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Urgenza

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  • Urgenza

    Salve mi serve con onestà  un parere.
    Questa mattina mio padre stava lavorando qui in giardino, tagliando le siepi: nel viottolo dei nostri giardini c'era un pezzo di eternit in verticale, grosso modo, alto un metro e largo mezzo metro, piantato vicino a un muretto a 20 metri da casa.
    Lui, per liberare l'angolo, l'ha sollevato da terra, l'ha sdraiato in un cellophane e l'ha posato in una zona del cortile (fortunatamente chiusa al passaggio di gente).

    Quando mi ha detto cosa ha fatto mi sono infuriato: e ora?

    Che rischio abbiamo corso? Lui, e noi, contando che è venuto in casa dopo aver sollevato e messo in un cellophane quel pezzo, senza sapere che fosse eternit?

    Ha i vestiti pieni di fibre, ha inquinato l'aria di casa, è o siamo a rischio?

    Lui assicura che l'ha sollevato e posato nel cellophane e ci ha messo un minuto neanche, voleva solo liberare quell'angolo e non ha rotto niente; e dice di essere tornato in casa dopo due ore.

    C'è amianto nell'aria dentro casa, che rischio abbiamo corso, che fare?

    E, ora che c'è questo pezzo avvolto nel cellophane, chi chiamare e che fare?

    Grazie mille

  • #2
    E quanto amianto c'è nell'aria ora?

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    • #3
      In effetti è meglio lasciare i lavori di rimozione alle aziende specializzate, loro sanno come gestire al meglio la situazione. Comunque nel vostro caso non penso che ci sia molto da preoccuparsi; in fondo si tratta di un piccolo pezzo e tuo padre non l'ha sbriciolato o tagliato con una fresa, quindi la dispersione di fibre dovrebbe essere irrisoria.
      A parer mio, la concentrazione di fibre che avevi in casa la settimana scorsa è la stessa che hai adesso.

      Per quanto riguarda l'eternit, bisogna conferirlo in una discarica apposita. Contatta pure la polizia municipale o l'apposito ufficio dell'ASL per farti dare indicazioni in merito.

      Ti saluto
      Il mio sitoweb:
      NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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      • #4
        E' che non sapeva fosse eternit, credeva solo di spostare un listello ingombrante dal passaggio!
        Ma quindi avendolo sollevato e messo via, non si è esposto a un rischio mortale?

        Per il resto, abbiamo chiamato chi di competenza qui sul territorio.

        Che sfortuna comunque, questa roba è ovunque!!!

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        • #5
          Ah, lui dice che sicuramente ne ha respirato "molto di più e di più pericoloso" quando viaggiava in treno nelle lunghe tratte da Milano al sud Italia negli anni '70 e '80 avanti e indietro per lavoro, lo dice per rassicurarci e autoconvincersi o è possibile?

          Grazie mille per l'aiuto e l'onestà , in momenti del genere se non ci fosse un esperto come lei a cui chiedere non si saprebbe veramente dove sbattere la testa, a parlarne con i vicini o amici o su sitacci come yahoo answers non si viene a capo di nulla e ci si scontra solo con ignoranza, confusione ed è peggio.

          Grazie di cuore per questo prezioso servizio!!!

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          • #6
            Originariamente inviato da danimantova Visualizza il messaggio
            Ma quindi avendolo sollevato e messo via, non si è esposto a un rischio mortale?
            Non credo che il suo livello di esposizione sia stato molto diverso da quello a cui siamo soggetti noi stessi in questo momento. Le fibre di amianto sono ubiquitarie e quindi anche ora ne stiamo inalando qualcuna. In ogni caso, come ho già  avuto modo di specificare, la stragrande maggioranza delle persone che si sono ammalate per colpa dell'amianto hanno respirato "nuvolette" di fibre per anni; dalle biopsie polmonari risulta che hanno centinaia di migliaia, se non milioni di fibre di amianto per grammo di tessuto polmonare secco.
            L'amianto e quindi l'eternit deteriorato vanno smaltiti al più presto in discariche autorizzate perchè sono inquinanti, e i miliardi di metri quadrati dei manufatti contenenti amianto possono aumentare enormemente le concentrazioni di fondo, facendo crescere così il rischio a carico di tutti. Ma questo non vuol dire che l'amianto sia paragonabile al plutonio o alla diossina, una ridottissima esposizione occasionale non può cambiare di molto lo stato delle cose.

