InquinamentoAtmosferico.com - Il Forum dedicato all'Inquinamento dell'Aria

Vai indietro   InquinamentoAtmosferico.com - Il Forum dedicato all'Inquinamento dell'Aria > News, Approfondimenti e Links in tema > News


Se trovi interessante quello che vedi,
puoi segnalarlo ai tuoi amici sui Social Network!

notizie e articoli interessanti sull' inquinamento dell' aria IV

News


Rispondi
 
LinkBack Strumenti della discussione Cerca in questa discussione Modalità di visualizzazione
  #1 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:34
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito notizie e articoli interessanti sull' inquinamento dell' aria IV

In questo thread vengono riportate tutte le notizie più significative inerenti l'inquinamento atmosferico.

La raccolta di queste notizie è realizzata con il solo scopo di informare e formare le persone interessate al problema dell’inquinamento dell’aria. Per questo motivo, la sezione rappresenta una grossa miniera di informazioni per lo svolgimento di ricerche o di approfondimenti sul tema.
Per ogni notizia è indicata la fonte e la data di riferimento, per cui è possibile risalire senza problemi al redattore originale.
Nel caso in cui il legittimo possessore dei diritti di pubblicazione di uno o più articoli riportati non condividesse lo spirito di questa sezione, può chiedere ai gestori del sito l’immediata rimozione delle notizie a sè riconducibili.

N.B. Per facilitare il reperimento degli articoli, consiglio di utilizzare l'apposito thread: "Elenco delle notizie raccolte inerenti l’inquinamento dell’aria".

Ultima modifica di News; 02-05-2009 a 15:05
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
  #2 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:36
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito Il piano del Governo sull'efficienza energetica, fonti rinnovabili ed ecoindustria

Fonte: Governo Italiano: Home page - 20/02/2007

Risparmiare energia e puntare sulle rinnovabili. Sono queste le ''necessità'' sulle quali si basa il nuovo piano sull'efficienza energetica, sulle rinnovabili e sull'eco industria, presentato ieri dal Governo. Due i fronti di lavoro: uno sulla domanda e uno sull'offerta. Per quanto riguarda la domanda, diventano operativi i benefici previsti dalla finanziaria 2007, con l'emanazione dei decreti attuativi su riqualificazione degli edifici; efficienza nell'industria; mobilità sostenibile; incentivi al sistema agroenergetico; fondo di Kyoto. Il pacchetto prevede anche incentivi al fotovoltaico; potenziamento dei certificati bianchi; revisione del meccanismo di incentivazione delle fonti rinnovabili; incentivazione della cogenerazione ad alto rendimento; impulso alla bio-edilizia. Sul fronte dell'offerta si punta invece allo sviluppo di una eco industria italiana. Per raggiungere l'obiettivo il Governo finanzierà progetti industriali presentati dalle imprese per realizzare: investimenti industriali nel settore delle energie rinnovabili; investimenti volti alla riqualificazione di comparti industriali esistenti verso la fornitura di nuovi prodotti a basso impatto ambientale e capaci di consentire un risparmio di energia; investimenti industriali che innovano i processi produttivi in modo da ridurre l'intensità energetica delle lavorazioni.

Per maggiori informazioni:
governo.it/GovernoInforma/Dossier/energia_clima/index.html (link non più attivo)
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
  #3 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:37
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito Per ridurre i gas serra, l'Australia abbandona le lampadine ad incandescenza

Fonte: LA7.it - Video e notizie su programmi TV, sport, politica e spettacolo - 20/02/2007

Sydney (Ap) - Il governo australiano ha annunciato oggi la sua intenzione di sostituire progressivamente in tutto il paese le lampadine elettriche a incandescenza con lampadine al neon, a basso consumo, per questo più ecologiche, per preservare l'ambiente. Una prima mondiale, secondo il ministro dell'ambiente Malcolm Turnbull. La legge che vieterà l'uso delle vecchie lampadine permetterà di ridurre le emissioni di gas a effetto serra dell'Australia di quattro milioni di tonnellate entro il 2012 e potrebbe far ridurre del 66 per cento la fattura di elettricità delle famiglie del paese, secondo il ministro. L'Australia ha prodotto circa 565 milioni di tonnellate di gas a effetto serra nel 2004, secondo i dati ufficiali. "E' una piccola cosa, ma un cambiamento enorme" ha detto oggi il ministro dell'ambiente sulla rete televisiva Nine Network. "Se il resto del mondo seguirà la nostra strada, si ridurrà fino a cinque volte la quantità d'energia consumata oggi dall'Australia".
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
  #4 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:38
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito Clima, impegno Ue per ridurre almeno del 20% le emissioni di gas serra entro il 2020

