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Domanda su eternit

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  • Domanda su eternit

    Ciao a tutti, vivo in provincia di Milano.
    Vi scrivo per chiedere delucidazioni.
    A qualche decina di metri dietro casa, mentre ero lontano da casa per motivi di lavoro per una settimana, ho saputo da vicini che sono state spostate e impilate a terra delle lastre di eternit da un garage, a occhio e croce una tettoia di 15 metri.
    Una lastra è caduta a terra, frantumandosi.
    Sono stati chiamati i vigili per bloccare i lavori illeciti e segnalarli, congiuntamente alla ASL.
    Entro 30 giorni il proprietario è obbligato a far rimuovere tutto il tetto da una ditta specializzata.
    Che genere di rischio rappresenta questo incidente, dallo smuovimento fai da te delle lastre, alla rottura di una lastra per terra?

    Si è creata una situazione in cui alcune persone si sono fatte prendere dalla paranoia, soprattutto i più giovani;

    Essendo razionale, ricordo che dagli anni '50 a metà  anni '90, se non erro, i freni e le frizioni di auto, bus, motorini, aerei e treni fossero tutti in amianto; che c'era amianto nei vagoni dei treni, nelle metropolitane.
    Che insomma, l'inquinamento ambientale di questa sostanza dovesse essere globalmente elevato e tutti sono stati esposti.

    Facendo qualche ricerca su internet, ho letto studi del dottor Topino Roberto che segnalava che oggi attualmente si respirano mediamente 18.000 fibre di amianto al giorno in una città  come Torino.

    Insomma, posto come prioritario il fatto che bisogni tassativamente bonificare tutto l'eternit che è presente in giro per evitare dispersioni di fibre sicuramente dannose, che devono essere eliminate e ridotte a zero al più presto, ma è corretto pensare quello che dico?

    Un saluto
    Roberto

  • #2
    Una domanda aggiuntiva, mia moglie chiede: dopo una settimana che sono stati fatti questi lavori, con tanto di rottura di lastra e pezzi in terra a 30 mt circa, possiamo stendere i vestiti? E, aprendo le finestre, è possibile che ci sia considerevole quantità  di amianto attaccata su o sulle persiane chiuse da una settimana da pulire?
    O possiamo spalancare tutto tranquillamente senza morire? :)

    A terra ci sono frammenti, le lastre sono impilate, il tetto su cui posavano è scoperto, ma la concentrazione di fibre aerodisperse nell'arco di una settimana di tempo passato, può ancora destare preoccupazione o possiamo stare in giardino in queste belle giornate di sole?

    Grazie ancora per aiutarci a capire meglio
    Rob

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    • #3
      Potete aprire le finestre e stendere i panni come al solito. Le fibre di amianto sono circa 1.300 volte più sottili di un capello, figuratevi se dopo una settimana restano depositate nell'area di rilascio; al minimo refolo vengono disperse dappertutto.
      E' proprio per questo che le varie fonti inquinanti dovrebbero essere eliminate: col passare del tempo vanno tutte a contribuire alla concentrazione di fondo.
      La stima del dott. Topino di 18mila fibre inalate mediamente ogni giorno a Torino è plausibile, comunque ti faccio notare che un conto è l'inalazione, un altro è la permanenza nei polmoni, quindi non ti far prendere dall'angoscia.
      Il mio sitoweb:
      NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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      • #4
        Grazie mille per la risposta.
        Veramente molto apprezzata la professionalità  e la disponibilità  messe a disposizione.
        Ma abbiamo corso un rischio dopo questa manovra?
        Quelle fibre, in una settimana, si sono depositate ovunque qui o sono andate molto lontane, considerando che nella settimana in questione non ha piovuto né fatto giornate di vento?

