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Amianto e finestre

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  • Amianto e finestre

    Salve a tutti,
    nel cavedio dell'appartamento in cui abito da 6 mesi ho scoperto esserci una copertura in amianto abbastanza deteriorata: presenta muschi ed è di colore scuro.
    Saranno circa 8 metri quadrati ma io con la mia finestra sono a circa 3 scarsi metri in linea d'aria.
    Dando sul cavedio, la finestra (con telaio a doppio vetro installata recentemente) rimane quasi sempre chiusa.
    Sono preoccupato però che nel cavedio che, non ha sbocchi ed è sempre chiuso, ci possa essere un'alta concentrazione di fibre d'amianto.
    Grazie a Dio la copertura è un po' più esposta al vento dato che è al terzo e ultimo piano della casa (io sono al secondo), però sicuramente le fibre scendono anche verso il basso.
    Naturalmente ora procederanno con la bonifica ma vorrei capire se la finestra sempre chiusa può azzerare il rischio che entrino fibre oppure no.
    La finestra è alta circa 1,50 mt e larga 1 metro.
    Potrebbe essere una buona soluzione sigillarla?
    Ho sentito dire che le fibre sono talmente piccole che posso passare anche tra le intercapedini di porte e finestre.
    Vi risulta sia vero o è un'esagerazione?
    La finestra da ora rimarrà  sempre chiusa.
    Attendo qualche consiglio, sono molto preoccupato all'idea che sono 6 mesi che mi respiro quella roba. :(
    Ringrazio infinitamente chiunque mi darà  il suo parere.
    Ultima modifica di Max1976; 06-09-2018, 17:25.

  • #2
    Nel tuo, come in altri casi, la concentrazione delle fibre disperse in atmosfera dipende da numerosi fattori, tra cui: stato di conservazione del manufatto, esposizione agli agenti atmosferici, tenuta all'aria del serramento. Dalla tua descrizione, il manufatto è certamente deteriorato e suscettibile di rilascio delle fibre. A tal proposito, è da considerare che le fibre di amianto presenti nelle coperture sono "immerse" nel cemento che funge da, diciamo così, collante delle fibre. Certo, maggiore è il deterioramento del manufatto, minore è la capacità  del cemento di "trattenere" le fibre ma determinare una correlazione tra stato di conservazione e fibre disperse è complicato, se non impossibile. A tal proposito, considera che i protocolli usualmente da impiegarsi per determinare il "rischio" di rilascio delle fibre di una copertura, sono di tipo qualitativo, ovvero, attraverso l'assegnazione di un punteggio prefissato ad alcuni indici qualitativi (ad es. presenza di muschi, tipo di rottura ecc), permette di giudicare la potenzialità  di rilascio di fibre. Ma, certamente, non permette di determinare quale concentrazione sarà  presente in atmosfera.
    Questo, anche perchè l'atmosfera funge da agente di dispersione delle fibre (peraltro ubiquitarie): direzione e forza del vento, pioggia ecc causano una variazione della concentrazione ed anche una sua "naturale" distribuzione.
    Questo detto, nel tuo caso, il cavedio, luogo parzialmente chiuso, potrebbe presentare (potrebbe!) un anomalo incremento delle concentrazioni di fibre. Si tratta di un'ipotesi che è verificabile solo con un'analisi dell'aria che permetta di determinare l'effettiva concentrazione presente.
    Per venire al tuo caso, se si tratta di un serramento di nuova produzione, esso presenta delle ottime caratteristiche di impermeabilità . Tieni però presente che, nel caso di una sua posa in opera non troppo accorta, l'eventuale discontinuità  tra telaio e serramento (ad esempio perchè il sigillante è stato messo di fretta, o si è ritirato ecc) potrebbe causare l'ingresso di aria esterna e, conseguentemente, di fibre.
    Ancora una volta, sarebbe necessaria la misura delle fibre nella stanza.
    Come vedi, il discorso è complesso e dare una risposta univoca alla tua domanda è estremamente complicato. Quello che posso dire è che, probabilmente, la concentrazione delle fibre è sufficientemente bassa da non creare un rischio di esposizione considerevole. Tenendo la finestra chiusa, il rischio è ancora inferiore. Tieni comunque a mente che il rischio zero non esiste. Dovresti vivere in un pianeta in cui i minerali come l'amianto non esistono in natura. L'amianto, per l'appunto naturale, è presente nell'aria che respiriamo tutti i giorni.
    Bene fai a rimuovere la copertura.
    Il mio sito web:
    www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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    • #3
      Grazie infinite per la tua risposta!
      Sono un po' preoccupato perchè io ho proprio la mia scrivania vicino a questa finestra e nei 5 mesi in cui sono stato in questa casa potrei aver respirato moltissime fibre, nel caso in cui ci fossero degli spifferi.
      Mi sembra comunque che le finestre siano ben isolate dato che ho controllato le guarnizioni in gomma.
      La copertura è di circa 5 metri quadrati, quindi abbastanza ridotta (per fortuna).
      A questo punto, un'esposizione di questo tipo può portarmi a rischiare un mesotelioma nei prossimi anni?
      So che il rischio zero non esiste, però vorrei capire quanto rischio.
      Il ragionamento del cavedio che essendo chiuso trattiene tutte le fibre che poi rimangono lì mi sembra giusto.
      Un pannello di questa grandezza può emettere in 5 mesi enormi quantità  di fibre?
      A logica, in 40 anni dovrebbe essere scomparso, o mi sbaglio?
      Scusami ma comincio ad essere abbastanza preoccupato.
      Se aggiungo anche che ho mio figli piccolo che gira per casa finisce che non ci dormo la notte. :(

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      • #4
        Dubito francamente che tu abbia respirato "moltissime" fibre (ma ovviamente non ho alcuna certezza in proposito, prendilo come un pensiero a riguardo), anche considerata la modesta superficie del manufatto.
        Il mesotelioma è una malattia professionale tipica dei lavoratori esposti quotidianamente a centinaia di fibre di amianto per ogni litro di aria respirata. Certamente non è questo il tuo caso, altrimenti metà  della popolazione mondiale sarebbe spacciata. Non nego che esistano, purtroppo, casi di persone non esposte professionalmente ma che hanno contratto malattie amianto correlate. Sicuramente, da un punto di vista statistico, l'incidenza è molto molto bassa. Certo, mi dirai tu, la vita umana non ha valore quantificabile e basta un decesso!
        Rispondo che, come sempre, è necessario dare un peso alle cose, altrimenti non è più possibile vivere serenamente. Ribadisco, salvo particolari situazioni, normalmente concentrazioni "ambientali" di amianto non incidono significativamente sulla possibilità  di contrarre malattie.

        Ribadisco che il pannello non può avere emesso fibre in quantità  tale da averti fatto correre il medesimo rischio dell'operatore amianto esposto per 20 anni a 100 fibre/litro (magari 1000 o 10000). Un numero circa il rischio non te lo darà  mai nessuno perchè non è quantificabile. Limitati a sapere che è bassissimo. Corri più rischi a metterti in auto alle 18 di un giorno invernale in centro città !
        Non ti spaventare, al limite parlane con il tuo medico.
        Il mio sito web:
        www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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