nata una nuova impresa hi-tech, sostenuta dal programma I Tech Off di aiuti alle baby aziende coordinato da Aster, il consorzio per lo sviluppo tecnologico dell'Emilia-Romagna. Il nuovo software - informa una nota di Aster - e' in grado di mappare la dispersione atmosferica delle polveri, interpretando i dati dei satelliti in orbita nello spazio. Il sistema satellitare e' stato elaborato e testato da Chieko Kittaka e da altri 3 scienziati della Nasa, che dal 2003 lo utilizza nei propri centri. Alla ricerca ha partecipato anche un gruppo di studiosi dell'Universita' del Wisconsin, con cui negli ultimi anni ha collaborato uno dei tre giovani fisici ferraresi. ''I vantaggi del sistema satellitare sono diversi - spiega Marco Folegani, uno dei tre giovani esperti di Ferrara - Le informazioni raccolte dai satelliti sono gratuite e a disposizione della comunita' scientifica internazionale e delle autorita' pubbliche. Il problema e' saperle leggere nel modo giusto. A questo serve appunto PM mapper (il nuovo software,ndr). Il sistema offre inoltre la possibilita' di monitorare un'area geografica anche molto ampia come un'intera provincia o un'intera regione. Non e' legato alla posizione delle centraline e puo' essere esteso a tutto il territorio nazionale. Inoltre fornisce una mappa reale, basata su parametri fisici, della presenza delle polveri in ogni punto di una certa zona''. ''Dobbiamo premiare l'imprenditoria basata su competenze avanzate e soluzioni innovative - ha commentato il direttore di I Tech Off, Sara Monesi - e questo e' uno degli obiettivi del nostro programma, nato per sostenere i primi passi di nuove imprese ad alta tecnologia, nei campi del multimediale e dell'Ict''. (ANSA). GAG
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  #27 (permalink)  
Vecchio 30-04-2009, 10:33
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predefinito Effetto serra e cambiamenti climatici: gli ultimi dati presentati all'Accademia dei Lincei

Fonte: Villaggio Globale - Trimestrale di ecologia - Ecoverità Ecofalsità - Anno XII - N. 45 - Marzo 2009 - 07/06/2006

Una reazione a catena tra anidride carbonica e temperatura e tra temperatura ed anidride carbonica potrebbero trasformare la situazione latente in reale, anche senza alcun ulteriore apporto di emissioni di gas serra

Il rischio clima non è uno spauracchio inventato dagli ambientalisti con la complicità dell'Ipcc, è un reale pericolo che aumenta a mano a mano che gli studi procedono. Chi sperava che svanisse poiché le probabilità presentavano un'area di incertezza, dovrà ricredersi e purtroppo l'urgenza per intervenire è sempre più pressante.
Il nuovo allerta viene da Vincenzo Ferrara che nei giorni scorsi, in occasione della giornata per l'Ambiente, ha presentato all'Accademia dei Lincei, gli ultimi dati in relazione alle emissioni antropiche ed assorbimenti di anidride carbonica da parte del sistema climatico. Dall'esame di tali dati, sembra evidente che la situazione climatica reale, a livello globale, è diversa da quella che appare. Dati e valutazioni sono attualmente all'esame di Ipcc.
I livelli di assorbimento dell'anidride carbonica da parte degli oceani e il comportamento di questo gas serra nell'atmosfera, anche in relazione ai comportamenti della massa vegetale del Pianeta, era uno di quei punti di incertezza.
Ora si conoscono meglio le relazioni e si sono misurate anche le quantità.
Le conclusioni sono che se anche dovessimo istantaneamente azzerare tutte le emissioni di gas serra esiste, comunque, una situazione latente a rischio che farebbe innalzare la temperatura del nostro pianeta di 2,1 °C portando le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica a 512 ppm.
In pratica, in base a questi dati, la richiesta della UE per il post Kyoto di limitare il riscaldamento climatico a 2°C e le concentrazioni di anidride carbonica a 500 ppm, è una richiesta i cui limiti sono già stati raggiunti ad oggi, anche se non appaiono evidenti, ma solo in modo latente. Una reazione a catena tra anidride carbonica e temperatura e tra temperatura ed anidride carbonica potrebbero trasformare la situazione latente in reale, anche senza alcun ulteriore apporto di emissioni di gas serra.

