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Invecchiamento Eternit

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  • Invecchiamento Eternit

    Ciao a tutti!
    Volevo chiedervi un parere.
    Leggendo dei criteri per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto, mi è venuto un dubbio.
    Alcuni di questi "criteri" introduco (oltre ai soliti parametri come presenza di crepe/rotture/stalattiti ecc...) un "fattore moltiplicativo" derivante dall'età  del manufatto.
    Altri, come questo, no:

    "https://www.vegaengineering.com/linea-guida-linee-guida-per-la-valutazione-dello-stato-di-conservazione-delle-coperture-in-cemento-amianto-e-per-la-valutazione-del-rischio-a-cura-della-regione-emilia-romagna-assessorato-sanita-servizio-sanita-pubblica--98.pdf"

    Ora volevo chiedervi, in che modo l'età  del manufatto influenza la dispersione di fibre?
    Una volta eroso lo strato più esterno (che ho letto, impiega circa 5/10 anni per erodersi) il materiale non dovrebbe aver una dispersione pressochè identica nel corso degli anni essendo costituito da una miscela omogenea di cemento+amianto?
    Domanda stupida, ma che mi ronza in testa da molto tempo xD

  • #2
    Il protocollo di valutazione delle coperture che hai allegato è in tutto simile ad altri protocolli, come ad esempio quello di regione Lombardia. In quest'ultimo, come giustamente hai sottolineato tu, esiste il fattore moltiplicativo legato alla vetustà  del manufatto.
    Dal mio punto di vista, mi spiego la presenza di tale fattore innanzitutto per introdurre un peso maggiore legato alla vecchiaia della copertura: gli altri fattori di valutazione includono, è vero, indici legati allo stato del manufatto (crepe, rotture, modalità  di rottura della lastra, stalattiti ecc) ma anche fattori legati alla "posizione" della copertura (presenza di aperture, ventilazioni, vicinanza con luoghi sensibili ecc). Introdurre un fattore moltiplicativo di età , permette allora di rendere più importanti i fattori appunto legati all'oggettivo stato ci manutenzione della copertura.
    Considera poi che tali protocolli, almeno in Lombardia, possono essere applicati anche dal comune cittadino senza alcuna formazione tecnica. Tralasciando discussioni in merito, avere un fattore moltiplicativo difficilmente mal interpretabile (l'età  appunto), permette di ovviare a eventuali imprecisioni nella valutazione degli altri fattori.
    Spesso mi è capitato che gli enti di controllo contestassero l'applicazione del protocollo poichè non erano state correttamente valutate le distanze dei luoghi sensibili e delle aperture in prossimità  della copertura. Correggendo la valutazione con i dati esatti, però, il valore dell'indice di degrado non cambiava, proprio perchè era già  moltiplicato per un fattore 2, 3 o 4,
    Il mio sito web:
    www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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    • #3
      Ciao SRA, grazie per la risposta!
      Si può dire, quindi, che è un modo per rendere più oggettiva possibile la valutazione, visto che , per esempio, dire che le stalattiti presenti siano di piccole dimensioni è una valutazione soggettiva (non essendo normate le dimensioni delle stalattiti/crepe/rotture ecc...).
      Io avevo inteso questo valore moltiplicativo come se un manufatto/copertura degli anni 70/75 fosse più pericoloso di uno degli anni 80 (a causa di un aumento della quantità  di fibre disperse col passare del tempo).

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      • #4
        Prego!
        Beh, credo entrambi gli aspetti. Non vi è dubbio che tanto più è vetusto un manufatto (che, tra l'altro, in quanto copertura è anche soggetto all'azione degli agenti atmosferici), tanto più sarà  degradato. D'altra parte, non è detto che due manufatti posati nello stesso anno, abbiano seguito lo stesso degrado. E quindi sono necessari altri parametri per caratterizzarne lo stato di conservazione. Tali parametri, non sempre oggettivi, sono anche funzione dell'esperienza del soggetto che li valuta.
        Il mio sito web:
        www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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        • #5
          Stavo riflettendo su una cosa.
          Questo sistema di valutazione, non tiene conto delle dimensioni delle coperture.
          Secondo tale sistema si dovrebbe provvedere alla rimozione di una copertura di piccole dimensioni poichè vecchia, ma non invece per un capannone industriale costruito 10 anni dopo. Sono scemo io o qualcosa non funziona in questo sistema?

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