Ho avuto un‘esperienza molto particolare di inquinamento indoor che mi ha causato gravi problemi di salute, e che a tuttora non sembra ancora essere risolta in modo definitivo.
Nel 2002 ho acquistato un appartamento al terzo ed ultimo piano in un condominio del 1967, riscaldamento a metano, canna fumaria non coibentata transitante non nel perimetro nel mio appartamento.
Nel giugno del 2004 una fuga d‘acqua dalla vasca del sistema di riscaldamento nel sottotetto ha inzuppato la zona terminale della canna fumaria (ultimo piano).
In ottobre ho iniziato a sentire in camera da letto un odore acre e fastidioso che con il passare dei giorni mi ha causato bruciori alle vie respiratorie. Ho aperto le finestre ma l‘odore persisteva in quasi tutte le camere.
Dopo qualche settimana sono iniziate le vertigini ed i conati di vomito, mal di testa, infiammazione alla laringe, perdita della voce.
Al pronto soccorso non hanno trovato nel sangue tracce di monossido di carbonio.
Ho abbandonato l‘appartamento per un mese ed i sintomi sono scomparsi.
Ho richiesto la coibentazione della canna fumaria che stata effettuata nel Marzo del 2005.
In Aprile la caldaia è stata spenta.
Presumo che i composti aromatici delle incrostazioni di gasolio esistenti sulle pareti interne della canna fumaria (fino al 1988 il riscaldamento era a gasolio) al contatto con l‘acqua hanno creato una reazione chimica e crepe nelle solette. All‘accensione della caldaia in ottobre 2004 i composti si sono volatilizzati e sono penetrati all‘interno del condominio, in particolar modo nel mio appartamento, anche se non vicino alla canna fumaria.
Ma questa interpretazione non sembra totalmente credibile (sembra una scena di Final destination).
Infatti allo spegnimento della caldaia in Aprile la sensazione di odore è rimasta anche se in misura minore:
a) forse perché il mio apparato olfattivo è estremamente sensibile a odori e fumi,
b) forse perché il legno dei parquet, i muri sono impregnati di composti aromatici,
c) forse perché l‘inquinamento giunge da altre fonti, cucine dei piani inferiori, case vicine (prima del 2004 tutto però era ok).
Nel vano scale ad esempio sulle lampade si notano pennacchi di fumo disegnati sul muro.
E‘ possibile che l‘inquinamento giunga attraverso l‘impianto elettrico del vano scale?
E‘ possibile che i fumi, composti aromatici, penetrino attraverso i muri?
Se penetrano attraverso i muri si possono coinbentare le pareti con vernici non traspiranti per esterni (al quarzo)?
E‘ una buona idea?
In attesa di un consiglio
Saluti

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