Proponiamo una sintesi della relazione tenuta da Vincenzo Ferrara nei giorni scorsi, all'Accademia dei Lincei, in occasione della giornata per l'Ambiente.

Gli ultimi dati sulle emissioni e gli assorbimenti di anidride carbonica

I dati fanno riferimento agli accumuli complessivi tra il 1750 ed il 2000 di anidride carbonica espressi come carbonio (per passare da carbonio ad anidride carbonica è necessario moltiplicare per 3,67. Questi dati in sintesi dicono quanto segue:

1) Emissioni antropiche
- Emissioni da combustione di combustibili fossili = 244 miliardi di tonnellate di carbonio
- Emissioni provenienti dai cambiamenti di uso del suolo e dalla deforestazione = 140 miliardi di tonnellate di carbonio.
Totali emissioni antropiche = 384 miliardi di tonnellate di carbonio.

2) Assorbimenti o accumuli
- Accumulato nella geosfera (ecosistemi terrestri e suolo) = 101 miliardi di tonnellate di carbonio, pari a 60 ppm di anidride carbonica sottratta o evitata all'atmosfera
- Accumulato negli oceani (ecosistemi marini, acque profonde e sedimenti oceanici) = 118 miliardi di tonnellate di carbonio, pari a 72 ppm di anidride carbonica sottratta o evitata all'atmosfera
- Accumulato in atmosfera = 165 miliardi di tonnellate di carbonio, pari a 100 ppm di anidride carbonica che si sono accumulati e si sono sommati ai 280 ppm che l'atmosfera aveva prima dell'epoca industriale (e nei 10mila anni precedenti).

Se non vi fossero stati gli assorbimenti di anidride carbonica da parte degli oceani e della geosfera l'attuale concentrazione di anidride carbonica in atmosfera sarebbe stata pari a 512 ppm (280 precedenti + 232 provenienti dai combustibili fossili di cui 132 assorbiti da oceani e geosfera).

Tra il 1750 ed il 2000 l'assorbimento medio da parte degli oceani e della geosfera è stato pari al 57%, Con l'aumento progressivo della temperatura questo asssorbimento nel 2000 era sceso al 41% circa e continua a scendere perché:
- con l'aumento della temperatura la solubilità in acqua dell'anidride carbonica diminuisce sempre più, tanto che oltre una certa temperatura solo gli oceani vicino alle aree polari saranno in grado di assorbire anidride carbonica, mentre gli altri la emetteranno;
- con l'aumento della temperatura, l'assorbimento per fotosintesi da parte delle piante viene via via vanificato dalle emissioni di anidride carbonica dei processi di respirazione delle stesse piante e dei suoli, tanto che superata una certa temperatura (che dipende dall'ecosistema vegetale) le piante e le foreste diventeranno sorgenti di emissione di anidride carbonica piuttosto che «sinks» (come è già avvenuto nell'estate del 2003 per la foresta boreale europea).

In futuro la percentuale di assorbimento da parte degli oceani e della geosfera tenderà sempre di più a diminuire e, ovviamente, l'anidride carbonica atmosferica tenderà a crescere anche se le emissioni antropiche dovessero diminuire significativamente.

Come si configura il rischio clima?

La situazione attuale «apparente» è così definita:

- Surplus di energia nel sistema climatico per emissioni di gas serra: 1,50 watt/m2 corrispondenti ad un incremento di temperatura di 0,6°C (incluso il contributo dei gas serra diversi dall'anidride carbonica e l'attività solare, ma escluso il feedback del vapor d'acqua)

La situazione attuale «reale» è così definita:

- Oltre al surplus «apparente» esiste anche surplus di energia nel sistema climatico «mascherato o nascosto» pari a 3.76 watt/m2 e corrispondenti ad un incremento di temperatura evitato di 1,5°C

Di questo surplus nascosto 2,16 watt/m2 sono stati assorbiti dagli oceani e dalla geosfera (incremento di temperatura evitata: 0,86°C) e circa 1,60 watt/m2 sono stati riflessi verso lo spazio dagli aerosol ed inquinanti atmosferici (incremento di temperatura evitata 0,64°C)

La situazione complessiva mostra che, se non ci fosse stato l'assorbimento da parte degli oceani e della geosfera e se non fosse intervenuta la riflessione da parte degli aerosol, la temperatura del nostro pianeta sarebbe in realtà aumentata di 2,1°C ed il surplus di energia nel sistema climatico sarebbe stato di 5,26 watt/m2.

