mi rivolgo a questo forum nella speranza di acquietare lo stato di grande preoccupazione in cui mi trovo. Dal 2017 mi sono trasferito al primo piano di un condominio, nel cui sottoscala era presente un tubo in amianto della colonna fecale. A chiusura di questo sottoscala c'è una porticina di legno. Non è siliconata, ma si chiude e consente di non avere accesso all'area del sottoscala. A circa 8-9 metri da questo piccolo ingresso (devi abbassarti con la schiena per entrarci, perché non è ad altezza uomo, trovandosi sotto una rampa di scala, appunto), vi era questo tubo della colonna fecale, e lo scorso anno scoprimmo che c'era una piccola perdita, segno del fatto che fosse lesionato. Il tubo è stato correttamente rimosso, e sostituito con uno in plastica. Il mio timore, però, è relativo al tempo in cui ha cominciato a lesionarsi. Non sappiamo bene da quando stava cominciando a perdere, perché in quel sottoscala ci siamo entrati rarissimamente (io ci sarò stato 4-5 volte per pochi minuti da quando ho cominciato ad abitare lì), ma mi chiedo: noi condomini siamo stati sottoposti a qualche rischio, nonostante quella porticina d'ingresso sia rimasta sempre chiusa, e quindi non ci sia stato mai un passaggio aperto tra la scala e questo sgabuzzino-sottoscala, se non nei pochissimi minuti e nelle rarissime volte che ci siamo entrati per un tempo rapidissimo? Mi sono rivolto ad un laboratorio di analisi ambientali, ed è venuto un tecnico ad effettuare delle misurazioni aeree nelle scale. Ad ormai un anno di distanza è inutile (fibre rilevate in mezzo alle scale, zero), lo so, ma ho preferito che venisse per vedere la situazione, ed esponendo anche a lui lo stesso dubbio, mi è stato detto esattamente così: "se la porticina è stata aperta poche volte nel corso del tempo non si deve preoccupare. Anche se il tubo perdeva ma restava chiuso all'interno di questo sottoscala, le fibre non si sono potute disperdere in aria perché il tubo era chiuso in un luogo specifico". In effetti le cose stanno così: nessuno si è mai avvicinato a quel tubo se non l'operaio specializzato, e quel luogo è stato sempre tenuto chiuso dalla porticina di legno di cui vi ho già parlato. Un altro giudizio competente, però, mi farebbe stare ancora più tranquillo, e di questo vi ringrazio in anticipo.
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Buon pomeriggio,
mi rivolgo a questo forum nella speranza di acquietare lo stato di grande preoccupazione in cui mi trovo. Dal 2017 mi sono trasferito al primo piano di un condominio, nel cui sottoscala era presente un tubo in amianto della colonna fecale. A chiusura di questo sottoscala c'è una porticina di legno. Non è siliconata, ma si chiude e consente di non avere accesso all'area del sottoscala. A circa 8-9 metri da questo piccolo ingresso (devi abbassarti con la schiena per entrarci, perché non è ad altezza uomo, trovandosi sotto una rampa di scala, appunto), vi era questo tubo della colonna fecale, e lo scorso anno scoprimmo che c'era una piccola perdita, segno del fatto che fosse lesionato. Il tubo è stato correttamente rimosso, e sostituito con uno in plastica. Il mio timore, però, è relativo al tempo in cui ha cominciato a lesionarsi. Non sappiamo bene da quando stava cominciando a perdere, perché in quel sottoscala ci siamo entrati rarissimamente (io ci sarò stato 4-5 volte per pochi minuti da quando ho cominciato ad abitare lì), ma mi chiedo: noi condomini siamo stati sottoposti a qualche rischio, nonostante quella porticina d'ingresso sia rimasta sempre chiusa, e quindi non ci sia stato mai un passaggio aperto tra la scala e questo sgabuzzino-sottoscala, se non nei pochissimi minuti e nelle rarissime volte che ci siamo entrati per un tempo rapidissimo? Mi sono rivolto ad un laboratorio di analisi ambientali, ed è venuto un tecnico ad effettuare delle misurazioni aeree nelle scale. Ad ormai un anno di distanza è inutile (fibre rilevate in mezzo alle scale, zero), lo so, ma ho preferito che venisse per vedere la situazione, ed esponendo anche a lui lo stesso dubbio, mi è stato detto esattamente così: "se la porticina è stata aperta poche volte nel corso del tempo non si deve preoccupare. Anche se il tubo perdeva ma restava chiuso all'interno di questo sottoscala, le fibre non si sono potute disperdere in aria perché il tubo era chiuso in un luogo specifico". In effetti le cose stanno così: nessuno si è mai avvicinato a quel tubo se non l'operaio specializzato, e quel luogo è stato sempre tenuto chiuso dalla porticina di legno di cui vi ho già parlato. Un altro giudizio competente, però, mi farebbe stare ancora più tranquillo, e di questo vi ringrazio in anticipo.Tag: Nessuno