            Originariamente inviato da danimantova Visualizza il messaggio
            Ah, lui dice che sicuramente ne ha respirato "molto di più e di più pericoloso" quando viaggiava in treno nelle lunghe tratte da Milano al sud Italia negli anni '70 e '80 avanti e indietro per lavoro, lo dice per rassicurarci e autoconvincersi o è possibile?
            In effetti è possibile, si tratta di un ambiente confinato e a quei tempi si usava molto l'amianto friabile per l'insonorizzazione e la resistenza alle fiamme.
            Il mio sitoweb:
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            • #7
              Certo, nei treni la coibentazione era di amianto abbastanza friabile, così come freni, tessuti, corde e via dicendo. Diciamo che i treni dagli anni '50 agli anni '90 sono stati un po' dei "serpenti di metallo e amianto" in movimento.

              I macchinisti infatti, secondo studi di settore, hanno un'incidenza pari a 1 malato su 18.000 di mesotelioma pleurico contro 1 su 100.000 circa del rischio a cui siamo esposti tutti noi.

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              • #8
                Ecco, qua bisognerebbe fare una precisazione: quando dici "tutti noi", riporti un dato che comprende anche le persone esposte professionalmente.
                L'incidenza fra le persone non esposte professionalmente è molto più bassa visto che nella media generale ci sono anche i lavoratori esposti, fra i quali l'incidenza di malattie correlate all'asbesto è estremamente elevata. Tanto per fare un esempio, fra gli ex-lavoratori della fabbrica di eternit di Casale Monferrato in base ai dati statistici generali ci si sarebbe aspettati di trovare meno di un decesso per asbestosi fra tutti i lavoratori, invece ne sono stati individuati ben 284! Allo stesso modo erano previsti statisticamente meno di 5 casi di tumore maligno della pleura, invece ne hanno trovati 177. Ed anche per quanto riguarda il tumore del peritoneo ci sono dati eclatanti: previsti meno di 3, individuati 69.
                E comunque i dati sono in divenire, purtroppo per quegli ex-lavoratori.
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                • #9
                  Originariamente inviato da Davide Visualizza il messaggio
                  Ecco, qua bisognerebbe fare una precisazione: quando dici "tutti noi", riporti un dato che comprende anche le persone esposte professionalmente.
                  L'incidenza fra le persone non esposte professionalmente è molto più bassa visto che nella media generale ci sono anche i lavoratori esposti, fra i quali l'incidenza di malattie correlate all'asbesto è estremamente elevata. Tanto per fare un esempio, fra gli ex-lavoratori della fabbrica di eternit di Casale Monferrato in base ai dati statistici generali ci si sarebbe aspettati di trovare meno di un decesso per asbestosi fra tutti i lavoratori, invece ne sono stati individuati ben 284! Allo stesso modo erano previsti statisticamente meno di 5 casi di tumore maligno della pleura, invece ne hanno trovati 177. Ed anche per quanto riguarda il tumore del peritoneo ci sono dati eclatanti: previsti meno di 3, individuati 69.
                  E comunque i dati sono in divenire, purtroppo per quegli ex-lavoratori.
                  Sì sì, convengo che la mia era una approssimazione. Per "tutti noi" intendevo chi invece non è esposto affatto se non casualmente e non professionalmente. Ovviamente se da quel "tutti noi" andiamo a levare gli esposti professionalmente la statistica, per fortuna, diventa di 1 su 500.000 o 1 su un milione. Spero

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