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pluviale in eternit incassato

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  • pluviale in eternit incassato

    Buongiorno, volevo sapere se nel caso esista un pluviale che è in eternit ma incassato nella muratura, c'è l'obbligo di rimuoverlo o basta disattivarlo creando una nuova linea esterna e lasciando intatto l'esistente? perché nei diversi forum che ho visitato ho trovato molte informazione su come trattare le coperture in amianto, che x loro natura risultano esposte, ma di etrnit nella muratura non ci sono informazioni chiare a riguardo.. vorrei capire se lasciandola nella muratura, prima o poi l'asl possa obbligare comunque a toglierlo.

    Grazie

  • #2
    Buongiorno e benvenuta.
    Innanzitutto non esiste un obbligo di rimozione dell'amianto ma, semmai, un obbligo di denuncia della sua presenza. La rimozione, o un qualsiasi altro intervento di bonifica (incapsulamento, confinamento) è richiesto qualora le condizioni di manutenzione del manufatto siano tali da far supporre che vi sia un rilascio significativo di fibre in aria.
    Ricordando poi che per bonifica non si intende solo la rimozione ma anche interventi meno drastici quali l'incapsulamento (stesura di appositi prodotti che fissano le fibre di amianto al manufatto) o i confinamenti (installazione di barriere fisiche che separano il manufatto dall'ambiente, è questo il caso delle sovra-coperture dei tetti), ecco il mio consiglio.
    I condotti in uso, che contengono amianto e che corrono in traccia alle murature risultano, proprio per il luogo di installazione (la muratura), già  "naturalmente" bonificati, cioè, in questo caso, confinati. Ovvero è presente una barriera fisica che impedisce il contatto diretto tra il manufatto e l'ambiente. Quindi la probabilità  che sia in atto una significativa dispersione di fibre, è sufficientemente bassa.
    Occorrerebbe conoscere meglio la situazione per capire se effettivamente possono sussistere problemi ma, se il condotto non viene toccato (per, ad esempio, riparazioni o pulizie), il rischio corso è classificabile come basso/modesto.
    Quindi, potrebbe anche essere sufficiente sigillare il condotto nella muratura per risolvere il problema. Così facendo, il manufatto risulterebbe bonificato.
    Attenzione però: la bonifica è tale se e solo se eseguita da aziende qualificate. In caso contrario, oltre a commettere un illecito penale, per le autorità  di controllo il manufatto risulterebbe ancora non bonificato, poichè non è stato presentato ne autorizzato alcun piano di lavoro. A parte i rischi legali della cosa, è sempre bene rivolgersi a bonificatori esperti che garantiscono l'esecuzione delle opere a regola d'arte.
    Implicitamente ho risposto anche all'altra domanda: operando "fai da te", rischi che la ASL (o altri enti di controllo) contestino, anche penalmente, l'operato.
    Se operi con un'azienda qualificata, questa presenterà  un piano di lavoro che potrà  contemplare anche il solo confinamento del materiale. Se la ASL approva tale piano, devi reputare bonificato a norma di legge il materiale. Se la ASL ritiene che il confinamento come presentato nel piano di lavoro non sia sufficiente a garantire la sicurezza e la salubrità  degli ambienti, richiederà  all'azienda di apportare delle modifiche; ad esempio, potrebbe anche imporrne la rimozione. Ma il tutto sarebbe fatto nel pieno rispetto della normativa, senza possibilità  di incorrere in alcun problema.
    Il mio sito web:
    www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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