Possiedo una piccola casa di montagna in meridione, dove trascorro con la mia famiglia circa venti giorni di villeggiatura l‘anno, la casa misura 70 metri quadrati circa, è disposta su tre livelli (taverna,zona giorno,zona notte) e confina sul lato sinistro con edificio privato appartenente ad una famiglia lì residente e sul lato destro con un edificio pubblico di proprietà del comune (una sorta di Pro Loco o circolo ricreativo per anziani e giovani del paese)
Per accedere presso la mia abitazione bisogna percorrere uno stretto vialetto lungo 10 metri circa, questo vialetto è in comproprietà con la mia abitazione e con quella della famiglia lì residente.
Quest‘anno abbiamo fatto una bella scoperta: in fondo al vialetto, sul muro dell‘edificio di proprietà del comune, è stata posata un grossa tubazione d‘acciaio di lunghezza 10 metri circa, destinata a convogliare i gas di scarico della caldaia del riscaldamento, tengo a precisare che la suddetta caldaia appartiene all‘edificio comunale.
Questa canna fumaria termina proprio in corrispondenza della finestra della mia abitazione, (II livello zona notte) circa alla stessa altezza ed alla distanza in linea d‘aria di 140cm, in quanto l‘edificio comunale è almeno un metro più basso rispetto la mia abitazione.
Ho fatto una segnalazione presso il comune esponendo il caso, sostenendo che: data l‘insufficiente distanza tra la mia finestra e l‘estremità della canna fumaria, (per di più situata alla stessa altezza) l‘emissione dei gas di scarico della loro caldaia potrebbero entrare nella mia abitazione.
In pratica ho richiesto che quella tubazione fosse prolungata di almeno un metro e mezzo in più, in modo da oltrepassare il tetto della mia abitazione e al fine di non obbligarmi a tenere rigorosamente la finestra chiusa, soprattutto nelle ore notturne.
In primo luogo loro si sono consultati col loro tecnico installatore di fiducia, il quale, in modo molto approssimativo ha fatto capire che l‘emissione dei gas di scarico di quella caldaia sono controllati ed innocui, quindi secondo loro l‘impianto è a norma.
Per di più ha aggiunto di aver inserito un metro di tubo in più, cosa che a tutt‘oggi ancora non mi risulta, la canna fumaria termina a ridosso del loro cornicione e siccome la mia abitazione è un metro più alta, il punto d‘erogazione del tubo rimane davanti alla mia finestra.
A mio parere l‘impianto in questione non è stato installato seguendo le normative vigenti, perché io so che tutto si trasforma e nulla si distrugge, quindi basterebbe una leggera corrente d‘aria indirizzata verso la mia finestra che tutto il gas bruciato ed emesso da quel tubo entrerebbe nella mia stanza da letto, fatto che ritengo al quanto pericoloso.
Inoltre credo che ognuno di noi sia libero in casa propria di tenere le finestre aperte o chiuse come meglio crede.
Quasi sicuramente il comune ha fatto eseguire quel lavoraccio tenendo in considerazione diversi motivi: il primo è che la mia abitazione viene vissuta per poco tempo l‘anno, prevalentemente nel periodo estivo, mentre il secondo è che il luogo dove risiedo abitualmente dista dal luogo di villeggiatura più di 850 km.
Ammetto umilmente di essere assolutamente ignorante in materia, e chiedo gentilmente se qualcuno mi potrebbe orientare su come tutelarmi da questa situazione al quanto incresciosa, per il momento ho eseguito soltanto una segnalazione verbale, perché credo e spero nel buon senso delle persone, ma se dovesse essere utile sono pronto a affidare il caso ad un legale.
In fine sono rimasto d‘accordo col comune che quanto prima inviavo loro normative o decreti legislativi, i quali prevedono le distanze da rispettare in merito alle emissioni di combustibili nell‘ambiente¦sono certo che almeno il testo unico di sicurezza ne parla.
Per chi fosse interessato ad approfondire questa storia posso inoltrare fotografie via mail, le quali, quasi sicuramente delucideranno meglio il caso.
Grazie, ciao.

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