Fonte: Il Corriere Canadese - 21/02/2007

BRUXELLES - L'Europa «è profondamente preoccupata» per l'accelerazione che sta subendo il riscaldamento del pianeta e ha deciso di diventare il motore del cambiamento grazie a «un impegno fermo e indipendente di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra di almeno il 20% entro il 2020, rispetto al 1990. E questo fino alla conclusione di un accordo mondiale globale per il dopo 2012». La ripartizione dell'onere verrà decisa successivamente.
L'impegno assunto ieri a Bruxelles, nel corso del consiglio dei ministri dell'Ambiente dell'Ue è ancora più ambizioso. Sul fronte internazionale infatti, i 27 ministri sono disposti ad andare più lontano: «A ridurre del 30% le emissioni di gas a effetto serra, entro il 2020 e rispetto al 1990, come contributo ad un accordo mondiale globale per il dopo 2012".
L'Ue pone tuttavia delle condizioni, e in primo luogo che altri Paesi sviluppati si impegnino a raggiungere riduzioni comparabili e che i Paesi in via di sviluppo più avanzati sul piano economico facciano la loro parte in base alle singole responsabilità e capacità.
Per il ministro all'Ambiente italiano, Alfonso Pecoraro Scanio, il risultato raggiunto «ha permesso di rilanciare l'Europa come soggetto motore della battaglia mondiale per il cambiamento climatico. Questo deve incoraggiare - ha detto - anche le svolte che si annunciano negli Usa, soprattutto nel Congresso americano, e i primi segnali della Cina e dell'India di aderire».
Attualmente nel quadro del protocollo di Kyoto i Paesi industrializzati devono ridurre le loro emissioni del 5% nel 2012, rispetto al 1990, l'Ue dell'8% mentre nulla era previsto per i Paesi in via di sviluppo.
Solo lo scorso anno, ha commentato con soddisfazione il commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas, era impensabile ottenere un impegno su questi obiettivi, che non si fermano al 2020 ma vanno anche più lontano. I 27 ministri hanno infatti riaffermato che entro il 2050 i Paesi sviluppati dovrebbero continuare a ridurre collettivamente le loro emissioni tra il 60 e l'80 per cento rispetto al 1990.
Questi impegni sono riuniti in un documento di conclusioni del Consiglio che servirà da contributo ai lavori del vertice europeo in programma l'8 e il 9 marzo a Bruxelles.
Nelle loro conclusioni i ministri dell'Ambiente tracciano già i percorsi da seguire per raggiungere i loro obiettivi.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
  #5 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:38
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito Smog e traffico: sono ancora svariati milioni le auto non catalizzate che circolano in Italia

Data: 22/02/2007

Risultano 8.042.094 le autovetture immatricolate prima del 1993 che circolano sulle strade del nostro Paese. La maggior parte non catalizzate. Il dato emerge da uno studio dell’Osservatorio Autopromotec, che è la struttura di ricerca della più importante rassegna espositiva internazionale di attrezzature, prodotti e servizi per l’assistenza ai mezzi di trasporto, la cui prossima edizione, la 22°, si terrà nel quartiere fieristico di Bologna dal 23 al 27 maggio 2007.
Questi dati ripropongono in tutta la loro gravità l’emergenza dell’inquinamento che, come ogni inverno negli ultimi anni, sale alla ribalta delle cronache nazionali con i provvedimenti di limitazione della circolazione automobilistica nei principali centri ed aree urbane del nostro Paese.
All’inizio del 2006 il peso delle non catalizzate nelle principali città italiane non scende al di sotto del 14,65% di Firenze, la situazione è però molto più grave a Palermo, dove sono tre su dieci e soprattutto a Napoli dove sono addirittura quattro su dieci.
Il numero delle non catalizzate è dunque ancora troppo elevato e questo comporta un impatto fortemente negativo sulla qualità dell’aria. Per far fronte a questa situazione sarebbe, ovviamente, necessaria una maggiore accelerazione del rinnovo del parco circolante. Certo gli incentivi alla rottamazione attualmente in vigore daranno un contributo importante, ma per sostituire 8 milioni di auto non catalizzate altamente inquinanti ci vorrà molto tempo.
Negli ultimi anni l’industria automobilistica ha significativamente ridotto le emissioni inquinanti dei veicoli, tanto che le autovetture con motorizzazioni Euro 3 ed Euro 4 hanno livelli di emissione di polveri sottili – le PM10 - molto contenuti.

