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"Pulizia" col brivido!

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  • "Pulizia" col brivido!

    Ciao a tutti,
    sono nuovo del forum e scrivo per chiedere consiglio visto che non so dove sbattere la testa.
    La mia ragazza abita in una casa costruita nel dopoguerra, di circa 80mq.
    Lo stabile in realtà  è stato ampliato in un secondo momento, e per fare da "tetto" a una delle stanze sono state utilizzate delle lastre di cemento-amianto (credo si dica così, è quello classico in lastre ondulato) poggiate a "vivo" sui muri (ci sono solo quelle senza alcun isolamento) . Fortunatamente questa stanza di circa 6mq è usata come cantina, pertanto per la maggior parte del tempo non ci vive nessuno, ma nel tempo vi sono state accumulate cianfrusaglie di tutti i tipi.
    Considerato che la casa è particolarmente piccola speravamo di poterla svuotare e rendere utilizzabile ma al momento non ci possiamo permettere la rimozione, soprattutto perchè suo padre (unico familiare rimastole e proprietario della casa) non ne vuole sapere (costa troppo secondo lui), ed oltre alle lastre in questione ce ne sarebbero altre a coprire un "capanno per gli attrezzi" per un totale di circa 20 mq a farla larga (andrebbe quindi rimosso tutto in una volta).
    Posso sperare di recuperare temporaneamente la stanza isolando in qualche modo l'amianto? E soprattutto quali precauzioni prendere se decidiamo di svuotare la stanza? Abbiamo acquistato tutine usa e getta, guanti e maschere facciali ffp3 (che coprono però naso e bocca ma non anche la parte "alta" del viso ) può bastare per fare pulizia? devo portarla via da li alla svelta? abbiamo entrambi 25 anni, non vi nascondo che se già  prima ero a conoscenza della pericolosità  dell'amianto, più mi informo più mi vengono i brividi...
    Grazie in anticipo per qualunque consiglio vorrete darmi.

  • #2
    Ma vi siete fatti fare dei preventivi da qualche ditta per sapere quali possono essere i costi della bonifica?
    Il mio sitoweb:
    NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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    • #3
      Innanzitutto Grazie per la risposta tempestiva.

      non ancora, ma nei prossimi giorni lo farò il fatto è che ho appena preso in mano in modo più "serio" il tutto, visto che il padrone di casa comincia ad avere una certa età  (ho sempre sperato che secondo logica del padre di famiglia si preoccupasse lui di questo ed altri problemi che riguardano la SUA casa ma ho capito che è inutile aspettare ancora), e sottovalutando il problema esposizione/agitazione polveri, avevo ipotizzato quantomeno di dover sgomberare la stanza interessata prima di parlare di rimozione. Mi aspetto comunque una spesa sui 2000 euro o più tra rimozione smaltimento e posa di un materiale alternativo (anche semplice) a mo di tetto. La casa andrebbe comunque ristrutturata in maniera pesante qualora decidessimo di restare li quindi si tratta di capire se è più opportuno aspettare e fare tutto in un colpo solo o se la situazione sia grave al punto da dover intervenire subito. Mi rendo conto che sarebbe necessario un sopralluogo per determinare lo stato del materiale, ma mi chiedevo se ci fossero consigli particolari in termini di cosa fare/non fare visto che la stanza è parte integrata della casa e non un edificio a se. Ad ora è comunque usata (e purtroppo visti gli spazi ridotti continuerebbe ad esserlo) come cantina/lavanderia, si tratterebbe di svuotarla e renderla più agibile anche in previsione della rimozione. Dici che i dpi elencati se decidessimo di metter mano per riordinare ci basterebbero? avevo pensato di applicare un telo da pittore a mo di sottotetto per evitare ulteriore distacco delle polveri... o c'è forse qualche composto resinoso o impregnante che potrei applicare a tale scopo? (quello che usano in fase di rimozione a quanto ho capito per essere efficace deve rimanere umido quindi non so se sarebbe adatto allo scopo)
      Grazie ancora per l'attenzione