        Saluti

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        • #5
          Ogni giorno respirate una certa quantità  di fibre di amianto dato che la concentrazione di fondo non è pari a zero, gli interventi effettuati non hanno fatto altro che aumentare la concentrazione delle fibre che potete inalare. Precisato questo, non è detto che voi abbiate inalato più fibre in questi giorni; la cosa è possibile, ma non è certa.
          L'esposizione più rilevante è stata sicuramente a carico di chi ha effettuato quei lavori senza seguire le indicazioni di legge e senza le adeguate protezioni, sono loro che dovrebbero preoccuparsi, soprattutto se eseguono queste attività  giornalmente.
          Il mio sitoweb:
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          • #6
            Grazie ancora.
            In sostanza dunque malgrado la rottura di lastre, tutt'ora a terra in frammenti, il rischio si poneva solo nel momento in cui questo è avvenuto, e solo per chi si trovava esattamente nel punto dei lavori, mi pare di avere capito.
            Quindi queste fibre si sono disperse nell'ambiente anche se non ci sono ancora state giornate di vento e piogge?
            L'unica cosa che non mi è chiara è quanto lontane possono essere andate, sono ricadute e si sono appiccicate contro le nostre case o dopo giorni sono lontane?
            Questo anche per regolarci sul lavare balconi e tutto quanto.

            Ancora grazie, con questo si risolvono i miei dubbi dovuti all'ignoranza in materia.
            Prima ancora di leggere la risposta ringrazio e auguro le migliori cose per questo portale così utile.
            Roberto

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            • #7
              Originariamente inviato da flatteredeye Visualizza il messaggio
              In sostanza dunque malgrado la rottura di lastre, tutt'ora a terra in frammenti, il rischio si poneva solo nel momento in cui questo è avvenuto, e solo per chi si trovava esattamente nel punto dei lavori, mi pare di avere capito.
              No, essendo sostanze cancerogene il rischio è zero solo in loro assenza, però è vero che il rischio è maggiore per chi si trova nei pressi della fonte perchè maggiore è la loro inalazione e quindi il rischio è maggiore per chi ha effettuato i lavori senza protezioni.
              In ogni caso, ci tengo a sottolineare che le persone colpite da malattie causate dall'amianto presentano nei polmoni una concentrazione di fibre che varia da diverse centinaia di migliaia a diversi milioni ogni grammo di tessuto polmonare secco.

              Originariamente inviato da flatteredeye Visualizza il messaggio
              Quindi queste fibre si sono disperse nell'ambiente anche se non ci sono ancora state giornate di vento e piogge?
              Non stiamo parlando di una stanza chiusa, la dispersione è inevitabile.

              Originariamente inviato da flatteredeye Visualizza il messaggio
              L'unica cosa che non mi è chiara è quanto lontane possono essere andate, sono ricadute e si sono appiccicate contro le nostre case o dopo giorni sono lontane?
              Questo anche per regolarci sul lavare balconi e tutto quanto.
              Le fibre libere si disperdono tanto più quanto più piccole sono. In una stanza chiusa, e quindi senza vento, le fibre più sottili impiegano ore solo per scendere di 1 metro di altezza.
              Effettivamente possono anche aderire alle superfici con cui vengono in contatto.
              Le fibre aggregate ad altro materiale si depositano molto vicino la fonte, ma per la presenza degli aggregati è molto più difficile inalarle, almeno finchè non vengono risospese nell'aria da qualcosa.
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              • #8
                Originariamente inviato da Davide Visualizza il messaggio
                No, essendo sostanze cancerogene il rischio è zero solo in loro assenza, però è vero che il rischio è maggiore per chi si trova nei pressi della fonte perchè maggiore è la loro inalazione e quindi il rischio è maggiore per chi ha effettuato i lavori senza protezioni.
                In ogni caso, ci tengo a sottolineare che le persone colpite da malattie causate dall'amianto presentano nei polmoni una concentrazione di fibre che varia da diverse centinaia di migliaia a diversi milioni ogni grammo di tessuto polmonare secco.
                La ditta a cui mi sono rivolta per richiedere unn preventivo mi ha spiegato che la lastra perde fibre nel momento in cui viene rotta, ma non continua a perderle a distanza di tempo dalla rottura. Da quanto scritto sopra però, mi sembra di capire che una lastra rotta rimane una fonte di dispersione di fibre sempre e comunque, anche a distanza di tempo dall'evento che ha causato la rottura stessa. E' giusto?

