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Eternit in casa?

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  • Eternit in casa?

    Buongiorno.

    Mi trovo qui perchè da giorni ci sono alcuni dubbi che mi assillano.

    Poco tempo fa ho trovato il progetto originale della casa in cui abito e sono cresciuto. Il tetto era previsto in "Eternit alla toscana". Questo progetto venne però accantonato dal precedente proprietario in favore di un altro, totalmente diverso, sia nella struttura, sia -immagino- nei materiali. Scrivo immagino perchè il progetto definitivo non riesco a trovarlo, quindi mi affido allo spirito di osservazione.

    Detto questo...io sono sempre stato convinto che il tetto sia stato realizzato con tegole in cemento...e lo penso tutt'ora...vuoi perchè i miei genitori non se non sono mai preoccupati, vuoi perchè l'eternit che ho visto si presentava in modo molto diverso, vuoi perchè queste tegole -almeno quelle rotte- non appaiono affatto "fibrose", vuoi perchè sul retro presentano il marchio Tegola Wierer, vuoi perchè -dopo una quarantina d'anni- sono ancora di un bel grigio senza tutte quelle muffe e corrosioni...

    Tuttavia, l'aver trovato quel progetto con indicato Eternit ed il pensiero che la casa venne ultimata a metà  anni '70 quando l'amianto era largamente utilizzato non mi fa stare molto tranquillo...

    Gradirei un vostro parere, magari vi posto alcune foto.
    Ultima modifica di Jericho Cane; 24-04-2015, 15:37.

  • #2
    Ecco qui alcune immagini




    Inoltre...tra i vari manufatti in eternit che sono stati realizzati, ho visto vi sono anche vasche per l'acqua. Temo che nel prato vicino a casa mia -prato di mia proprietà - ve ne sia una. Specifico che è quasi completamente interrata, per circa metà  piena di acqua piovana, ed in parte coperta da erba ed edera. Essendovi un bordo in condizioni pessime, può rappresentare un pericolo? Grazie ancora per la disponibilità .

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    • #3
      intanto benvenuto nel forum.
      Effettivamente, non sembrerebbe il classico manufatto con presenza di amianto. Vista la voce di capitolato nel progetto preliminare, ti consiglierei ti toglierti il dubbio con una semplice analisi di laboratorio.
      Questo, anche in considerazione della presunta presenza di amianto nella vasca di raccolta dell'acqua. Anche in questo caso, l'analisi fuga (o conferma), ogni tuo dubbio.
      Supposto che lo sia e sperando non sia almeno più impiegata, il rischio associato non credo sia elevato, sia perchè in parte interrata, sia perchè, immagino, nessuno ci lavora.
      Devo però sottolinearti che l'amianto è pericoloso anche quando presente all'interno del suolo, non solo quando è direttamente presente nell'aria che respiriamo.
      Mi sento allora di darti alcuni consigli: innanzitutto provvedi a fare eseguire le analisi. Potrebbero fugare tutti i dubbi. Se dovessi malauguratamente verificare la presenza di amianto nel serbatoio (per ora confido che il tetto sia in materiale non pericoloso), credo che la cosa migliore sia pianificarne la bonifica.

      Un altro consiglio ma, ribadisco, è solo un consiglio: ahimè spesso, la presenza di capitolati nei quali compare la parola amianto nei materiali da costruzione, implicano la presenza, almeno in alcune delle strutture realizzate, di amianto (camini, isolamenti, tubazioni, serbatoi ecc ecc). Potrebbe essere utile, per la tua e altrui salubrità , affidare l'esecuzione di un censimento amianto, ovvero di un sopralluogo tecnico nel quale un professionista del settore valuti se e dove potrebbe essere presente amianto, assolvendo, tra l'altro, ad un obbligo legislativo spesso disatteso.
      Il mio sito web:
      www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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      • #4
        Grazie per l'intervento.

        Sì, quella vasca -che io ricordi- non è mai stata utilizzata. L'unico lavoro che svolgo nei suoi pressi è tagliare l'erba. Il che mi fa sorgere una domanda: è possibile che il filo in plastica del decespugliatore, a contatto con la vasca, liberi una quantità  pericolosa di fibre? Sempre ammesso che sia una vasca in eternit...

        Per le analisi a chi devo rivolgermi? Arpa, Asl...o altri enti?

        Comunque è incredbile...potenzialmente l'amianto è presente ovunque. E la cosa peggiore è che nella maggioranza dei casi non se ne ha la minima consapevolezza. Per dire, io ero rimasto a canne fumarie, coperture in eternit, indumenti ignifughi...
        In questi giorni di letture ammetto di essere diventato un pochetto paranoico, quindi -abbiate pazienza- vi stresso ancora un po', giusto per aver qualche informazione in più. Purtroppo trovo sia un argomento su cui non vi è assolutamente chiarezza.

        Tubi coibentati con l'amianto, come si presentano? Sono duri -simili gesso-, oppure soffici? Si distingue visivamente da rivestimenti in lana di vetro o lana di roccia?
        L'amianto spruzzato era utilizzato per rivestire parti sensibili -chessò, travi- oppure anche per le pareti di interi locali come le cantine? Su documenti online messi a disposizione dall'Inail leggo che questa tecnica andava molto di moda negli anni '60, ma non si può escludere eventuali usi successivi. E' possibile che normale calcestruzzo ruvido, con gli anni, e soprattutto con l'umidità , finisca col diventare friabile, con macchie bianche?

        Grazie ancora per la disponibilità .

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        • #5
          Direi che, passando un decespugliatore puoi creare un danno ma credo di lieve entità , anche considerato che sei all'aria aperta. Forse, per cautela, sarebbe meglio non lo toccassi!