Conclusione

Anche se dovessimo istantaneamente azzerare tutte le emissioni di gas serra esiste, comunque, una situazione latente a rischio che farebbe innalzare la temperatura del nostro pianeta di 2,1 °C portando le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica a 512 ppm.

In pratica, in base a questi dati, la richiesta della UE per il post Kyoto di limitare il riscaldamento climatico a 2°C e le concentrazioni di anidride carbonica a 500 ppm, è una richiesta i cui limiti sono già stati raggiunti ad oggi, anche se non appaiono evidenti, ma solo in modo latente. Una reazione a catena tra anidride carbonica e temperatura e tra temperatura ed anidride carbonica potrebbero trasformare la situazione latente in reale, anche senza alcun ulteriore apporto di emissioni di gas serra.
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Vecchio 30-04-2009, 10:48
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predefinito Il WWF appoggia senza dubbi il commercio delle emissioni di gas serra

Fonte: WWF Italia - Per la difesa della Natura - 07/06/2006

Fugato ogni dubbio sull’efficienza del commercio di emissioni: è lo strumento più efficace e conveniente in termini economici per centrare i target del Protocollo di Kyoto. L’Emission Trading (ETS, schema di commercio delle emissioni) è infatti la migliore alternativa di regolazione ambientale per favorire la competitività del sistema economico della UE. A rivelarlo è uno studio del WWF che smentisce i timori secondo i quali applicare il commercio di emissioni rappresenterebbe un ostacolo per la crescita dell’economia europea e per il mercato del lavoro.

Il rapporto presentato oggi ‘’Impatto del Commercio di emissioni su competitività e impiego in Europa’’ a cura del Centro per le Ricerche Economiche Europee (ZEW, Germania), un organismo indipendente di ricerca, afferma che lo Schema Europeo sul Commercio delle Emissioni, il cosiddetto emission trading (EU ETS) non provocherà alcuna perdita in termini di posti di lavoro o riduzione della competitività dell’Unione Europea.

Quest’analisi dimostra, infatti, che le previsioni allarmistiche delle società e delle associazioni industriali di vari settori (soprattutto acciaierie, industrie chimiche e carbonifere) sull’impatto negativo dell’ETS sono privi di fondamento. Ammonterebbe a 79 miliardi di euro il costo per l’Europa, qualora si volesse raggiungere l’obiettivo di Kyoto ricorrendo a strumenti di regolazione tradizionali. Per la sola Germania i benefici del sistema di emission trading sarebbero stimabili in un risparmio tra i 230 e i 545 milioni di euro. Effetto caro-Kyoto quindi solo senza ETS. Se si chiede ai paesi di raggiungere gli obiettivi di Kyoto senza la flessibilità di poter commerciare le emissioni, allora sì che ne deriverebbe un aumento dei costi.

Il WWF considera il nuovo rapporto, formulato da esperti, un contributo realistico ed efficace per il dibattito sul commercio di emissioni. Sfruttando il suo enorme potenziale innovativo, il WWF pensa che l’ETS nell’Unione Europea possa avere due effetti positivi a un costo relativamente basso: un contributo significativo alla riduzione di CO2 e un cambiamento strutturale in vari settori, preparando così l’Europa ad una nuova rivoluzione industriale, ovvero un futuro sempre più libero dal petrolio, maggiore efficienza energetica ed un nuovo sviluppo di tecnologie innovative in grado di conciliare crescita economica e sviluppo sostenibile.

"Il nostro Paese non ha avuto, sino a oggi, una politica di attuazione del Protocollo di Kyoto - ha dichiarato Michele Candotti, segretario generale del WWF Italia -, ha preso sotto gamba l´ETS e rischia di pagare tutto questo molto amaramente. Si pensi che a oggi non si conoscono le emissioni di CO2 di tutti i singoli impianti, come previsto dalla UE. Sara´ compito del nuovo Governo recuperare il terreno perduto, cambiare totalmente approccio e basarsi sugli obiettivi di Kyoto".

