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Quanto amianto

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  • Quanto amianto

    Salve, volevo farle una domanda, sono uno studente residente a Monza e volevo chiedere una curiosità : ma quanto amianto abbiamo respirato tutti? Ho letto che era nei freni e frizioni delle auto, dei motorini, dei treni, dei bus, ovunque; nelle carrozze dei treni nelle scaldiglie, quindi veniva proprio soffiato fuori ed era friabile, è vero?
    Ho letto anche che a Milano le gallerie della metro erano ricoperte di amianto spruzzato, quindi deve esserci stata chissà  quale concentrazione nell'aria visto le forti correnti che ci sono quando passa la metro.. le risulta?
    Deve essere stata esposta a fortissime concentrazioni di qualunque tipo di amianto, la popolazione fino a pochi anni fa, no??
    Oggi invece è a causa dell'eternit che si degrada dopo anni, e che va tassativamente bonificato.

    Chiedo perché così mi pare, e a prescindere dal fatto che bisogna bonificare tutto oggi per ovvi motivi, e questa è una priorità  assoluta, ma è vero che si è respirato molto amianto? (e non ci sono rilevazioni ambientali degli anni 90 sul web). Grazie!

  • #2
    Ciao,
    effettivamente molti di noi hanno respirato parecchio amianto, essenzialmente per motivi professionali o paraprofessionali. Queste persone sono fortemente a rischio per lo sviluppo di malattie correlate all'esposizione a fibre di amianto.
    Invece per quanto riguarda il resto della popolazione, l'inalazione delle fibre di amianto è stata notevolmente minore e molto variabile a seconda dei luoghi frequentati e delle aree di residenza. In questo senso la variabilità  dell'esposizione è talmente grande che risulta molto difficile generalizzare.
    Per quanto riguarda Milano, ho appena visto che esistono diverse pubblicazioni, sia recenti che di diversi anni fa (non devi cercarle solo con i motori di ricerca, devi affidarti anche alle banche dati scientifiche come TOXNET). Qualche anno fa la situazione era molto più preoccupante, la concentrazione di fibre nell'aria di Milano era circa 10 per litro (in media), adesso invece i monitoraggi più recenti indicano una concentrazione di fibre generalmente inferiore a 1 (http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/S...e-7bec9a8d45a3)
    Se cerchi su Toxnet con le giuste parole chiave, puoi trovare una pubblicazione del 1991 che riporta addirittura un valore massimo rilevato di 251,7 fibre/litro nella città  di Milano.

    Volendo potresti anche fare 4 conti per stimare le fibre inalate considerando che a riposo un essere umano inala in genere 1 metro cubo di aria ogni 2 ore e sapendo che 1 mcubo corrisponde a mille litri di aria.
    Comunque ci tengo a sottolineare che un conto sono le fibre inalate e un altro sono quelle che restano nei polmoni.
    Ti saluto
    Il mio sitoweb:
    NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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    • #3
      Addirittura 10 solo qualche anno fa, per non parlare di 257...
      Ma si parla di rilevazioni ambientali in città ? Assurdo.
      I privati devono bonificare tutto quanto al più presto affidandosi alle ditte di bonifica.
      E anche tutti gli edifici pubblici, a partire dalle scuole, devono essere bonificati.

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      • #4
        La relazione più recente che ho citato indica come punti del monitoraggio le centraline per il controllo dell'inquinamento atmosferico ambientale.
        Comunque sarebbe interessante vedere i risultati dei monitoraggi condotti negli anni all'interno della metropolitana, da quel che mi risulta le bonifiche non sono state ancora concluse.
        Il mio sitoweb:
        NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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        • #5
          Ah, davvero non sono state concluse? Intendi quello delle gallerie o delle carrozze?
          Che tra l'altro dubito sia solo crisotilo.
          Di che percentuali di fibre al litro si potrebbe parlare, a occhio e croce, per una cosa del genere?

          Certo che, chi scrive su questo forum e teme per la propria salute dopo che si è rotto un pannello, o hanno rotto delle lastre davanti casa sua, mi pare di capire che potrebbe tranquillizzarsi rendendosi conto che in certe situazioni di vita comune come vivere a Milano negli anni '90 (penso alle 251.7 fibre al litro), o andando a prendere la metropolitana, ci sono state esposizioni sicuramente superiori per milioni di persone e questo non significa che siano morte come le mosche.
          Se ho afferrato.

