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Esperienza amianto

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  • Esperienza amianto

    Buongiorno, vorrei raccontarvi le mie esperienze per far capire quante volte possiamo "cadere" nelle mai di idraulici/muratori....ignoranti e "pericolosi".
    Alcuni anni fa, nella casa nella quale vivevo come inquilino, avevo rilevato sul soffitto del bagno una macchia verdastra. Contattai il proprietario il quale venne a visionare il problema con un idraulico mandato dalla amministratrice del condominio.
    Premetto che io non immaginavo minimamente che le tubature di scarico potessero essere in eternit.
    L'idraulico manda due suoi dipendenti che spaccano il soffitto (il tutto con me presente ed ignaro) e decidono di rimuovere la tubatura che risultava molto usurata, quasi "marcia".
    Morale della favola, loro indossano una semplice mascherina, io nulla ovviamente, ed iniziano a "FRESARE" il tubo per asportarlo (avevano una sega circolare)...Ad un certo punto un addetto, con estrema ingenuità  mi dice "vada via...è polvere di amianto".....A qual punto sono scappato in cucina. Chiamo mio padre che ha lavorato in una acciaieria e prende una pensione per amianto il quale "ingenuamente" mi tranquillizza e mi dice di stare tranquillo.
    Dopo alcuni giorni rientro al lavoro, dopo aver fatto normalmente le pulizie, e ricevo notizie a dir poco allarmanti in merito!!!
    Purtroppo ho sbagliato a non fermarli, a non denunciarli, ecc.....
    Da allora mi sono fatto una certa cultura in merito (meglio tardi che mai).
    E cosi mi rendo conto che:
    - mio padre lavorava l'amianto (era addetto ai forni....) e portava i vestiti a casa che mia madra lavava a mano.
    - mio padre un giorno aveva portato a casa un pannello che sembrava di cartone, lo aveva segato con noi vicino e lo aveva messo dietro alla stufa a legna (io giocavo con quel pannello che spesso si sgretolava)
    - nell'appartamento dove abitavo, prima del fattaccio, avevano rotto il muro in cucina ed avevano fatto passare un tubo di acciaio dalla canna fumaria (che ho scoperto dopo essere in eternit) fino al mio appartamento senza nessuna precauzione (mi avvevano detto per adeguare l'impianto alle normative)
    Non nego che questi eventi, soprattutto quello del bagno, mi hanno purtroppo condizionato la vita generando in me molte paure. Il fatto è che "riparazioni" come quelle che sono state fatte a casa mia sono all'ordine del giorno. Secondo me certe problematiche non dovrebbero essere lasciate nelle mani di proprietari, inquilini e soprattutto amministratori di condominio (bella razza quella.....e con questo spero di non offendere nessuno...). La mappatura dell'amianto andrebbe fatta dalle a.s.l. condominio per condominio e tutti, senza allarmismi, dovrebbero sapere se nel condominio nel quale abitano sia o meno presente dell'amianto (e soprattutto dovrebbero conoscerne i rischi).
    Spesso le ditte "esperte" non sono poi così "esperte"
    c.s.

  • #2
    Beh, anzitutto quelli da te descritti sono dei casi cosiddetti "limite". In effetti in questi casi ci può essere stata una sovraesposizione, ma l'ignoranza degli idraulici che hanno segato via tutto non era totale, quanto piuttosto un'inconsapevolezza della reale dimensione che il problema amianto può rappresentare.

    Il fatto che ti abbiano detto "se ne vada, è polvere di amianto" vuol dire che il materiale lo conoscevano, sapevano bene o male che faceva male, ma sottovalutavano le precauzioni necessarie per "affrontarlo" creando un danno soprattutto a te (ma anche a loro, eh!)

    Tuo padre non si è ammalato pur lavorando l'amianto? No, perché non ho capito bene cosa significhi "pensione per amianto". Ha avuto danni accertati da esposizione lavorativa ad amianto?

