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Rottura tetto eternit
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Rottura tetto eternit
Buongiorno, due mesi fa il mio vicino di casa ha sostituito il tetto in eternit del suo garage, con l'aiuto di 2 operai, spaccando molte lastre di eternit. Le lastre rotte sono state tenute nel suo giardino per circa un mese, nel quale io ho fatto una segnalazione all'ASL competente ed ai carabinieri. Dopo un mese queste lastre sono state portate via dal mio vicino che nella settimana precedente le ha frantumate con il martello per metterle all'interno di appositi sacchetti. Io mi sono accorto della presenza delle lastre rotte solo una settimana dopo l'inizio dei "lavori", in questo arco di tempo ho utilizzato molto il mio giardino per fare esercizio fisico, quando mi sono accorto di quello che aveva fatto il vicino mi sono chiuso in casa, ho contattato i carabinieri e l'ASL e dopo circa 3 settimane i detriti sono stati portati via per essere smaltiti. Avendo il giardino che è 10-15 metri di distanza dal suo la quantità di amianto che potrei aver respirato è significativa, ma soprattutto quanto impiegheranno le fibre di amianto a disperdersi nell'aria e renderla "pulita"? -
L'atmosfera ha effetto diluente sulla concentrazione di fibre aerodisperse. Inoltre ti trovavi in ambiente esterno. Le lastre sono materiali compatti e le fibre sono, anche se parzialmente, trattenute dalla matrice cementizia. Ovvero la tua esposizione è certamente classificabile come di bassa entità e di breve durata. Pertanto, statisticamente, non dovrebbe essere significativa dal punto di vista del rischio corso.
La concentrazione di eventuali fibre è certamente tornata ai livelli naturali, sempre che sia mai stata maggioreIl mio sito web:
www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza
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Grazie per la risposta SRA, volevo chiedere un altra cosa, è possibile che visto che l eternit rotto è rimasto un mese nel giardino ci siano ancora delle polveri che si sono depositate a terra e possono inquinare l'ambiente?
Grazie in anticipo per la risposta
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Non è possibile escluderlo ma i fattori in gioco sono tantissimi: la quantità di fibre rilasciate dai manufatti, le azioni del vento, della pioggia ecc ecc
In genere, a meno di depositi consistenti di amianto, è probabile che il terreno ed il suolo superficiale, non abbiano subito un inquinamento rilevante.
Dare una risposta certa non è possibile se non analizzando il terreno. Ma, ripeto, non è molto probabileIl mio sito web:
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Scusa un altra domanda SRA, quindi anche se nel giardino del mio vicino, che si trova a 10 metri da casa mia, sono rimaste per circa un mese molte lastre rotte, la mia esposizione si può considerare come sporadica oppure è un esposizione rilevante?
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Marco81, provo allora a generalizzare.
L'inquinamento indotto dalla dispersione di manufatti contenenti amianto, di qualsiasi tipo siano, hanno un'influenza sia sulle matrici ambientali (aria, acqua e suoli), sia sul fisico umano.
Le conseguenze di una loro scorretta gestione (mancata manutenzione, applicazione di pratiche di bonifica e rimozione, scorrette o fraudolente ecc), possono essere molteplici e di gravità differente, in relazione a numerosissimi parametri (condizioni ambientali, posizione dei manufatti, loro tipologia, condizioni di conservazione, quantità di amianto, suscettibilità al degrado, modalità di bonifica, suscettibilità del soggetto umano anche relativamente alle abitudini di vita ecc ecc).
Mi sembra evidente, da questo quadro che, una definizione a priori del rischio associato alla presenza di manufatti in amianto, non è possibile o è, quantomeno, complessa e potenzialmente soggetta ad errori. Sarebbe quantomeno necessario avere una minima conoscenza delle condizioni al contorno del problema, cosa che spesso, non è possibile attraverso un forum.
Ciò detto, usualmente, è possibile affermare che situazioni paragonabili alla tua raramente hanno conseguenze che incidono significativamente sulla salute delle persone e sullo stato dei luoghi. Ciò non toglie che se-faccio un esempio-i signori che hanno improvvidamente rimosso le lastre, lo hanno fatto con flessibili, provocando una nube significativa di polvere che, sempre per fare un esempio, a causa del vento, è entrata in una finestra prospiciente, beh, è evidente che esiste la possibilità di un rischio significativo per le persone che abitano nella casa. Quanto significativo? Sarebbe necessario, ad esempio, valutare la concentrazione in aria ambiente delle fibre nell'appartamento.
Questo per dire che, in linea di principio, stare a 10 m o a 50 m, potrebbe non avere influenza alcuna. Per saperlo, comunque, dovrei sapere come hanno rotto le lastre, dove lo hanno fatto, quanta polvere è stata sollevata, che stile di vita hai ecc ecc.
In conclusione in linea di principio:
- tutte le esposizioni come la tua sono certamente sporadiche perchè sono sicuramente contenute nel tempo (non è che stai respirando polveri di amianto per 8 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, 12 mesi all'anno in una cava di amianto!);
- è probabile che le esposizioni come la tua siano anche di debole entità visto che, sopratutto in ambiente esterno, la concentrazione si diluisce velocemente.
Spero di aver chiarito un pò la questioneIl mio sito web:
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