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Mi sento di condividere l'opinione del tecnico che ha effettuato il sopralluogo, il campionamento e le analisiIl mio sito web:
www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza
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Buongiorno, vi riscrivo perché, rileggendo il mio messaggio, mi sono reso conto di non essere stato totalmente chiaro sulle condizioni della porticina che separa l'ambiente del sottoscala dall'androne. Quando ho scritto che si tratta di una porticina in legno non siliconata, intendevo dire che non garantisce una chiusura ermetica. Essendo più preciso, intendo che vi è un piccolo spazio tra il pavimento e la porta, di circa 0.8 cm, e anche una piccola fessura (a porta chiusa) in un lato, di circa 0.8 cm, che scende per una 20 di cm. Aggiungo anche che, nel seminterrato (dove conduce questa porticina e dove a circa 8-9 mt di distanza dall'ingresso si trovava il tubo di amianto della colonna fecale scoperto), sono presenti due aperture, che affacciano sul marciapiede del palazzo e che rendono l'ambiente arieggiato. Alla luce di queste precisazioni, possiamo comunque ritenerci tranquilli su eventuali esposizioni? Nonostante queste fessure di cui ho specificato, ribadisco che questa porticina è stata aperta solo in rare occasioni, e che nessuno tra noi condomini si è avvicinato mai al tubo in questione. Allego una foto nel tentativo che questo messaggio risulti più chiaro. Grazie mille per la rispostaNon hai i permessi per visualizzare questa galleria.
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Ribadisco quanto sopra. Più che fare analisi e aver avuto l'opinione tecnica di un professionista, la sola cosa in più che puoi fare è eliminare il manufatto. Se le analisi hanno confermato l'assenza di contaminazione da amianto, non c'è motivo di preoccuparsiOriginariamente inviato da SRA Visualizza il messaggioMi sento di condividere l'opinione del tecnico che ha effettuato il sopralluogo, il campionamento e le analisiIl mio sito web:
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Buonasera SRA mi intrometto nella discussione volevo chiederle visto che ha consigliato al nostro amico che per essere sicuro bisogna eliminare il manufatto qualora venisse rimosso ma aimè la ditta non fosse delle più serie e lasciasse qualche traccia (minima alcuni pezzi di macerie ecc) una volta pulite le macerie bisogna fare altro oppure essendo che la fonte è stata eliminate e al più che qualche rimasuglio c’è ancora pericolo?Originariamente inviato da SRA Visualizza il messaggio
Ribadisco quanto sopra. Più che fare analisi e aver avuto l'opinione tecnica di un professionista, la sola cosa in più che puoi fare è eliminare il manufatto. Se le analisi hanno confermato l'assenza di contaminazione da amianto, non c'è motivo di preoccuparsi
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Le ditte che operano sull'amianto sono qualificate ministerialmente e quindi, tendenzialmente, svolgono le operazioni secondo lo stato dell'arte, minimizzando qualsiasi rischio. Poi, ovviamente, tutto può accadere. Dire cosa andrebbe fatto in caso di comportamento poco professionale, non è possibile perchè dipende da quanto poco professionali sono stati....Il mio sito web:
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Sisi quello per forza…. Però la mia domanda è una volta che il manufatto è stato eliminato rompendolo in modo non “legale” e viene rotto in un ambiente indoor le fibre disperse quanto possono essere in circolo nell aria? Una volta disperse di depositano a terra? È sufficiente arieggiare e pulire laddove c’erano i pezzi rotti e L intera totalità del piano della casa?Originariamente inviato da SRA Visualizza il messaggioLe ditte che operano sull'amianto sono qualificate ministerialmente e quindi, tendenzialmente, svolgono le operazioni secondo lo stato dell'arte, minimizzando qualsiasi rischio. Poi, ovviamente, tutto può accadere. Dire cosa andrebbe fatto in caso di comportamento poco professionale, non è possibile perchè dipende da quanto poco professionali sono stati....