    Per il resto, essendo indoor non si è trattata solo di un'esposizione saltuaria, poiché le polveri saranno stati presenti nella stanza anche per tempo dopo. Tuttavia, una volta che le cose accadono, bisogna farne tesoro per non incombere in errori simili nel futuro. E ovviamente - anche se sono la persona meno indicata a confortare data la mia comprovata psicosi da sostanze inquinanti - non farne un dramma e vivi tranquillo.

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    • #3
      A mio padre è stato riconosciuto il rischio amianto per via delle sue mansioni. Non si è ammalato (e spero non accada mai!).
      Grazie per le rassicurazioni. Resta un profondo senso di colpa e tanta rabbia per non aver fatto nulla...
      Alcuni giorni dopo volevo denunciarli ma a quel punto ero talmente spaventato che non sono riuscito a fare nulla e soprattutto ero solo ad affrontare la situazione perchè la mia famiglia minimizzava.
      Oggi vivo vicino ad una zona industriale circondato da edilizia anni 60/70, facciate/tetti in eternit che vengono rimossi più o meno bene...
      Leggo alcuni post di persone "terrorizzate" perchè vicino a casa loro c'è un tetto in eternit....allora io cosa dovrei dire dopo quello che mi è successo?!??!!
      Spero che la mia testimonianza possa aiutare qualcuno a non commettere i miei stessi errori.
      Ciao

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      • #4
        Grazie per il contributo, molto interessante.
        Purtroppo la nostra generazione è stata a contatto diretto ed indiretto con una grande quantità  di manufatti contenenti amianto, per cui siamo una sorta di caso scientifico da monitorare nei prossimi decenni per vedere quali saranno gli effetti definitivi sulla nostra salute.
        Speriamo di sistemare un po' di cose per le generazioni future, preserviamo almeno loro da questi rischi.
        Il mio sitoweb:
        NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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        • #5
          Ciao Steva64, condivido quello che scrivi e posso dire di avere esperienze purtroppo simili alle tue.
          La maggior parte delle persone minimizza il problema amianto, proprio perché stavo appunto notando che il rischio nell'immaginario collettivo è associato al "lavorarci per lungo tempo".

          In ogni caso non è detto che avendoci lavorato e avendolo respirato (ma ricordiamolo, l'amianto soprattutto nelle grandi città  lo respiriamo tutti...) ci si debba per forza ammalare.

          Certo è che l'amianto è una sostanza cancerogena.

          In ogni caso questa tendenza a minimizzare è dovuta al fatto che chiunque abbia lavorato nell'edilizia qualche anno fa (ma consideriamo anche altri i meccanici, gli idraulici e moltissimi altri) si è trovato a contatto con l'eternit.

          Molti di loro non si ammaleranno di mesotelioma (comunque l'amianto è associato anche al carcinoma polmonare e a altri tipi di cancro).

          Credo si tratti di un problema che dobbiamo "imparare" a affrontare, perché in Italia sono state prodotte tonnellate di eternit e se pure esistono le leggi, si va dal disinteresse all'ipocondria mentre manca un piano razionale di smaltimento.

          Dovrebbe partire proprio dai comuni con una campagna di sensibilizzazione!

          Gli amministratori di condominio, nei confronti dei quali purtroppo per esperienze pregresse nutro un'opinione simile alla tua, dovrebbero essere obbligati a denunciare la presenza di eternit e dovrebbe essere certificato, all'acquisto e alla vendita dell'appartamento, che il palazzo è stato bonificato.

          Se fosse vietato vendere o affittare appartamenti con presenza di strutture in eternit, il problema sarebbe in parte risolto... se posso dire, dovrebbe esserci uno sportello di denuncia dove poter segnalare anche in modo anonimo la presenza di amianto.

          Invece a Roma stati aperti degli "sportelli amianto" ma che mi risulti non esistono come da programma in tutti i municipi, peccato però che nel Lazio la ASL non controllo gli edifici privati... quindi se chiami la ASL per la tettoia corrotta sopra la tua testa rischi di sprecare i soldi della telefonata!

