Comunque ti posso dire che delle 3mila persone che muoiono ogni anno in Italia per malattie relazionate all'amianto, circa il 70% ha avuto un'esposizione di tipo professionale, il 5% circa familiare (nel senso che uno della famiglia lavorava a contatto con l'amianto e così si sono ammalati i familiari, magari respirando le fibre che sporcavano le tute di lavoro). Il 5% circa è dovuto ad un'esposizione ambientale, e pensa ad esempio alla situazione di Casale Monferrato dove c'era una spiaggetta fatta con la polvere d'amianto, per non dire altro. In un caso su 5 l'esposizione è ignota.
E' proprio questo 20% non chiaro che mi fa sospettare che l'effettivo impatto dell'esposizione ambientale sia in realtà molto più alto. Tutti noi siamo finiti in un gigantesco esperimento di massa involontario i cui effetti potranno essere realmente chiari solamente fra qualche decina d'anni.
L'unica consolazione è che la nostra esposizione attuale è notevolmente inferiore a quella di qualche anno fa.
In ogni caso, la situazione è analoga nelle altre nazioni del mondo: l'Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno siano 125 milioni gli esposti all'amianto nei soli luoghi di lavoro. Attualmente le morti mondiali causa amianto sono stimate in oltre 100mila all'anno.
Sono dati veramente pesanti e chi li riferisce spesso viene tacciato di allarmismo, eppure sono dati reali.

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