Il rapporto in inglese è disponibile alla pagina web:
powerswitch.panda.org/news_publications/news_detail.cfm?uxNewsID=71320 (link non più attivo)
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Vecchio 30-04-2009, 10:49
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predefinito Apre in Lazio lo Sportello Kyoto

Fonte: Help Consumatori - 08/06/2006

La regione inaugura il servizio di consulenza per attuare i contenuti del protocollo internazionale.

E' possibile ridurre le emissioni inquinanti, rispettando gli impegni fissati dall'accordo di Kyoto? Nonostante le difficoltà del compito, anche le singoli amministrazioni locali mostrano di essere sensibili al problema. E' il caso della regione Lazio, che ha deciso di aprire un apposito sportello, in grado di fornire consulenza alle imprese circa le misure da adottare in materia di inquinamento.

La Giunta della regione Lazio ha infatti realizzato lo "Sportello Kyoto" , oltre alla stesura di un "bilancio" delle emissioni e dell'assorbimento di gas serra e Co2. Grazie ai due strumenti sarà possibile individuare le cause, le fonti e le modalità di inquinamento di ogni singola azienda. E' stata inoltre prevista l'istituzione di una cabina di regia che, con il coinvolgimento di diversi assessorati, opererà per l'attuazione del Protocollo internazionale. "Si tratta di un primo stimolo - ha detto l'assessore all'Ambiente, Angelo Bonelli - affinché si riesca a ridurre le emissioni prima della scadenza dei tempi massimi previsti dal protocollo e prima dell'arrivo delle multe".

2006 - redattore: AA
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Vecchio 30-04-2009, 10:49
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predefinito 730 milioni di euro in arrivo a breve dalla CEE per finanziare l'efficienza energetica e la riduzione delle emissioni dei gas serra

Fonte: Nove.Firenze.it • Notizie da Firenze e dalla Toscana: News di Cronaca,Sport... - 09/06/2006

E' stato adottato il 1° giugno dal Parlamento europeo il nuovo Programma quadro per la Competitività e l’Innovazione, che sarà adottato in maniera definitiva dal Consiglio nelle prossime settimane.
Lo stanziamento previsto per il periodo 2007-2013 è pari a 3,6 miliardi di Euro.

Il CIP ha i seguenti obiettivi:
Aumentare la competitività delle imprese, in particolare PMI;
Promuovere tutte le forme di innovazione, inclusa l’eco-innovazione;
Accelerare lo sviluppo della società dell’informazione sostenibile, competitiva, innovativa e inclusiva;
Promuovere l’efficienza energetica e le fonti di energia nuove e rinnovabili in tutti i settori incluso il trasporto.

Il programma è composto da tre programmi specifici:

(1) Start up e crescita per le PMI: “PROGRAMMA IMPRENDITORIALITA’ E INNOVAZIONE”, con un budget di € 2.17 miliardi facilita l’accesso alla finanza, integra le esistenti reti di supporto alle imprese (Euro Info Centres e Innovation Relay Centres) e supporta attività innovative (INNOVA, Pro-Inno ecc.). Più di 1 miliardo sarà destinato agli strumenti finanziari gestiti dal Fondo Europeo per gli Investimenti, che co-investe in fondi di venture capital e fornisce co-garanzie sui prestiti.

(2) Tecnologie di informazione e comunicazione: “PROGRAMMA DI SUPPORTO PER LE TECNOLOGIE DI INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE”, con un budget di € 730 milioni, contribuisce alla competitività, crescita e occupazione stimolando una più ampia adozione delle TIC. In particolare, comprende il supporto ad azioni pilota che utilizzano servizi TIC di pubblico interesse; sostiene lo sviluppo di contenuti digitali e l’aumento della sicurezza e della fiducia nelle applicazioni TIC.

(3) Aumento dell’uso dell’energia rinnovabile e riduzione del consumo energetico: “PROGRAMMA ENERGIA INTELLIGENTE PER L’EUROPA” con un budget di € 730 milioni, supporta l’efficienza energetica, le fonti nuove e rinnovabili e le soluzioni tecnologiche per ridurre l’effetto serra prodotto dalle emissioni del settore dei trasporti.
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effetto serra, inquinamento, notizie, riscaldamento globale, smog

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