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          • #6
            Originariamente inviato da Davide Visualizza il messaggio
            Grazie per il contributo, molto interessante.
            Purtroppo la nostra generazione è stata a contatto diretto ed indiretto con una grande quantità  di manufatti contenenti amianto, per cui siamo una sorta di caso scientifico da monitorare nei prossimi decenni per vedere quali saranno gli effetti definitivi sulla nostra salute.
            Speriamo di sistemare un po' di cose per le generazioni future, preserviamo almeno loro da questi rischi.
            Scusate se rispondo due volte, scrivevo mentre Davide postava.

            Volevo solo aggiungere: Davide, quelli veramente a rischio sono i nostri figli.
            Perché con questo clima altalenante, nevicate, piogge torrenziali, moltissime di queste strutture adesso cadono in pezzi (parlo soprattutto di edifici destinati all'uso abitativo).
            Inoltre, poiché in molti palazzi vi sono vecchie tettoie risalenti agli anni '60, anche il tempo sta facendo la sua parte.
            E continuerà  sempre peggio se queste strutture non vengono rimosse!

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            • #7
              Sì, in effetti lorale ha ragione.
              Anche se sono calate moltissimo le esposizioni di tipo professionale rispetto a 30 anni fa, tutte le strutture contenenti amianto vanno sempre più deteriorandosi per cui è inevitabile che la concentrazione ambientale delle fibre di amianto andrà  ad aumentare nel tempo.
              Certo... all'aperto non si raggiungeranno mai quei picchi di concentrazione che si rilevavano all'interno delle fabbriche dove si lavorava con l'amianto, però effettivamente il problema non è da sottovalutare: le bonifiche vanno fatte, e non sarebbe male anche cercare di creare nella popolazione una consapevolezza diffusa della pericolosità  dell'amianto in quanto tale. Ancora adesso molte persone lavorano su prodotti contenenti amianto senza protezioni, altri li disperdono nell'ambiente senza cura, alcuni li tengono in casa o in garage e magari li fresano tutt'ora in ambienti chiusi. Purtroppo, o per ignoranza o per errate convinzioni, se non per crimine, sono ancora molto diffusi dei comportamenti pericolosi che mettono a rischio la salute di tutti.
              Il mio sitoweb:
              NonSoloAria.com - Il più importante sito italiano nel campo dell'inquinamento dell'aria

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              • #8
                30 anni fa l'amianto era respirato da quelli che ci lavoravano a pieni polmoni o da quelli che - no nsapendo in via ufficiale SE e QUANTO facesse male sta merda, lo maneggiavano in tutti i modi.

                Oggi fa male perché si deteriora e perché continuano ad esserci pezzi di merda che lo maneggiano a ********************.

                Domani farà  male per le stesse ragioni di oggi, perché per smaltire le miliardi di tonnellate di sto schifo ci vorranno almeno duecento anni.

                Conclusione: siamo fottuti per almeno tre o quattro generazioni a venire, dunque, perché procreare, mi chiedo?

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                • #9
                  Costanzio,
                  scusa se mi permetto ma credo che la situazione ti stia sfuggendo di mano.
                  Mi pare che i tuoi post (che sono una valanga!!!) siano, molto spesso, frutto di compulsioni.
                  Spero di non offenderti ma credo che dovresti affrontare il tuo problema con uno psicologo. La continua ricerca di rassicurazioni non ti farà  raggiungere la tranquillità .
                  Ciao

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                  • #10
                    Originariamente inviato da STEVA64 Visualizza il messaggio
                    Costanzio,
                    scusa se mi permetto ma credo che la situazione ti stia sfuggendo di mano.
                    Mi pare che i tuoi post (che sono una valanga!!!) siano, molto spesso, frutto di compulsioni.
                    Spero di non offenderti ma credo che dovresti affrontare il tuo problema con uno psicologo. La continua ricerca di rassicurazioni non ti farà  raggiungere la tranquillità .
                    Ciao
                    Caro steva, tranquillo non mi offendo, quando uno ha un problema, ha un problema. Quello sopra era un mio post di sfogo, mi scuso per la scurrilità  di alcune porzioni di testo.