Nel nostro Paese oltre al trasporto stradale (29%), le emissioni di PM10 sono causate anche dall’industria e dalle centrali termiche (25%), da altre modalità di trasporto (15%), dagli impianti residenziali e commerciali (11%), dai processi produttivi (10%) e dai processi di combustione naturale (10%). Pertanto per contrastare le polveri sottili occorrerebbe limitare la pericolosità anche di queste fonti di inquinamento.

Bisogna poi tenere in considerazione altri fattori. Le emissioni nocive causate dal trasporto stradale, variano secondo la tipologia di veicolo e quindi per ridurre le emissioni sarebbero molto più utili provvedimenti selettivi. A partire dall’incentivazione della sostituzione dei veicoli commerciali e degli autobus con veicoli di ultima generazione, possibilmente a metano, per continuare ovviamente, come si diceva, con il rinnovo del parco circolante delle autovetture, proseguendo con la metanizzazione dei sistemi di riscaldamento delle abitazioni civili e con la fluidificazione del traffico ed il coordinamento delle misure di limitazione al traffico in armonia con le disposizioni dell’Unione Europea. L’insieme di queste misure può efficacemente contribuire a ridurre drasticamente l’inquinamento atmosferico. Si tratta però di un complesso di interventi non realizzabili in tempi brevi e quindi nell’immediato, focalizzando l’attenzione soltanto sulla quota di inquinamento riconducibile al trasporto stradale (che per quanto riguarda il PM10 non supera il 29%), risultati significativi – sostiene l’Osservatorio Autopromotec – si possono ottenere, oltre che con gli incentivi alla rottamazione, anche e soprattutto promuovendo la corretta manutenzione dei veicoli. Il livello delle emissioni nocive è infatti molto più elevato per le vetture non sottoposte a regolare manutenzione. L’importanza della manutenzione è strategica perché incide sui livelli di emissione dell’intero parco circolante. Anche per combattere la battaglia contro l’inquinamento è dunque particolarmente importante offrire agli autoriparatori con regolarità l’occasione per verificare quanto di più avanzato la tecnologia mette loro a disposizione per svolgere al meglio la loro attività. È questa indubbiamente una delle funzioni più importanti di Autopromotec 2007, la più importante rassegna espositiva internazionale di attrezzature, prodotti e servizi per l’assistenza ai mezzi di trasporto che, come si è detto, verrà inaugurata il prossimo 23 maggio a Bologna.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
  #6 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:39
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito La campagna di Legambiente "PM10 ti tengo d'occhio" riporta risultati preoccupanti

Fonte: Legambiente - 23/02/2007

Peggiora inesorabilmente l’aria delle città italiane. A neanche due mesi dall’inizio del 2007 sono già 15 le città che hanno oltrepassato i 35 giorni all’anno di superamento del limite giornaliero di PM10 (50 microgrammi/m3) consentiti per legge e la situazione non è migliore per altre 3 città (Como, Pavia e Sondrio) che sono già a 35 giorni di superamento e 12 che hanno superato il valore per 30 giorni o più.

Con 47 giorni di superamento la capolista del Pm10 è sempre Verona, seguita da Vicenza (46), Padova (45), Frosinone (42), Venezia (42), Torino (41), Mantova (40), Reggio Emilia (40), Milano (38), Bologna (38), Cesena (37) e Ferrara (37), Massa Carrara (36), Modena (36) e Treviso (36).

