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Info su rilascio interno tettoia

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  • Info su rilascio interno tettoia

    Buongiorno a tutti,

    Per SRA e Davide, ma le tettoie in eternit rilasciano anche dall‘interno ( quindi parte non esposta ad intemperie) fibre? Io alla fine ripensando a quando ero piccolo , i miei nonni avevano una piccola cantina con tetto in eternit ( 4x2) dove tenevano varie cose da giardino tra le quali cuscini per il dondolo , la mia bicicletta, i miei pattini e altri giochi. Pensandoci io nella cantinetta ci entravo per prendere i giochi e poi giocarci in giardino. Quindi mi chiedo ( avendo già  avuto anche una esposizione in garage, in quanto a casa dei miei genitori invece vi era il tetto del garage in eternit) c‘è stato rischio di esposizione anche quando andavo a prendere i giochi? I giochi potevano essere contaminati con fibre?

    Grazie

  • #2
    ormai è diventata una ansia costante, essendo cresciuto con diversi manufatti attorno, ci passavo vicino camminando oppure ci giocavo o mettevo la macchina, sono veramente molto in ansia.

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    • #3
      Nella valutazione del rischio di esposizione ha certamente un'incidenza anche il fatto che la copertura in cemento-amianto sia o meno visibile dall'intradosso (parte interna). Questo perchè eventuali controsoffitti, solette strutturali o altre barriere che separino l'ambiente di vita dal tetto, impediscono (o minimizzano) l'eventuale dispersione all'interno dei locali.

      Poichè si tratta di un manufatto a matrice cementizia, il rischio di rilascio interno, anche grazie al probabile minor degrado (perchè non esposto agli agenti atmosferici), è certamente più contenuto. Quantificare, al solito, il rischio corso e la possibile concentrazione di fibre in aria è molto complicato (per non dire impossibile) senza una misurazione.
      Ribadisco che, in linea generale, tale rischio non dovrebbe essere significativo
      Il mio sito web:
      www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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      • #4
        Grazie SRA, ho trovato sul sito dell ARPA queste informazioni: L‘amianto che si distacca è presente sia in fibre libere che in particelle miste, nelle quali le fibre sono ancora parzialmente inglobate nel cemento.

        L‘amianto finisce, generalmente, nei canali di gronda in quanto gran parte dei distacchi avviene nel corso delle precipitazioni atmosferiche, a causa dell‘azione meccanica delle gocce di pioggia. Ciò si può verificare facilmente nel corso di ispezioni sui tetti di Eternit constatando la presenza di depositi di materiale contenente amianto nelle gronde, sia di stalattiti filamentose in corrispondenza dei punti di gocciolamento delle lastre ondulate. Questa frazione di amianto distaccatosi dal manufatto ha, comunque, una bassa probabilità  di finire sotto forma di fibre disperse nell‘aria in quanto:

        una parte dei fasci di fibre contiene ancora particelle di cemento che tengono unite tra loro le fibre;
        le particelle miste formatesi sono di dimensioni e peso tali che non sono in grado di disperdersi nell‘aria;
        la presenza di altre fibre nell‘aria (per la maggior parte di origine organica), come di particelle non fibrose (la superficie rugosa dei tetti raccoglie con facilità  la polvere in sospensione nell‘aria), dà  origine a depositi difficilmente aerodisperdibili.
        Dunque anche se il rilascio di amianto da un tetto può essere relativamente elevato solo una minima parte di fibre si disperde, diluendosi in enormi volumi di aria, in funzione dell‘andamento locale dei venti. Non bisogna, però, dimenticarsi delle fibre che si accumulano nei canali di gronda in quanto diventano inevitabilmente una sorgente secondaria di fibre nell‘aria. Il meccanismo di distacco sopra descritto spiega per quale motivo in prossimità  dei tetti di Eternit le concentrazioni di fibre sono generalmente basse. Dai numerosi monitoraggi dell‘aria eseguiti da questa Agenzia, anche a breve distanza dalle coperture di cemento-amianto, non sono mai state riscontrate concentrazioni elevate di fibre aerodisperse.

        Che ne pensi? da noi non c erano grondaie, e parliamo di 24 metri quadrati in tutto tra garage e cantinetta, quindi da quanto ho capito sono pochi metri quadrati, è corretto? Grazie 🙏

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        • #5
          Concordo in pieno con ARPA. Non so di quale Regione ma confermo che le stesse informazioni sono contenute in report redatti anche da ARPA Lombardia.
          Ribadisco che il rischio dovrebbe essere contenuto.
          Vale la solita considerazione: se il rischio fosse statisticamente sempre significativo, le patologie amianto correlate sarebbero decisamente più diffuse. Ciò non significa che allora il problema non esiste! Significa che STATISTICAMENTE l'incidenza non è significativa. Poi ci saranno casi in cui, la combinazione di vari fattori tra cui bassa concentrazione di amianto, patologie pregresse, predisposizione genetica, abitudini personali (fumo di sigaretta su tutti), esposizioni ad altri agenti cancerogeni (vedi radon) possono indurre tali patologie.
          Pertanto, è bene, se possibile, provvedere a mettere in sicurezza l'amianto, nel rispetto delle norme vigenti!
          Il mio sito web:
          www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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