Tuttavia all'art.38, comma 2, è suggerito dal legislatore di poter valutare le Polveri Totali (chiamate Particelle Sospese) a partire dai dati monitorati per i PM10, moltiplicandoli per un fattore 1,2.
Da ciò deduco una serie di comportamenti. Ad esempio, se posseggo dati monitorati sulle Polveri Totali (PT), potrei decidere di ritenermi a norma di legge se tali valori non superano i limiti imposti per i PM10 moltiplicati per un fattore 1,2 (caso di ampliamento del limite), oppure potrei dividere per 1,2 i valori monitorati per le PT (caso di equipollenza ai PM10).
Siete d'accordo?
Il fattore 1,2 che origine ha?
Esistono studi svolti sulla granulometria delle PT per affermare che il rapporto PT/PM10 sia uguale a 1,2?
Considerazioni analoghe esistono per i PM2,5?
In riferimento alle unità di misura (microgr/mc), una conversione a ppm è possibile semplicemente tramite il peso specifico dell'aria? (essendo un solido in sospensione può essere plausibile l'interpretazione di ppm come milligrammi di sostanza/litro d'aria?).
un saluto.
MarcoPD

Commenta