annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Tetto in eternit rimosso: dubbi e paura

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Tetto in eternit rimosso: dubbi e paura

    Buongiorno a tutti ragazzi e grazie mille per avermi ammesso tra voi.
    Dopo aver letto molte discussioni e aver esplorato a fondo questo forum, credo di essere con ogni probabilità  nel posto adatto per potermi chiarire molti dubbi.
    Vengo alla questione che da alcuni giorni, ormai, mi impedisce letteralmente di vivere.
    Alcuni giorni fa, il mio vicino di casa si è deciso finalmente a far rimuovere i pannelli posti a copertura di un muro che divide il cortile della sua abitazione da quello della mia. Le lastre che componevano la tettoia erano quelle ondulate grigie (credo eternit). Conosco la pericolosità  di questo materiale e so quanto possa essere letale, ma non sono purtroppo un esperto in materia e questa è la ragione per la quale mi sta divorando una paura logorante. A colpo d'occhio, queste lastre sembravano integre, anche se con sporadiche piccole chiazze di muschio. Alcune di esse, circa la metà , avevano già  uno strato di colorante rosso applicato.
    Come che sia, l'altra mattina sono uscito in cortile come tutti i giorni. A un certo punto, non avendo ricevuto alcun preavviso di quello che stava accadendo, dopo aver fatto mezza rampa di scale, ho notato un operaio vestito con tuta bianca e mascherina che stava sulle lastre. In quel momento, non potendo vedere ciò che facevano gli altri tre operai sul resto della tettoia, ho sentito il rumore di uno strumento elettrico e un leggero odore "ferroso", e nel giro di alcuni secondi sono corso a tapparmi in casa e a "sigillare tutte le finestre". Sono rimasto chiuso in casa due giorni senza aprire nessuna finestra. Poi, per fortuna è piovuto per un'intera notte e mia madre, il giorno dopo (il 3° dalla rimozione dei pannelli), ha pulito il cortile, il pianerottolo le scale con la pompa idrica.
    Non conosco la ditta che ha svolto l'operazione. Non so se si sono attenuti interamente alla procedura prevista in questi casi. Tuttavia credo non abbiano innaffiato le lastre prima di smontarle e, probabilmente, il rumore elettrico che ho sentito era quello di uno strumento con cui hanno svitato i perni che tenevano fissati le lastre ondulate. Da ciò che ho potuto vedere ( da dietro i vetri delle mie finestre), fino a quando ho assistito all'operazione non hanno rotto nessuna lastra.
    Però sono terrorizzato per quei 9-10 secondi che sono salito sulle scale in cortile. Non essendo stato avvisato in anticipo, non avevo ovviamente la mascherina. Ero a una distanza di 5-6 metri dagli operai che lavoravano. Poi per un attimo quell'odore "ferroso"... e sono corso giù, in casa.
    Chiedo a voi, ragazzi, per favore una delucidazione sui probabili danni che ho potuto ricevere e sui rischi. Ho una paura matta. Sono uno studente e non riesco più ad applicarmi nelle mie cose. Non riesco a pensare ad altro. Ho paura di non uscire più da questa spirale di angoscia.
    Chiedo scusa per essere stato un po' prolisso, ma volevo cercare di fornire quanti più dettagli possibile sull'episodio.
    Grazie di cuore a tutti voi per l'attenzione che vorrete dedicarmi.

  • #2
    Come ho avuto modo di dire più volte, l'amianto non è il plutonio. Quindi non preoccuparti eccessivamente. Se per ammalarsi di amianto bastasse il semplice passaggio a fianco di una tettoia di amianto a quest'ora saremmo tutti morti in Europa.
    Resta il fatto che per correttezza sarebbe sempre meglio avvisare i vicini quando si effettuano degli interventi di bonifica.
    Il mio sitoweb:
    NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

    Commenta


    • #3
      Ciao Davide, grazie mille davvero per la celere risposta.
      E' una situazione strana, in cui non mi sono mai trovato prima.
      Tra le altre cose, mi terrorizza in particolare quell'odore "ferroso" che ho avvertito per un attimo. Un odore simile a quello che si avverte quando si entra da un ferramenta al lavoro. L'ho associato all'azione degli operai che toglievano i perni o le viti di fissaggio. Ma come sono fatte quelle viti? Liberano le fibre killer nel momento in cui vengono tolte??
      Poi Ho letto in rete da qualche parte di un "effetto grilletto" (o come altro si chiama...).
      Ti giuro, sono piombato in un mondo di informazioni e notizie "al cardiopalma"...

      Commenta


      • #4
        Dovresti aver sentito l'odore della polvere di ferro che si è distaccata dalle viti di fissaggio. Penso che per fare prima a togliere le coperture abbiano dovuto segarle via. Quelle non hanno una componente di amianto, quindi al massimo hanno rilasciato pulviscolo di ferro.
        Il mio sitoweb:
        NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

        Commenta


        • #5
          In effetti qualche giorno fa sono andato a vedere lo stato della "base" di cemento prima che il mio vicino applicasse la nuova tettoia, e ho trovato dei residui di viti ancora conficcate nei "tramezzi" di legno, e prive della testa. E' plausibile, allora, che alcune le abbiano segate via gli operai proprio come hai detto tu, Davide. Tra l'altro ho letto anche che l'amianto è inodore.
          Ah l'effetto di cui parlavo nel post precedente è la "triggle dose" (dose letale) di cui ho letto qualcosa in rete. Non sono riuscito però a capire con precisione quali sono le "soglie" per poter parlare di dose letale.
          Comunque adesso, al posto della vecchia copertura in eternit, è stato finalmente applicato dal proprietario un tetto nuovo.

          Commenta


          • #6
            Immagino tu ti riferisca alla trigger dose (dose grilletto, in pratica di innesco).
            Alcuni studiosi ritengono che alcune patologie dovute all'amianto possano essere riconducibili ad una dose di innesco iniziale, in modo particolare si fa riferimento al mesotelioma. Una volta innescato il meccanismo di formazione l'esposizione ulteriore perde rilevanza.
            Attualmente la maggior parte degli esperti del settore ritiene invece che maggiori siano le esposizioni e quindi le dosi assorbite, maggiori sono le possibilità  di ammalarsi (situazione dose-response).

            Il discorso sarebbe più articolato, ma ho semplificato al massimo per far cogliere il senso.

            Comunque vedo che alla fine il vicino ha risolto il problema, ben per voi.
            Il mio sitoweb:
            NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

            Commenta


            • #7
              Sà­, perdonami, ho sbagliato a scrivere. Mi riferivo proprio alla "trigger dose".
              Ma quindi, se questa teoria fosse attendibile, basterebbe anche passare ignari accanto a un luogo dove, ad esempio, stanno rimuovendo le lastre di eternit per autocondannarsi a morte?😥

              Commenta


              • #8
                Non stiamo parlando di plutonio, sta tranquillo.
                Il mio sitoweb:
                NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

                Commenta


                • #9
                  Ho pubblicato un link su un'altra discussione intitolata "Il mesotelioma quale patologia dose dipendente".
                  Quel documento parla proprio dell'infondatezza scientifica della teoria della trigger dose (usata nei tribunali dagli avvocati per scagionare tutti i datori di lavoro successivi ad una prima esposizione lavorativa all'amianto).

                  Commenta

                  Sto operando...
                  X