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s.o.s

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  • s.o.s

    Ciao, sono Francesca,
    nel 1998 lavoravo come spazzino in un cantiere comunale, un corto circuito ha bruciato il cantiere e con esso anche tutta la copertura in eternit.
    Passata la ASL, ci hanno garantito che andava tutto bene, hanno spruzzato qualcosa sulla cenere ed abbiamo continuato a lavorare come se nulla fosse.
    Dopo circa un mese, ad un paio di colleghi hanno fatto spazzare tutto, con mascherine da "50 lire". Vorrei capire se la cenere di amianto è così pericolosa come ho sempre pensato e se si, nel caso dovessi ammalarmi, se i miei figli possono richiedere un risarcimento.
    Ho sempre pensato che era meglio non pensarci, ma adesso sono passati 14 anni e la paura si fa sentire sempre di più.

  • #2
    Effettivamente l'eternit attaccato dal fuoco può sbriciolarsi ed andare in polvere, liberando fibre di amianto in quantità .
    Probabilmente quello che spruzzavano sulla cenere del cantiere era una sostanza che serviva a spegnere gli eventuali focolai residui, dubito che si trattasse di una specie di collante per rendere meno volatile l'amianto.

    Visto che si tratta di un evento occasionale, non penso che ti possa essere riconosciuta la malattia professionale nel caso in cui possano insorgere dei problemi fisici fra una decina d'anni (tra l'altro possibilità  molto remota): il rapporto di causalità  è molto difficile da dimostrare in questo caso, non è che hai lavorato con materiale contenente amianto per una decina d'anni.
    Ti saluto
    Il mio sitoweb:
    NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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