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Ribadisco: dipende da quanto "importante" è stata la loro imperizia. In ogni caso, se la bonifica è stata condotta da una ditta qualificata, è fatto obbligo di valutare la presenza di fibre disperse in aria, alla chiusura delle operazioni. Questo è un obbligo normativo e certifica la restituibilità degli ambienti. Ti consiglio innanzitutto di richiedere i risultati dell'indagine alla ditta.
Questo detto, se l'azienda è da te ritenuta poco affidabile, è possibile anche che il campionamento non sia stato eseguito secondo la miglior pratica e, quindi, il risultato non sia affidabile. A questo punto, si torna alla tua domanda e alla mia risposta. Ovvero, dipende da quanto "importante" è stata la loro imperizia. Se non ti senti tranquillo, contatta un laboratorio e richiedi un'analisi delle fibre disperse per verificare se è in atto un inquinamento. Altrimenti non ci sarà mai modo di darti una risposta corretta.Il mio sito web:
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La ringrazio il problema è sorto dopo che ho fatto analizzare i campioni una volta eseguito il lavoro… ed è uscito che nel campione analizzato è presente amianto la ditta se ne altamente fregata quando L ho comunicando dicendo che ormai il lavoro era stato fatto…Originariamente inviato da SRA Visualizza il messaggioRibadisco: dipende da quanto "importante" è stata la loro imperizia. In ogni caso, se la bonifica è stata condotta da una ditta qualificata, è fatto obbligo di valutare la presenza di fibre disperse in aria, alla chiusura delle operazioni. Questo è un obbligo normativo e certifica la restituibilità degli ambienti. Ti consiglio innanzitutto di richiedere i risultati dell'indagine alla ditta.
Questo detto, se l'azienda è da te ritenuta poco affidabile, è possibile anche che il campionamento non sia stato eseguito secondo la miglior pratica e, quindi, il risultato non sia affidabile. A questo punto, si torna alla tua domanda e alla mia risposta. Ovvero, dipende da quanto "importante" è stata la loro imperizia. Se non ti senti tranquillo, contatta un laboratorio e richiedi un'analisi delle fibre disperse per verificare se è in atto un inquinamento. Altrimenti non ci sarà mai modo di darti una risposta corretta.
Ora il materiale è stato totalmente eliminato in modo legale (comunque in autonomia perché a detta dell azienda che mi sono appoggiato per il discorso amianto lo dovevo fare in autonomia) è così ho fatto però alla fine ho spazzato e aspirato ho fatto arieggiare e tutto il problema ora è le fibre si depositano come polvere sugli oggetti o rimangono nell aria e arieggiando vengono eliminate?
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Direi che allora il problema è risoltoIl mio sito web:
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Grazie per le informazioni ma una cosa come chiedevo sull altro messaggio gli oggetti che stavano nella stanza c’è bisogno di lavare tutto oppure quelli che stavano lontani posso evitare e utilizzarli normalmente…..? Mi intendo le fibre disperse sono come la polvere che si deposita a terra ?Originariamente inviato da SRA Visualizza il messaggioDirei che allora il problema è risoltoUltima modifica di bellissimoebello; 01-07-2023, 17:54.
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