          Certo che, comunque, lo Stato dovrebbe intervenire e costringere tutti a bonificare immediatamente qualunque manufatto entro una data ragionevole.
          Senza se, e senza ma.

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          • #6
            Credo che attualmente il problema principale sia dovuto al fatto che il comune cittadino ignora l'entità  del problema.

            Intendo, il problema dei siti da bonificare.
            le leggi sono poco chiare e ci si affida a un pericoloso fai da te, soprattutto in termini di bonifica, che deve essere resa obbligatoria.

            Teoricamente lo sarebbe, se non fosse per il fatto che è delegata al privato stesso. Ho notato, c'è anche una certa "omertà " nel denunciare le strutture pericolose, per timore di avere problemi.

            Cito l'esempio del Lazio, da un articolo pubblicato oggi sul quotidiano gratuito metro (edizione di Roma):

            Roma. Fino a settecentomila tonnellate di tetti e coperture in pericoloso cemento-amianto nel Lazio. Un dato eclatante, quello che emerge nel dossier, presentato ieri alla Regione Lazio, in occasione dell'iniziativa di conclusione della Campagna di Educazione e Sensibilizzazione alla Legalità  Ambientale" da Legambiente Lazio.
            Secondo le analisi del Centro regionale amianto della ASL di Viterbo, si tratta di una enorme superficie tra i 27,7 e i 53,9 milioni di metri quadri, alla quale si aggiunge la presenza di oltre un milione di tonnellate di materiali contenenti amianto ancora in uso, negli ambienti di vita e di lavoro, certamente legati ai 572 casi scientificamente accertati di mesotelioma. 1.304 siti, dei quali 1.054 si trovano in provincia di Roma, 94 in quella di Viterbo, 65 nell'area di Frosinone, 53 in quella di Latina e 34 in provincia di Rieti.

            «A vent'anni dalla legge che impedisce l'estrazione e l'utilizzo dell'amianto c'è ancora tanto da fare, va conclusa la mappatura delle strutture in amianto e avviate le bonifiche, approvando anche una specifica norma regionale e favorendo la sostituzione delle coperture con tetti fotovoltaici per fermare quella che è una strage silenziosa», afferma Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio. La cronaca racconta anche numerosi interventi delle Forze dell'Ordine, con 658 sequestri di rifiuti speciali abbandonati o smaltiti illegalmente, per un totale di 1.243 infrazioni e 45 arresti tra il 2007 e il 2010.metro

            Sos amianto nel Lazio

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            • #7
              Originariamente inviato da danigd Visualizza il messaggio
              Ah, davvero non sono state concluse? Intendi quello delle gallerie o delle carrozze?
              A dire il vero l'amianto più pericoloso dovrebbe essere stato rimosso; fino a 2 anni fa restavano da bonificare i tetti di varie stazioni della metropolitana e qualche altra copertura, quindi stiamo parlando di eternit e non di amianto friabile.
              Però sto andando a memoria, per avere informazioni più precise bisognerebbe contattare qualcuno del settore all'interno dell'ATM.
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              • #8
                Originariamente inviato da lorale Visualizza il messaggio
                Credo che attualmente il problema principale sia dovuto al fatto che il comune cittadino ignora l'entità  del problema.

                Intendo, il problema dei siti da bonificare.
                le leggi sono poco chiare e ci si affida a un pericoloso fai da te, soprattutto in termini di bonifica, che deve essere resa obbligatoria.
                Il fatto è che siamo ancora molto indietro coi lavori, se pensi che ci sono ancora ospedali e scuole con i tetti in eternit ti rendi conto di quale sia la situazione. Oltretutto lo Stato si è posto delle priorità  (spesso discutibili) che incidono economicamente sul finanziamento dei lavori di bonifica.
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                • #9
                  Originariamente inviato da Davide Visualizza il messaggio
                  Il fatto è che siamo ancora molto indietro coi lavori, se pensi che ci sono ancora ospedali e scuole con i tetti in eternit ti rendi conto di quale sia la situazione. Oltretutto lo Stato si è posto delle priorità  (spesso discutibili) che incidono economicamente sul finanziamento dei lavori di bonifica.
                  Già  il fatto che si inizi a parlarne è qualcosa.

