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Precauzioni e pericolosità sostituzione tetto eternit

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  • Precauzioni e pericolosità sostituzione tetto eternit

    Buongiorno,
    l'informazione che gentilmente vi chiederei è questa:
    al palazzo di fronte al mio, circa la prossima settimana cominceranno i lavori per la sostituzione del tetto in eternit.
    Si tratta di circa 400 mt di tegole in eternit in matrice compatta; il tetto si trova a circa 5 mt dal mio balcone e finestre e alla stessa altezza (il mio palazzo è più alto).

    Ora la mia domanda è:
    quanto sono pericolosi questi lavori per la mia famiglia?
    possibile che non ci siano emissioni soprattutto dalla parte inferiore delle tegole che poggiano su 30 anni di deterioramento?

    E allora:
    quali procedure di sicurezza è ragionevole adottare (chiudere finestre/non stendere panni/lasciare l'appartamento)?
    quali procedure sono previste dalla regolamentazione/legge a riguardo (sigillatura delle finestre)?

    E Le stesse domande relative all'appartamento di mia sorella che nelle stesse condizioni si trova però a 30 mt dell'edificio in questione?

    Grazie per le vostre risposte

  • #2
    La risposta è semplice: se i lavori sono affidati ad un'azienda qualificata alla rimozione di amianto, allora i rischi sono per forza di cosa minimizzati perchè i lavori sono stati autorizzati dagli enti di controllo che ne hanno verificato i requisiti.
    Quale primo controllo, verifica sull'albo dei gestori ambientali (Albo Nazionale Gestori Ambientali - Elenchi iscritti), se l'azienda rientra tra quelle autorizzate (codice 10A e/o 10B). Se non la trovi, beh, in questo caso allora sai già  che non è già  un problema di sicurezza del cantiere ma di illecito (penale?).
    Se invece opera con la dovuta autorizzazione, devi fidarti della professionalità  dell'azienda. Richiedi loro una copia del piano di lavoro autorizzato, nel quale sono indicate tutte le procedure di sicurezza adottate (modalità  di rimozione, tecniche di pulizia, eventuali settori del cantiere adibiti a "spogliatoi" ad hoc non comunicanti con l'ambiente esterno ecc). Puoi così verificare che eseguano quanto dichiarato.
    Detto questo, per maggior cautela, chiudi le finestre di casa e utilizza i balconi solo al termine dei lavori e dopo averli puliti con metodi a umido (insomma, acqua, secchio e mocio!). Se sono richieste altre cautele più importanti, lo dirà  l'azienda incaricata.
    In ogni caso, si tratta di tegole in matrice compatta, quindi normalmente facilmente rimovibili. Non credo (ma dipende poi da caso a caso) che saranno necessarie particolari cautele
    Il mio sito web:
    www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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    • #3
      Sì, l'azienda è autorizzata.
      Tuttavia, scusami, come esistono normative di sicurezza per gli operai, possibile non ci siano normative di sicurezza per gli occupanti?
      E poi, il fatto che la ditta farà  di tutto per mantenere le emissioni al minimo non è sufficiente: ho dei bambini in casa e non è sufficiente fare di tutto ma serve la assoluta certezza!
      Scusatemi lo sfogo, ma sono solo preoccupato.
      Il pensiero è che siccome è troppo complicato chiedere alle famiglie di lasciare gli appartamenti, allora la normativa non lo chiede e lascia alla sorte e alle probabilità  il fatto che vada tutto bene.
      Ma chi ha i propri figli in casa questo non lo può accettare.

      Che dite?

