Chiedo gentilmente agli esperti di esprimere la propria opinione circa l'eventuale esposizione alle fibre di amianto per quanto descritto sotto:
Sabato scorso sono andato a ritirare un vecchio lettore per microfiche in una cantina di un autoricambi in uno stabile signorile costruito attorno agli anni '40-'50 del Novecento.
Dato che tale oggetto è parecchio ingombrante, il proprietario del negozio mi ha chiesto di andare in cantina con lui.
Prima constatazione: i tubi dei corridoi della cantina avevano ahimè delle coibentazioni di amianto in alcuni punti non integro (è stato apposto il classico adesivo rosso e nero).
Seconda constatazione: la cantina in cui dimorava l'oggetto era ricoperta di calcinacci e di parecchie dita di polvere.
Date le dimensioni dell'oggetto e una discreta quantità di punti inaccessibili, la pulizia è stata fatta nel modo più accurato possibile: è stato usato l'aspirapolvere per poco tempo solo per ripulire l'oggetto dai calcinacci nelle parti di difficile accessibilità. La scocca invece è stata pulita con sgrassatore/alcool. Non sono stati usati pennello e aria compressa al fine di limitare la dispersione nell'aria di eventuali fibre.
L'unica parte che non è stato possibile pulire è la zona della ventola, nella parte posteriore dove ci sono le feritoie per il raffreddamento e dalle quali sono entrati polvere e calcinacci di piccole dimensioni (la rotazione della ventola, quando l'oggetto è in funzione, potrebbe espellere le eventuali fibre depositatesi all'interno).
Il mio quesito è il seguente: ammettendo che pure in quella cantina ci fosse amianto sui muri, sul soffitto e che quella sull'oggetto fosse polvere di amianto (proveniente anche dalle coibentazioni dei tubi nel corridoio adiacente), l'utilizzo o la semplice dimora dell'oggetto nel box può, secondo voi, rappresentare un pericolo significativo per la salute, anche dopo la pulizia effettuata?
Vi ringrazio in anticipo
Davide

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