                  Pericolo amianto in duemila scuole

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                  • #10
                    Io, comunque, non sono riuscito a risalire alla pubblicazione delle 251,7 fibre al litro.
                    Posso chiedere dov'è stata fatta, in quali condizioni?
                    Comunque certo che sarebbe interessante avere un'idea delle concentrazioni di amianto aerodisperso fino al 92-94, negli anni in cui tutti i tipi di amianto erano usati nei freni e le frizioni di qualunque mezzo (auto, treni, moto, pullman, metro, motorini, tram), e l'amianto spruzzato si trovava dall'interno dei treni alle gallerie delle metro.
                    Giusto per avere un'idea definita e non aleatoria di quali erano i livelli di esposizione dentro a un treno, in una galleria di metro, o in centro a una grande città  in un incrocio.
                    Davide, dici che si possono avanzare delle stime sulla dispersione di queste situazioni?

                    Credo che, oltre alla curiosità  intellettuale per la materia dell'inquinamento, sarebbe come rovescio della medaglia utile e andrebbe a confortare chi viene qui spaventato dopo aver vissuto alcune situazioni che gli hanno generato ansia per rendersi conto che chiunque è stato esposto in situazioni di vita comunissima a questo inquinante, in tutte le sue varianti, a dosi variabili;

                    Questo, premessa fondamentale, e lo ripeto perchè sono molto interessato e sensibile al tema, deve portare a una presa di coscienza del fatto che serve la sensibilizzazione da parte di tutti per bonificare ed eliminare tutto ciò che resta di questa sostanza che, ricordiamolo, con la degradazione progressiva dei materiali dovuta al deterioramento che occorre nel corso degli anni, rilascia fibre che non dovrebbero esserci e che sono nocive.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da danigd Visualizza il messaggio
                      Io, comunque, non sono riuscito a risalire alla pubblicazione delle 251,7 fibre al litro.
                      Devi andare su Toxnet e mettere come parole chiave: asbestos milan

                      Comunque è questa:

                      Chiappino G; Sebastien P; Todaro A
                      Atmospheric asbestos pollution in the urban environment: Milan, Casale Monferrato, Brescia, Ancona, Bologna and Florence.
                      Med Lav. 1991 Sep-Oct; 82(5):424-38.
                      Il mio sitoweb:
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                      • #12
                        Grazie, avevo cercato con le stesse chiavi ma mi era sfuggito, tra i tanti documenti.
                        Mi chiedo davvero dove siano andati a beccare nel '91 una concentrazione tale a Milano...

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                        • #13
                          E come si sia arrivati a una dose così alta! Com'è possibile?

                          Commenta


                          • #14
                            Originariamente inviato da danigd Visualizza il messaggio
                            E come si sia arrivati a una dose così alta! Com'è possibile?
                            Meglio specificare: la dose è la quantità  di inquinante assunta dal corpo, mentre quella riportata dall'articolo è la concentrazione nel punto di monitoraggio, sono 2 cose ben diverse.

                            L'articolo completo non l'ho letto, bisognerebbe recuperarlo in qualche biblioteca universitaria. Comunque presumo che abbiano fatto un campionamento nei pressi di qualche azienda che utilizzava notevoli quantità  di amianto; un tempo non si usavano molto i sistemi di captazione degli inquinanti, al massimo usavano delle ventole per favorire la dispersione all'esterno (con tutto quello che ne conseguiva). Oltretutto molti anni fa l'amianto non era nemmeno considerato un inquinante ai termini di legge, quindi non ci si ponevano grossi problemi.
                            Il mio sitoweb:
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                            • #15
                              Mi collego a questo post per una domanda; dunque, in quali occasioni, anni fa (fino al
                              '92?) siamo stati esposti all'amianto?
                              Per il traffico, dentro i treni, in metropolitana? Dove altro si era esposti, a livello di popolazione comune? A che dosi e che tipi di asbesto?
                              Oggi, invece, quali sono a confronto le occasioni di esposizione?
                              Grazie!

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