A tre giorni dal blocco delle auto di domenica in pianura padana, sono questi gli ultimi aggiornamenti del monitoraggio “PM10 ti tengo d’occhio”, che Legambiente ha presentato oggi in occasione della partenza del Treno Verde 2007, la campagna sull’inquinamento urbano e di sensibilizzazione ambientale realizzata insieme alle Ferrovie dello Stato.

“La grande adesione dei comuni al blocco promosso dalle regioni del Nord Italia – ha dichiarato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente – dimostra che il problema dell’inquinamento atmosferico desta serie preoccupazioni e gli amministratori concordano sul fatto che l’imputato numero uno sia proprio il traffico privato. Sarebbe auspicabile però che a questa lodevole iniziativa aderissero anche altre regioni o perlomeno altre città come Roma o Palermo che non possono certo dirsi estranee al problema delle polveri sottili. In ogni modo è chiaro – conclude Della Seta - che questo provvedimento da solo non è la soluzione anche se potrà comunque essere utile a sensibilizzare i cittadini sul problema”.

Sull’effettiva utilità di un blocco del traffico straordinario per estensione, non mancano le perplessità soprattutto per le innumerevoli deroghe concesse da molti comuni ai veicoli euro 4, con l’unica eccezione del Piemonte. Un diesel euro 4 per esempio ha le stesse emissioni di PM10 di un veicolo euro 0 a benzina, anche se minori emissioni di ossidi di azoto.

La chiusura delle città alle automobili, come l’utilizzo delle targhe alterne, secondo Legambiente, sono provvedimenti utili per affrontare l’emergenza ma certamente non risolutivi. Per migliorare, non solo l’aria ma anche la qualità della vita nei centri urbani e la salute dei cittadini, la vera sfida rimane sempre quella di ridurre il numero di veicoli in circolazione: l’Italia è al primo posto tra i paesi dell’Europa occidentale per numero di auto pro-capite con 58 vetture ogni 100 abitanti.

“E’ tempo di avviare soluzioni strutturali che riescano a risolvere il problema nel lungo periodo – aggiunge Della Seta – con un impegno più deciso del governo e delle amministrazioni locali nell’invertire i termini dell’attuale sistema di mobilità. La priorità è migliorare il trasporto pubblico in città e potenziare il trasporto su ferro lungo il Paese. Purtroppo – conclude il presidente nazionale di Legambiente - continua a mancare il coraggio dei sindaci di fare scelte concrete come succede invece in altre città europee.”


Ecco dunque il decalogo di Legambiente per i sindaci coraggiosi:

1. Favorire i mezzi pubblici con corsie preferenziali e percorsi in sede protetta su tutte le vie di accesso alle città: l’obiettivo deve essere quello di trasformare in corsia preferenziale almeno il 50% della rete di trasporto pubblico cittadino;
2. Diversificare le tariffe dei parcheggi a pagamento, aumentando i ticket nelle zone meglio servite dai mezzi pubblici;
3. Introdurre un sistema di pedaggio per l’ingresso nei centri storici (road pricing);
4. Incentivare l’uso di taxi collettivi, car-sharing, bus a chiamata, car-pooling: differenziare, in sostanza, l’offerta di trasporto mediante l’introduzione, la valorizzazione e il potenziamento di alcuni servizi;
5. Promuovere la mobilità ciclabile realizzando piste non solo per lo svago;
6. Istituire zone a traffico limitato che abbraccino integralmente i centri storici cittadini e realizzare un’isola pedonale in ogni quartiere;
7. Individuare strade dove vietare la sosta e la fermata, lungo le arterie di maggior traffico al fine di fluidificare la circolazione;
8. Aumentare il numero dei convogli ferroviari che collegano i paesi limitrofi alle città capoluogo e incentivare il loro utilizzo con agevolazioni ai cittadini;
9. Intensificare l’attività di controllo dei vigili urbani.
10. Attuare una corretta pianificazione territoriale con l’obiettivo di realizzare un’armonica e funzionale integrazione tra tutte le modalità di trasporto: auto, metro, tram, ferrovie locali, taxi, bus, biciclette, pedoni. Ad esempio ricorrendo a sistemi tariffari integrati e a forme di pagamento più comode e innovative (smart card, biglietti elettronici, ecc.).


