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Distesa immensa di amianto (3000 metri!) a Catania

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  • Distesa immensa di amianto (3000 metri!) a Catania

    ...siamo veramente nel Far West. Il Sud Italia, per quanto riguarda la tutela dell'ambiente, fa SCHIFO. E mi permetto di dirlo da catanese indignato quale sono, che ama la propria città  ma che la schifa al contempo, in quanto a rispetto per l'ambiente.

    Nella fattispecie mi riferisco al servizio andato in onda su Striscia la Notizia qualche giorno fa, in cui Brumotti faceva vedere una zona di Catania (in cui vive un ammasso di gentaglia di poco conto) con oltre 3000 metri di amianto sbriciolato.

    Ora, non si tratta di discarica abusiva. Quelle non mancano eh, per carità , ma in questo caso siamo dinanzi ad un fatto singolare. Tre container (enormi) si sono sfracellati e dal 1990 sono in questo stato. Solo che la situazione è rimasta così. Molto male:

    LINK: Monte Po, sequestrata discarica illegale di amianto. Nel terreno che la Sidra non ricordava di possedere - MeridioNews

    Mi sorgono due dubbi. 1 - l'area dopo l'intervento di Striscia (che bello, deve intervenire Striscia per far smuovere qualcosa...) è stata sottoposta a sequestro e il comune indagato e accusato di omesso controllo e disastro ambientale ecc... Verrà  fatta la bonifica? O corriamo il rischio che non venga fatto nulla dopo il sequestro?

    2 - molto vicino a quella zona piena di amianto c'è il cimitero. Io e i miei cari spesso andiamo a trovare i nostri parenti defunti. La distanza in linea d'aria da quell'amianto in quantità  considerevoli è di circa 3 km. Corriamo rischi SERI?

    3 - Quale si può considerare la distanza "sicura" da un disastro ambientale del genere? Io abito a circa 15 chilometri da lì, va bene come distanza di sicurezza?


    Grazie :)

  • #2
    Buongiorno Costanzio, rispondo al primo dubbio con una semplice considerazione. In un Paese come il nostro, a prescindere dagli obblighi normativi, esiste una realtà  innegabile. In un comune della provincia di Milano, esiste una situazione simile, quanto meno dal punto di vista della necessità  di procedere ad una bonifica. Dopo più di 20 anni, nei quali l'area in oggetto è stata sottoposta a sequestri, obblighi di messa a norma e bonifica, cambi di proprietà , il risultato è questo. Il Comune non è soggetto obbligato alla bonifica poichè l'area è privata. Allo stesso tempo il Comune è il "tutore" della salubrità  dei cittadini però. Ma, essendo un comune sull'orlo del collasso finanziario e soggetto al patto di stabilità , anche volendo, non ha risorse per finanziare "a fondo perso", la bonifica.
    In ogni caso, ASL e Carabinieri hanno ricevuto gli esposti del Comune ma si dicono impotenti poichè l'obbligo di bonifica ricade su chi ha procurato il danno ambientale. Ed è ben noto chi ha installato le coperture in eternit nell'area in questione. Il problema è che tale società  non esiste più e quindi l'obbligo ricade sull'attuale proprietario. Che non intende bonificare poichè conosce gli "eredi" di tale società . I quali non bonificano perchè, credo, ritengano di non essere loro la causa dell'inquinamento.
    Risultato: da 20 anni non si fa niente. Non voglio essere del tutto pessimista ma, credo anche li da te a Catania, passerà  del tempo prima di obbligare qualcuno alla bonifica. Anche perchè, leggendo l'articolo, mi pare di poter confermare che le due situazioni siano molto simili (l'area è mia, no è tua ecc ecc).
    Il problema è, come al solito, un quadro normativo molto molto preciso e vincolante che, proprio per questo, è soggetto a decine-se non centinaia-di diverse interpretazioni.
    Speriamo in bene....
    Il mio sito web:
    www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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    • #3
      Ciao Costanzio,
      intanto complimenti a Striscia la Notizia che ha avuto il merito di mettere in luce una situazione scandalosa del genere. Purtroppo spesso le autorità  competenti vivono nell'abulia più assoluta e di questo ne pagano le conseguenze i cittadini indifesi.
      Tornando al problema, è chiaro che un'area così disastrata rappresenta una grossa fonte d'inquinamento, ma data la natura delle fibre d'amianto, servirebbero dei monitoraggi per avere un'idea di quanto possa essere l'esposizione della popolazione nelle varie aree limitrofe.

      Purtroppo siamo in una situazione abbastanza confusionaria a livello Ministeriale. Ti basta guardare la mappa dei siti da bonificare per rendertene conto.
      Si passa da situazioni come quella delle Marche dove sembra che si sia piastrellata la regione con l'amianto, a regioni come la Campania o la Calabria dove sembra che l'amianto nemmeno esista.
      http://www.bonifiche.minambiente.it/..._bonifiche.pdf
      In teoria sono stati bonificati quasi mille siti su oltre 30mila, ma è chiaro che la realtà  è ben diversa.
      In pratica bisogna fare affidamento sulla responsabilità  delle autorità  locali, sperando che riescano a venire a capo del problema in tempi più o meno brevi.
      Il mio sitoweb:
      NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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      • #4
        Capisco. Grazie davvero. Ma per la natura estremamente volatile delle fibre diciamo che a 15 km di strada mi sento al sicuro. Sbaglio?

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        • #5
          Guarda che non stiamo parlando dell'esplosione di una bomba atomica. Come fai a preoccuparti per una cosa del genere?
          Il mio sitoweb:
          NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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