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                • #9
                  Quindi, Davide, mi sta dicendo che se le fibre ci mettono ore in assenza di correnti d'aria in luogo chiuso prima di depositarsi, è verosimile che all'aperto anche in assenza di giornate di vento, non si siano depositate a pochi metri da dove sono state liberate ma si siano disperse a grande distanza nel giro di poche ore?

                  Mia moglie, prima di riaprire finestre e balconi, ha chiesto telefonicamente un parere a una ditta di bonifiche l'altro ieri, i quali consigliano di tenere chiuse porte e finestre per la durata delle bonifiche da loro svolte.
                  Effettivamente la risposta alla domanda sul dove le fibre liberate vadano a finire, se in sostanza "contaminassero" le zone adiacenti piuttosto che liberarsi in aria e restare in sospensione senza depositarsi, ma volando a grandi distanze in tempo relativamente breve, non ci era proprio chiara: spero di aver capito bene dunque.

                  Nuovamente, cari saluti e grazie per le risposte illuminanti
                  Ultima modifica di flatteredeye; 23-05-2012, 17:40.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da hop Visualizza il messaggio
                    La ditta a cui mi sono rivolta per richiedere unn preventivo mi ha spiegato che la lastra perde fibre nel momento in cui viene rotta, ma non continua a perderle a distanza di tempo dalla rottura. Da quanto scritto sopra però, mi sembra di capire che una lastra rotta rimane una fonte di dispersione di fibre sempre e comunque, anche a distanza di tempo dall'evento che ha causato la rottura stessa. E' giusto?
                    Sì. Probabilmente intendevano che la perdita rilevante di fibre avviene durante la rottura. Il fibrocemento resta comunque una fonte inquinante anche dopo la rottura.
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                    • #11
                      Originariamente inviato da flatteredeye Visualizza il messaggio
                      Quindi, Davide, mi sta dicendo che se le fibre ci mettono ore in assenza di correnti d'aria in luogo chiuso prima di depositarsi, è verosimile che all'aperto anche in assenza di giornate di vento, non si siano depositate a pochi metri da dove sono state liberate ma si siano disperse a grande distanza nel giro di poche ore?

                      Mia moglie, prima di riaprire finestre e balconi, ha chiesto telefonicamente un parere a una ditta di bonifiche l'altro ieri, i quali consigliano di tenere chiuse porte e finestre per la durata delle bonifiche da loro svolte.
                      Effettivamente la risposta alla domanda sul dove le fibre liberate vadano a finire, se in sostanza "contaminassero" le zone adiacenti piuttosto che liberarsi in aria e restare in sospensione senza depositarsi, ma volando a grandi distanze in tempo relativamente breve, non ci era proprio chiara: spero di aver capito bene dunque.

                      Nuovamente, cari saluti e grazie per le risposte illuminanti
                      Come ho già  scritto, all'aperto le fibre più sottili si disperdono molto presto, anche a notevole distanza, le altre meno ma si disperdono comunque, quelle aggregate restano in zona.

                      Per quanto riguarda il consiglio della ditta di bonifiche, è sempre un'ottima idea tenere le finestre chiuse nel periodo della bonifica, se ci sono grosse dispersioni di fibre si evita che una parte di queste fibre possa finire dentro la propria casa.
                      Il mio sitoweb:
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                      • #12
                        Originariamente inviato da Davide Visualizza il messaggio
                        Sì. Probabilmente intendevano che la perdita rilevante di fibre avviene durante la rottura. Il fibrocemento resta comunque una fonte inquinante anche dopo la rottura.
                        Grazie mille, Davide

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