Di seguito le città e i relativi giorni di superamento dei limiti per il PM10 dall'inizio dell'anno:
- VR Verona 47
- VI Vicenza 46
- PD Padova 45
- FR Frosinone (scalo) 42
- VE Venezia 42
- TO Torino (lingotto) 41
- MN Mantova (p.zza gramsci) 40
- RE Reggio Emilia (timavo) 40
- BO Bologna (porta s.felice) 38
- MI Milano (verziere) 38
- FC Cesena (Via Marconi) 37
- FE Ferrara (isonzo) 37
- MS Massa Carrara (via frassina) 36
- MO Modena (via nonantolana) 36
- TV Treviso 36
- CO Como (centro) 35
- PV Pavia (p.zza minerva) 35
- SO Sondrio (Sondrio) 35
- LU Lucca (v.le carducci) 34
- PC Piacenza (via giordani) 34
- AL Alessandria (p.zza d'annunzio) 33
- BG Bergamo (via meucci) 33
- CR Cremona (fatebenefratelli) 33
- RM Roma (tiburtina) 33
- BI Biella (via don sturzo) 32
- BS Brescia (broletto) 32
- FI Firenze (viale gramsci) 32
- TN Trento (via brennero) 32
- NO Novara (largo leonardi) 31
- RO Rovigo 30

NB: per le città in cui il numero di giorni di superamento non è fornito direttamente dalle Arpa o dagli enti preposti si è scelto come riferimento la centralina peggiore (ovvero che ha registrato il numero più elevato di giorni di superamento del limite giornaliero di 50 microgrammi/m3 previsto per il PM10) di ogni città, indicata tra parentesi accanto alla città, e, nei giorni in cui questa non ha funzionato, si è presa in considerazione la peggiore tra le altre centraline urbane.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
  #7 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:39
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito Effetto serra: presentata ufficialmente la proposta di estendere il sistema di mercato delle emissioni anche al traffico aereo internazionale

Fonte: Ansa - 26/02/2007

ROMA - La proposta della Commissione, sostenuta dall'Europarlamento, di estendere al traffico aereo il sistema di mercato delle emissioni di gas serra e' stata presentata ufficialmente e inizia ora il suo iter. I trasporti aerei sono una delle fonti di emissioni di gas a effetto serra a piu' rapida espansione in Europa; includendoli nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) sara' possibile ridurre la quantita' di CO2 prodotta del 46% entro il 2020 rispetto alle emissioni previste in assenza di ulteriori politiche. Mentre le emissioni prodotte dai voli nazionali sono in diminuzione, quelle generate dai voli internazionali aumentano, compromettendo i provvedimenti adottati dall'UE per contrastare i cambiamenti climatici. Questa situazione e' dovuta al fatto che i voli nazionali, contrariamente a quelli internazionali, rientrano nel protocollo di Kyoto. Dal 1990 in poi le emissioni connesse ai voli internazionali sono aumentate nell'UE dell'87%, a seguito della riduzione delle tariffe dei trasporti aerei e della scarsa attenzione per i costi ambientali. Per dare un'idea delle dimensioni del problema, si pensi che una persona che effettua un volo di andata e ritorno tra Londra e New York genera piu' o meno le stesse emissioni che una famiglia europea media produce in un anno per riscaldare la propria abitazione. Includere il trasporto aereo nel sistema europeo di scambio delle quote di emissione rappresenta, quindi, il modo piu' efficiente in termini di costi e piu' efficace sotto il profilo ambientale per controllare le emissioni dei trasporti aerei. La proposta della Commissione prevede di attribuire alle compagnie aeree quote annue negoziabili di emissioni di CO2. Alla fine di ogni anno esse dovranno scambiare una parte delle loro quote in proporzione alle tonnellate di CO2 emesse. In futuro il totale delle quote a disposizione delle compagnie aeree non potra' superare il livello medio delle emissioni (in tonnellate di CO2) prodotte nel periodo 2004-2006. La direttiva garantira' parita' di trattamento a tutti gli operatori aerei, siano essi comunitari o stranieri. A partire dal 2011 rientreranno nel sistema tutti i voli nazionali e internazionali effettuati tra aeroporti dell'UE e dal 2012 il sistema sara' esteso anche a tutti i voli internazionali in arrivo e in partenza dagli aeroporti dell'UE. In questo modo si prevede che per il 2020 ogni anno sara' possibile risparmiare fino al 46% di CO2 rispetto allo scenario corrispondente allo status quo, per un totale di 183 milioni di tonnellate annue; a titolo di esempio, questa cifra corrisponde al doppio delle emissioni di gas serra prodotte ogni anno dall' Austria, tenuto conto di tutte le fonti di emissione. I prezzi dei biglietti non dovrebbero variare molto, dato che le compagnie aeree possono ridurre le emissioni in diversi modi, soprattutto investendo in aerei e motori piu' efficienti e ottimizzando il proprio funzionamento. E' tuttavia possibile che il prezzo di un biglietto di andata e ritorno all'interno dell' UE aumenti di un importo compreso tra 1,8 e 9 euro entro il 2020. (ANSA). XLO
26/02/2007 09:35

© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
  #8 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:41
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito Effetto Serra: migliaia di scienziati ai Poli per studiare i cambiamenti climatici della Terra

Fonte: La Repubblica.it » Homepage - 26/02/2007

di ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - Sarebbe una bella trama per un film di fantascienza: migliaia di scienziati di tutto il mondo invadono Polo Nord e Polo Sud, determinati a scoprire come salvare il nostro pianeta dall'effetto serra. Accadrà per davvero nei prossimi due anni, come risultato di una ricerca che si propone di realizzare il più ampio studio dell'ultimo mezzo secolo sulle regioni polari.

Presentata ufficialmente a Londra come "International Polar Year" (Ipy), la spedizione avrà in realtà durata biennale, per permettere ai ricercatori di dedicare un anno completo di indagini a ciascuno dei due poli. L'iniziativa ha tre precedenti: ricerche analoghe furono compiute nel 1882-83, nel 1932-33 e per l'ultima volta cinquant'anni fa esatti nel 1957-58. Il nuovo progetto, tuttavia, contiene due novità di rilievo: si svolge alla luce dei catastrofici allarmi sul cambiamento climatico, tra cui predizioni che lo scioglimento dei ghiacci all'Artico e all'Antartico sia un processo irreversibile in grado di fare alzare il livello dei mari di vari metri, sommergendo le coste di numerose aree del pianeta; e sarà attuato con sofisticati mezzi tecnologici, inimmaginabili cinquant'anni or sono.

"Dobbiamo superare molti ostacoli, i finanziamenti della missione, la condivisione dei dati, una natura in rapida e sorprendente evoluzione nelle regioni polari", ha detto ieri David Carlson, direttore del comitato di coordinamento della spedizione. "Ma abbiamo dalla nostra un forza enorme, ovvero l'entusiasmo internazionale e una cooperazione a un livello più alto e in un raggio di esperienze scientifiche più ampio di quanto sia mai stato possibile prima d'ora". Lo studio si propone sei obiettivi principali: determinare lo stato attuale dell'ambiente ai poli; quantificare i cambiamenti climatici passati e presenti, e migliorare le previsioni su quelli futuri; comprendere meglio i legami tra le condizioni climatiche ai poli e nel resto del pianeta; indagare le ultime frontiere della scienza nelle due regioni; approfondire l'osservazione della crosta terrestre e dello spazio dai poli; esplorare gli aspetti culturali, sociali e storici delle popolazioni che abitano ai circoli polari.

