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lavori su tettoia eternit

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  • lavori su tettoia eternit

    Buongiorno,
    voglio sottoporvi un problema che mi sta dando non poche preoccupazioni. Un paio di anni fa, quando vivevo all'estero, il padrone di casa ha fatto fare dei lavori per la rimozione della tettoia di eternit sopra la rimessa in giardino. Questi lavori sono stati fatti da un operaio qualsiasi, che nel rimuovere le lastre ondulate ne ha rotte alcune soprattutto nei punti dove era attaccata al cemento (le parti perimetrali diciamo). La quasi totalità  delle lastre era integra ma appunto, in alcuni punti esterni erano state rotte. Ho saputo un mese dopo che erano lastre di eternit, e nel frattempo quindi per circa un mese, ho utilizzato normalmente il giardino (all'epoca ahimè fumavo e uscivo in giardino per farlo), che è fatto perlopiù di mattonato e che non era stato pulito a dovere, dato che c'erano dei detriti e polveri di cemento ( dato che parte del muro/cemento del tetto è stato abbattuto a martellate per fare un tetto più basso di diversi cm) e immagino, anche se in parte sicuramente minore, di eternit. Inoltre, essendo stato fatto tutto in prossimità  della veranda la cui porta è rimasta aperta per permettere il trasporto delle lastre fuori, sono sicuro che che le polveri e alcuni detriti siano arrivate anche lì, anche se la pulizia, in quest'area è stata molto più accurata anche se sicuramente non come andrebbe fatta in questi casi. Dopo poco meno di un paio di mesi dal fatto ho cambiato casa. Purtroppo ormai quel che è fatto è fato, ma volevo sapere se la mia è da considerarsi una esposizione importante o meno.
    Grazie in anticipo e complimenti per il lavoro di informazione che fate.

  • #2
    Premesso che ogni Paese ha le proprie norme in merito alla gestione dei manufatti in amianto, il buon senso suggerisce che la loro rimozione dovrebbe essere eseguita da personale formato (la formazione garantisce in primis la sicurezza dell'operatore e, ovviamente, la tutela della salute pubblica).
    Ciò detto, se la rottura delle lastre è avvenuta dopo un adeguato trattamento delle stesse ed impiegando gli utensili corretti, il rischio associato a tale operazione è da ritenersi trascurabile. La presenza di detriti e polveri, se connessi alla rottura delle lastre e non prodotti da altre lavorazioni su altri manufatti, potrebbe suggerire che le lavorazioni non sono state eseguite ad arte e che, in ogni caso, nessuno ha provveduto, come prassi suggerisce, alla pulizia delle aree di cantiere. In presenza di lavorazioni "errate" la produzione di fibre potrebbe essere stata anche considerevole ma ha, innanzitutto, generato un rischio per il povero operaio. Generalmente, l'aria atmosferica diluisce le fibre e, di conseguenza, l'eventuale concentrazione dovrebbe velocemente abbassarsi. Come sempre, possono esistere situazioni critiche legate a diversi fattori (tipo di lavorazione, distanza, direzione del vento, umidità , posizione del "recettore" finale ecc ecc), valutabili solo con in sito.
    La presenza di detriti e polvere, se non in quantità  considerevoli, non dovrebbe alterare in modo significativo il fondo ambientale.

    In conclusione, per risponderti: come spesso accade, la tua è generalmente classificabile come un'esposizione di breve durata e bassa intensità , quindi associabile ad un rischio basso, se non trascurabile. Fatte salve, come dicevo, situazioni particolari difficilmente valutabili, sopratutto senza conoscere lo stato dei luoghi e delle lavorazioni
    Il mio sito web:
    www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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