          Per le analisi, puoi rivolgerti ai numerosi laboratori che offrono il servizio. Esiste un circuito di laboratori qualificati dal ministero della salute. Avrei voluto postare il link ma, al momento, risulta una pagina bianca...
          In ogni caso, la qualificazione non è strettamente necessaria: è sufficiente inserire su, ad esempio, Google parole chiavi quali "analisi amianto" e il nome della tua città , per ottenere un elenco di laboratori attivi. Accertati che eseguano analisi con tecnica MOLP (microscopia ottica a luce polarizzata) o FT-IR (spettrometria infrarossa in trasformata di Fourier). Nomi altisonanti che indicano le tecniche di analisi più comuni per i campioni massivi di amianto.
          Sono entrambe valide: la prima fornisce quale risultato una positività  o meno, con indicazione del presunto tipo di amianto; la seconda, più costosa (ma si parla di una differenza di 20-30 euro), indica con certezza il tipo di amianto eventualmente presente, e la sua percentuale in massa.
          Per il tuo caso, sceglierei la prima (costo attorno ai 100 euro).
          Non fidarti di chi ti propone costi troppo diversi: per esperienza, chi propone 30-50 euro per le analisi, significa che le fa non rispettando la buona norma. Se le fa.

          Per quanto riguarda i tubi: l'amianto è normalmente contenuto nell'impasto cementizio con cui sono ricoperti i tubi. Quindi si presenta proprio come un normale rivestimento un pò "gessoso". Tanto che, a vista, difficilmente si capisce se contiene amianto o meno. Spesso si sbriciolano, non tanto perchè sia una caratteristica del materiale, quanto per l'azione del tempo (spesso sono materiali posati 40-50 anni fa) e degli agenti atmosferici. Certo è che lana di roccia/vetro sono una cosa, impasto cementizio con amianto, un'altra.

          Purtroppo, come ben dici, un materiale che inizialmente era compatto (ovvero non friabile), ora è probabilmente quasi friabile o comunque più suscettibile di rotture. Questo è il motivo per il quale, nella valutazione del rischio spesso, tra i parametri da valutare, ricade anche il grado di compattezza della matrice.

          E, purtroppo, non pensare che un uso dell'amianto pensato per un'applicazione, non sia poi stata impiegato per altri scopi. Troppi erano i vantaggi (tra cui il modico costo) per escludere che non venisse impiegato anche laddove non ve ne fosse un effettivo bisogno.
          Il mio sito web:
          www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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          • #6
            Ecco qui alcune foto delle pareti, se possono servire:



            Leggo ora la risposta...molto esaustiva, grazie ancora...posso già  sentirmi di escludere i rivestimenti dei tubi, menomale! Del resto, pensandoci, il tecnico della caldaia non mi ha mai fatto osservazioni in merito.
            Ultima modifica di Jericho Cane; 27-04-2015, 16:30.

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            • #7
              Non mi sembra abbia la tipica parvenza di amianto applicato a spruzzo.
              Prego!
              Il mio sito web:
              www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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              • #8
                Questo è amianto applicato a spruzzo:



                e questo è un lavoratore che lo applicava, notare l'assenza di ogni dispositivo di protezione delle vie aeree:

                Il mio sitoweb:
                NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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                • #9
                  Grazie Davide! Pura curiosità ...ai tempi, l'amianto era già  un materiale sospetto?

                  Intanto posto ancora alcune immagini di quella parete.



                  In queste sono piuttosto visibili gli effetti del tempo e dell'umidità ...il materiale infatti è decisamente friabile, come dimostra anche la polvere depositata sul tubo lungo la parete.
                  Diverse sono inoltre le formazioni di salnitro (non molto visibili in foto)...del resto si tratta di un muro a diretto contatto con la terra.

                  Leggevo che l'intonaco contente amianto, spruzzato o posto a cazzuola, poteva appunto contenere oltre l'80% di amianto. Dalle immagini vi sembra questo il caso?
                  Chiedo perchè se da una parte sono visibili i tipici aggregati del calcestruzzo che mi fanno pensare ad un normale rivestimento, dall'altra ci sono la friabilità  e polverosità  del materiale a preoccuparmi. Vi sentite di sbilanciarvi?

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                  • #10
                    Ai tempi l'amianto era sospetto?
                    Uno dei primi articoli scientifici che ipotizzano una correlazione possibile tra esposizione ad amianto e mesotelioma pleurico è del 1960 e tratta di un'esplosione nei casi di mesotelioma in una miniera di amianto (crocidolite per la precisione), in Sud Africa.
                    Diciamo che, come con altre sostanze, il fattore dominante nelle scelte strategiche delle aziende era sicuramente il fattore economico. La salute dei lavoratori-sopratutto in anni in cui la legislazione a riguardo era insufficiente se non addirittura inesistente-era un fattore che passava del tutto in secondo, terzo e fors'anche, quarto piano.
                    Poi si aggiunge, spesso, l'ignoranza (presa nel senso positivo del termine, assenza di conoscenza): quante volte sentiamo dire "eh vabbè, arriva lei e mi dice che devo fare così e colà . Fino ad oggi non è mai successo niente!". Immagino in quegli anni, quando pochi erano i mezzi per farsi una propria cultura della sicurezza, cosa poteva accadere.

                    Per l'intonaco del tuo muro, non mi sento di darti certezza alcuna: gli intonaci si sbriciolano, si polverizzano e sono friabili comunque. Anzi, a senso, visto che le fibre di amianto operano anche da legante, direi che meno amianto c'è, più è facile che si degradi. Ma forse mi sbaglio.
                    Anche qui, solo l'analisi risolve il problema.
                    Il mio sito web:
                    www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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