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esposizione prolungata polveri di amianto

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  • esposizione prolungata polveri di amianto

    Gentile Redazione, mi avvicino a questo sito dopo un lungo cercare e leggere sulla rete. due anni fa ho avuto la geniale idea di sistemare una casa vecchia. faccio presente che vivo in belgio e le case vecchie sono piene di A.. beh, io non lo sapevo. ne' sapevo come riconoscerlo. ruppi in 3 occasioni delle lastre di amianto, presumibilmente crisolito (in ambiente confinato). un idraulico mi avviso' della pericolosita'. e da li mi impanichai. in seguito trovai altro amianto in tubi sotterrati, che io dissotterai e che non rimossi, ma neanche toccai. voglio credere che il mio contatto con l'amianto è stato solo legato alla rottura delle lastre. 3 diverse occasioni a 2 mesi di distanza l'una dall'altra. non avevo maschera. dall'ultimo contatto è passato un anno. in seguito ho avuto brevi contatti con la lana di roccia (un'altra gioia).
    ho letto tanto, ho trovato diverse statistiche, piu o meno esaurienti, che non escludono il rischio dell'amianto ma lo ri-dimensionano. Sta di fatto, e qui sta la notizia, che ho avuto in seguito diversi problemi di salute. fiato corto, dolore polmonare e ora un dolore fisso sotto il pomo d'adamo (trachea) che mi spinge a fare altre ricerche mediche per venirne a capo. i medici mi guardano con sospetto perche l'amianto da' complicazione in tempi piu lunghi.
    ma che ci posso fare se non sto nene. è ultimamente questo dolore sotto la gola a preoccuparmi maggiormente. per il resto, non ho niente da chiedere, e niente da insegnare. rimpiango la mia inesperienza con questo materiale tremendo. tutto qui.

  • #2
    Gentile inenarrabile, comprendo il tuo stato. Hai letto bene: le ricerche mediche hanno constatato che durata dell'esposizione e quantità  di fibre sono associate all'insorgere di malattie amianto-correlate. Per brevi esposizioni, almeno per quanto sappia io, poco si può dire. Sono tecnico del settore ma non medico: posso solo confortarti sul fatto che le statistiche non sembrano evidenziare nessi con esposizioni come quella che descrivi. Ovviamente il rischio "zero" non esiste. Considera comunque che numerose sono le componenti che possono far insorgere malattie apparentemente imputabili all'amianto: inquinamento atmosferico, radon tra i principali.
    Mi chiedo comunque il motivo per cui, di fronte a sintomi quali quelli da te descritti, i medici interpellati non abbiano ritenuto opportuno approfondirne la natura, indipendentemente dal fatto che siano imputabili ad inalazione di fibre di amianto. Il solo motivo che mi viene in mente, è che li reputino del tutto normali e guaribili.
    Il mio sito web:
    www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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    • #3
      Ciao, non sono medico, ma la questione della trachea potrebbe anche essere una sensazione assolutamente reale ma strettamente legata al tuo stato d'ansia per l'accaduto, poiché non mi risulta che questo che riporti sia sintomo di qualcosa. Ma sentiamo i più esperti, io di amianto ne so proprio poco. Ciao!

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      • #4
        Caro SRA

        dopo tante letture nel merito, io non reputo la mia esposizione priva di rischio. il 15% di casi di morti da amianto è legato ad esposizioni professionali nei lavori di edilizia. eppure i lavori di edilizia non sono a continuo contatto con l'amianto ma sono contatti sporadici, proprio come il mio. leggevo ad opera di un utente che il mm colpisce il 3% degli esposti all'amianto. nella realta', a dare una occhiata ai dati sulle coorti di lavoratori di amianto il dato lascia poco adito a consolazioni. i numeri sono vere e proprie ecatombe, dove anche a brevi esposizioni (qualche mese) è seguita uguale sorte.

        ho fatto 2-3 spolveri. diciamo uno dei quali a polmoni pieni. la scienza non è in grado di dire in quale momento cominci il processo tumorale. nè se i successivi contatti siano influenti nel peggioramento del primo (con riduzione di latenza per intenderci). il carcinoma è dose dipendente. lo stesso non puo dirsi per il mesotelioma sebbene recenti studi tendono ad attaccare questa tesi. il tasso di eliminazione di scorie nel tempo è una specie di scongiuro proto-scientifico e non ultimamente oggetto di indagini.

        evito di fumare e sto a distanza dall'amianto. in generale rimpiango il momento malcapitato in cui ho rotto quelle lastre. tu, che fonti hai?


        saluti inenarrabili

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        • #5
          Caro inenarrabile, non volevo sminuire i tuoi problemi. Forse mi sono spiegato male: volevo solo dire che gli studi più consistenti riguardano quegli operatori dell'amianto che lavoravano alla sua produzione. Per questi è certa la correlazione tra quanto respirato e l'insorgere di patologie amianto-correlate. Come dicevo, non sono medico del lavoro e non conosco a fondo gli altri studi epidemiologici condotti per brevi esposizioni. Leggo con interesse quello che hai scritto: come dici tu, ahimè, la scienza medica non sempre è d'accordo. Proprio perchè esistono diversi studi tra loro contraddittori.
          Se posso un consiglio: non so se ti sei rivolto al tuo medico di base o ad uno specialista. Nel caso, chiedi una visita di medicina del lavoro o rivolgiti ad uno specialista del campo. Ci sono numerose (purtroppo) associazioni di malati che penso ti possano indirizzare, nel caso.
          Buona fortuna
          Il mio sito web:
          www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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          • #6
            Caro SRA

            Credo tu sia stato molto gentile e chiaro. non ti devi preoccupare. piuttosto magari mi puoi aiutare di nuovo.

            nel caso volessi fare un esame dell'espettorato (alla ricerca di questo magico materiale e corpuscoli vari) , sai dove posso farlo? è un esame medico? si puo fare in pneumologia?



            saluti inenarrabili

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            • #7
              Provo ad informarmi. Sinceramente non me ne occupo. Dovresti almeno dirmi la provincia di residenza
              Il mio sito web:
              www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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