La crescente consapevolezza che Polo Nord e Polo Sud stanno diventando le prime vittime del cambiamento climatico, e che le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci rischiano di essere catastrofiche per il nostro pianeta, è naturalmente la questione più urgente all'esame della missione. "Sebbene geograficamente distanti dal mondo civilizzato e confortevole in cui viviamo, è ormai chiaro a tutti che Artico e Antartico sono il nostro cortile di casa", afferma Chris Rapley, capo della delegazione britannica che partirà per i poli. "In termini di nuove scoperte e accumulazione di conoscenze scientifiche, questo biennio di ricerche ci dirà tutto quello che ancora non sapevamo su Polo Nord e Polo Sud", commenta Malcom Wicks, ministro per la Scienza del governo Blair. Comincia in questi giorni, insomma, l'"Anno dei Poli": la missione - speriamo non impossibile - di un esercito di scienziati per studiare le preziose calotte, e salvare la terra.
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
  #9 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:41
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito Redatto dal Corpo Forestale dello Stato lo studio "Foreste, cambiamenti climatici e biodiversità"

Fonte: Ansa - 28/02/2007

ROMA - Sembra archiviato per sempre il pericolo piogge acide per le foreste; ora il nuovo allarme si chiama ozono e azoto. Ma per quanto riguarda i boschi italiani non tutte le notizie sono negative: la superficie delle foreste ha fatto segnare infatti nel corso degli ultimi 20 anni un incremento del 23%. Ma c'e' di piu': i dati relativi all'inventario forestale potranno contribuire a far risparmiare al nostro Paese, nel corso dei prossimi 5 anni, fino a 1 miliardo di euro. Queste le indicazioni piu' significative dello studio "Foreste, cambiamenti climatici e biodiversita'", redatto dal Corpo Forestale dello Stato su dati del Conecofor, la rete nazionale integrata per il Controllo degli Ecosistemi Forestali, che sara' presentata oggi a Roma nell'ambito del workshop 'Gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversita' forestale'.

LA SALUTE DELLE FORESTE ITALIANE I dati raccolti dal Conecofor indicano come la deposizione di sostanze azotate raggiunga al momento picchi di oltre 30 kg l'anno per ettaro nella zona della Pianura Padana, con valori comunque alti in tutte le altre aree controllate, ''provocando tra l'altro - viene sottolineato - l'inquinamento delle falde idriche e dei corsi d'acqua''. Le concentrazioni di ozono raggiungono percio' ''picchi preoccupanti, fino a 60-70 parti per miliardo, specialmente nel periodo estivo e nelle aree piu' meridionali, determinando forti danni alla vegetazione forestale''.
AUMENTATA LA SUPERFICIE FORESTALE NAZIONALE I dati raccolti dall''Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio' indicano che la superficie forestale era pari nel 2005 a circa 10 milioni di ettari, rispetto agli 8 milioni censiti nel precedente inventario del 1985, con un incremento complessivo del 23%. La graduatoria delle regioni che presentano una superficie forestale piu' alta rispetto alle altre sono la Sardegna e la Toscana, con circa 1 milione di ettari ciascuna, seguite da Piemonte e Lombardia, con circa 800 mila ettari ciascuna.
IL RUOLO DELLE FORESTE NEI CAMBIAMENTI CLIMATICI A livello planetario, le foreste, a fronte di un'emissione netta nell'atmosfera di circa 170 miliardi di tonnellate di carbonio negli ultimi 150 anni, ne avrebbero assorbito circa 80 miliardi. Quindi, sintetizza lo studio, ''quasi il 50% di tutto il carbonio assorbito e' stato metabolizzato dagli ecosistemi terrestri''. Diversa la situazione nel nostro Paese, ''dove le foreste, che coprono circa un terzo della superficie nazionale, assorbono piu' del 50% di tutto il carbonio bloccato dagli ecosistemi terrestri''.
PROTOCOLLO DI KYOTO Secondo i dati dell'inventario forstale, l'Italia potra' risparmiare nel corso dei prossimi 5 anni fino a 1 miliardo di euro. E cio', informa lo studio, grazie al fatto ''che il nostro Paese ha potuto dichiarare un assorbimento di anidride carbonica da parte delle foreste 10 volte superiore a quello stimato precedentemente, pari cioe' a 10 milioni di tonnellate all'anno''.
LA DISGREGAZIONE DEGLI ECOSISTEMI FORESTALI Nei prossimi 100 anni si potra' assistere a ''una progressiva disgregazione di tutti gli ecosistemi forestali della penisola''. Di questi, ''solo poche componenti potranno migrare in aree piu' adatte ai mutati scenari climatici, mentre la maggior parte sara' destinata all'estinzione, almeno a livello locale''.

© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
  #10 (permalink)  
Vecchio 01-05-2009, 14:42
Senior Member
 
Registrato dal: Apr 2009
Messaggi: 1,066
predefinito Effetto Serra: Secondo il Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici nell'area del Mediterraneo le piogge invernali caleranno del 20-40%

Fonte: Ansa - 01/03/2007

(ANSA) - TORINO, 1 MAR - Sull'area del Mediterraneo piovera' sempre meno, con un calo del 20% delle precipitazioni invernali che potrebbe anche raddoppiare. E le estati torride come quella del 2003 saranno praticamente la norma. Lo evidenziano gli scenari allo studio del Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici, un consorzio nato l'anno scorso per studiare i mutamenti del tempo e gli impatti sull'ambiente e sulle attivita' umane. La relazione del direttore del centro, Antonio Navarra, ha aperto oggi a Torino il convegno ''Un solo clima: riconversione ecologica per il Mediterraneo e la Terra'', organizzato a Torino dalla fondazione culturale 'Una sola Terra'. ''Il riscaldamento globale - ha detto Navarra - estendera' entro la fine del secolo l'area sud-tropicale a tutto il Mediterraneo. L'aumento medio delle temperature sara' di 2-3 gradi, ma potra' arrivare fino a 4-5. E' quindi piu' che mai necessario che l'Italia si doti di un piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ne va di mezzo la conservazione del made in Italy agricolo, il turismo, ma, piu' in generale, se il clima cambia e' tutto il sistema a rischiare''. La prima emergenza sara' lo ''stress idrico, l'aspetto piu' preoccupante - ha sottolineato Navarra - se le quantita' di neve si riduce va cambiato qualcosa nella gestione delle risorse, anche se il primo impegno dovrebbe essere gia' adesso quello di ridurre le perdite del sistema di distribuzione, il 25%-30% nel caso dell'acqua per usi domestici''. Dal convegno e' arrivata un'ulteriore conferma al surriscaldamento del clima: ''Quello fino ieri - ha osservato Luca Mercalli, presidente della Smi (Societa' meteorologica italiana) - e' stato in Piemonte l'inverno piu' caldo da quando si registrano le temperature: l'aumento della media e' stato di 3,5 gradi rispetto alla serie storica, di mezzo grado se confrontato con il record precedente. E tutto l'ultimo semestre e' stato il piu' caldo di sempre''. L'ex sottosegretario all'Ambiente Valerio Calzolaio, a nome degli 'ecologisti di sinistra', ha sostenuto la necessita' ''di promuovere, attraverso l'Onu, una Rio2'', sul modello della conferenza mondiale sull'ambiente, questa volta, pero', ''non per fare il punto , ma approvare nuovi accordi o strumenti vincolanti per il diritto all'acqua e contro la sete, per le foreste, per la conservazione del suolo e per l'adattamento climatico''. (ANSA)

© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati
Digg this Post!Add Post to del.icio.usBookmark Post in TechnoratiSegnalo su Google questo Post!Segnalo questo post!Segnalo questo post!Condivido su FacebookCondivido su MyspaceRitaglia la tua notizia!Twit this!Segnala il post!
Rispondi quotando
Rispondi

Tag
effetto serra, inquinamento, notizie, riscaldamento globale, smog

Strumenti della discussione Cerca in questa discussione
Cerca in questa discussione:

Ricerca avanzata
Modalità di visualizzazione

Regole d'invio
Non puoi inserire discussioni
Non puoi inserire repliche
Non puoi inserire allegati
Non puoi modificare i tuoi messaggi

BB code è attivo
Le smilie sono attive
Il codice IMG è attivo
il codice HTML è disattivato
Trackbacks are attivo
Pingbacks are attivo
Refbacks are disattivato



Tutti gli orari sono GMT +1. Attualmente sono le 05:22.


Powered by vBulletin® Version 3.8.4
Copyright ©2000 - 2012, Jelsoft Enterprises Ltd.
Search Engine Optimization by vBSEO 3.3.0
Traduzione italiana Team: www.vBulletin-italia.it
© Circuito WebNetwork.it - P.iva 03764980284