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Isolamento tubi riscaldamento

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  • Isolamento tubi riscaldamento

    Buongiorno a tutti, mi chiamo Francesco e abito in provincia di Pavia.
    Sto ristrutturando casa (costruita negli anni '50), ed ho i tubi del riscaldamento che passano in garage. I tubi sono in ferro nero saldati, ricoperti con un "rotolo" di isolante che non so identificare avvolto attorno ai tubi e tenuto insieme da una "fasciatura" in materiale plastico.
    Dato che devo saldare delle giunte per collegarmi con i raccordi per il multistrato, ho necessità  di rimuovere parte dell'isolamento esistente.

    Ho letto diverse discussioni qui sul forum a riguardo, e non mi pare che sia il mio caso, ma volevo essere sicuro di non avere per le mani un isolante che contenga amianto. Dalle foto sapreste darmi un opinione?

    Grazie, Francesco
    File allegati

  • #2
    A prima vista, sembrerebbe del materiale di natura fibrosa, tipo lana di vetro/roccia. Non è escluso che, sopratutto per isolamenti vecchi, possano anche contenere amianto. In ogni caso, i materiali fibrosi sono anch'essi potenzialmente cancerogeni anche se non contengono amianto. Non c'è da preoccuparsi per quelli moderni, dotati di apposita marcatura CE. Più complesso è il discorso per i quelli più vetusti per i quali, come per l'amianto, sarebbe opportuna un'analisi di laboratorio
    Il mio sito web:
    www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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    • #3
      Grazie mille per il responso.
      La cosa migliore mi sembra far analizzare un campione... eventualmente mi sapresti indicare un laboratorio adeguato? A che tipo di spesa si va incontro?

      L'isolamento verrebbe rimosso unicamente nei punti dove devono essere effettuate le saldature, ma il resto rimarrebbe così com'è; nel caso venisse evidenziata la presenza di fibre cancerogene che opzioni potrei avere oltre alla rimozione da parte di una ditta specializzata? Una seconda "fasciatura" potrebbe risolvere il problema?

      Grazie ancora per la risposta, Francesco

      P.s. Il materiale in se non è "friabile", anzi è bello compatto e difficile da "slegare"; muovendolo però viene giù parecchia polvere che non riesco a capire se sia sua o se sia solo sporco.

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      • #4
        La polvere che noti può proprio contenere le fibre "microscopiche" più pericolose, per questo è necessario indossare una protezione adeguata (purtroppo, si tratta delle stesse mascherine ora introvabili, FP3 o almeno FP2).

        Provo a semplificare, per farmi capire. Le analisi che si possono fare sono di 2 tipi, a seconda dell'obiettivo che vuoi perseguire.
        1. Ricerca del solo amianto: puoi richiedere un'analisi diffrattometrica (DRX) o in spettometria (FT-IR) che hanno costi tutto sommato contenuti (ordine di grandezza, 100-200 euro). Ad un costo doppio/triplo, puoi richiedere un'analisi al microscopio elettronico (SEM).
        2. Ricerca e determinazione di altre fibre cancerogene: richiedi la DLG-2ES+contenuto degli ossidi alcalini e alcalino/terrosi. Ha un costo intermedio a quelli precedenti.

        Nel tuo caso, forse propenderei per la seconda, vista la natura del materiale. Anche perchè devi considerare quanto segue. Nel caso l'analisi DLG-2ES indichi la presenza di fibre cancerogene, la bonifica (che sia una rimozione o un incapsulamento/confinamento) dovrebbe essere eseguita da un'impresa qualificata. Non entro nel merito normativo perchè la questione è complessa: le ASL che vigilano su tali interventi, impongono il rispetto degli stessi vincoli previsti per l'amianto. Quindi, partendo dal presupposto che le fibre che analizzerai saranno molto probabilmente di tipo cancerogeno, anche se non dovessero contenere amianto, dovrebbero essere bonificate con le stesse modalità .

        Ciò detto, anticipo la domanda "classica" che mi viene rivolta normalmente: "eh ma c'è da fare tutto questo traffico per rimuovere pochi metri di isolamento? Ma non posso farlo fare al mio muratore che in 10 minuti risolve tutto?"
        Risposta ufficiale: no, perchè il materiale è pericoloso e quindi va gestita la bonifica in modo adeguato; inoltre, va smaltito appositamente. Risposta ufficiosa: capisco che mi si possa dire che così i tempi, e sopratutto i costi, si ampliano. Rimane il fatto che non si dovrebbe fare.

        Laboratori: gli stessi laboratori che analizzano l'amianto, analizzano al 99% anche le altre fibre. Quindi, come ho scritto in numerosi altri interventi, esiste l'elenco (suddiviso per regione) dei laboratori che hanno aderito al programma di qualificazione volontaria del ministero. Quelli lombardi li trovi qui: http://www.salute.gov.it/portale/tem.../lombardia.pdf

        Ne esistono altri che, per proprie ragioni, hanno preferito non aderire al programma ministeriale e li trovi con una semplice ricerca sui principali motori di ricerca.

        Per la bonifica: ribadisco, la soluzione fai-da-te non è contemplata.
        Il mio sito web:
        www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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        • #5
          Ok, grazie mille per la risposta completissima. Proverò a contattare dei laboratori, anche se dubito che in questo periodo sia possibile ottenere dei risultati in tempi brevi. Attenderemo tempi migliori...

          Grazie ancora per la pazienza, Francesco

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