Questo grafico lo trovate qui: http://www.1ststepfinancial.com/Vostok42k.jpg
Figura 11
In questo grafico Fig. 11 sempre tratto dai dati sui ghiacci antartici, oltre alla linea della CO2, quella più in alto, e la linea della radiazione solare, quella più in basso, ci sono altre 3 linee. Partendo dal basso ci sono gli andamenti della radiazione solare, dell‘isotopo dell‘ossigeno O180, del metano CH4, della temperatura, ed infine della CO2. La linea del metano è simile a quella della CO2. E‘ molto interessante la linea dell‘ O180 perché è strettamente correlata a quella della radiazione solare, infatti gli autori ne hanno unito i vertici. Dai dati sul rapporto tra O180 e O160 si ricava la linea delle medie della temperatura, che sta più in alto.
Questo grafico è molto importante, perché evidenzia come l‘aumento del O180, avvenga prima dell‘aumento della CO2. E‘ la dimostrazione che la CO2 ed il metano, aumentano in seguito all‘aumento della temperatura, e mai viceversa.(F.Amman)
Il glaciologo K.M.Cuffey nel 1994 studiando i ghiacci della Groenlandia ha dimostrato che il termometro isotopico può sbagliare anche di 10° C, quindi i valori delle temperature dell‘emisfero nord erano sottostimate. Questi errori sembrano meno evidenti nelle carote dell‘Antartico.
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Questo grafico lo travate qui: Pseudoscience on Global Warming
Figura 15
Nel grafico della fig. 15 si vede che nel Paleocene, circa 60 milioni di anni fa, la concentrazione della CO2 schizzò fino a 2050 ppm. Probabilmente la concentrazione raggiunse anche valori superiori, tenendo presente che questo valore è dedotto dalle carote di ghiaccio, quindi sottostimato, e che è una media, quindi mancano i valori massimi assoluti. Questa improvvisa impennata di CO2, durata circa 10 milioni di anni, sembra essere dovuta ad una serie di innumerevoli eruzioni vulcaniche. Quale fu il meccanismo che riportò la concentrazione a valori intorno ai 450 ppm?
Si è ipotizzato un sequestro massiccio da parte di miliardi di conchiglie marine. Il sequestro avvenne fissando il carbonio nei carbonati dei gusci delle conchiglie, che morendo portarono il carbonio sul fondo degli oceani. Un altro sequestro fu da parte delle foreste lussureggianti, favorite nello sviluppo proprio dalle alte concentrazioni di CO2 e dalle alte temperature. Queste enormi masse vegetali coperte da innumerevoli sedimenti, nel corso di milioni di anni, si sono trasformate in carbone, petrolio e gas. I combustibili fossili nel bruciare riemettono in atmosfera la CO2 sequestrate dai vegetali milioni di anni fa.
Inoltre nel grafico, sempre nel periodo del paleocene e dell‘eocene, è molto interessante analizzare l‘andamento della temperatura, che rimane costante per più di 50 milioni di anni. La temperatura non risente né dell‘altissima concentrazione di CO2, né degli sbalzi enormi di concentrazione, si passa da 300 ppm, a 2050 ppm, con un innalzamento di 1650 ppm per poi tornare a 400 ppm. Sembrerebbe quindi che la CO2 non abbia nessuna influenza sulla temperatura, non aumenti l‘effetto serra e nemmeno lo diminuisca. In modo particolare non sembra credibile l‘ipotesi dell‘IPCC, che l‘aumento della CO2 fino a 500 ppm, comporti un innalzamento di temperatura di 2° C. Gli scienziati dell‘IPCC sostengono che la completa indipendenza della temperatura dalla CO2, nel paleocene, è dovuta all‘azione schermante delle ceneri vulcaniche. Miliardi di GT di ceneri in aerosol, molto probabilmente hanno impedito alle radiazioni solari ad onda corta, di giungere sulla terra. Ma le polveri e le ceneri vulcaniche, hanno anche un azione di rifrazione molto importante sulle radiazioni calore, ad onda lunga, in salita dalla terra. Questa capacità delle ceneri di trattenere il calore, sommata al presunto effetto serra della CO2, alle alte concentrazioni di 2050 ppm, avrebbe dovuto determinare un rialzo termico molto consistente Se fossero vere le teorie sui gas serra, non sarebbe giustificabile una linea della temperatura perfettamente orizzontale, cioè costante, per 50 milioni di anni, come dal paleocene al pliocene.
Inoltre nell‘eocene la CO2 cala drasticamente, di circa 1500 ppm mentre la temperatura rimane invariata, per milioni di anni. Questa è un‘altra prova che la riduzione del 8% delle emissioni voluta dal protocollo di Kyoto, non ha alcun fondamento scientifico, è solo un accordo politico commerciale.
La paleontologa G. Keller al congresso 2007 della società geologica americana, ha ipotizzato che l‘estinzione dei dinosauri sia da imputare alle polveri vulcaniche, della fine cretaceo inizio olocene.
La concentrazione della CO2 dipende da equilibri fisici, chimici, astronomici, e biologici, che ancora non si conoscono. Di fatto nella storia del pianeta la concentrazione di CO2 è salita e scesa, senza l‘intervento dell‘uomo, e senza influenzare la temperatura.
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Questo grafico lo trovate qui:http://biocab.org/GWMA-002_op_987x740.jpg
Figura 8
Nel grafico in fig. 8 fatto da M.L. Khandekar la linea più in alto è quella delle variazioni di temperatura, parte a circa 0 e finisce a 0,18, si vedono i picchi medioevali: i più alti, e il picco del 1998. E‘ un errore scientifico sostenere che il pianeta abbia in questo periodo le temperature più alte degli ultimi milleni. E‘ molto interessante seguire la linea della CO2 in questo grafico, perché evidenzia che non c‘è nessuna correlazione causa effetto, tra aumento della CO2 e crescita della temperatura. Tra il 900 dc. e il 1000 dc. la temperatura salì senza nessuna influenza della CO2. Negli ultimi 200 anni, sicuramente le attività umane hanno determinato una perturbazione nell‘equilibrio del ciclo del carbonio, come successe nel paleocene, quando la perturbazione fu dovuta alle eruzioni, ma queste variazioni di concentrazione della CO2 non hanno nessuna influenza sulla temperatura.
Sempre sul riscaldamento, non tutti gli scienziati concordano sull‘impennata anomala delle temperature degli ultimi anni. La crescita delle temperature per molti studiosi è graduale e sovrapponibile ai periodi di riscaldamento globale, che caratterizzano le ere interglaciali. Per molti scienziati la situazione climatica, se pur in cambiamento, non è preoccupante, perché rientra nelle medie del passato.

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