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amianto rifacimento centrale termica
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amianto rifacimento centrale termica
Ciao! Abito in un condominio, dove si stanno eseguendo lavori di ristrutturazione. Il mio è un appartamento al 2° piano, esposto sul cortile interno. Pochi giorni fa ho visto un operaio in tuta integrale, guanti blu e mascherina bianca con filtri blu, e mi sono allarmato molto. Informandomi ho prima ricevuto la risposta che potesse essere che gli operai che stanno lavorando alla centrale termica posizionata in cantina, abbiano trovato dell'amianto e che lo stiano rimuovendo; poi mi hanno detto che probabilmente era lana di roccia e non amianto perchè "nemmeno usato prima della seconda guerra mondiale"(se non ricordo male il proprietario ha detto così). Ipotizzando che fosse amianto, e che il lavoro sia stato eseguito in cantina, che comunica comunque col piccolo cortile interno(10m x 10m suppongo) con una grata, possono le fibre essere uscite dalla cantina e quindi dalla grata? O sono pesanti e saranno rimaste tutte giù? Io appena ho notato l'uomo in tuta, ho provveduto a sigillare le 2 finestre che danno sul cortile, ed ho tenuto tutto chiuso per 1 giorno. Secondo voi, le fibre in un giorno si saranno tolte da lì o rimangono? Quanto tempo deve passare? E' pericoloso attraversare il cortile interno, che gli operai hanno attraversato con le buste e i pezzi di credo la caldaia, e comunque collegato tramite grata alla cantina dove è avvenuto lo smantellamento? Nello stabile abita un architetto e due ingegneri, e mi hanno detto tutti di non preoccuparmi e che posso anche tener aperte le finestre...Io ho paura di aprirle e di attraversare il cortile e il corridoio comunicante, unico modo per uscire di casa. PER FAVORE, ditemi la vostra, grazie mille! -
Buongiorno glo15.
La presenza di amianto in centrale termica è molto probabile, sopratutto per caldaie e bruciatori installati negli anni 70/80. Spesso, l'amianto veniva impiegato per realizzare le guarnizioni (ad es. tra bruciatore e caldaia), le flange di raccordo tra le tubazioni, corde e altre componenti, anche interne, al corpo caldaia. Si tratta di capire quindi se state dismettendo la caldaia o altri manufatti. Nel caso si tratti della caldaia, direi che non sussistono problemi e l'operaio sta solo procedendo con le usuali norme di cautela (che spesso scopriamo, in questo forum, non venire applicate da alcune ditte "specializzate"). Infatti, le componenti sopra menzionate sono di piccola entità .
Altro discorso qualora la ditta stia provvedendo alla rimozione di tubazioni (anche se da quello che dici, hai visto solo "pezzi di caldaia"): a volte, sempre per centrali termiche vetuste, le tubazioni di trasporto dell'acqua calda erano coibentate con isolanti quali lana di roccia anche accoppiati a impasti cementizi contenenti asbesto, con funzioni antincendio. Detto questo, nella maggior parte dei casi da me seguiti, tali tubazioni, all'apparenza contenenti amianto, in realtà non lo presentavano, benchè realizzate in pieno "boom asbesto". Certo è che:
1. mi sembra strano che un locale termico non sia mai stato in qualche modo ristrutturato dalla seconda guerra mondiale;
2. la parola del proprietario vale se supportata da adeguate conoscenze e prove tecniche (ovvero analisi di laboratorio). In questo settore, l'errore è dietro l'angolo anche per esperti professionisti;
3. l'amianto era già usato nella I guerra mondiale e, anzi, era talmente strategico che gli Stati sono stati costretti a ricercare materiali alternativi (fibre di vetro, vedi Amianto), anche se il boom per usi militari si è avuto proprio nella II guerra (campi militari, hangar e ospedali di emergenza, coibentazione di navi, ecc.). Il picco produttivo, causa l'impiego diffuso in ambito civile, si è comunque avuto negli anni 70.
Per tutti i tuoi dubbi, ti invito a leggere le diverse discussioni di questo forum e troverai già tutte le risposte. Brevemente: in caso di rimozione di componenti del corpo caldaia, dato l'esiguo quantitativo in gioco (suppongo), le fibre presenti in atmosfera saranno trascurabili. La ditta deve obbligatoriamente rimuovere eventuali residui successivi alla bonifica. Tempi di latenza delle fibre sono difficilissimi da stimare ma, come già detto innumerevoli altre volte, l'atmosfera consente un'adeguata diluizione delle fibre stesse. Se le buste erano sigillate e il cantiere adeguatamente predisposto, attraversa pure il cortile. Questo in generale: per risposte più precise è necessario conoscere tutte le condizioni al contorno.
E ti invito, prima di preoccuaparti, a contattare l'amministratore e chiedere ragione dell'intervento. Per sapere se è o meno amianto, hai diritto a conoscere gli esiti dell'eventuale censimento e delle prove di laboratorio eseguite.
Tienici aggiornati!Il mio sito web:
www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza
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ti ringrazio per la risposta, e anche se davvero in ritardo ti aggiorno... mi informai e mi dissero (se nn erro era il capocantiere o qualche ingegnere addetto ai lavori) che non era presente amianto nello stabile e che se ci fosse stato avrebbero chiamato una ditta apposita, e un operaio mi disse che quell'uomo in tuta con la mascherina, se l'era messa perché se non erro stava saldando o dissaldando o roba simile, non ricordo ormai.
prima della rassicurazione avuta dagli addetti, inoltre contattai una dottoressa se non erro che mi passò l'arpa o roba simile e mi disse che se il lavoro era stato fatto in cantina o cmq nel seminterrato e con le dovute precauzioni non c'erano problemi e mi disse inoltre che il fatto che l'operaio avesse la tuta era positivo perchè dimostrava che comunque ci stessero lavorando degli esperti. mi disse inoltre che nell'arco di un giorno le fibre rilasciate, qualora fosse stato amianto, si sarebbero depositate a terra oppure disperse(o roba simile)
fatto sta che io per precauzione (forse eccessiva), spinto dalla paura, tenni chiuse le finestre e le sigillai anche con uno scotch e non uscì di casa per 1 giorno...
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in più tenni aperte le finestre che davano sulla parte opposta, perchè per fortuna è un appartamento a doppia esposizione e se ricordo bene bollì persino dell'acqua pensando che magari il vapore acqueo potesse abbattere, appesantendole, le fibre.
infine se ricordo bene tenni le finestre chiuse anche alcuni giorni successivi e quindi da quel cortile interno passavo solo per il tempo di attraversarlo (2min) il tardo pomeriggio (solitamente quando se ne andavano gli operai) e al rientro la sera...
quindi nella peggiore delle ipotesi l'esposizione sarebbe stata molto ridotta...
tutto ciò spinto dalla mia fobia, che magari in questo caso ha avuto un minimo di senso e di utilità .
per favore non dirmi che ho sbagliato qualcosa...
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Sbagliato no, esagerato si!Il mio sito web:
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