                    Detto questo, è un disturbo ossessivo compulsivo valutato da uno psicologo molto lieve (odio gli psicologi comunque), perché comunque sono in grado di convivere con i problemi, di rassegnarmi e di passarci sopra molto spesso, però questo forum lo vedo come un luogo di rassicurazione, certo so però che non è una rassicurazione risolutiva, e spesso ripiombo nei miei problemi.

                    Lo so, ne sono cosciente. Sta di fatto che nell'ultimo post, certo in modo volgare, esprimevo la mia rassegnazione e visione pessimistica di un mondo che non solo per l'amianto va in malora.

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                    • #11
                      Mi aggiungo anche io al coro di coloro che sentono il problema amianto. A casa mia, una ditta del cavolo ha fatto un buco su una colonna di scarico, che era probabilmente in amianto, e pur se l'architetto della ditta aveva inquadrato il problema, il proprietario della ditta mi ha risposto fosse banalmente "coccio"! Ditemi voi, di che materiale possa essere un tubone di grosso e non di plastica, in un palazzo che ha quasi 100 anni? Terracotta? Io credo che purtroppo non ci sono dubbi. Non ho assistito personalmente al buco, ma ricordo di aver trovato già  tutto fatto con i terminali di plastica degli scarichi e dentro della carta di giornale. Ma io in quella casa ci sono andata tutti giorni, e poi l'ho anche pulita!
                      Questi sono i tecnici, diciamo che oggi anche se si sanno tante cose, la gente se ne fotte, perchè credono che sono dicerie e non realtà  scientificamente dimostrate. Mah....

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                      • #12
                        Purtroppo anch'io "vanto" numerose esposizioni all'amianto. Pensate che da bambina, con buona pace di tutti, disegnavo sui serbatoi in eternit del cortile con i pastelli a cera. La mia casa poi, si trovava in un rione che a cavallo tra gli anni '80 e '90 ha visto numerosissime demolizioni e susseguenti costruzioni. La mia zona era un vero e proprio cantiere polveroso e allora l'eternit era ancora usatissimo. Quando demolivano case con il tetto in eternit non chiamavano di certo le ditte specializzate in bonifica, usavano le ruspe e basta. Nel mio giardino è ancora presente una tettoia in eternit di circa 50mq, che comincia ad essere malandata e sono combattuta tra la paura di toglierla e la paura di tenerla

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                        • #13
                          Ciao a tutti,
                          mi trovo di nuovo qui a scrivere una nuova esperienza.
                          Nella ditta in cui lavoro sono stati sostituiti alcuni pannelli del controsoffitto.
                          I pannelli risalgono agli anni '90.
                          Chiedo agli addetti "Come fate a riconoscere i pannelli che potrebbero contenere amianto?" Questi si guardano sbigottiti e mi rispondono "amianto? Non credo che ce ne sia...speriamo di no". Ma io mi chiedo....come stanno questi????
                          Ho chiesto loro di lasciare un campione in un sacchetto che ho fatto analizzare. Sto aspettando i risultati.
                          Poi torno dal lavoro e vedo che hanno spezzato i pannelli nel corridoio e li hanno lasciati in un sacchetto della spazzatura. Ho segnalato il tutto al mio datore di lavoro che minimizza (comunque l'ho obbligato a fare le analisi a sue spese). Non ho più parole......

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                          • #14
                            OK, facci sapere gli sviluppi.
                            Il mio sitoweb:
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                            • #15
                              RISULTATO ANALISI

                              Ciao a tutti,
                              scusate per il ritardo nel rispondere.
                              Il risultato delle analisi è stato confortante.
                              Zero presenza di amianto.
                              Costo esame € 100+ iva.

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