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amianto e scaldabagno

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  • amianto e scaldabagno

    Salve....


    Un saluto a tutti e brevemente espongo:

    Mi ritrovo davanti casa quattro fioriere che mio padre ha ricavato una trentina di anni fa da un paio di scaldabagni elettrici (boiler da 80 litri) come facevano in molti dalle mie parti. Ho letto su varie guide che all' epoca gli scaldabagni contenevano amianto (anche se non sono riuscito a capire in che forma). Forse era quello spessore di materiale giallo-arancione della consistenza simile allo styrofoam (stiroform) interposto tra il contenitore e la lamiera esterna?
    Se ben ricordo aprendo lo scaldabagno per rimuovere il contenitore da 80 litri quel materiale restava attaccato alla lamiera esterna non sbriciolava ma con le mani si spezzava.
    L' amianto all' epoca era l'unico materiale usato per coibentare o esisteva altro?

    Ringrazio anticipatamente.

  • #2
    Generalmente i boiler venivano coibentati esternamente con l'amianto per prevenire le dispersioni termiche. In pratica si ricoprivano di una specie di stucco d'amianto che andava a costituire uno strato solido molto spesso e facilmente identificabile, come puoi vedere dalla foto qui sotto.



    Inoltre di solito si coibentavano anche le tubazioni:



    Questo non esclude che alcuni boiler senza una chiara coibentazione esterna potessero avere dei componenti all'interno a base di amianto. In quei casi bisogna chiedere informazioni direttamente al produttore.
    Il mio sitoweb:
    NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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    • #3
      Per scaldabagno intendevo quello come nella foto.
      Si toglieva la scocca esterna (lamiera) e ci stava questo paio di cm di materiale descritto prima,che alla fine si manipolava solo per toglierla e prendere il serbatoio che successivamente tagliato a metà  formava le due fiorire.
      Al produttore è un po' difficile risalirci visto i trenta e passa anni che sono trascorsi.
      La speranza era che all'epoca (metà  anni 80) si potesse usare anche qualcos'altro di diverso dall'amianto per coibentare oggetti simili.
      Caspita,però,vedendo la foto che hai allegato viene davvero da pensare a che cosa teneva prima la gente in casa ( a chi faceva coibentazioni per lavoro) e che parecchi (includo me) si preoccupano semmai per una canna fumaria o per qualche mq di onduline.
      Alla fine sorge spontanea la domanda:
      bastano un paio di simili episodi per correre dei rischi?
      File allegati

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      • #4
        I rischi relazionati ad un'esposizione si valutano sulla base di diversi fattori. Ti cito i due più importanti:
        1) la concentrazione di fibre presenti nell'aria inalata
        2) il tempo di esposizione

        Riguardo il tempo di lavoro, abbiamo appurato che è stato molto breve.
        Riguardo la concentrazione di fibre nell'aria... non la conosciamo, e addirittura non sappiamo nemmeno se fosse presente amianto all'interno dello scaldabagno (di sicuro non c'era all'esterno).
        Quindi manca proprio un termine di riferimento per la valutazione.
        Non si può dire molto: l'esposizione, se c'è stata, è di tipo occasionale.

        Vuoi vedere piuttosto un esempio di comportamento a rischio del quale ci si dovrebbe veramente preoccupare?
        Nella recente foto qui sotto vedi il lavoro di setaccio delle fibre di amianto in un ambiente chiuso, lavoro che dura una decina di ore al giorno per 350 giorni all'anno.



        La concentrazione di fibre aerodisperse a cui è sottoposta questa donna è paragonabile a quella che era presente in Italia nei diversi ambienti di lavoro dove si è registrata la stragrande maggioranza dei malati di amianto.
        Il mio sitoweb:
        NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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        • #5
          una foto da lasciar senza parole!

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