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      • #4
        Benvenuto Zentradis.
        Il tuo caso è piuttosto comune in strutture ad uso "non abitativo". Per questione di costo e praticità , l'intradosso (parte interna) della copertura in amianto veniva lasciato a vista. Ovviamente è una tecnica assai pericolosa: le fibre, staccandosi dalla matrice cementizia, si liberano in un ambiente confinato e le concentrazioni di amianto aerodisperso POTREBBERO essere apprezzabili. Il tuo è un problema da non sottovalutare e da trattare con la giusta cautela (come stai effettivamente facendo).
        Primo consiglio: volendo che la stanza diventi un ambiente di vita sarebbe opportuno rivolgerti a ditte specializzate. Per quanto tu sia informato, esperto di lavori di ristrutturazione, non sei un tecnico formato in rimozione e bonifica di amianto.
        Secondo consiglio: non sempre l'unica soluzione è la rimozione del manufatto. Se la lastra è in condizioni accettabili (non entro nel tecnico, diciamo che esistono dei protocolli che permettono di dare un valore allo stato di conservazione della copertura), è possibile procedere con altri metodi di bonifica. Nel tuo caso si potrebbe anche valutare l'ipotesi di confinare la lastra ovvero di "costruirci" attorno una struttura ermetica che racchiude il manufatto. Banalmente: all'esterno viene posta una sovracopertura sulla lastra e all'interno si realizza una sorta di controsoffitto.
        Vantaggio: non dovresti così sopportare il costo di rimozione e smaltimento (non trascurabile) e sostanzialmente impedisci la dispersione di eventuali fibre in aria. Svantaggio: l'amianto non lo vedi più ma rimane comunque in sito e, un giorno, potrebbe essere necessario rimuoverlo.
        Veniamo al fai-da-te:se mai volessi procedere a rimuovere l'eternit per conto tuo, verifica se nella tua regione puoi operare su metrature come quelle da te indicate. Se non si configura come piccola rimozione, potresti incorrere in pesanti sanzioni (operatore non autorizzato, mancata denuncia del piano di lavoro alla ASL ecc ecc). Attento: non vederla come un "ecco la burocrazia fa tutto per farmi spendere soldi". àˆ una questione di salute, tua e, se vuoi, sopratutto collettiva. Leggi nel forum e vedrai quanti utenti scrivono lamentandosi di rimozioni mal eseguite, eseguite da personale non autorizzato ecc ecc. àˆ un attimo vedersi presentare una denuncia.
        Capitolo DPI: maschere, tute, guanti, OK. Se hai qualche esperienza in ristrutturazione, ti consiglio di trattare la superficie interna con prodotti incapsulanti temporanei (avrai probabilmente visto tetti in amianto "rossi". Ecco, quello è un incapsulante), da applicare anche a rullo. In attesa che decidiate cosa fare delle lastre, questo è un buon modo, e tutto sommato a basso costo, per minimizzare il rilascio di fibre. Non ti posso indicare marche specifiche: vai da un qualsiasi distributore di prodotti per edilizia e chiedi di un incapsulante rosso per amianto. Vedrai che ti sapranno aiutare: sulle istruzioni trovi le specifiche.
        Sul fatto che ti abbiano detto che debba rimanere umido, sinceramente mi cogli di sorpresa, visto che, almeno qui in Lombardia,l'incapsulamento è elencato quale metodo di bonifica (oltre a rimozione e confinamento). E non ho mai visto nessuna ditta che si reca in cantiere ad inumidire l'incapsulamento.
        Una volta eliminato tutto quanto si trova nella stanza, pulisci tutto (pavimenti e oggetti) con un panno umido (non pulire mai a secco), usa e getta. Minimizzerai il sollevamento di fibre depositate.
        Spero di esserti stato di aiuto
        Il mio sito web:
        www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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        • #5
          Grazie mille per l'esauriente risposta!

          giusto a scanso d'equivoci non ho la minima intenzione di procedere ad una rimozione autonoma del materiale (non ne ho le competenze e metterei in pericolo non solo i miei polmoni ma anche quelli di chi vive li vicino, grazie comunque per le utili info sul fai-da-te che fanno sempre comodo). Il mio scopo è solo poter ripulire la stanza dagli oggetti che nel tempo vi si sono accumulati impolverandosi, e metterla il più possibile in sicurezza fino a quando non avremo (io e lei) i mezzi per procedere alla definitiva risoluzione del problema. Cade quindi a fagiuolo il tuo suggerimento sul materiale incapsulante temporaneo, che a questo punto potrei stendere perlomeno sull' intradosso al fine di minimizzare la dispersione in fase di "Pulizia" e, riapplicandolo ad intervalli regolari, "tenere botta" fino al sopravvenire dell'intervento di rimozione futura (come dici tu l'eventuale confinamento sarebbe solo un posticipo del problema quindi se possibile vorrei evitarlo).
          Perciò ricapitolando:

          1-Bardato di tutto punto stendo sull'intradosso la resina incapsulante così da limitare le "perdite" almeno sul lato interno.

          2-Nello svuotare la stanza dalla robaccia che c'è dentro faccio attenzione a non muovere troppa polvere e tutto ciò che pulisco lo pulisco sempre a umido

          3-tenendo presente che la resina è solo una soluzione temporanea mi muovo il più velocemente possibile per la rimozione (e smaltimento) o in ultima ratio il confinamento.

          così dovrebbe andare giusto?

          scusate la puntigliosità  ma sono giovane e inesperto e vista la pericolosità  del materiale voglio essere preciso alla virgola :-)

          PS sulla questione del mantenere umida la resina (che effettivamente ad una rilettura ha poco senso) mi sembra di aver letto qualcosa su un manuale di prevenzione rischio amianto per i lavoratori della regione emilia romagna che ho trovato in pdf, sembra carino e mette bene in evidenza gli accorgimenti da seguire essendo corredato di immagini a colori, se lo ritenete opportuno posso postare il link o direttamente il file visto che l'ho scaricato.
          Ultima modifica di Zentradis; 24-07-2014, 15:14.

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          • #6
            Perfetto, avevo in effetti il dubbio che potessi mettere mano alla rimozione...
            Se vuoi girare il link, fai una cosa utile a tutti! Grazie!
            Tienici aggiornati
            Il mio sito web:
            www.studioricercheambientali.com - Monitoraggi Analisi e Consulenza

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            • #7
              http://www.arpa.emr.it/cms3/document...ti_amianto.pdf

              questo il link al pdf, creo un secondo topic da mettere in evidenza se necessario

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