Allora, tra Febbraio e Marzo ho studiato fuori sede per l'università abitando in un piccolo monolocale, essendo il riscaldamento malfuzionante (una volta spento era estremamente difficile riaccenderlo) per circa due mesi ho lasciato il riscaldamento sempre acceso senza mai spegnerlo, ma semplicemente lasciandolo accesso al minimo.
Dunque ero solito passare le notti con il riscaldamento acceso (seppur al minimo) e la finestra chiusa.
Dopo solo un paio di giorni ho iniziato ad avere problemi di confusione mentale, stanchezza cronica, difficoltà di concentrazione ecc... ma ingenuamente li ho attribuiti a cause come lo stress ecc...
Nel tempo sono peggiorato, accusando un evidente deterioramento a livello cognitivo, difficoltà ad esprimermi e trovare le parole da dire in una frase, difficoltà a fare ragionamenti e collegamenti logici, problemi di coordinazione e reattività , e da qualche giorno ho iniziato perfino ad avere difficoltà a leggere, accusando disturbi della lettura simili a quelli dei dislessici.
Ero stato da un neurologo quando i primi sintomi erano comparsi ma lui aveva banalizzato il tutto riconducendolo ad un eccesso di stress; solo in questi ultimi giorni ho collegato che tutto era iniziato quando mi sono trasferito ed informandomi sul web ho iniziato a pensare che si tratti delle conseguenze di un avvelenamento cronico lieve da monossido di carbonio.
è possibile? Come devo fare per capirlo o escluderlo con certezza?

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