      Grazie

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      • #4
        Solitamente è molto bassa la concentrazione delle fibre nell'aria nel vicinato di un'abitazione dove c'è un'intervento di bonifica di una copertura in eternit eseguito da una ditta specializzata. Altro discorso se le metodiche di lavorazione sono completamente sbagliate, ma generalmente si tratta di interventi eseguiti da aziende prive dell'autorizzazione e senza le necessarie competenze.
        Il mio sitoweb:
        NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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        • #5
          Come ben dice Davide, ribadendo il concetto, la garanzia del minimo impatto ambientale è garantita dall'operatore e dal piano di lavoro presentato. Entrambi rispondono a ben precise norme a tutela della sicurezza comune, del cittadino e dell'operatore.
          In ambito scientifico, ed ancor più in medicina la certezza assoluta non esiste. Esiste la minimizzazione del rischio che è ciò a cui punta il legislatore, sentito il parere degli esperti e sulla base di studi epidemiologici, dati medici ecc; questi dati sono basati su analisi statistiche dell'incidenza di talune patologie a seguito dell'esposizione a noti agenti potenzialmente nocivi. Trattandosi di statistiche, benchè fondate su dataset molto consistenti, non possono garantirti la certezza assoluta, perchè proprio di statistica si tratta.
          Ti faccio un esempio banale ma che spero aiuti a comprendere il mio punto di vista: supponiamo che l'amianto sia rimosso con una tecnica che rappresenta lo stato dell'arte della rimozione che, però, libera (dico un numero tanto per dire, ovviamente, è un esempio!) 100 fibre di amianto per tot ore. Per ipotesi supponi che la scienza mostri che, prendendo un campione di 1 milione di persone sane, di età  compresa tra 25 e 50 anni, e che respiri per tot ore 100 fibre, di queste solo 2 contraggono una malattia amianto-correlata. Si tratterebbe dello 0.0002% di probabilità  di contrarre una malattia amianto correlata. Se tu fossi il legislatore, cosa faresti? Le strade sono due: visto che, ad oggi, la tecnica di rimozione adottata è la migliore disponibile puoi o rischiare che lo 0.0002% della popolazione si ammali, oppure? Oppure paghi un albergo a tutte le famiglie che vivono nei dintorni del cantiere monitorando la concentrazione di fibre in aria? A mio parere sarebbe una misura di cautela esagerata se confrontata con la probabilità  considerata.
          Capisci che se la soluzione voluta è la certezza assoluta, beh, questa non sarà  mai perseguibile.
          Credimi che è molto più elevata la probabilità  di un incidente grave in auto di quella di contrarre una malattia amianto-correlata (qualora si sia in prossimità  di un cantiere autorizzato per la bonifica), Però accettiamo tutti di prendere l'auto anche per portare i nostri figli a scuola, a nuoto o in vacanza.

          Spero di averti chiarito qualche dubbio!
          Il mio sito web:
          www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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          • #6
            Ho letto su un forum di sicurezza dei lavoratori che, se fatta bene, una rimozione di cemento amianto rilascia una concentrazione massima di circa 6-7 ff/lt (secondo l'esperienza dell'addetta alle rilevazioni/analisi).

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            • #7
              Grazie per le vostre risposte.
              Sapete è importante poter discutere con delle persone a riguardo e perdonatemi se insisto, ma la logica della cosa non tiene :-)

              Allora vi chiedo?

              1-e se invece dello 0.0002% si trattasse dello 0.2%?
              chi ce lo dice? dove è scritto?
              E perchè non dare delle norme generali, tipo non aprire le finestre e non stendere i panni?
              Non si può fare nemmeno questo?
              Perché non scrivere chiaramente che i lavori non sono pericolosi? Perché non è così?

              2-e se invece è vero che non sono pericolosi. Ma allora che li rimuoviamo a fare questi tetti? cioè se anche quando sono maneggiati, rimossi, sollevati da anni di consumo non emettono fibre, perché non li lasciamo visto che sarebbe un materiale sicuro?

              Grazie, ciao

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              • #8
                Prego, figurati!
                Beh, se mi stai chiedendo una bibliografia su studi scientifici e medici sui quali sono basate poi le normative, penso che si debba partire dalle monografie pubblicate dallo IARC (International Agency for Research on Cancer, agenzia anternazionale per la ricerca sul cancro). Stiamo parlando di materiale scientifico per addetti ai lavori ma troverai molte informazioni mediche, statistiche ecc proprio qua http://monographs.iarc.fr/ENG/Monogr...C/mono100C.pdf
                A partire da questo tipo di documento, si sviluppano le scelte normative dei vari stati per definire le corrette procedure nei confronti di diversi tipi di sostanze cancerogene.
                Con questo ti rispondo anche alla questione delle percentuali di probabilità  di rischio di ammalarsi (che, ripeto, erano inventate!): i valori con cui si ragiona sono contenuti in documenti come quello dello IARC.
                Ripeto, puoi fare quello che vuoi: chiudere le finestre, metterti una maschera con filtro FP3, installare abbattitori di polvere o trasferirti in alta montagna. Ma rimane il fatto che se viene operata e avvallata dall'ente controllore una certa procedura di bonifica e non vengono segnalate altre precauzioni, significa che il lavoro non causa rischi significativi.
                Ripeto ancora una volta: se i lavori sono autorizzati è perchè l'ente controllore li ritiene adeguati alla bonifica. Se tu non ti senti sicuro, sei libero di trasferirti per il tempo della bonifica.

