vedo che non sono il solo preoccupato per l'amianto.
Ho cambiato casa. Nella casa nuova, acquistata con mutuo già arredata, c'è una cucina degli anni '90 (fa anche schifo esteticamente ma non ho i soldi e forse neanche l'energia per cambiarla). Sotto il lavello c'era, molto danneggiato, un vecchio adesivo bituminoso antirombo. Ora, un mio amico idraulico l'ha grattato via per motivi estetici in una mezz'ora con un raschietto, producendo molti pezzettini, perché restava attaccato al lavello. Poi ho scoperto, grazie al sito svizzero polludoc.ch, e poi confermato da siti italiani, che questo pannello bituminoso antirombo poteva contenere amianto. Da lì è iniziata una paranoia che dopo alcuni mesi (in cui ho pulito tutto ma non ad esempio il soffitto o le pareti) mi ha costretto a fare un campionamento d'aria. Il risultato è stato per fortuna totalmente negativo (<0.3 ff/l). Tuttavia, molti siti ufficiali delle varie arpa regionali scrivono che in questi casi bisognava fare un "campionamento aggressivo", cioè contemporaneamente al campionamento smuovere l'aria con un ventilatore e spazzare tutte le superfici (anche verticali) con una scopa di saggina. In casa mia non è stato fatto. Il tecnico della ditta mi ha risposto che non era il caso perché ha valutato che la possibilità che ci fosse amianto era minima. Io resto preoccupato dell'eventualità che ci sia amianto. In teoria negli anni 90 era già proibito, ma c'erano le scorte da smaltire. E non è certo una cucina di pregio. La vivo proprio male. Non vorrei contattare un'altra ditta e finire in una spirale eterna. Sto anche facendo una psicoterapia da aprile dell'anno scorso ma non mi dà alcun giovamento. La qualità della mia vita è scesa drasticamente, perfino la memoria è calata a causa di questi pensieri fissi sull'amianto. Cosa devo fare? Grazie mille!

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