                Riguardo la pericolosità : non confondere la pericolosità  dell'amianto come minerale e la pericolosità  di un manufatto che contiene (anche) amianto.
                L'amianto puro, in polvere, è enormemente pericoloso, tanto che è INNEGABILE che un'elevatissima percentuale dei lavoratori occupati nella lavorazione e nell'estrazione dell'amianto, abbiano contratto mesoteliomi. Questi erano soggetti a concentrazioni in aria di fibre di centinaia di fibre litro, per turni di 6/8 ore al giorno.
                Ma se parliamo di un manufatto come una copertura, costituita per il 90% di cemento e il 10% di amianto, dobbiamo necessariamente fare un discorso diverso. Innanzitutto, il rischio maggiore lo corre l'operaio che bonifica il manufatto: se costui opera correttamente e con i giusti dispositivi di protezione, non arriverà  lontanamente vicino ai valori dei lavoratori esposti di cui parlavo prima. Un rischio minore è invece corsa da un normale cittadino che passa vicino a una copertura. Ma se questa è particolarmente rovinata e produce "polvere", beh, non è detto che questa polvere possa causare problemi. Ecco perchè deve essere rimosso.
                Il materiale rimane quindi pericoloso e per questo, va rimosso.
                Il mio sito web:
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                • #9
                  Volevo far notare che in una tabella a pagina 238 del documento sopracitato da SRA si evince che l'asbesto/amianto non sia stato bandito negli USA.
                  Qualcuno ne sa qualcosa? Che utilizzi ne fanno ancora?

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                  • #10
                    Circa trent'anni fa l'ente per la protezione ambientale americano l'aveva bandito per la quasi totalità , poi però la potentissima lobby dell'industria del settore è intervenuta pesantemente per via giudiziaria e quindi è saltato tutto. Successivamente più volte sono state proposte in Parlamento delle leggi sul bando, ma non sono mai passate per l'ostracismo dei repubblicani.
                    Adesso il bando è parziale e si continua tutt'ora ad impiegarlo per svariati usi: pastiglie dei freni, sistemi isolanti, guarnizioni, indumenti ignifughi, ecc. L'impiego comunque è stato drasticamente ridotto rispetto a qualche decennio fa.
                    Il mio sitoweb:
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                    • #11
                      Giusto come informazione, se qualcuno avesse un profilo linkedin e fosse interessato ad approfondire la questione su cosa accada in materia negli USA, è presente su linkedin il gruppo "asbestos professionals network" che è attivo sul problema (https://www.linkedin.com/groups/1917829)
                      Il mio sito web:
                      www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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                      • #12
                        Beh vi ringrazio per le risposte, ma non sono convinto per quanto segue.
                        Provo a sintetizzare, se volete, commentate puntualmente:
                        1-nessuna autorità  competente scrive chiaramente che le operazioni di rimozione (anche se fatte a regola d'arte) siano del tutto sicure => se avete un riferimento autorevole dove si trova scritto questo, indicatelo per favore
                        2-mentre giustamente esistono delle normative per gli operatori, non ci sono per gli occupanti ma si lascia ogni decisione all'ente di controllo (ASL?) la quale non ha comunque delle procedure normate per gli occupanti => quindi sarebbe lecito pensare che non si senta coinvolta nel doversene occupare, cioè si occuperebbe esclusivamente che ci siano condizioni di sicurezza nel cantiere incluse le procedure per minimizzare il rilascio delle polveri ma non che qualcuno ne possa essere danneggiato comunque (ultimi piani, palazzi confinanti) - se avete un'informazione contraria a riguardo allora indicatelo per favore
                        3-mentre si indica un tetto in eternit come pericoloso per gli occupanti il palazzo e quindi necessaria la rimozione, d'altra parte durante la rimozione quando questo stesso tetto viene svitato, rimosso, spostato e la polvere depositata sotto il tetto lasciata libera, allora ciò non è pericoloso per gli occupanti - non vi sembrano le due cose totalmente in contraddizione?

                        Di nuovo, mi preme sottolineare che non voglio polemizzare con nessuno ma solo capire: l'informazione su un tema come l'amianto è delicatissima....

                        Grazie a tutti

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                        • #13
                          Le procedure di rimozione e pulizia sono state elaborate per minimizzare i possibili rischi, ma è chiaro che tutto è perfettibile. Bisogna comunque tenere presente che il rischio zero non esiste, quindi si deve necessariamente arrivare ad un compromesso sennò le operazioni diventano interminabili e costosissime.
                          Secondo le autorità  il giusto compromesso è stato stilato nelle leggi e nei regolamenti che si devono attuare. Poi sta alla professionalità  delle aziende coinvolte rispettare il tutto.
                          Il mio sitoweb:
                          NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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                          Sto operando...
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